Pasquetta di relax e revival anni 80 con una pasta alle fragole.

Finita anche Pasquetta, il tempo ha tenuto e adesso ci saranno code ai confini per il rientro e son proprio contenta di essere a casa.Una Pasqua un po’ nostalgica ma molto serena, sono stata brava anche con il cibo, a parte la cioccolata e mi sono presa un po’ di tempo anche per me, un relax mentale che è andato in giro per ricordi.
Non so perchè ma mi sono tornati in mente gli anni 80 con tutte le prime stranezze che apparivano nei locali. Tanta panna dappertutto, grassi intrugli e nello stesso tempo nasceva la cucina vegetariana, aprivano i ristoranti esotici, un periodo decisamente pieno di contraddizioni.La prima cosa “strana” che ho mangiato in quei anni è stata la pasta alle fragole, ricordo che eravamo al Ristorante Città di Cherso in Via Cadorna a Trieste e ho voluto provare questo gusto così diverso dal solito. Non ne sono rimasta entusiasta ma ogni tanto mi piace, una volta all’anno, quando ci sono le fragole più buone,
Ripensando a quegli anni mi vengono in mente i must: tortellini, panna, prosciutto e piselli, decisamente invernali, le penne alla vodka, i gamberetti in salsa rosa come antipasto e le orecchiette alla Baffo. La cucina si è molto alleggerita da allora, c’è più attenzione per la salute fortunatamente senza dover rinunciare al gusto perchè anche il palato vuole la sua parte.
Avevo le fragole, la panna, yogurt e ancora un po’ di burro perciò ho optato per una fettuccine all’uovo con le fragole, la prossima volta la provo con un altro tipo di pasta che all’uovo non mi ha soddisfatto.
Ecco la mia ricetta senza dosi :
– fragole
– burro
– panna da cucina
– yogurt bianco magro
-noce moscata e/o pepe secondo i gusti, io uso solo un pizzichino di noce moscata perchè non amo il pepe.

Lavare velocemente le fragole sotto l’acqua corrente (così salviamo tutte le proprietà benefiche del frutto). Prendiamo una parte di fragole e frulliamole per un attimo con lo yogurt e un po’ di panna. In un tegame sciogliere lentamente il burro senza farlo friggere ed aggiungere la panna rimasta più la salsa frullata. Da parte tagliare a pezzettini le fragole rimaste.

Pasta alle Fragole

Una pasta molto anni 80

Cotta la pasta mettetela nella padella con la salsa e mantecate lentamente per qualche minuto, aggiungete una grattatina di noce moscata e un po’ di sale, in finale prima di spegnere il fuoco mettete le fragole a pezzetti. Mescolare velocemente, spegnere il fuoco e portare presto a tavola, se si raffredda è pessima. Servire con un Vino Rosè Lancers, colonna sonora gli Spandau Ballet e l’atmosfera sarà decisamente vintage 80.
E adesso vado a nascondere la cioccolata dell’uovo di pasqua, buona serata a tutti!

 

Roberto Marchio e il suo violino.

copyright fiorella.macor

Roberto Marchio e Daniela Frausin in posa per me…

San Nicolò mi ha fatto un bel regalo quest’anno! Un pomeriggio in Sala Millo a Muggia a ricordare Roberto Marchio, il mio violinista preferito, nonchè mio mito personale di gioventù.
La Fameia Muiesana ci ha regalato un ricordo prezioso che ha risvegliato in me tutta una serie di sensazioni che credevo dimenticate,
Per conoscere la sua storia vi rimando ad un blog: Magico Violino dove troverete la sua biografia, io mi limiterò a raccontare qualche piccolo episodio
Sono passati 25 anni da quando ho scattato questa immagine per la locandina di Musica e Cromatismo, performance di Roberto che con il suo magico violino dava vita musicale ai bei quadri di Daniela, sua moglie , è una delle ultime volte che l’ho visto ed ero veramente fiera di essere la loro fotografa personale. Due orette nel mio piccolo studietto ridendo e scherzando…e il risultato non mi è dispiaciuto per nulla!
Se vado a ritroso nel tempo mi rivedo piccolina, alle elementari, quando ero allieva di pianoforte di suo fratello Bruno, Con il mio Bona sottobraccio e sempre perennemente in ansia perchè non ero proprio una brava studentessa, andavo in casa Marchio, a qualche centinaia di metri da casa mia, nel bel centro storico trecentesco veneziano (come viene descritta Muggia centro nel blog Magico Violino) e strimpellavo per un’oretta , poi arrivava un mio coetaneo che studiava violino con Roberto. Sergio arrivava baldanzoso ed entrava sbattendo il suo violino contro lo stipite della porta in modo da farlo scordare , così a Roberto non restava altro che perdere mezzora per rimettere a posto tutto…Me lo ricordo, accigliato, che rimbrottava l’alunno, senza però mai alzare la voce o innervosirsi la sua sottile ironia è forse la cosa che mi è rimasta più impressa del suo carattere.
Se chiudo gli occhi,riascolto ancora i duetti in chiesa con mia mamma ,soprattutto ai matrimoni. L’Ave Maria di Gounod era il loro pezzo forte e mi fa una rabbia terribile non avere nessuna registrazione di questo armonioso insieme (mia mamma era un soprano con una voce dolcissima)..Quando mi sono sposata avrei tanto voluto che fosse presente in Chiesa per suonare per me la sua Ave Maria, purtroppo era in giro con Branduardi e la Carovana del Mediterraneo.
Abitava a  Milano, città che aveva scelto giustamente per esaltare il suo talento,e lo vedevamo poco a Muggia, ma quando veniva a trovare i suoi passava sempre in negozio a trovarmi con la sua bambina che ricordo molto vivace e simile al papà e mi raccontava delle sue tournèe in giro per l’Europa e di San Remo. Ricorderò sempre quando è diventato violino responsabile dell’orchestra del festival di San Remo , tutti davanti la tv per guardarlo e quanto eravamo fieri di lui! Sapete che mi ha raccontato che era l’orchestra a decidere come doveva cantare l’artista in gara? Che si provava ore e ore e la valutazione era il pollice o in su o in giù? E via, finchè lui, non decideva che andava bene!
Mi fermo qua perchè è più interessante ascoltare la sua musica e vi do i link delle piccole clip musicali che ho registrato l’altra sera durante la proiezione del DVD fatto da sua nipote Nelly Cosulich, figlia di Franca , sorella di Roberto e bravissima pianista …una famiglia con un DNA pieno zeppo di musica!
Video 1
Video 2
Video 3