Torna il Trofeo della Polpetta Il 13 giugno, alla trattoria Al Moro!

Rieccomi….in ritardissimo vi ricordo un appuntamento di oggi!
Purtroppo non sarò presente per motivi non sindacabili 😀
Per il quarto anno consecutivo, l’Associazione Cuochi Trieste e la Trattoria Al Moro organizzano il Trofeo della Polpetta, aperto a tutti, professionisti e non.

Ci si potrà cimentare in vari tipi di polpette, fritte, in piastra, al forno o al sugo e si potranno usare come ingredienti carne, verdure e pesce.

L’occasione giusta per mettersi alla prova con quello che sembra il più semplice dei piatti.

 

A fare da giuria il Presidente dell’Associazione Cuochi Luca Gioiello, il Vicepresidente Andrea Basilico e il consigliere Claudio Rosso.
Assaggeranno i prodotti che cuochi professionisti e semplici appassionati friggeranno sul momento e decreteranno la polpetta più buona.

I partecipanti dovranno realizzarne al massimo dieci, da friggere o infornare in loco.

Assaggi di polpette anche per il pubblico che ogni anno accoglie sempre con entusiasmo l’evento.

La gara partirà alle 15.30 e andrà avanti per fino alla fine dei partecipanti in gara.

Le iscrizioni, aperte a tutti, sono possibili via mail all’indirizzo trattoriaalmoro@libero.it, telefonando allo0402462655 oppure al momento.

Ci stiamo avvicinando alla nostra festa, quella che preferisco da sempre: il Carnevale.

Siamo al 3 febbraio e mancano pochissimi giorni a Giovedì Grasso. Dai messaggi su whatsapp a quelli telefonici agli incontri nei vari Brico, Emporio, Ferramenta e negozi di Muggia (è più stancante ma più divertente che comprare sul web ) si sente che il fermento c’è….chi a modo suo ma tanti fanno ancora carnevale, fortunatamente.

Prove per la sfilata

Per tante persone è un evento inutile e superfluo, per altri è dispendioso, per me è sempre stato anche un grande aiuto economico.Oltre che ad essere anche una tradizione antica (si trova ufficialmente negli Statuti Comunali nel 1420) è anche un momento di spensieratezza, una pausa dalla quotidianità,una valvola di sfogo. Per me, che ho superato abbondantemente i 55 anni, è diventato un bel momento per incontrare amici che non vedo mai o poco, un “babezzo” con le mie amiche , un momento di melanconia ricordando chi non c’è più, “un bicèr” o un bianco/rosso con l’arancio e ultimo in ordine di tempo è parlare di nipoti con altri nonni, un mondo nuovo molto speciale!
Pian piano che passano gli anni si rallenta e si trovano altri modi per fsteggiarlo si fa in tono più leggero ma chi ha la passione non credo possa perderla, magari poco, ma si fa.

Strumentopoli

Finalmente sto imparando un sacco di cose su materiali, colle e colori; è interessante e divertente anche se non è facile e ,se viene bene, da una piccola soddisfazione anche personale: l’ho creato io….
Quest’anno son un po’ in ritardo con i vestiti per la sfilata, diciamo pure che sono ruggine ….l’ansia da mancata prestazione inizia a serpeggiare! E’ una delle cose antipatiche del carnevale: la paura di non finire in tempo e dover fare tutto in modo veloce è fastidioso. Sono lenta e mi piacerebbe aver iniziato prima,ma è andata così e fare quel bel viaggetto a Vienna inaspettato non mi è dispiaciuto per nulla (devo ancora finire di sistemare le foto per colpa dei costumi).
Per il prossimo anno ho già deciso però che si cambia:
– sarta che fa il lavoro grosso, nel senso che io porto modelli disegnati e stoffa e lei si arrangia
– io mi occupo degli accessori creativi non ingombranti.
– Gommapiuma abolita se non per oggetti piccoli
– sketch allegro, niente di movimentato ma divertente.
– Affitto di magazzino/cantina con bagno per usare come deposito e cambio o, ancora meglio, piccolo appartamento in centro storico vicinanze piazza, max I piano.
– Attrezzatura fotografica ultraleggera ed ultra professiona da poter tenere in un piccolo tascapane sul fianco e a tracolla.
E, cosa importante, trovare il tempo per lavorare in Capannone, attaccando carta e aiutando nella bassa manovalanza dato che poco so fare, è fatica ma mi piacerebbe rifarlo come tanti anni fa.
Della serie #sognarnocostaniente #femocarneval #noinomolaremomai

#fiorellamacormobilephitography

Carnevale 2018

Nelle case per carnevale

Natale, Capodanno, fotografia e social. Tanti Auguri a tutti!

Buongiorno!
In genere non mi piace fare gli auguri in anticipo ma, come quasi tutti, i giorni che precedono il Natale sono sempre un po’ incalzanti ed agitati. Bisogna pensare a tante cose: regali, cibo, spesa, ricette…Ci si trova con amici per i brindisi…insomma…il tempo stringe e oggi ho un po’ di tempo per augurarvi di passare questo periodo festivo con gioia e serenità !
Oltre agli auguri vorrei anche fare un pensiero su un argomento importante di questo periodo: la fotografia e la condivisione selvaggia.
Le bacheche sono già piene di alberi natalizi ed addobbi di tutti i tipi, tra qualche giorni ci saranno menù e regali, brindisi e gruppi festosi, vogliamo allora farlo al meglio?
Chi ha seguito i miei corsi di food photography sa che non sopporto proprio la condivisione di orrori che ti fanno passare la voglia di mangiare il cibo fotografato ma,in questo articolo, voglio abbracciare tutto l’insieme delle immagini che verranno condivise, non solo i piatti e mi rivolgo ai meno esperti in fotografia ma entusiasti della condivisione.
Ecco alcune piccole regole da seguire per raccontare i vostri festeggiamenti senza urtare la sensibilità visiva di chi vi segue:
– la LUCE è fondamentale, ricordatelo sempre! Perdete qualche minuto per trovare il posto più luminoso possibile per qualsiasi scatto e, se possibile, perchè non creare in casa dei punti luce già pronti per immortalare i vostri piatti prima di servili in tavola? Basta un tavolinetto o un ripiano con qualche lucetta a led (anche quelle natalizie) per rendere giustizia.
– la COMPOSIZIONE. Quando state per scattare cercate di pensare se l’insieme sarà gradevole, se ci sono elementi di disturbo spostateli (portaceneri, mozziconi e rimasugli sporchi sulle tavole, ad esempio, sono cose che rovinano irrimediabilmente le vostre immagini)
– l’ORIGINALITA’ , date un tocco diverso ai vostri scatti usando la fantasia, cambiando modo di inquadrare ad esempio, usare altri punti di vista
Se seguirete questi 3 semplicissimi consigli vedrete già delle differenze, credetemi.
Argomento di rilievo anche SELFIE E GRUPPI !
Tanti tanti anni fa non c’erano tante macchine fotografiche e si chiamava il fotografo per fare i bambini sotto l’albero, ricordo mio papà che correva di casa in casa con la sua Leica e le belle foto in bianco e nero che stampava mio zio ..BELLE..sì belle anche se la tecnologia era ben lontana dai traguardi odierni (sto parlando degli anni che vanno dal 50 al 70). E allora perchè oggi siamo circondati da ricordi che raccontano male quel momento? Perchè non c’è cura, tutto qua…scatti ossessivi e compulsivi che trasmettono tanto caos. Anche qua mettiamoci un pò di cura, prepariamo prima, se siamo in casa, un angolo per scattare i nostri ricordi con le persone che amiamo, armiamoci di asta per selfie se dobbiamo fare dei gruppi , sarà utilissima  e , per piacere,non atteggiamo la bocca a culo di gallina che è nauseabondo, cosa c’è di più bello di un sorriso?!
Ancora qualcosa di importante: evitate di scattare quando si mangia a meno che non ci sia una situazione che richieda ironia e magari qualche scherzetto. Fermare il momento della masticazione, in genere, non è ben accetto dai “modelli” soprattuo se sono signore di una certa età (dai 40 in su). La masticazione stravolge i lineamenti e…invecchia tantissimo! Se non volete farvi odiare dai vostri amici/parenti non postate nulla che imbruttisca una persona (chiedete almenoo il consenso se avete dei dubbi):
Infine ma non meno importante la PRIVACY DEI BAMBINI.
Quando postate foto di pargoli e adolescenti mettete la privacy di facebook su AMICI e non pubblica! Se i bambini non sono vostri CHIEDETE SEMPRE IL PERMESSO A TUTTI 2 I GENITORI,  e se non sapete chi sono NON pubblicate mai (potreste ritrovarvi con una denuncia). Sappiamo bene quanti deviati che aspettano solo di rubare le vostre immagini per scopi poco morali ci sono in giro!!!
Adesso vi lascio che devo preparare il mio specialissimo menù della Vigilia che sarà…Indian Style (e poi vi darò  le ricette e vi bombarderò anche con le foto)! Perchè indiano? Così…perchè avere in famiglia una vegana e un vegetariano lasciava poco spazio alle nostre tradizioni locali e così ho deciso: India!!!!
Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti!

Albero di Natale

Brutta foto di addobbi da non copiare

Minestra di lenticchie con uno spumante del Collio.

Festa di San Martino ed antichi sapori d’autunno a Muggia, stamattina sono riuscita a fare una capatina e mi sono ritrovata con un bel piatto di minestra di lenticchie in mano offerto dai miei amici di Muja Veg e fatta da Giulia, una loro amica di Chieti, venuta per l’occasione a trovarli. Super gustosa e sana, questa minestra, mi ha proprio conquistato (anche per la semplicità della realizzazione) e trovo giusto condividere con voi la ricetta:
Ingredienti:(le dosi sono quelle per una normale minestra e secondo il vs gusto))
lenticchie 
patate
foglie di cavolo
olio extravergine d’oliva
dado vegetale possibilmente bio
sale qb.
Realizzazione:
Mettete in ammollo le lenticchie la sera prima
Lessatele in acqua e dado vegetale in modo da avere la base della minestra.
In un’altra pentola lessate le foglie del cavolo verde tagliate a striscioline (con il resto del cavolo potete fare una buona pasta il giorno dopo)
Scolate le foglie togliendole con una schiumarola e nell’acqua dove le avete lessate, buttate le patate tagliate a dadini, lessate al punto giusto anche loro, scolate e mettetele nella pentola delle lenticchie con le foglie del cavolo. Mescolate e fate bollire assieme il tutto per 2/3 minuti giusto per amalgamare il gusto. Impiattate e condite con un buon olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

Visto che eravamo in festa abbiamo accostato Emily, vino spumante di Luca Fedele..fresco e frizzante…ci stava proprio proprio bene!
Buon Appetito!

 

 

 

La Cena sotto le Stelle ha raggiunto i suoi obiettivi!

Buona sera,
mi sembra giusto condividere i risultati ottenuti dalla bellissima Cena Sotto le Stelle del 26 luglio 2017 in Piazza Unità di Trieste.Come vi avevo già raccontato è stato…magico e il Sindaco ha detto che diventerà un appuntamento fisso (e se lo dice lui bisogna crederci).
Ecco a voi i ringraziamenti dell’Associazione Cuochi di Trieste e qualche dato!

L’evento Cena sotto le stelle, che si è svolto, con grande successo il 26 luglio in piazza Unità d’Italia, aveva tre obiettivi primari:

la beneficenza;
una raccolta di fondi per l’Associazione cuochi Trieste per promuovere e organizzare corsi per giovani che vogliono avviarsi in questa professione, come era stato specificato in sede di conferenza stampa;
valorizzare, con un evento unico nel suo genere a Trieste, una delle piazze più belle d’Italia.

Tirando le somme, ognuno di questi tre obiettivi è stato raggiunto.

Certo, anche noi avremmo voluto poter donare di più in beneficenza e avere più fondi a disposizione per la formazione dei giovani aspiranti cuochi, ma un evento come quello che è stato organizzato il 26 luglio non ha visto solo tanta buona volontà e tantissima generosità da parte di chi ci ha lavorato e di chi ha partecipato, ma ha dovuto sostenere anche dei costi specifici che potete vedere nella tabella pubblicata.

Ci teniamo però anche a ringraziare un po’ di persone.

Prima di tutto le 202 persone che hanno pagato la cena e chi ha donato quel giorno passando in piazza Unità.

Poi, vanno ringraziati:

il Comune di Trieste, Acegas APS Amga, Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria, Polizia Municipale, Prefettura e Polizia di Stato.

E tutte le persone che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze gratuitamente:

25 cuochi e aiuto-cuochi;
14 sommelier;
22 ragazzi del Gruppo Giovani FIC e delle scuole alberghiere, che ci hanno supportato anche nelle opere di fatica.

Sì, i costi non sono stati esigui. Perché?

Perché molte volte gli sforzi di alcuni per rendere un evento davvero unico, all’insegna del ‘voler fare bene’, non va sempre a braccetto con chi, anche giustamente, per potersi garantire delle entrate per sé e i propri dipendenti, non può ‘regalare’ il proprio lavoro e le proprie materie prime.

Le nostre intenzioni erano più che buone e siamo perfettamente a posto con le nostre coscienze perché sappiamo di aver organizzato una serata unica, quel giorno. E, anche se per alcuni è poco, per altri il ricavato è qualcosa.

Speriamo che nella prossima edizione ci siano più fornitori che possano contribuire in maniera da poter destinare ancora più soldi alle realtà che vorremo sostenere.

Lo speriamo di vero cuore. E ringraziamo ancora tutti quelli che hanno aderito e ci hanno aiutato.

L’Associazione Cuochi Trieste

 

Festa d’Estate nel Parco Pubblico di Rio Ospo, Green Shooting day.

Una bella festa oggi in questo parco all’entrata di Muggia, nato prima per soli cani e poi allargato anche agli umani.

Raccolta differenziata

Una brezza intensa dal mare e nuvole che però non riescono a coprire bene un sole cocente e si sta benissimo sotto gli alberi , è pieno di gente e cani. Mi ricorda moltissimo l’atmosfera del “Centro” o “Bagno dei preti”di Via Battisti 40 anni fa, . frequentatori misti. muggesani con triestini e qualche turista in camper.
Due orette, stamattina, all’apertura della Festa e della stagione estiva che è finita con un buffet molto fusion. La giornata è dedicata al vivere sostenibile, al benessere psicofisico, all’alimentazione alla musica ed alla danza.Un bel programma che spazia in tanti argomenti rivolti allo star-bene. Nel pomeriggio anche uno shooting fotografico con modelle per presentare delle automobili che cercano di rispettare la mobilità sostenibile. Flamenco, meditazione, prodotti a km 0 e cucina….un programma con tanti temi importanti attuali.
Finita la presentazione ufficiale di tutti gli eventi un brindisi con tantissima acqua e/o birra e il buffet misto tra mitteleuropa austroungarica e nuovi sapori(zucchini con lime).

La crosta del pane del Cotto in Crosta de Pan

Il “Cotto in Crosta col Kren”, forte, grasso, unto vs Zucchini marinati al Lime(Il cuoco Mauri mi ha detto che mi svelerà nome e ricetta appena vado in un momento di tranquillità). Zucchine di qualche azienda qua vicino crude condite con delle spezie che non ho riconosciuto e un forte aroma di lime, rinfrescanti, perfette per questo caldo.

Cotto col kren

L’irrinunciabile usanza di buffet triestini con un nuovo modo di insaporire gli alimenti in modo sano ma molto gustoso, tra l’altro stavano anche bene assieme, con quella crema di Kren (Rafano) che era decisamente forte e il lime rinfrescante e profumato.

Zucchini marinati al Lime

Spero proprio di avere questa ricetta e che le zucchine del mio Terrazzello crescano presto per provare.
Buon caldissimo pomeriggio.

Zucchero filato al mini Luna Park.

Qualche notizia sullo zucchero filato!Carnevale di Muggia

Ci sono numerose storie a proposito dell’invenzione dello zucchero filato. Ho dato un’occhiata su internet impostando la ricerca sul termine inglese originale, “cotton candy” e ne sono saltate fuori davvero tante. A quanto dicono nel sito che cito sotto, tutte queste storie sono interessanti ma nessuna di esse è definitiva.
Molti ne attribuiscono l’invenzione ad un uomo d’affari americano all’inizio del XX secolo. E la Louisiana Exposition del 1904 a St. Louis è citata come il luogo in cui il prodotto è stato per la prima volta presentato al pubblico.
La verità è che lo “spin sugar” era conosciuto già molto tempo prima di quella data: già a metà del XVIII secolo sia in Europa che in America lo zucchero filato veniva utilizzato come guarnizione per le confezioni pasquali con reti argentate o dorate di zucchero filato. A quell’epoca produrlo era decisamente costoso e laborioso e non era quindi alla portata di tutti. La sua produzione su larga scala è cominciata quando W.J. Morrison e J.C. Wharton (Nashville, TN) hanno brevettato la prima macchina elettrica nel 1897 facendo dello zucchero filato un prodotto a buon mercato che si è rapidamente diffuso. Il principio sul quale si basa il funzionamento di tale macchina è lo sfruttamento della forza centrifuga e il passaggio dello zucchero (inizialmente cristallizzato) su piastre calde con piccoli fori.

Carnevale di Muggia.

Sister si mangia lo zucchero filato nel piccolo luna park


“The Dictionary of American Food and Drink” riporta invece una storia differente: lo zucchero filato sarebbe nato nel 1900 al Ringling Bros. and Barnum & Baily Circus quando il venditore di snack Thomas Patton ha iniziato il processo di caramellizzazione dello zucchero facendolo genialmente passare sopra una fornello a gas con piastra rotante creando così il “cottony floss” come è stato inizialmente chiamato.

Uno dei modi per farlo in casa è questo:
Servono alcuni bastoncini lunghi 30 centimetri, di plastica oppure di legno, ad esempio quelli che si usano per fare gli spiedini.
Si mette in un pentolino lo zucchero ed il glucosio e poi si aggiungono pochissime gocce d’acqua, in modo da formare con lo zucchero una crema filante. Si mette ora lo zucchero sulla fiamma media. Lo zucchero inizierà a bollire; ogni tanto si prende un cucchiaio di legno, lo si immerge nello zucchero e si fa colare una goccia su un piano di marmo, poi si prende questa goccia con due dita dopo aver atteso qualche istante si prova ad allontanare le due dita; se si formerà un filo, allora lo zucchero sarà “cotto al filo”. Si continua a cuocerlo e dopo qualche attimo si rifà la prova della goccia. Alla seconda o terza prova si dovrebbe formare una pallina da porter forgiare. Quando allontanando le dita si formerà un filo che poi sembrerà diventare vetro, allora siamo arrivati alla mèta: zucchero cotto al caramello.
Si toglie il pentolino dal fuoco e si mette su una spianatoia. Si prende ora un bastoncino ed una forchetta. Dopo aver atteso che il caramello si sia intiepidito (ma attenzione che non si indurisca altrimenti diventerà in breve caramella) si immenge la forchetta nel pentolino e la si tira fuori: lo zucchero inizierà a colare ed allora è questo il momento di agitare la forchetta facendo in modo che i sottilissimi fili bianchi che si formano vadano a formare una matassa di “lana” sul bastoncino che teniamo nell’altra mano.
E’ chiaro che questo bel giochino funziona solo se saremmo stati così bravi e brave da cogliere il giusto punto di cottura dello zucchero.
Vogliamo lo zucchero filato color giallo? Usiamo il succo di limone al posto dell’acqua. Rosso? Succo d’arancia rossa oppure d’amarena…
Buon appetito e buon divertimento!

Volevo seguire la tradizione e andare “a ovi” ma non c’era nessuno.

Voglia di andare “a ovi” non soddisfatta.

carnevaldemuja64

Incontri…

Siccome dovevo andare a Muggia per forza stamattina, mi è sembrata l’occasione buona per andare ” a ovi”dopo anni(Antica questua di gruppi mascherati nelle case e nelle trattorie del centro storico e dintorni di Muggia) ma così non è stato.
Non c’era nessun gruppo mascherato in giro,nessuna banda, nessun strumento, solo qualche bambino in peluche, degli amici reduci di ieri(ogni commento a persone o cose è puramente casuale) e tanti anziani che si godevano il caldo sole primaverile.

Un giretto sul molo, una chiacchiera di qua e una di là, l’argomento principale era logicamente la classifica dei carri di ieri. I commenti positivi ma anche discordi, si cerca di capire la logica del ragionamento della giuria…..ovviamente, chi vince, ha il sorriso stampato sulla faccia

Faccia da Vincitore 1 Brivido !

e si riconosce dalla felicità.Partecipare e collaborare sono le cose principali ma anche vincere aiuta a godersi di più questi ultimi due giorni, diciamocelo!
Se non andavo in centro stamattina mi sarei guardata la sfilata per poter dire anch’io la mia opinione, poco ho visto ieri per poter giudicare.

Niente a ovi…peccato e sarebbe anche poco furbo dimenticare questa tradizione. Lo so che si è stremati dalla domenica di sfilata, ma anche trovarsi con la luce del sole è divertente, magari verso el 12….giretto/questua fin l’una e poi tutti a pranzo assieme. Le volte che ci sono riuscita a fare un lunedì così mi sono sempre divertita tanto, una volta siamo finiti in Carso con la nostra banda, non ricordo bene dove ma festa grande con musica.
E il lunedì è anche una serata molto intima, nel senso che è dei muggesani, chi riesce a superare bene la domenica cerca di godersi il lunedì, finito lo stress dei preparativi e lo sforzo dello sfilare si ci si ritrova a festeggiare veramente anche discutendo alle volte ma senza più competizione (e cmq le simpatie e antipatie sono umane). Perciò bypasso il pomeriggio con la Frittata Gigante in Piazza Marconi e scendo verso le 19 come una volta (quando scendevo anche verso le 20 perchè prima dovevo numerare tutti gli scatti fatti in sfilata il giorno prima, si lavorava). Mentre ripristiniamo questa tradizione direi anche di riproporre i  “Blues Brothers”…che ne dite?
Gallery del lunedì mattina

L’importanza delle condizioni meteo per carnevale.

Non riesco ad andare a letto, qualcuno ci comunica via whatsapp che non può dormire perché vive in centro storico, ma non brontola, sa che sarà così fino mercoledì prossimo: musica e confusione fino a tardi. Penso però che ieri sera, gli abitanti delle calli, abbiano avuto una tregua. Con quel tempaccio non si poteva certo ballare in strada, grandine, vento e pioggia gelida, speravamo nella pioggia sottile che bagna “di meno” ma c’è stato un diluvio con vento che non lasciava possibilità di stare all’aperto.

 Voglia di andare a casa, ma abbiamo fatto bene a restare perché c’erano tanti amici in giro. Un bel venerdì muggesano tra bicchierate (bevanda dell’anno: rosso con l’arancio) e danze al chiuso dei bar o sotto un tendone; musica e chiacchiere, anche qualche ricordo e battute frivole.

Una bella serata, dalle 16 alle 22.30 mi sembra sufficiente …la notte é ormai quasi un miraggio, ci vuole fisico, così me la lascio almeno per martedì, possibilmente ore piccole, anzi l’alba!Il meteo però dice di nuovo pioggia, speriamo che almeno sia quella pioggerellina fine fine poco insistente che riesci a sopportare perché sembra bagni meno oppure, meglio, che il meteo sbagli!!!! Un bel sole come oggi sarebbe perfetto da domani a mercoledì compreso!

Notte a tutti.

Considerazioni del sabato sera, a casa.

Mi dispiace non essere andata a Muggia oggi ma la sfilata di domani sarà impegnativa. La mia prima volta con un bambino di 3 anni, con dei vestiti ingombranti ma simpatici, una novità! Sfilare è stancante ma, nello stesso tempo divertente, ognuno ha un suo ruolo, tutto coordinato e anche con un po’ di sana competizione che serve a migliorare e a cercare cose nuove da sperimentare. 

Sicuramente, in questo momento, c’è ancora qualcuno che non ha finito il costume o il carro e l’ansia da prestazione aleggia fastidiosa. Il sabato è sempre stata la notte con meno muggesani, la notte dei giovanissimi, non me la sono mai goduta molto. Quest’anno ho saltato anche il pomeriggio, meglio preparare tutto con calma!

Buona serata a tutti e….non fate danni!