Cos’è la cucina Fusion Vegan? Persepolis: Falafel al profumo di aneto con hummus di ceci homemade!

Buongiorno,
Cos’è la cucina fusion vegan? Un modo nuovo di pensare la cucina, in modo creativo e senza l’utilizzo di ingredienti di origine animale; una cucina fusion, sana e naturale e allo stesso tempo ricca di gusto e sorprendenti sapori, che utilizza ortaggi di stagione, biologici/biodinamici, possibilmente di piccoli produttori. (da http://2night.it/2018/01/12/il-corso-di-cucina-fusion-vegan-di-umami-natura-golosa.html )
Non posso che dire che è vero!

Umami

Domenica ho fatto toccata e fuga al MujaVeg Festival e mi sono presa le Persepolis: Falafel al profumo di aneto con hummus di ceci homemade nel food truck. Umami – Natura Golosa.

Chiacchierando e ascoltando quel bel accento veneziano ho coperto che il furgoncino guidato da Alessandro e Pravas ogni giorno solca una città diversa e porta con sè i suoi gusti da street foodfusionDisponibili ogni giorno piatti caldi e cibo di strada, tutto fatto in casa con prodotti biologici, in gran parte provenienti da piccole realtà naturali e coraggiose, come il pane del progetto Anticamente. Il food truck è disponibile per catering con menu concordato durante feste private. Nell’ entroterra veneziano c’è anche la possibilità del servizio di consegna a domicilio.

Questa proposta di cibo da strada così diverso nasce sicuramente da una lunga ed appassionata ricerca nel mondo della cucina vegetariana, si sente l’amore per il cibo buono e sano e dal desiderio di condividere la loro personalità attraverso l’esperienza del gusto….
Credetemi DA PROVARE ASSOLUTAMENTE!! (anche per i grandi scettici del vegan)!
Su fb UMAMI Natura Golosa – Vegan food truck

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Torna il Trofeo della Polpetta Il 13 giugno, alla trattoria Al Moro!

Rieccomi….in ritardissimo vi ricordo un appuntamento di oggi!
Purtroppo non sarò presente per motivi non sindacabili 😀
Per il quarto anno consecutivo, l’Associazione Cuochi Trieste e la Trattoria Al Moro organizzano il Trofeo della Polpetta, aperto a tutti, professionisti e non.

Ci si potrà cimentare in vari tipi di polpette, fritte, in piastra, al forno o al sugo e si potranno usare come ingredienti carne, verdure e pesce.

L’occasione giusta per mettersi alla prova con quello che sembra il più semplice dei piatti.

 

A fare da giuria il Presidente dell’Associazione Cuochi Luca Gioiello, il Vicepresidente Andrea Basilico e il consigliere Claudio Rosso.
Assaggeranno i prodotti che cuochi professionisti e semplici appassionati friggeranno sul momento e decreteranno la polpetta più buona.

I partecipanti dovranno realizzarne al massimo dieci, da friggere o infornare in loco.

Assaggi di polpette anche per il pubblico che ogni anno accoglie sempre con entusiasmo l’evento.

La gara partirà alle 15.30 e andrà avanti per fino alla fine dei partecipanti in gara.

Le iscrizioni, aperte a tutti, sono possibili via mail all’indirizzo trattoriaalmoro@libero.it, telefonando allo0402462655 oppure al momento.

Fritaia coi sparisi (Frittata con gli asparagi selvatici)

Le abbondanti piogge e le temperature finalmente gradevoli hanno risvegliato una pianta tipicamente primaverile: gli asparagi selvatici. 
L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) è una pianta della famiglia delle Liliaceae reperibile in tutto il bacino del Mediterraneo ma a Trieste e in Istria è un cibo di culto che riporta alle Osmize, luogo dove si vendono e si consumano vini e prodotti tipici (quali uova, prosciutti, salami e formaggi) direttamente nei locali e nella cantine dei contadini che li producono, e all’arrivo della primavera.
Nel periodo che va da aprile a giugno sono molti gli appassionati che partono per lunghe spedizioni boschive alla ricerca di asparagi selvatici, questi elegantissimi steli verdi che non solo sono deliziosi da gustare ma fanno anche bene perché possiedono una serie di proprietà benefiche per la nostra salute.

Domenica mia Sister con un ‘amica sono andate a raccoglierli e ne hanno trovati pochini, sembra che il Carso sia stato preso d’assalto sabato e le “sparisine” (le piante) erano tante ma senza il loro frutto…comunque una frittata siamo riuscite a farla  e quel gusto amarognolo intenso mi ha ricordato tante gite allegre in buona compagnia!

La mia ricetta:

ingredienti
Asparagi a piacere (vado a occhio e a fame)
dalle 2 alle 3 uova a persona (di allevamento a terra per me)
Olio ev di oliva qb (possibilmente delle nostre zone)
Sale (a chi piace anche il pepe, a me no)
Lavare gli asparagi che avrete sicuramente conservato in una brocca con dell’acqua
tagliarli a pezzettini  di 2 cm circa con le dita, scrocchiano e si rompono subito. Quando il tronco diventa più chiaro e legnoso buttare nell’umido.
Riscaldare l’olio nella padella e soffriggere un po’ gli asparagi mescolando.
Aggiungere un po’ d’acqua e cuocere 10 minuti circa,
A parte sbattere le uova con un po’ di sale e, quando i sparisi sono morbidi ma non mollicci e l’acqua è consumata, buttare le uova nella padella mescolando per amalgamare bene gli ingredienti.
Quando le uova si sono ben rapprese e la polpa è bella soda ma non troppo asciutta, spegnere il fuoco e servire subito! Sister, la sommelier dice che lei l’abbinerebbe con una buona birra lager leggera!! Prosit!

Oltre il Mare per Le Vie delle Foto, la mia mostra personale.

Buon pomeriggio!
Stamattina abbiamo allestito la mia personale all’Osteria 2 Ladroni di Via Tarabocchia 4 a Trieste, Adriano, il titolare, e Angela, collaboratrice preziosa di Le vie delle Foto, mi hanno aiutato e sono veramente soddisfatta del risultato!
Oltre il Mare fa parte di quel bellissimo progetto ideato 8 anni fa da Linda Simeone.
Le Vie delle Foto

le vie delle foto nasce e viene sviluppato come una mostra fotografica collettiva internazionale
composta da tante mostre singole dislocate nel centro cittadino di trieste.

Il progetto realizzato prevede un’esposizione collettiva che come un moderno network si compone e collega tante location diverse, prettamente locali caratteristici che ospitano fotografi aderenti alla manifestazione; un motivo in più per girare a piedi incuriositi per la città che negli ultimi anni si è adattata anche alla vita pedonale.
Viene coperto tutto il centro cittadino e per un mese è possibile inventarsi dei percorsi per visitare, anche quotidianamente, tutte le esposizioni in catalogo.
Le Vie delle Foto trasforma il locale cittadino in una piazza di incontri, discussioni e scoperta, infatti, proprio per la sua struttura antropologica, la città di Trieste già storicamente dimostra la sua inclinazione all’incontro nel bar (una volta chiamato anche tabaccheria o “tea room”). lo stesso James Joyce dichiara di aver scritto e letto molti libri nei locali di Trieste.

Il locale viene quindi utilizzato come punto d’incontro tra il cittadino e la cultura fotografica. (dal sito Le vie delle Foto)

ORC Worlds 2017 Trieste

@fiorella.macor

Oltre il Mare è il mio Progetto del 2018 che nasce dalla mia partecipazione come blogger e fotografa ai Mondiali di Vela d’Altura che si sono svolti nel Golfo di Trieste dal 30 giugno al 8 luglio 2017.
Primo giorno, mezz’ora prima dell’imbarco per seguire la regata di prova della domenica, il mio teleobiettivo si schianta al suolo! Che dire? Rabbia e qualche lacrima ma non abbandono il campo, non noleggio nessun altro tele e neppure chiedo in prestito a qualche amico…guardo con altri occhi questa gara: Uomini Vs Mare!
Tecnologia e natura, odore di salmastro e rumore di vele, vento e bonaccia, sensazione di libertà.

Quando mi sono trovata davanti al monitor ad editare tutti gli scatti mi sono trovata una storia fatta di belle cartoline, una descrizione che non bastava ad esprimere le mie sensazioni. Sono ritornata vicino al mare, senza reflex e, chiudendo gli occhi, ho ripercorso questa esperienza con i sensi ed è così che è nata l’idea di andare oltre la fotografia, di usare legni e pennelli, come un marinaio d’altri tempi, liberare la fantasia senza schemi fissi al contrario delle regole che mi sono sempre state imposte come fotografa professionista, finalmente anche “pittrice”!
Ho scavato nel profondo e la voglia di libertà che mi ha sempre dato il mare mi ha portato a riflettere anche sul mito della natura perduta e lo strapotere della tecnica, c’è una via d’uscita per l’uomo moderno: ritrovare un nuovo rapporto con la natura un rispetto reciproco che tolga ogni arroganza e violenza dell’azione dell’uomo verso il pianeta e gli altri esseri viventi…altrimenti c’è il Nulla dell’Isola delle Sirene o un viaggio senza scopo in un mare sconosciuto.
Spero che questo mio progetto piaccia e serva anche come riflessione….
Vi aspetto all’inaugurazione Lunedì 16 aprile alle ore 19…ovviamente in Via Tarabocchia 4 a Trieste!

 

Ci stiamo avvicinando alla nostra festa, quella che preferisco da sempre: il Carnevale.

Siamo al 3 febbraio e mancano pochissimi giorni a Giovedì Grasso. Dai messaggi su whatsapp a quelli telefonici agli incontri nei vari Brico, Emporio, Ferramenta e negozi di Muggia (è più stancante ma più divertente che comprare sul web ) si sente che il fermento c’è….chi a modo suo ma tanti fanno ancora carnevale, fortunatamente.

Prove per la sfilata

Per tante persone è un evento inutile e superfluo, per altri è dispendioso, per me è sempre stato anche un grande aiuto economico.Oltre che ad essere anche una tradizione antica (si trova ufficialmente negli Statuti Comunali nel 1420) è anche un momento di spensieratezza, una pausa dalla quotidianità,una valvola di sfogo. Per me, che ho superato abbondantemente i 55 anni, è diventato un bel momento per incontrare amici che non vedo mai o poco, un “babezzo” con le mie amiche , un momento di melanconia ricordando chi non c’è più, “un bicèr” o un bianco/rosso con l’arancio e ultimo in ordine di tempo è parlare di nipoti con altri nonni, un mondo nuovo molto speciale!
Pian piano che passano gli anni si rallenta e si trovano altri modi per fsteggiarlo si fa in tono più leggero ma chi ha la passione non credo possa perderla, magari poco, ma si fa.

Strumentopoli

Finalmente sto imparando un sacco di cose su materiali, colle e colori; è interessante e divertente anche se non è facile e ,se viene bene, da una piccola soddisfazione anche personale: l’ho creato io….
Quest’anno son un po’ in ritardo con i vestiti per la sfilata, diciamo pure che sono ruggine ….l’ansia da mancata prestazione inizia a serpeggiare! E’ una delle cose antipatiche del carnevale: la paura di non finire in tempo e dover fare tutto in modo veloce è fastidioso. Sono lenta e mi piacerebbe aver iniziato prima,ma è andata così e fare quel bel viaggetto a Vienna inaspettato non mi è dispiaciuto per nulla (devo ancora finire di sistemare le foto per colpa dei costumi).
Per il prossimo anno ho già deciso però che si cambia:
– sarta che fa il lavoro grosso, nel senso che io porto modelli disegnati e stoffa e lei si arrangia
– io mi occupo degli accessori creativi non ingombranti.
– Gommapiuma abolita se non per oggetti piccoli
– sketch allegro, niente di movimentato ma divertente.
– Affitto di magazzino/cantina con bagno per usare come deposito e cambio o, ancora meglio, piccolo appartamento in centro storico vicinanze piazza, max I piano.
– Attrezzatura fotografica ultraleggera ed ultra professiona da poter tenere in un piccolo tascapane sul fianco e a tracolla.
E, cosa importante, trovare il tempo per lavorare in Capannone, attaccando carta e aiutando nella bassa manovalanza dato che poco so fare, è fatica ma mi piacerebbe rifarlo come tanti anni fa.
Della serie #sognarnocostaniente #femocarneval #noinomolaremomai

#fiorellamacormobilephitography

Carnevale 2018

Nelle case per carnevale

Minestra di lenticchie con uno spumante del Collio.

Festa di San Martino ed antichi sapori d’autunno a Muggia, stamattina sono riuscita a fare una capatina e mi sono ritrovata con un bel piatto di minestra di lenticchie in mano offerto dai miei amici di Muja Veg e fatta da Giulia, una loro amica di Chieti, venuta per l’occasione a trovarli. Super gustosa e sana, questa minestra, mi ha proprio conquistato (anche per la semplicità della realizzazione) e trovo giusto condividere con voi la ricetta:
Ingredienti:(le dosi sono quelle per una normale minestra e secondo il vs gusto))
lenticchie 
patate
foglie di cavolo
olio extravergine d’oliva
dado vegetale possibilmente bio
sale qb.
Realizzazione:
Mettete in ammollo le lenticchie la sera prima
Lessatele in acqua e dado vegetale in modo da avere la base della minestra.
In un’altra pentola lessate le foglie del cavolo verde tagliate a striscioline (con il resto del cavolo potete fare una buona pasta il giorno dopo)
Scolate le foglie togliendole con una schiumarola e nell’acqua dove le avete lessate, buttate le patate tagliate a dadini, lessate al punto giusto anche loro, scolate e mettetele nella pentola delle lenticchie con le foglie del cavolo. Mescolate e fate bollire assieme il tutto per 2/3 minuti giusto per amalgamare il gusto. Impiattate e condite con un buon olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

Visto che eravamo in festa abbiamo accostato Emily, vino spumante di Luca Fedele..fresco e frizzante…ci stava proprio proprio bene!
Buon Appetito!

 

 

 

Dolomitiko, birra italiana, bistrot e un arredamento che invoglia.

Apre un altro locale a Trieste, al posto della panetteria pasticceria Romi di Via Torino 30, nella zona della movida del momento.Birreria Bistrot Dolomitiko , Trieste Una birreria Bistrot in uno di quei vecchi palazzi triestini che amo per le loro alte volte, ristrutturato in poco tempo con le idee dell’arredatore Andrea Galbusera che, secondo me, ha fatto uno splendido lavoro.
(la galleria di immagini su
Un flash su Dolomitiko facebook)
Si inaugura alle 17 e Via Torino si anima, si avvicina anche l’ora dell’aperitivo! Entro e la sensazione è di essere alla fine ‘800, primi ‘900. L’entrata con tutti quei fusti di birra e altri strumenti del mestiere illuminano con il loro color argento la muratura volutamente scrostata, e c’è il colore rosso delle scritte che da vitalità. Tutto molto accurato e pensato per un bell’insieme che ha anche dei tocchi di modernità.
In fianco al bancone hai un coridoietto che porta in un’altra bella sala. Bistrot Restaurant Birreria DolomitikoMi colpiscono delle nicchie con dei tavoli ed un soffitto fatto come se fosse una “pergola” (pergolato), i colori virano al verde e si ha la piacevole sensazione di essere in un cortile interno, all’aperto. Qui c’è anche una vetrata molto particolare che da sulla cucina, modernissima ovviamente.
Ancora un corridoietto con il soffitto a “pergola” e si entra nella sala che mi è piaciuta più di tutte “Il Magazzino” , luce e morbidezza, mi hanno fatto pensare a un pomeriggio con le amiche in relax (magari bevendo quel pestato di anguria con un pochino di vodka che mi ha proposto il barman).

La tavola del buffet si riempie di cibo e scopra una delle specialità di Dolomitiko il Crunch, un tipo di focaccia speciale soffice e croccante allo stesso tempo, con formaggio gorgonzola morbido, a vederlo sembravano fette di polenta scura grigliata, invece era una buonissima focaccia, da provare. Ho assaggiato anche un panino di hamburger “fatto in casa”, come sottolinea Pasquale lo Chef, una particolare attenzione alla bontà del prodotto sotto tutti i punti di vista. Spero molto che vengano riproposte le verdure fritte che hanno portato in tavola ieri, non avevano a che fare con quelle in pastella che si trovano a tutte le inaugurazioni e feste, tanta pastella e un pezzetto di verdura all’interno (mi piacciono anche quelle, lo ammetto. A Trieste si dice che : tutto xe bon impanà, anche le siole de scarpe. – tutto è buono con la panatura, anche le suole delle scarpe). Queste verdure erano croccanti e morbide allo stesso tempo, si vedeva cosa mangiavi, non era nascosto, aveva solo una leggera crosticina con farina.Buonissime! Veramente un bel buffet, ben servito, si vedeva professionalità.
Direi proprio che la prima impressione è stata quella di aver a che fare con persone che lavorano con passione, che amano quello che fanno e si rinnovano secondo l’esigenza del momento.
PS: ancora un piccolo episodio di ieri. Ero seduta fuori e mi sono trovata vicino ai giovani studenti che gravitano nella scuola dell’associazione cuochi. Si stavano scambiando informazioni di scuola, compito: la rana pescatrice. Non sono riuscita a sentire tutto il discorso ma il pezzo che ho seguito era interessante. Dovevano studiare le qualità in cucina di questo pesce, non solo a livello gusto ma nutrizionale. Poco ho capito ma credo che, per curiosità, andrò in cerca di qualche notizia. Il bello è stato ascoltare l’interesse dei futuri cuochi, davano l’impressione di essere dei bravi studenti.
Buon pranzo a tutti!

www.facebook.com/thefoodieandevertythingelse/

 

 

Vi racconto la Cena sotto le stelle. Location e sapori che non si possono dimenticare.

Un grande ristorante sotto le stelle con vista mare, attorniato da splendidi palazzi! Trieste, Piazza UnitàQuesta è stata lo scenario che ha accompagnato una cena dai sapori che non dimenticherò facilmente.
sono arrivata alle 17 per seguire il backstage e la preparazione ed il cielo era nuvoloso, grigio, ma il meto scongiurava la pioggia fortunatamente.

Tutto un fervore, i cuochi come formichine preparavano le tavole alla perfezione, gli sponsor preparavano i banchetti e i turisti non potevano fare a meno di entrare nella zona dedicata alla cena scattandosi selfie seduti ai tavoli. Luca Gioiello, uno dei bravissimi chef dell’Associazione Cuochi ha il telefono che squilla in continuazione e dirige il tutto con i suoi colleghi chef come fossero direttori d’orchestra. Trieste, Piazza Unità
Amo Piazza Unità da sempre, col suo sapore Mitteleuropeo e la vista sul mare , preparo il cavalletto, la macchina e mi metto a scattare come se non ci fosse un domani decisa a dare immagini eloquenti di questa location così preziosa.
Pian piano il cielo si apre e mi regala una luce che illumina il Palazzo della Prefettura e ne risalta i suoi decori dorati.
Sotto il Municipio si inizia la distribuzione ad offerta dei panini di Cotto in Crosta offerti dal Salumificio Masè. Il ricavato andrà tutto in beneficenza (se vuoi conoscere la ricetta del Cotto Triestino cerca l’articolo sul blog). Verso le 19 è tutto pronto, dei panieri originalissimi, composti da un enorme panino senza la mollica, avvolto in un tovagliolo, riempito da tante fette di pane e decorato con rosmarino e lavanda attirano la mia attenzione e mi dicono che è ora di andare in macchina a cambiarmi (mi sono organizzata proprio in modo egregio). Quando ritorno vedo che pian pianino arrivano gli ospiti. Un aperitivo li attende, del buon vino delle Cantine Angoris accompagnato da buonissime frittelle alle alghe marine ed origano (Acqua farina lievito alghe e origano). Le mie belle e amiche Hostess, Angela e Linda, in tubino nero e tacchi alti mi indicano il mio tavolo, una postazione bellissima verso il mare, sono proprio curiosa di sapere chi sono i miei commensali ! 10 persone per  tavolo. Appoggio il coprispalle su una sedia e vado a salutare gli amici sommelier che faranno servizio ed il cielo si fa ancora più bello regalandoci un tramonto degno di un quadro.
I tavoli si riempiono, i commensali si presentano e la cena inizia con un antipasto di alici barcolane, melanzane e formaggio del Carso per poi passare  al primo con lasagne preparate con farina di grani antichi e “canoce” (ho ancora il gusto in bocca, se ci penso, un accostamento perfetto). Per secondo un lingotto di baccalà cotto a bassa temperatura con verdurine e scarola, dal croccante crumble alla crema di indivia!
Scatto con fervore nella luce ormai notturna e mi gusto sto tribudio di sapori chiacchierando con i mie commensali, siamo proprio una bella tavolata e facciamo amicizia subito.
Le ore passano in fretta e arriva il momento importante del Guinness mondiale Piazza Unità triestedi una Pasta Crema di 25 metri assemblata sul lungo tavolo preparato per l’occasione. La Carsolina o Zavata è un dolce che non manca mai sulle nostre tavole, soprattutto sul Carso.
E’ affascinante vedere come vengono sistemate le mille foglie, riempite di crema e, in finale, spolverate di zucchero .
25 metri e 80 cm! E’ fatto…è un nuovo Guinness!
La festa raggiunge il suo apice, c’è un’aria di allegria e benessere attorno. Gli chef si rilassano e sorridono, è sicuramente stato un successo, Il Sindaco fa il suo bel discorso dicendo che questa dovrà diventare un’abitudine, come non essere d’accordo con lui?
Vin passito per il dessert, caffè Illy e un amaro di Piolo Max….e la piazza pian pianino si svuota.
Noi siamo ancora in tavola a chiacchierare, ci sembra di essere dei vecchi amici invece che nuove conoscenze e ci accorgiamo che siamo rimasti gli ultimi, che stanno già mettendo via tutto e, a malincuore ci alziamo anche noi scambiandoci le email per non perderci di vista.
L’orologio del comune segna l’una e mezza, ma come vola il tempo quando stai bene con gli altri? Troppo velocemente mi vien da dire.
Raccolgo la mia pesante borsa, il cavalletto e la fetta di Carsolina avvolta nell’argento che ci hanno gentilmente dato per asporto evado a salutare i sommelier che si stanno rilassando. Le mie Hostess sono ancora con i tacchi alti ma sedute sotto la Fontana dei 4 Continenti con Luca, li stanno “murando” con le piante che delineavano il rettangolo della cena, ce la faranno ad uscire tra un po’? Saluto anche loro mentre continuano ad accatastare i vasi delle piante, cercando di seppellire anche me…e con atto di volontà suprema decido che è ora di andare a dormire …anche se non ne ho tanta voglia!
Decisamente una serata da ricordare!

 

“Cena sotto le stelle” in Piazza Unità a Trieste, una location da favola per una cena speciale.

“Cena sotto le stelle” , già il titolo invoglia. Sa di favola principesca una cena così: tavoli rotondi, tovaglie bianche, candelabri e candele per illuminare i piatti d’eccellenza cucinati dagli chef dell’Associazione Cuochi di Trieste, il tutto sotto il cielo di luglio con la cornice degli splendidi palazzi di Piazza Unità.
Mercoledì 26 luglio dalle 20.30, la Piazza più grande (ed aggiungo più bella) sul mare aperto d’Europa ospiterà un evento unico dal sapore Mitteleuropeo!
Vado a trovare lo Chef Luca Gioiello (Ristorante Arcoriccardo) nello stand di Piazza della Borsa dove si trovano tutte le informazioni e si fanno le prenotazioni (il gazebo sarà lì ogni giorno fino a mercoledì).

Luca Gioiello ed i cuochi nello stand di Piazza della Borsa

Luca è il Presidente della Federazione dei Cuochi Italiani, napoletano d’origine ma triestino d’adozione, ed esordisce con un: <<non si è mai fatto e ed è una sfida al discorso del “no se pol” (Trieste è famosa per essere la città dei “non si può”), stavolta “se pol” (si può) e si farà! Finalmente siamo riusci ad ottenere il salotto principale di Trieste!>>

L’ Associazione cuochi di Trieste è una costola della Federazione Italiana e voleva da tempo fare qualcosa che desse un bel colpo d’occhio sulla città. Un evento che mettesse in luce anche le competenze dei cuochi di questa associazione, professionisti che operano nel settore anche da più di 30anni e che da oltre 15 vanno in giro per concorsi nazionali ed internazionali, portando a casa medaglie di valore (non poche!). C’è anche una nuova sinergia con il nuovo gruppo dei giovani e con le Lady Chef che una volta non c’era, è un’occasione per aprirsi alla città con le loro professionalità.
La cena sarà “confezionata” con 4 portate, ognuna fatta da 5 chef con i relativi aiuti, partendo dall’antipasto al dolce che sarà da guinnes: una carsolina (millefoglie o pasta crema carsolina chiamata anche zavata). Verrà montata sul posto alla vista dei partecipanti, avrà più di 25 metri, larga 10 cm alta 8 cm!
La cena sarà accompagnata da vini della Cantina Angoris, da Verduzzo Friulano, il caffè offerto da Illy Caffè e l’amaro Trieste di Piolo e Max.
La manifestazione ha anche un valore nella beneficenza, una parte dell’incasso verrà devoluto alla Fondazione Burlo Garofalo e alla Fondazione Lucchetta. Per due altre associazioni minori che fanno volontariato ci sarà l’incasso della donazione per dei panini di prosciutto in crosta offerti da Masè (Rieccolo! Vedi il mio articolo precedente).
Un’altra parte del ricavato della cena servirà all’Associazione dei Cuochi per sponsorizzare l’inserimento nel lavoro dei ragazzi della scuola, con corsi e preparazione di giovani talenti. Un’altra parte servirà agli associati stessi per fare corsi di aggiornamento perchè le specializzazioni vanno bene ma fare il cuoco deve essere visto a 360° si deve avere un’infarinatura di tutta l’alimentazione!

Sinceramente sono già con l’acquolina in bocca e non vedo l’ora che arrivi mercoledì per assaggiare queste prelibatezze e raccontarvi da vicino quello che succederà, trucco e parrucco perchè sarà una serata di gala e via …a seguire da vicino già dal pomeriggio le abilità dei cuochi nella cucina installata vicino alla fontana dei Quattro Continenti…

Ecco il Menù e le informazioni per prenotare! Buona serata!

ANTIPASTO
Stratificazione di melanzana viola, alice barcolana, formaggio jamar del Carso e bianchera aromatizzata al basilico.

PRIMO PIATTO
Sfoglia all’uovo con farina di grani antichi, canoce di mare, la loro riduzione ed il suo sale.

SECONDO PIATTO
Sorpresa del golfo con crumble del Carso ed insalatina croccante alla triestina su crema di indivia.

DESSERT
Carsolina da Guiness dei primati (oltre 25 metri di larghezza).

Per informazioni e prenotazioni: + 39 338 6076900 oppure atctrieste@gmail.com.

Il costo del biglietto è di 70 euro. Compresi nel prezzo acqua, coperto, degustazione vini e un digestivo.

Dal 17 luglio in piazza della Borsa è presente anche un Gazebo dell’Associazione Cuochi per raccogliere le prenotazioni. Non sarà possibile acquistare i biglietti, né accettare pagamenti la sera dell’evento. In caso di maltempo la cena verrà rinviata al mercoledì successivo.

 

 

A Trieste l’aperitivo si fa con il prosciutto cotto caldo con senape e kren in crosta di pane

Come promesso ecco la ricetta del Cibo Vincitore di ORC Worlds Trieste 2017 a Porto San Rocco. Dopo una settimana passata ad osservare le abitudini culinarie, non ho dubbi su cosa si sia consumato di più: Usato prima delle regate per le proteine,dopo antipasto della cena degli equipaggi, come stuzzichino per un languore improvviso, non saprei dire quanti prosciutti sono stati consumati ….è stato onnipresente e l’indiscusso vincitore nella mia classifica (accompagnato da birra o spritz di vino bianco).
Per voi, un po’ di storia e la ricetta!

Pochi sanno che Trieste è una delle capitali del prosciutto. Il primato deriva non da un territorio vocato alla suinicoltura, ma dalle competenze dei produttori giuliani nella preparazione della salumeria cotta. Il prosciutto – che oggi aspira alla denominazione europea di Cotto di Trieste, anche se molti lo chiamano ancora Praga – rimanda al passato asburgico della città. Tradizione vuole che siano state proprio le donne di servizio boeme a importare le pietanze mitteleuropee.
Fiore all’occhiello della gastronomia cittadina è il prosciutto in crosta di pane, preparato con la ricetta storica che il popolo giuliano tramanda da oltre un secolo. Le cosce suine fresche vengono profumate con aromi naturali e affumicate a caldo con trucioli di legno d’abete.

Il pane del cotto detto anche biscotto

Successivamente il prosciutto, disossato, viene cotto in caldaie, per poi essere completamente avvolto nell’impasto del pane e messo in forno per almeno otto ore (la cottura ideale è di un’ora per chilo). I profumi vengono trattenuti dal pane, che rende la carne morbida e gustosa.
Il prosciutto cotto in crosta va rigorosamente affettato a mano. La fetta risulta di un bel colore rosato e il sapore è dolce, delicato e leggermente affumicato. È ottimo come secondo ma dà il meglio di sé per un aperitivo o un brunch, mangiato caldo con senape o una grattugiata di cren (radice di rafano). Il gusto piacevolmente corposo richiede l’abbinamento con vini bianchi intensi, come un Isonzo Pinot Bianco o un Friulano.
L’eredità del passato asburgico di Trieste si riflette ancora oggi nel consumo abituale di prosciutto in crosta.
Buon appetito!!