Festa d’Estate nel Parco Pubblico di Rio Ospo, Green Shooting day.

Una bella festa oggi in questo parco all’entrata di Muggia, nato prima per soli cani e poi allargato anche agli umani.

Raccolta differenziata

Una brezza intensa dal mare e nuvole che però non riescono a coprire bene un sole cocente e si sta benissimo sotto gli alberi , è pieno di gente e cani. Mi ricorda moltissimo l’atmosfera del “Centro” o “Bagno dei preti”di Via Battisti 40 anni fa, . frequentatori misti. muggesani con triestini e qualche turista in camper.
Due orette, stamattina, all’apertura della Festa e della stagione estiva che è finita con un buffet molto fusion. La giornata è dedicata al vivere sostenibile, al benessere psicofisico, all’alimentazione alla musica ed alla danza.Un bel programma che spazia in tanti argomenti rivolti allo star-bene. Nel pomeriggio anche uno shooting fotografico con modelle per presentare delle automobili che cercano di rispettare la mobilità sostenibile. Flamenco, meditazione, prodotti a km 0 e cucina….un programma con tanti temi importanti attuali.
Finita la presentazione ufficiale di tutti gli eventi un brindisi con tantissima acqua e/o birra e il buffet misto tra mitteleuropa austroungarica e nuovi sapori(zucchini con lime).

La crosta del pane del Cotto in Crosta de Pan

Il “Cotto in Crosta col Kren”, forte, grasso, unto vs Zucchini marinati al Lime(Il cuoco Mauri mi ha detto che mi svelerà nome e ricetta appena vado in un momento di tranquillità). Zucchine di qualche azienda qua vicino crude condite con delle spezie che non ho riconosciuto e un forte aroma di lime, rinfrescanti, perfette per questo caldo.

Cotto col kren

L’irrinunciabile usanza di buffet triestini con un nuovo modo di insaporire gli alimenti in modo sano ma molto gustoso, tra l’altro stavano anche bene assieme, con quella crema di Kren (Rafano) che era decisamente forte e il lime rinfrescante e profumato.

Zucchini marinati al Lime

Spero proprio di avere questa ricetta e che le zucchine del mio Terrazzello crescano presto per provare.
Buon caldissimo pomeriggio.

Ristorante TPorto ed il suo Chef Danilo Vasta, foto e chiacchiere.

Buon giorno, tra una settimana inizia l’avventura degli ORC Worlds 2017 a Porto San Rocco. Non vedo l’ora di vivere il mare come  sogno segretamente da anni. Dai tempi del Dott. Cossi e di Bertocchi e Apostoli (dedicato a muggesani DOC) sono stata lontanissima da questo mondo di vele, per una settimana sarò lì a godermi spettacoli di uomini vs mare (anche in cucina e in cantina)!
Nel frattempo che arrivano gli equipaggi vado alla scoperta di Porto San Rocco, che per me è un luogo importante anche dal punto di vista della storia. In quelle acque si sono costruite navi importanti, il Cantiere San Rocco, dove ha lavorato la maggior parte dei muggesani del secolo passato, anche la mia famiglia, ha lasciato il posto ad un luogo di benessere ma conserva ancora tracce della passata personalità (probabilmente è una questione sentimentale).
Dal secolo scorso ad oggi con la nuova versione del Ristorante TPorto che vedo finalmente con una sua personalità.

Zona relax

A me piace il design d’interni, lo seguo da anni con la mia amica Marisa, e trovo che la nuova atmosfera creata sia piacevole con le distinzioni ben precise tra bar, zona  svago con divani e zona pranzo.
Mentre penso che pranzerò con la vista su uno dei doc del vecchio cantiere che

antipasto di sgombro al fumo di ciliegio

è rimasto com’era arriva il primo piatto di Chef Danilo Vasta. Mentre fotografo questi piatti con una luce naturale bellissima chiacchiero con lui per conoscerlo e ve lo presento con le sue stesse parole, non potrei cambiare nulla, neppure la punteggiatura perchè mi sempre che renda veramente l’idea di com’è questo giovane cuoco che cucina bene
<<Nasco a Catania( città di mare) nel 1986,li rimango solo 3 anni per poi esser trasferito con la mia famiglia(per mancanza di lavoro dei miei genitori) a Milano,dove cresco e frequento le prime scuole d’obbligo….

copyright fiorella.macor

Ritratto di Danilo Vasta.

Durante la mia infanzia mi accorgo in varie vicessitudini di avere una certa curiosità nei confronti del cibo…..uno dei miei ricordi che mi porto dentro è la sveglia mattutina per osservare mio padre al lavoro in cucina per il pranzo domenicale…..

Detto questo da queste cose comincio sempre di più ad avvicinarmi a questo mondo fino ad sceglier di frequentare l’istituto alberghiero è così da intraprendere sempre più in maniera professionale questa strada….

con gli anni ho avuto la fortuna di frequentare e di conseguenza far esperienza in alcuni dei posti più rinomati di Milano…esperienze che mi hanno formato in maniera professionale trasmettendomi uno dei fattori fondamentali della cucina ” il rispetto  per il cibo”…….fattore che ho fatto sempre più mio durante gli anni!

Uno dei principali fattori che caratterizza la mia filosofia culinaria,forse il primo!!!
Nella mia cucina rientrano il rispetto,la genuinità,la semplicità,la stagionalità dei prodotti,la creatività e sopratutto l’istinto!
Nei miei piatti cerco di trovare il giusto equilibrio tra più elementi che possono creare un connubio completo ed entusiasmante al palato senza dimenticare la semplicità di quello che utilizzo.

In quest’ultima esperienza in corso ho cercato anche di avvicinarmi e valorizzare alcuni produttori del territorio con cui amo avere un rapporto diretto e di fiducia…..e cmq quest’ultimo garantire una sicurezza alimentare in quello che trasformo in cucina ….che oggi è la cosa fondamentale!!!>>

Porto San Rocco

In cucina con Chef Danilo

Aggiungo solo che ho spiato un po’ mentre cucinava e mi sa proprio che le sue parole siano vere. Apprezzo molto la cucina che predilige una certa naturalità nei prodotti, che è attenta anche al benessere fisico! Buon lavoro Danilo! (presto mi farà vedere cosa propone per l’aperitivo in bar magari con una nuotata in piscina)

Buon pranzo a tutti!

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Bollicine sul Carso che al mare stanno benissimo.

Latitante da un po’ perchè stavo cercando di fare un piccolo salto di qualità e dare un’identità a questo blog, ho fotografato tanto e penso che farò una pagina destinata alla fotografia, ci sta.
Nel frattempo che studiavo ho fatto anche la turista a Trieste e penso che continuerò a farla, una città da scoprire a 360°. C’è tanto da vedere e gustare.
Non potevo neppure mancare a Le Bollicine sul Carso al mare, in Stazione Marittima. Una bella sorpresa, dopo tanti anni che non ci andavo, al salone superiore un bellissimo restauro, luminoso, azzurro e con un panorama mozzafiato sul Golfo e le Rive.
Andare prima dell’apertura per sentire l’atmosfera e godere di bella luce naturale è stata l’idea giusta per poter conoscere un po’ tutto di questo evento. La Galleria su Facebook
Ho assaggiato parecchio tempo dopo però i buoni spumanti, prima ho bazzicato in cucina con un nugolo di cuochi. Siccome erano tutti molto disponibili ho approfittato per seguire un po’ le fasi e devo dir che si vedeva il lavoro di veri professionisti, quelli che sanno coordinare tutte le situazioni, a Trieste si dice  “xe de mestier”, stare in cucina è affascinante. La cucina è bella anche da fotografare con tutto quel’acciaio brillante, pentoloni di alluminio, fumi e fuochi, ma ieri ho ascoltato un sacco di cose interessanti…

chef

in cucina con gli chef

L’Associazione dei Cuochi di Trieste con il Presidente Luca Gioiello, il Sig. Saadi che mi ha fatto da cicerone, i giovani studenti della scuola, impegnati a sfamare un sacco di persone, un cuoco famoso, Maradona, e Linda Simeone, in cucina si chiacchiera bene, da sempre!
La gallery su facebook
E poi ti arriva un buonissimo pezzo di pizza, morbido e croccante allo stesso tempo e trovi il tuo amico Paolo, sommelier, con la collega giapponese che vive a Trieste e non parla italiano e neppure inglese e ti chiedi come faccia a vivere da sola così lontana da casa..
La pizza chiama il primo assaggio e Paolo mi consiglia un Terrano Spumantizzato,
“La azienda vinicola Vina Hočevar / Štanjel / Kras si trova a Štanjel/San Daniele del Carso, uno dei insediamenti carsici più antichi.La famiglia, la casa e la cantina risalgono all’anno 1585. La passione di produrre vini nella loro famiglia è già una vecchia tradizione che si tramanda di generazione in generazione.A Bollicine sul Carso porteranno il loro primo vino Carmen.”
Così si descrivono sulla pagina Facebook e San Martino del Carso è un bel luogo, da andarci sicuramente il primo possibile, Carmen, la giovane viticoltrice ha le idee chiare e un bel viso solare, E mi ha anche incuriosito con il “succo di terrano”, che gusto avrà?
Visto il primo pomeriggio sono stata parca negli assaggi ma i commenti che ho sentito mentre leggevo nomi di aziende e di luoghi sul Carso erano molto positivi, da approfondire assolutamente ……

Cividale e i Borderweine, il vino fatto come una volta.

Nel traffico della domenica di Pentecoste con mia sorella, finalmente una giornata come piace a noi, in giro a guardar posti belli e degustare sapori.

Il simbolo di Cividale: Il Ponte del Diavolo

Cividale è sempre stata una meta della nostra famiglia, non so perchè, ma è una tradizione, ogni tanto dobbiamo andarci.
Il Natisone è un fiume splendido e va visto dal Ponte del Diavolo, qui sembra di essere veramente nel Passato. Ieri la strada del ponte ed il centro erano chiusi al traffico, nessun rumore di motore, si stava proprio in pace a guardare giù, e godersi quella natura con la storia che rievoca tempi antichi. E’ davvero una città con un fascino magnetico, fondata da Giulio Cesare, capitale longobarda e con una natura attorno splendida.
Non posso parlare di Cividale senza nominare il Palio di San Donato.
Ci sono stata qualche anno fa e spero di ritornarci quest’anno. Manifestazioni di rievocazioni storiche, in giro, ce ne sono a centinaia riguardanti soprattutto il Medio Evo, ma la cura che ci me mette Cividale nel rappresentare il suo Palio è molto più accurata delle altre parti. Mi ricordo che ero rimasta sorpresa nel vedere, che nel centro storico, i cartelli stradali erano tutti ricoperti di scchi di iuta e i bar più moderni come arredamento, ricoprono tutto sempre con la iuta e c’è lavanda dappertutto, sulle pareti, sui pavimenti, sulle strada; il suo profumo inebria e il salto indietro nel tempo è praticamente perfetto (a parte l’abbigliamento dei turisti, non riesco proprio a capire i sandali con i calzini, ad esempio). Entrare nei campielli con le tende e prodi cavalieri che fanno prove di combattimento, camminare per le calli ed osservare gli artigiani che forgiano il ferro, donne che creano corone di fiori e mangiare qualche antica pietanza seduti vicino al Duomo, non per nulla è tata dichiarata Patrimonio dell’UNESCO, se lo merito perchè è uno scrigno di tesori ( e i Longobardi mi hanno sempre molto incuriosito).
Ma la nostra visita di domenica era con una meta ben precisa: la seconda edizione dei BorderWine.

Castello Canussio.

 il Salone transfrontaliero del Vino Naturale :„il Salone transfrontaliero del Vino Naturale, l’unico evento del Friuli Venezia Giulia dedicato al vino coltivato e prodotto secondo rigidi parametri che coinvolge le cantine produttrici dei 3 paesi confinanti: Italia, Austria e Slovenja.“, con l’obiettivo di far conoscere e rendere accessibile a tutti il vino “fatto come una volta”. Poco ci capisco di vini ma, oltre che al gusto, c’è tutto il contorno che mi piace, partendo dalla location nel Castello Canussio……continua…… con la descrizione della manifestazione appena la mia sommelier mi manda le sue riflessioni !
Buon pomeriggio….

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Mimì e Cocotte, ho scoperto un altro bel posto a Trieste.

Compleanno di Nicola, mi portano a pranzo fuori, in via Cadorna da Mimì e Cocotte. La prima cosa che mi colpisce appena entrata è la bella luminosità in questo locale con un arredamento che spazia tra diversi stili, c’è un divanetto con una tappezzeria che ruberei subito.

Mimì e Cocotte Non è una trattoria ma neppure un ristorante, direi che ha una sua personalità variegata. Scopro che fanno anche ottimi cocktail, un luogo versatile da tenere presente.

Il menù offre piatti che invogliano e l’atmosfera è rilassante. La cucina non è solo emiliana come la titolare Giovanna ma spazia anche tra vegetariano con un pizzico di giapponese. Dai tortellini alla tempura o semplicemente dei fritti in pastella ? 

Mimì e Cocotte a Trieste, il menù.

Le verdure pastellate ( anche foglie di basilico) sono croccanti ed asciutte, chiamavano il bis ma ho resistito alla tentazione. L’insalatona gustosa e sostanziosa, il tutto bagnato da un vino frizzante de quale non mi ricordo il nome, un pranzetto niente male. 

Rubo anche un po’ dal piatto di Klaus: del formaggio caprino grigliato con contorno di verdure varie, ottimo per vegetariani.

Proprio un bel pranzetto di compleanno !

Verdure pastellate.

Ambiente rustico per una cucina tradizionale di qualità: la Trattoria all’America.

Una sera con un’amica, dopo un aperitivo in Piazza Marconi a Muggia, abbiamo deciso di andare a mangiare qualcosa perchè non avevamo nessuna voglia di tornare a casa a cucinare. Prima abbiamo pensato ad una pizza ma poi la nostra scelta si è orientata sul pesce e abbiamo scelto la Trattoria all’America un po’ distante dal centro storico ma sempre a Muggia.

Piatto tipico: sardoni in savor

Si è rivelata proprio una scelta perfetta per una cenetta di chiacchiere senza troppa confusione in un ambiente rustico e famigliare.
La Trattoria all’ America si può considerare un luogo oramai storico di Muggia poiché esiste da oltre 50 anni ed è vicino alla mia Scuola Media Nazario Sauro in via D’Annunzio 52. Mi ricordo bene quando frequentavo le medie di qualche professore che faceva tappa per la merenda, uno in particolare che chiamavamo Cristoforo Colombo proprio perchè…aveva scoperto l’America!

Trattoria all’America, Muggia

Semplicità e gusto, così definirei quest trattoria. La gentilezza del suo personale ben si sposa con l’ambiente, ci si sente a proprio agio senza inutili orpelli che nascondo i sapori, i piatti sono abbondanti e un antipasto con primo o secondo sono sufficienti per saziarsi. Un dolce per finire con una buona grappa e si è proprio appagati!
Un piccolo neo, forse, è la mancanza di una cantina un pò più variegata, qualche vino un po’ più ricercato ci starebbe. Il vinello sfuso non è male e le grappe sono ottime.
Insomma…una bella serata che ripeterò molto volentieri magari seduta all’esterno nel piccolo giardino.
La consiglio a tutti quelli che amano i sapori nostrani, ai turisti che vogliono conoscere la nostra cucina tradizionale e a chi ha un buon appetito!

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Un bel party di nozze in uno dei caffè storici di Trieste, il Caffè Ristorante Tommaseo.

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Buongiorno, ottima scelta di due sposi ieri per una festa di nozze diversa ed originale, un buffet in piedi ma con tanta musica e spazio per ballare; decidere di stare vicino a Piazza Unità dove è stata celebrata la cerimonia e prenotare In uno dei caffè storici di Trieste si è rivelata veramente vincente per festeggiare una giornata così importante.
Il Caffè Tommaseo è adiacente alla famosa Piazza Unità d’Italia ed al Teatro Comunale Giuseppe Verdi nella zona più prestigiosa della città di Trieste. All’ epoca “Caffè Tomaso” dal nome del suo fondatore Tomaso Marcato, è il più antico Caffè di Trieste. Si trova in Piazza Tommaseo, ovvero “Piazza dei Negozianti”, ed è sin dal 1830 ritrovo di uomini d’affari e politici. Il locale è elegante con strutture neoclassiche, le belle specchiere sono giunte cent’anni fa dal Belgio e le sedie di legno sono in stile Thonet. Il Caffé Tommaseo fu uno dei primi in città ad offrire il gelato e ad essere dotato di illuminazione a gas. Sotto il dominio dell’Impero austroungarico fu base di rivoluzionari come ricorda un’insegna:
“Da questo Caffè Tommaseo, nel 1848, centro del movimento nazionale, si diffuse la fiamma degli entusiasmi per la libertà italiana.
Dal 1954 il caffè tommaseo è tutelato come monumento storico e artistico ed insignito dell’onoreficenza di “locale storico d’italia”. oggi il locale, restaurato e rinnovato, ha riaperto con una nuova gestione aggiungendo al tradizionale caffè ristorante il marchio dell’enoteca bischoff, altro storico locale del centro e famosa enoteca fin dal 1777 che assicura l’altissimo livello della scelta enologica e la continuità dello storico caffè…
Le proposte di ieri sono state tantissime, dalla crema di zucca, alla parmigiana, mousse di formaggio con pere e noci, baccalà mantecato e tante altre prelibatezze che non sono riuscita ad assaggiare per sazietà. Non mancava neppure il Cotto Caldo tagliato al momento che per il triestino è un simbolo e un  piatto di risotto con gamberetti ed asparagi servito in una fondina di vetro creando così un bel movimento di pietanze. Mi è piaciuto molto anche esteticamente i finger food in ciotoline di plastica trasparente, come va di moda oggi, intercalate nello stesso momento dai piatti classici.
Ottimo anche il servizio, curato, veloce e , non trascurabile, il personale era gentile e sorridente anche quando incrociavano, magari con un vassoio di bicchieri in mano, i tanti bambini che scorrazzavano allegramente.
Non mi resta che consigliarvi una visita in questo luogo dall’atmosfera così triestina!

Food photography e workshop da Eataly Trieste.

Bello, bello, bello! Sì, è stata proprio una bella esperienza che da il là ad una mia personale evoluzione della food photography al punto di farmi venir voglia di aggiungere una pagina dedicata a questo blog.
Chi mi conosce sa che l’insegnamento della fotografia di base non è una mia ispirazione, le cose tecniche da sole non sono nelle mie corde, devono essere affiancate a qualcosa di più creativo ed affascinante che diaframmi, rapidità, lunghezze focali ecc ecc…(esperienza cmq fatta ed abbandonata), da tempo cercavo l’estensione adatta all’insegnamento ed ero convinta che avrei iniziato con insegnare “etica e ripresa di matrimonio” (è in cantiere), invece si è presentata questa occasione in collaborazione con Le Vie delle Foto e Eataly di Trieste che mi ha dato modo di immergermi ancora di più in questa mia passione della fotografia di cibo.
Smartphone e social media, tutto girava attorno a questa nuova passione esplosa sul web, condividere immagini di cibo che facciano venire l’acquolina in bocca non è una cosa così semplice come sembra, serve tecnica, colpo d’occhio e creatività, difficile anche imparare tutto in 2 ore e mezza ma, come si dice giustamente, chi ben comincia è a metà dell’opera e sono sicura che tutti i partecipanti hanno trovato uno spunto per migliorare le loro opere, che siano fatte in fretta in un ristorante oppure ben studiate a casa.
Vi confesserò che l’ansia da prestazione è stata la sensazione del primo quarto d’ora di workshop, ma poi, vedendo l’interesse dei partecipanti mi sono lasciata trasportare dal piacere di trasmettere quello che ho imparato in questi ultimi anni di passione (il tutto con il mio palinsesto cartaceo in mano…per non disperdermi).
Un solo giovanotto con 15 ragazze, difficile non pensare come sono cambiati gli scenari della fotografia in 40 anni ( eh già..in ottobre festeggerò i primi 40 anni di carriera), fino a 10 anni fa ci sarebbe stato esattamente l’opposto, poche quote rosa e anche l’insegnante di gender male probabilmente; bella questa rivoluzione, ho sempre pensato che noi “ragazze” abbiamo più sensibilità nello scatto e siamo molto più aperte mentalmente. Una frecciatina mi sa che ho voglia di mandarla a quell’associazione maschilista della zona che mi aveva bannato anni fa dal loro forum perchè li avevo accusati di non avere elasticità mentale e che pensavano solo alla tecnica, ma non disperdiamoci con dei fuori tema….
Nonostante il programma sia stato cambiato all’ultimo momento ed il set fosse assolutamente di una difficoltà di ripresa unica, i risultati sono stati veramente ottimi e mi piacerebbe veramente raggruppare tutti gli scatti migliori di ognuno in una gallery, perchè, lo ribadisco, era veramente difficile rendere appetitoso qualcosa con quella luce e con un set decisamente minimal/marrone.
Un bell’aiuto è venuto dall’ Asparago burger by Chiara Canzoneri, chef dell’ Hendrick’s Gorizia:

Hamburger di prosciutto cotto in crosta caramellata ed asparagi.

pane fatto in casa cotto al vapore e farcito con asparagi selvatici saltati, prosciutto cotto Masè caramellato, formadi frant e misticanza di asparagi cotti e crudi.
Abbiamo aggiunto anche degli scatti della preparazione del burger, un qualcosa in più.
Difficile anche le riprese degli spaghetti al pomodoro, piatto di punta di Eataly, i colori caldi e forti mescolati al marrone del tavolo e al piatto decorato con una linea blu rendevano la ripresa veramente un’operazione complicata.

Insomma, un tassello importante in più da aggiungere ad un cammino che mi piace sempre più….grazie a tutti!

Fondi di caffè e olio di oliva, uno scrub per il viso economico ed efficace.

Primavera, voglia di rinnovarsi e migliorarsi. In questa mia ricerca di naturalezza, natura, risparmio, recupero ed eliminazione dei prodotti testati su animali ho provato a farmi uno scrub del viso con i “fondaci”(fondi) del caffè.
Esistono voci a favore e contro il caffè così popolare in tutto il mondo. Alcuni dicono che sia buona per la salute e altri sostengono tutto il contrario. Nonostante questo, sull’utilizzo topico (o esterno) del caffè nessuno può negare che si tratti di un grande alleato. Per questo motivo viene usato per la cosmesi in trattamenti, creme e lozioni.
Il caffè è un esfoliante naturale molto efficace poiché i chicchi macinati stimolano il rinnovo cellulare. Stamattina ho provato lo scrub del viso, pomeriggio proverò la ricetta per il corpo che è diversa.

Scrub al caffè

Mescolate i fondi asciutti con olio d’oliva fino ad ottenere un composto omogeneo e fluido.

Per ottenere uno scrub delicato per il viso ecco il procedimento semplicissimo:

  • Sciacquate per bene i fondi del caffè utilizzati in precedenza e fateli asciugare perfettamente all’aria;
  • versate in una ciotola una quantità pari a mezzo bicchiere in una ciotola;
  • unite dell’olio di oliva a filo, mescolando continuamente con un cucchiaio
  • fermatevi quando avrete ottenuto un composto della consistenza di una crema fluida;
  • usatelo per fare un delicato massaggio sul viso e poi risciacquate con acqua tiepida;
  • se non lo utilizzate subito potete conservarlo in frigorifero per tre giorni
    vedrete che pelle morbida, brillante e pulita!!

    Lo scrub esfoliante per il corpo al caffè si prepara mescolando all’interno di un caffè mezzo bicchiere di fondi di caffè asciutti, un bicchiere di zucchero di canna, mezzo bicchiere di olio d’oliva, un cucchiaino di cannella in polvere e mezzo cucchiaino di noce moscata. Va applicato con massaggi circolari su tutto il corpo prima di procedere alla doccia e si conserva intatto per alcune settimane: basterà chiuderlo dentro un barattolo di vetro, meglio se ermetico..

Ho scoperto anche che i fondi sono utilissimi per eliminare le occhiaie e che aiuta ad eliminare la cellulite!
Per le occhiaie la ragione è la stessa per cui è eccellente per eliminare la cellulite: perché attiva la circolazione sanguigna. Le occhiaie, infatti, compaiono sul viso perché il sangue non può scorrere liberamente, che sia per mancanza di sonno, bevande alcoliche, alimentazione scorretta, eccesso di lavoro ecc.
La caffeina serve per decongestionare la zona. Potete preparare degli impacchi di caffè e applicarli sotto gli occhi (o sull’occhio chiuso) per alcuni minuti. Approfittatene per riposarvi un po’, fare un bagno caldo, ascoltare della musica rilassante ecc. Sul mercato esistono vari prodotti anti-occhiaie il cui elemento base è la caffeina.

Interessante vero? Buon relax a tutti (perchè ricordate che fa bene anche agli uomini!)
e fatevi una risata con questo mio selfie durante lo scrub!

Durante lo scrub al caffè

Oggi ho scoperto gli Agretti detti anche Barba dei frati, lischi o roscano.

Oggi, a casa di mia figlia, ho cucinato una verdura mai vista! Si chiamano agretti, ma come molti altri tipi di verdure e ortaggi in varie parti d’Italia sono conosciuti con nomi tipici locali, come ad esempio Barba di Frate; forse perché la evocano, così lunghi, affusolati e raccolti a mazzetti. Ma sono anche noti come senape dei monaci, lischi o roscano. Il sapore è leggermente amaro, il che spiega la denominazione agretti. Il nome ufficiale comunque è Salsola Soda, e la curiosità è che la salsola è un tipo di pianta famosissimo, poiché tutti l’hanno visto almeno una volta in un film, ma pochi ne conoscono il nome. Si tratta di quegli arbusti che rotolano nel vento in ogni film western che si rispetti, o in ogni parodia, o film d’animazione, o rappresentazione, collegata al genere western. In inglese si chiamano tumbleweed, in italiano appartengono al genere Salsola, che comprende più di cento varietà, di cui molte sono commestibili, tra cui, appunto, la Salsola Soda. Gli agretti sono i germogli e i rametti più giovani e teneri della pianta, poiché quelli più vecchi e ramosi non sarebbero edibili. Il nome Soda deriva dal fatto che, se fatta ardere, permette l’estrazione di carbonato di sodio, di cui è ricca: in ambito industriale è stata largamente coltivata proprio per questa caratteristica, ed è stata una fondamentale fonte di soda fino all’800.

Barba dei frati con olive taggiasche

Gli agretti sono ricchi d’acqua e di fibre, quindi hanno un ottimo effetto sulla diuresi e la regolarità intestinale, e possono addirittura risultare lievemente lassativi. Contengono vitamina A,C e vitamine del gruppo B, soprattutto B3. Tra i minerali i più presenti sono potassio, calcio,magnesio e ferro. Oltre alle proprietà diuretiche hanno proprietà depurative, grazie anche all’alta presenza di clorofilla e rimineralizzanti. Non hanno controindicazioni nelle diete ipocaloriche poiché contengono pochissimi carboidrati, i lipidi sono ancora più scarsi.
Qualche ricetta che ho trovato in giro per il web (oggi li abbiamo lessati e poi fatti saltare in padella con olive tagiasche ed aglio)

Tagliatelle agretti feta e noci (mi ispira molto)

Ingredienti per 2 persone
  • 180 gr. di tagliatelle
  • 200 gr. di agretti
  • 100 gr. di feta
  • 25 gr. di noci
  • 1 spicchio di aglio
Portata: Primi piatti
Difficoltà: Facile
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Mettete a bollire l’acqua della pasta, lessateli per qualche minuto in acqua salata, poi scolateli e metteteli da parte. Tritate grossolanamente le noci.Fate dorare in un pochino d’olio uno spicchio d’aglio in camicia, poi toglietelo e fate saltare nel tegame con l’olio le noci per qualche istante.  Unite gli agretti e fateli insaporire amalgamandoli alle noci.  Tagliate a dadini la feta. Scolate le tagliatelle tenendo da parte un pò di acqua di cottura e versatele nel tegame con il condimento. Unite anche la feta, l’acqua di cottura necessaria e amalgamate bene il tutto regolando di sale.Impiattate e servite le vostre tagliatelle agretti, feta e noci!!!

Farinata con agretti di Stefy vegan chef

  Ingredienti : 2 tazze di farina di ceci,acqua qb, 200 gr. di agretti , sale rosa dell’ Himalaya, 1 finocchio, una manciata di capperi, olio evo,1/2 arancia.
Versare la farina di ceci in una ciotola e unire tanta acqua quanto basta per avere un impasto liquido, aggiungere 2 cucchiai di olio evo e il sale. Lasciarlo riposare per almeno un oretta.Nel frattempo lessare per una decina di minuti gli agretti in acqua salata.
Versare ora gli agretti nella ciotola con l’impasto, mescolare e cuocere in pentola per 10 minuti per parte.Accompagnare con un’insalata di finocchi e capperi condita con olio evo e succo d’arancia.

Buon appetito!