A nozze in una splendida location, patria del Ramandolo, da I Comelli a Nimis.

Domenica 11 agosto 2019, servizio fotografico di nozze in Friuli, cerimonia, foto e festa tutto nella stessa bellissima location: Cantina I Comelli. Una scelta azzeccatissima sia dal punto di vista estetico che dalla qualità. In quest’angolo di Friuli Colli Orientali c’è  un nettare, il Ramandolo, un vino, tutti lo riconoscono, di una finezza tale da lasciar intravedere un’affermazione pari, o comunque simile, a quella ottenuta dai più famosi vini dolci sul mercato internazionale (cit: Consorzio tutela Vini),Prodotto da uno dei più antichi vitigni del Friuli e presente nella lista dei vini serviti nel Concilio del 1409 a papa Gregorio XII, è la prima D.O.C.G. della nostra regione. I vigneti sono disposti al sole su dolci colline fra i comuni di Nimis e Tarcento, terra di Celti e Longobardi, in Friuli, nella provincia di Udine….e i Comelli sono dei produttori di  questo vino ma non solo, oltre alla moderna cantina…c’è anche l’Agriturismo e una cucina che ho potuto gustare in un menù veramente goloso!
(la gallery con le foto su facebook)
L’antipasto, servito sotto un bel porticato con dei carri di legno d’epoca racchiudeva tutti i prodotti tipici del Friuli come: prosciutto di Sauris, prosciutto cotto in crosta di pane, salame e pancetta. Cestini di frico croccante ripieno di crema ai funghi, polenta e frico, formaggi e mostarde, tortini di crema di porro , verdure pastellate e in agrodolce crostini con la Regina di San Daniele….il tutto innaffiato da succo ai mirtilli, spumante e altre bevande fresche serviti con gentilezza e bei sorrisi.
Accomodati nella cantina vera adibita a sala da pranzo ci hanno servito due primi: crespelle, ricotta e spinaci e risotto alla rapa rossa con Formadi frant ( formato da un impasto di formaggi sminuzzati – da cui il nome – del tipo latteria (semicotti), di varia stagionatura, prodotti in Carnia, con aggiunta di sale, pepe, panna e latte; viene stagionato per circa 40 giorni.).
Dopo un buon sorbetto al limone e le foto con gli sposi nella tenuta è arrivato il secondo, un mix di carne alla brace accompagnato da patate al forno e insalata!
Ma non è finito qui perchè , più tardi , sempre sotto quel bel porticato , hanno servito tanta frutta e dolci a volontà…un banchetto veramente notevole. dove l’occhio ha avuto la sua parte ed il palato ha provato gusti ricchi di sfumature golose di ogni tipo!
Ricorderò sicuramente questo luogo per molti motivi: dalla bellezza e simpatia degli sposi, alla loro bravura nell’organizzare un evento curato nei minimi particolari e con grande gusto e raffinatezza  e…non ultimo..il nuovo servizio fotografico con due operatori!!! L’affiancamento di Giulio per dare un servizio ancora più accurato e raffinato, fondali, luci, cavalletti…..creare un set come una sala posa….era un piccolo sogno che ho realizzato e, sono sicura, al 1.000 per mille saremo un’accoppiata vincente!! (per informazioni, scrivere a thefoodielifestyle@gmail.com)
https://fiorellamacorphotography.jimdo.com/weddings/ le gallery

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Una cena da Sardoč e i suoi piatti tipici del Carso.

Sabato sera una bella cena per i 25 anni di matrimonio di Laura e Paolo a Precenico da Sardoč, una trattoria gostilna che ha segnato i miei anni top come fotografa di nozze, diciamo pure che era il locale più gettonato negli anni 1990/2000, per trovare posto , gli sposi, dovevano prenotare almeno un anno prima.

Ero molto curiosa di vedere se c’erano stati cambiamenti nel menù e nel modo di organizzare l’evento ma ho trovato tutto esattamente, o quasi , identico a ventanni fa.
Diciamo pure che mi sono sentita trasportare indietro negli anni, il che non è sicuramente un fatto negativo , anzi, cibo sempre di ottima qualità anche se ,tuttosommato ,un po’ vintage !

L’aperitivo all’aperto con bollicine e verdure pastellate , un momento che segna il passaggio dalla serietà ed emozione della cerimonia alla leggerezza della festa, si socializza tra ospiti e ci si disseta prima di sedersi nell’ampia sala e cenare….
Formaggi tipici e salumi del Carso è l’antipasto già pronto sulle tavole con un paniere di pane fatto in casa, morbido e fragrante.

Nel classico tris di primi ritrovo il rotolo di spinaci e gli Zlikrofi ( sono una specie di ravioli o gnocchetti, fatti di una pasta fine, ripieni con patate, cipolla, grasso e spezie, e quindi cotti.) e sono già sazia…..

Come da prassi c’è una bella pausa con danze sfrenate per far spazio ai corposi secondi con contorni. Anche qua il procedimento è uguale a ventanni fa: le ameriere entrano con dei carrelli pieni di diversi tipi di secondi e chiedono cosa si preferisce tra diverse proposte e , puntualmente, ti trovi con quello che hai appena deciso sul tavolo, non ho mai capito come fanno ad essere così precisi!
Sabato sera, mi sono gustata una Ljubljanska, (Milanese farcita con prosciutto e formaggio) con i chifeletti di patate, i contorni erano vintage più che mai: piselli, patate in tecia e spinaci…..un classico che si perde nella notte dei tempi, dagli inizi della mia carriera e probabilmente prima,in tutto il nostro territorio.
Dopo una lauta e corposa cena come questa è stato obbligatorio ributtarsi nelle danze fino all’arrivo di una bellissima e gustosa torta !!

Decisamente un bel tuffo nel passato !

Vi do qualche idea per fare la

Lubianska

per le giuste dosi…fate voi..

  • fette Lonza Di Maiale
  • fette Fontina

  • fette Prosciutto Crudo

  • q.b. Farina

  • q.b. Pangrattato

  • 1/2 Uova

Prendete le fettine di lonza, battetele un pò e salatele.
Su una fetta appoggiate una fetta di fontina e una di prosciutto crudo, pressate bene i bordi ed infarinatele, passatele nell’uovo sbattuto ed allungato con un pò di latte e sale, ed infine passatele nel pangrattato.
Friggete le lubianske in tanto olio bollente finchè non saranno dorate da ambo i lati.

Vi assicuro che sembra facile …ma …non è proprio così!Provate e poi raccontatemi !
Buon appetito!
La gallery delle foto su :https://www.facebook.com/pg/fiorellamacorphotography/photos/?tab=album&album_id=2513921438670415

Da Milič a festeggiare un’amica e parlar di cose serie.

Che bella serata quella di ieri a festeggiar i 65 di un’amica!!
Era tanto tempo che non facevo festa sul Carso e la compagnia era ottima, piacevole e...interessante anche perchè, oltre al buon cibo e buon bere abbiamo appreso un sacco di cose sulle erbe selvatiche e il loro uso in cucina. Nuovi gusti come gnocchetti con la curcuma e semi di zucca , scoprendo che ci sono tante erbe locali che stanno bene con il cibo e fanno anche bene alla salute, conoscendo anche antiche usanze…copyright
Una bella cena tra amiche a parlar di cose serie come il clima e la salute, consapevoli che qualcosa va cambiato. Ci siamo scambiate opinioni e storie in un bel clima di simpatia ed amicizia, anche se gli argomenti erano molto seri ….anche con un po’ di autoironia guardando l’età, non molto felici di essere over 60 (solo una sotto di un anno e mezzo mi sembra). La mia opinione resta che la vecchiaia non mi piace ma mi adatto per forza di cose e cerco di fregarla più che posso!
Meglio pensar a cose belle …..e riparlar di erbe e ricette, del Carso e dei suoi colori e del fatto che siamo fortunate a vivere qui vicino!
Vegetariani, vegani e onnivori, il discorso sorge spontaneo perchè la nostra ospite è vegetariana da tanti, tanti anni ed è, secondo me, un argomento veramente importante da affrontare immediatamente: il cibo. Non possiamo continuare a mangiare così, dall’eccesso dai protagonisti di Vite al Limite del  Dottor Nowzadaran al non aver cibo…in questo mondo manca equilibrio, anche di questo abbiamo parlato ……
Insomma una serata proprio diversa dal solito…non l’unica bella occasione  di questo periodo che, secondo me, dovrebbe diventare una buona abitudine. Star spesso tra la gente, in posti piacevoli, con cose belle e buone a chiacchierare di qualsiasi cosa……fa bene….in tutti i sensi!
Buona freddissima domenica di maggio….

Festeggiare i #seimesichenonfumo in Andalusia, piccola vacanza premio sensoriale.

Breve ma intensa questa vacanza sulla Costa del Sol , un invito inaspettato che mi ha fatto tanto tanto piacere e mi ha fatto godere di giorni pieni di sole, salmastro, musica e gusto. Passeggiare in marzo sull’infinito lungomare di Torrox Costa Torrox Costa Beachascoltando le onde ed annusando odor di salmastro misto al profumo di primavera  è rigenerante a livello fisico e mentale. Come si dicono da soli :” Abbiamo il miglior clima d’Europa”
(Il clima è caldo e temperato, in estate si ha molta meno pioggia che in inverno. A Torrox si registra una temperatura media di 17.7 °C. 403 mm è la piovosità media annuale. )
Diciamo pure che è un luogo inventato dai tedeschi e frequentato prevalentemente da germanici, inglesi, spagnoli , quasi tutti pensionati. E’ il luogo giusto per svernare sicuramente, anche perchè ha un sacco di belle città relativamente vicine, da Malaga a Granada, Siviglia e Cordoba, si gira tranquillamente in corriera e non ci si annoia sicuramente. Tante belle e liberatorie passeggiate sulla spiaggia e mai il freddo pungente, diciamo pure che due mesetti li passerei volentieri in inverno, soprattutto in compagnia di amici.
Il bello di questa esperienza è stato sicuramente il modo insolito di affrontarla partendo dal fatto che andavo lontanissimo, da sola; non mi sono comprata nessuna Lonely Planet e non ho creato nessun itinerario, tutto assolutamente diverso dal mio solito modo di organizzare. Mi sono affidata a chi ne sapeva più di me e mi sono goduta questi giorni gustando luci, colori, sapori e odori . E guardo l’Arte di quei luoghi che non manca, come questo quadro di un giovanissimo spagnolo (appena trovo il nome ve lo scrivo) . E’ un mosaico ,,,…
Un’esperienza sensoriale, anche perchè, probabilmente sento molto di più gli odori ed i gusti da quando non fumo (ed acquisto kili però), ma non solo…
a casa mi sono riportata un sacco di energia perchè mi sono rilassata a livello mentale, pochi social e tante chiacchiere vere con persone tangibili. In giro per quei bei borghi a mangiare tutti quei cibi pieni di sole . La frutta grossa, colorata e dolce, un’esplosione di gusti che riempiono il palato e che mi mancheranno perchè qui da noi non arrivano gli stessi frutti, qui il gusto è ben diverso.
E ultima ma non ultima la Musica che riunisce i popoli, l’Europa che non parla di Brexit o economia ma di chitarre e batterie, di europei che brindano assieme e si raccontano le proprie vite sulla spiaggia al tramonto di un sabato di metà marzo. Di persone che stanno bene assieme e sorridono, parlano, cantano e battono il piede per terra a ritmo magari aspettando il proprio turno di “salire sul palco”.  Non ha importanza da dove arrivi e perchè sei lì, l’importante è ….rallentare e godersi tutta quella compagnia,
Diciamo pure che ho soddisfatto dei bisogni che reputo primari, come quello di poter andare in giro per il mondo a conoscere gente nuova e visitare luoghi mai visti. Tutti dovrebbero, ogni tanto, poter soddisfare queste necessità (che poi ognuno ha le sue), avere la disponibilità economica e poter fuggire dalla pesantezza della quotidianità!
La leggerezza del benessere e la libertà!!
Buona serata!

PS: pian piano tutte le foto su:
https://fiorellamacorphotography.jimdo.com/

 

 

 

 

Espansioni in Tea Room, aperitivo d’Arte.

Qualche mese fa ha riaperto  il Tea Room: nuova sala per mostre, presentazioni e simposi, una cambiamento che ci ha dato l’opportunità di esporre  la nostra collettiva dopo Il Museo di Santa Chiara a Gorizia in

Ursus, Tea Room e Ai CavaiEva Luna, da Gorizia  in

questo storico locale di Trieste in Via Cadorna, Espansioni è una rete tutta al femminile dedicata alle espressioni artistiche partita da Trieste e che si sta estendendo a 360 gradi in Italia e all’estero. Il 6 novembre abbiamo inaugurato Evaluna a Gorizia, nel Museo di Santa Chiara (rassegna dedicata all’arte contemporanea internazionale organizzata nell’ambito della settima edizione di Espansioni 2018, in collaborazione con L’università di Gorizia.) e adesso siamo ospiti alla Tea Room! Così l’ho riscoperto dopo tantissimi anni, una trentina ?…e pensandoci ,quello che che mi ricordo di più sono i club sandwich che andavano di gran moda i primi anni degli 80, i loro erano i migliori in città

A prescindere dai ricordi rimane sempre un luogo con una bella atmosfera, secondo me , molto piacevole.
La mattina verso ora di pranzo, ha anche una bella luce e, affacciandoti alla porta, vedi il mare, cosa per me fondamentale se sono vicino alle Rive.
Due location decisamente diverse ma affascinanti ognuna a modo suo.
Se l’austerità del Museo di Santa Chiara ti fa guardare ai significati più seri di quello che volevano esprimere le artiste, la Tea Room,  al mattino, alleggerisce i toni più cupi dando così più importanza al colore, alla brillantezza….la luminosità mette in risalto la gentilezza delle forme e tutto mi è piaciuto di più…
Credo che sia proprio il luogo perfetto per un aperitivo prima di pranzo con le amiche e non solo.

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La Foto gallery

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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A Cena sotto le Stelle con l’Associazione Cuochi Trieste Il 24 luglio nel Castello di San Giusto

Dopo il successo della prima edizione tenutasi in piazza Unità d’Italia lo scorso anno, torna di nuovo, al Castello di San Giusto, la Cena sotto le Stelle, organizzata dall’Associazione Cuochi Trieste in coorganizzazione con il Comune di Trieste.

Cambio di location, ma non di intenti per l’Associazione triestina che presenterà un menù raffinato completamente ideato dagli chef soci e che organizza l’evento per finanziare le attività di formazione dei giovani che vogliono iniziare a fare questo lavoro e per beneficenza. Parte dei ricavati andrà infatti all’Anvolt e il Lions Club di Duino Aurisina.

La cena, dal costo di 70 euro, avrà un menù composto da fagottino di alici con formaggio jamar, terra del Carso, mostarda di gazpacho al pomodoro, basilico e bianchera; Trilogia di sgombro, trota e calamaro ripieno e crostolo salato; risotto vialone nano con sentore d asparago bianco, salsiccia nostrana, seppie e bisi alla triestina; rombo in pasta kataifi, maionese al lime, purea allo zenzero, zucchine e menta, marmellata di cipolla di cavasso; savarin con bagna speziata, frutta pochè e gelato.

Coorganizzatore dell’evento è il Comune di Trieste, con l’Assessorato al Commercio ed eventi correlati, che ancora una volta sostiene il lavoro dell’Associazione che con gli eventi organizzati in città e le spedizioni sempre di successo per i vari concorsi internazionali di cucina sta contribuendo allo sviluppo e alla conoscenza dell’enogastronomia del nostro territorio.

Molti i partner che credono e che contribuiranno alla realizzazione dell’evento, ricordiamo: High Levels, Sfreddo, Antica Tostatura Triestina, La Bottega del Vino che ci ospita, molti altri si stanno aggiungendo e chi volesse contribuire è invitato a contattare l’Associazione.

A collaborare alla cena anche Le vie delle Foto, l’evento fotografico diffuso nei locali del centro che anima la città nel mese di aprile. La serata sarà l’occasione per vendere le fotografie che i partecipanti dell’edizione 2018 hanno lasciato in beneficenza e i proventi andranno al Lions Club di Duino Aurisina per la realizzare dei loro service.

I biglietti per l’evento sono in vendita, contattando il numero 338.6076900 o scrivendo a cenasottolestelle@associazionecuochitrieste.org , oppure sul sito www.associazionecuochitrieste.org.

Non mi resta che consigliarvela caldamente!!
Buon appetito!

 

Cos’è la cucina Fusion Vegan? Persepolis: Falafel al profumo di aneto con hummus di ceci homemade!

Buongiorno,
Cos’è la cucina fusion vegan? Un modo nuovo di pensare la cucina, in modo creativo e senza l’utilizzo di ingredienti di origine animale; una cucina fusion, sana e naturale e allo stesso tempo ricca di gusto e sorprendenti sapori, che utilizza ortaggi di stagione, biologici/biodinamici, possibilmente di piccoli produttori. (da http://2night.it/2018/01/12/il-corso-di-cucina-fusion-vegan-di-umami-natura-golosa.html )
Non posso che dire che è vero!

Umami

Domenica ho fatto toccata e fuga al MujaVeg Festival e mi sono presa le Persepolis: Falafel al profumo di aneto con hummus di ceci homemade nel food truck. Umami – Natura Golosa.

Chiacchierando e ascoltando quel bel accento veneziano ho coperto che il furgoncino guidato da Alessandro e Pravas ogni giorno solca una città diversa e porta con sè i suoi gusti da street foodfusionDisponibili ogni giorno piatti caldi e cibo di strada, tutto fatto in casa con prodotti biologici, in gran parte provenienti da piccole realtà naturali e coraggiose, come il pane del progetto Anticamente. Il food truck è disponibile per catering con menu concordato durante feste private. Nell’ entroterra veneziano c’è anche la possibilità del servizio di consegna a domicilio.

Questa proposta di cibo da strada così diverso nasce sicuramente da una lunga ed appassionata ricerca nel mondo della cucina vegetariana, si sente l’amore per il cibo buono e sano e dal desiderio di condividere la loro personalità attraverso l’esperienza del gusto….
Credetemi DA PROVARE ASSOLUTAMENTE!! (anche per i grandi scettici del vegan)!
Su fb UMAMI Natura Golosa – Vegan food truck

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Ci stiamo avvicinando alla nostra festa, quella che preferisco da sempre: il Carnevale.

Siamo al 3 febbraio e mancano pochissimi giorni a Giovedì Grasso. Dai messaggi su whatsapp a quelli telefonici agli incontri nei vari Brico, Emporio, Ferramenta e negozi di Muggia (è più stancante ma più divertente che comprare sul web ) si sente che il fermento c’è….chi a modo suo ma tanti fanno ancora carnevale, fortunatamente.

Prove per la sfilata

Per tante persone è un evento inutile e superfluo, per altri è dispendioso, per me è sempre stato anche un grande aiuto economico.Oltre che ad essere anche una tradizione antica (si trova ufficialmente negli Statuti Comunali nel 1420) è anche un momento di spensieratezza, una pausa dalla quotidianità,una valvola di sfogo. Per me, che ho superato abbondantemente i 55 anni, è diventato un bel momento per incontrare amici che non vedo mai o poco, un “babezzo” con le mie amiche , un momento di melanconia ricordando chi non c’è più, “un bicèr” o un bianco/rosso con l’arancio e ultimo in ordine di tempo è parlare di nipoti con altri nonni, un mondo nuovo molto speciale!
Pian piano che passano gli anni si rallenta e si trovano altri modi per fsteggiarlo si fa in tono più leggero ma chi ha la passione non credo possa perderla, magari poco, ma si fa.

Strumentopoli

Finalmente sto imparando un sacco di cose su materiali, colle e colori; è interessante e divertente anche se non è facile e ,se viene bene, da una piccola soddisfazione anche personale: l’ho creato io….
Quest’anno son un po’ in ritardo con i vestiti per la sfilata, diciamo pure che sono ruggine ….l’ansia da mancata prestazione inizia a serpeggiare! E’ una delle cose antipatiche del carnevale: la paura di non finire in tempo e dover fare tutto in modo veloce è fastidioso. Sono lenta e mi piacerebbe aver iniziato prima,ma è andata così e fare quel bel viaggetto a Vienna inaspettato non mi è dispiaciuto per nulla (devo ancora finire di sistemare le foto per colpa dei costumi).
Per il prossimo anno ho già deciso però che si cambia:
– sarta che fa il lavoro grosso, nel senso che io porto modelli disegnati e stoffa e lei si arrangia
– io mi occupo degli accessori creativi non ingombranti.
– Gommapiuma abolita se non per oggetti piccoli
– sketch allegro, niente di movimentato ma divertente.
– Affitto di magazzino/cantina con bagno per usare come deposito e cambio o, ancora meglio, piccolo appartamento in centro storico vicinanze piazza, max I piano.
– Attrezzatura fotografica ultraleggera ed ultra professiona da poter tenere in un piccolo tascapane sul fianco e a tracolla.
E, cosa importante, trovare il tempo per lavorare in Capannone, attaccando carta e aiutando nella bassa manovalanza dato che poco so fare, è fatica ma mi piacerebbe rifarlo come tanti anni fa.
Della serie #sognarnocostaniente #femocarneval #noinomolaremomai

#fiorellamacormobilephitography

Carnevale 2018

Nelle case per carnevale

Tergeste, gli incanti del gusto e la fotografia di cibo.

Dal 24 al 27 novembre Trieste è diventata la città del gusto!
Un Concorso Internazionale di Cucina.
Un Concorso per i giovani delle scuole alberghiere.
Una fiera alimentare con espositori del territorio e non solo.
Show cooking.
Un ristorante.
Eventi, incontri e tanto altro….di cui anche il mio workshop di Food Photography da smartphone e non solo.

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Nella gallery qua sopra ci sono dei momenti di questa manifestazione, la prima nel suo genere a Trieste. Diciamo pure che ero concentrata sul mio intervento nell’Auditorium del Salone degli Incanti, luogo che mi ha messo soggezione dato che non sono abituata ad insegnare in un luogo così prestigioso (in fin dei conti mi sono seduta sul posto occupato da Sgarbi poco tempo fa). Far parte di un evento così mi ha proprio inorgoglito e non posso che ringraziare l‘Associazione Cuochi di Trieste e Le Vie delle Foto che hanno riposto fiducia nella mia professionalità, ci ho messo l’anima e il mio piccolo sapere e, credo, di aver colpito nel segno e aver trasmesso amore per il mio bel mestiere e passione.
Qualcuno mi ha chiesto cosa aveva a che fare la fotografia con una fiera alimentare e vi dirò che sono importantissime! Chi non usa le immagini oggi come oggi? Come puoi descrivere il tuo prodotto se non con una foto accattivante? Ecco allora che l’immagine diventa un veicolo basilare per la promozione oppure per il semplice piacere di condividere un istante….
Vi propongo il prologo del mio corso e , dalla prossima settimana, posterò lezioni tecniche per darvi una piccola mano! Buona lettura!

Le foto di cibo non sono come le altre
Cibo, ricette, chef famosi, vino, somellier, alimentazione, salute. Veniamo bombardati da immagini di cibo e bevande in continuazione e fa venir voglia di scattare e condividere. Il cibo è colore, forme, ombre, luci, creatività ed è affascinante, fotogenico, anche con lo smartphone. Fotografare bene il cibo da soddisfazione personale e se riesci a far venire l’acquolina in bocca a chi guarda l’immagine allora hai fatto un buon lavoro.
Che tu sia un food blogger, un cuoco o semplicemente un buongustaio, resta il fatto che ormai lo scatto davanti al piatti, padelle e forni è un’abitudine consueta e piacevole.
Nonostante la passione, però, molti di voi si saranno chiesti almeno una volta:perché i miei scatti non vengono mai come quelli delle campagne pubblicitarie?La postproduzione fa miracoli, certo, ma ci sono dei trucchi che i fotografi professionisti utilizzano al momento dello scatto che agevolano di molto il loro lavoro e, neanche a dirlo, il risultato finale!
la maggior parte dei piatti fotografati nelle riviste risulta nella realtá immangiabile Molti ingredienti ad esempio non devono essere cotti come da ricetta ma molto meno; pasta, pesce, verdure danno il meglio di sè se semi crudi…lucido di scarpe sulla carne grigliata, glicerina sulle bottiglie per l’effetto sudato, purè di patate al posto del gelato, colla al posto del latte nei cereali, bolle di sapone sul latte e caffè al posto della schiuma..per citarne solo alcuni…allucinante vero? Non è questo il nostro caso, non siamo pubblicitari, lo scopo di questo workshop è imparare a scattare delle belle foto con il nostro smartphone ma di cibo vero!
Secondo me il cibo è affascinante: dalle verdure crude, alle ricette più elaborate ci sono forme e colori infiniti e ci sono moltissimi modi per fotografarlo, ognuno può trovare il suo stile, resta fondamentale però sapere delle basi tecniche che ci aiuteranno a sperimentare meglio ed a ottenere risultati migliori.

 

 

Il Chiosco di MujaVeg alla Festa di San Martino.

Sempre più spesso si sente parlare di vegetariani e vegani. A Muggia la tematica è così sentita che si è costituita un’associazione che organizza eventi e conferenze: il MujaVeg.

Ho avuto modo di incontrare alcuni rappresentanti alla Festa di San Martino dove in un chiosco addobbato da zucche, melograni e colori autunnali è stato possibile assaggiare dei buoni vini e dei dolci completamente privi di ingredienti di origine animale.IMG_20171112_120248623-01

L’atmosfera è quella di casa, sorrisi e allegria accompagnano l’importante messaggio che la filosofia veg porta. Al banchetto ho fatto alcune domande a Cristian, vegano da due anni e vegetariano da circa sette. <<il nostro è un movimento di lotta non meno importante di quelli che si adoperano per la pace o per i diritti delle donne ad esempio>> racconta Cristian <<Abbracciare la filosofia veg è stata la scelta più grande che ho fatto nella mia vita, fino ad allora non avevo mai scelto nulla di veramente importante: cosa mangiare, come vestirmi o se andare o meno allo zoo – lo decideva qualcun altro per me>>. IMG_20171112_120253700_HDR-01Approfondisco con lui questo argomento e mi spiega che il fatto di non mangiare un salame di gatto o un formaggio di topo non è legato a controindicazioni di tipo sanitario o di gusto ma solo culturali. Diamo per scontato che alcuni animali sono adatti per esser impiegati in cucina ed altri no per il semplice motivo che crediamo si sia sempre fatto così. Cristian mi racconta anche che fino al 4.500 A.C. il continente europeo era popolato da una cultura contadina dedita all’agricoltura, stabile e pacifica; senza classi sociali, eserciti e prigioni. Successivamente questa cultura fu cancellata dalle invasioni di un popolo proveniente dalle steppe asiatiche, i Kurgan, dediti alla cultura del dominio sia tra gli umani che sugli altri animali. Quindi si formarono classi sociali, schiavismo, allevamento e da una filosofia positiva basata sull’armonia della vita con la natura si passò ad una cultura basata sulla morte e lo sfruttamento del prossimo che è diventato il modello dominante e che abbiamo conservato fino ad ora esportandolo in tutto il mondo.

Gli chiedo allora come vede il futuro del pianeta <<questo pianeta durerà ancora a lungo, ma molte specie che lo abitano sono in pericolo; pure la nostra>> racconta Cristian <<potremo aver un futuro solo se impediremo che gli animali nascano negli allevamenti. Su questo pianeta siamo in troppi e gli animali da allevamento, da soli, alterano il clima con l’inquinamento più che tutti i mezzi di trasporto messi assieme (aerei, imbarcazioni, automobili, treni, ecc.)>>

Gli chiedo quindi come sia possibile diventare vegetariani/vegani e quali siano i rischi legati all’alimentazione <<non c’è una ricetta da seguire per diventare veg; ogni vegetariano o vegano ha fatto il suo percorso, chi con difficoltà chi con estrema semplicità>> descrive Cristian <<ricordo che la posizione dell’Academy of Nutrition and Dietetics è che le diete vegetariane e vegane se ben equilibrate sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie, e che queste diete sono adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta per gli anziani e per gli atleti.

 

CristianIMG_20171112_120304505_HDR-01<<Abbracciare la filosofia veg è stata la scelta più grande che ho fatto nella mia vita, fino ad allora non avevo mai scelto nulla di veramente importante: cosa mangiare, come vestirmi o se andare o meno allo zoo – lo decideva qualcun altro per me>>. Approfondisco con lui questo argomento e mi spiega che il fatto di non mangiare un salame di gatto o un formaggio di topo non è legato a controindicazioni di tipo sanitario o di gusto ma solo culturali. Diamo per scontato che alcuni animali sono adatti per esser impiegati in cucina ed altri no per il semplice motivo che crediamo si sia sempre fatto così. Cristian mi racconta anche che fino al 4.500 A.C. il continente europeo era popolato da una cultura contadina dedita all’agricoltura, stabile e pacifica; senza classi sociali, eserciti e prigioni. Successivamente questa cultura fu cancellata dalle invasioni di un popolo proveniente dalle steppe asiatiche, i Kurgan, dediti alla cultura del dominio sia tra gli umani che sugli altri animali. Quindi si formarono classi sociali, schiavismo, allevamento e da una filosofia positiva basata sull’armonia della vita con la natura si passò ad una cultura basata sulla morte e lo sfruttamento del prossimo che è diventato il modello dominante e che abbiamo conservato fino ad ora esportandolo in tutto il mondo.

Concludo chiedendo a Cristian come contattare l’associazione se necessito di ulteriori informazioni e materiale per conoscere meglio l’argomento <<i vegetariani muggesani utilizzano principalmente i social per tenersi in contatto, c’è una pagina fb chiamata “Vegetariani e Vegani Muja” che è sempre molto frequentata, ma è possibile anche contattarci tramite mail info@mujaveg.it o tramite la pagina internet www.mujaveg.it. Periodicamente facciamo degli incontri al caffè del teatro Verdi di Muggia>>

…………..mi sa che dobbiamo veramente meditarci su! Buona serata a tutti!