Una gara di cucina con la Mystery Box tra gli allievi cuochi: il Premio Sfreddo.

Prima volta che assisto dal vivo ad una gara di questo tipo, è stato proprio interessante osservare questi giovani cuochi mentre creano un piatto con un prodotto del Salumificio Sfreddo , un’azienda storica di Trieste, e altri 4 ingredienti a sorpresa

Mystery Box fiorella.macor photography

IL Presidente dell’Associazione Cuochi Trieste, Luca Gioiello, e  Andrea e Luca Schiavon ,Amministratori del Salumificio Sfreddo hanno creato un evento che ha dato vita ad un’esibizione seria ma nello stesso tempo vivace(guardate l’espressione del ragazzo che sta aprendo la scatola qua sopra). Abilità tecnica e fantasia, un bel match.
A prescindere dai dettagli tecnici della gara, che sono per addetti al lavoro, è stata l’atmosfera vivace che si respirava a darmi degli spunti per dei ragionamenti sul mondo della scuola e del lavoro.

Premio Sfreddo, Trieste 2018

Come stimolare i ragazzi a dare il meglio creandogli degli interessi, questa è l’impressione che ho avuto ascoltandoli mentre chiacchieravano tra di loro. Concentrati nella maniera degli adolescenti ma coinvolti nel progetto.
Penso che hanno sicuramente imparato qualcosa perchè la competizione equilibrata è sempre positiva per i giovani (serve anche perdere, qualche volta).

Poi ho anche conosciuto gli amministratori delegati dei Salumi più conosciuti di Trieste da 50 anni, Sfreddo. Andrea e Luca Schiavon che hanno continuato il lavoro del nonno, anche loro giovani ma sicuramente preparati.

Premio Sfreddo 2018

E’ da un pò di tempo che osservo un interesse particolare nei giovani che continuano le tradizioni di famiglia soprattutto nel mercato agroalimentare. Un impegno che diventa passione. Visitando aziende agricole e vinicole, conoscendo produttori, mi sono resa conto che c’è un ritorno nel voler lavorare con qualità, rispettando anche la salute. I giovani , quasi tutti con una buona cultura, stanno cambiando il modo di gestire le loro imprese,ci sono nuovi metodi non dimenticando l’ormai basilare internet. I tempi richiedono una partecipazione più attiva anche con il mondo esterno, in 50 anni è cambiato tutto e credo che stare al passo con questi mutamente sia basilare. La collaborazione dei fratelli Andrea e Luca, con l’Associazione dei cuochi e le scuole alberghiere hanno fatto fare esperienza a quei cuochi di domani, li hanno stimolati a far lavorare il cervello ……una bella idea da coltivare.

 

Fritaia coi sparisi (Frittata con gli asparagi selvatici)

Le abbondanti piogge e le temperature finalmente gradevoli hanno risvegliato una pianta tipicamente primaverile: gli asparagi selvatici. 
L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) è una pianta della famiglia delle Liliaceae reperibile in tutto il bacino del Mediterraneo ma a Trieste e in Istria è un cibo di culto che riporta alle Osmize, luogo dove si vendono e si consumano vini e prodotti tipici (quali uova, prosciutti, salami e formaggi) direttamente nei locali e nella cantine dei contadini che li producono, e all’arrivo della primavera.
Nel periodo che va da aprile a giugno sono molti gli appassionati che partono per lunghe spedizioni boschive alla ricerca di asparagi selvatici, questi elegantissimi steli verdi che non solo sono deliziosi da gustare ma fanno anche bene perché possiedono una serie di proprietà benefiche per la nostra salute.

Domenica mia Sister con un ‘amica sono andate a raccoglierli e ne hanno trovati pochini, sembra che il Carso sia stato preso d’assalto sabato e le “sparisine” (le piante) erano tante ma senza il loro frutto…comunque una frittata siamo riuscite a farla  e quel gusto amarognolo intenso mi ha ricordato tante gite allegre in buona compagnia!

La mia ricetta:

ingredienti
Asparagi a piacere (vado a occhio e a fame)
dalle 2 alle 3 uova a persona (di allevamento a terra per me)
Olio ev di oliva qb (possibilmente delle nostre zone)
Sale (a chi piace anche il pepe, a me no)
Lavare gli asparagi che avrete sicuramente conservato in una brocca con dell’acqua
tagliarli a pezzettini  di 2 cm circa con le dita, scrocchiano e si rompono subito. Quando il tronco diventa più chiaro e legnoso buttare nell’umido.
Riscaldare l’olio nella padella e soffriggere un po’ gli asparagi mescolando.
Aggiungere un po’ d’acqua e cuocere 10 minuti circa,
A parte sbattere le uova con un po’ di sale e, quando i sparisi sono morbidi ma non mollicci e l’acqua è consumata, buttare le uova nella padella mescolando per amalgamare bene gli ingredienti.
Quando le uova si sono ben rapprese e la polpa è bella soda ma non troppo asciutta, spegnere il fuoco e servire subito! Sister, la sommelier dice che lei l’abbinerebbe con una buona birra lager leggera!! Prosit!

Campionati Internazionali Biser Mora di Brac 2018

Rieccomi….dopo un lunghissimo inverno alquanto impegnativo è ora che riprenda a scrivere su questo mio blog e di idee ne ho molte!
Ricomincio con una bella notizia per la nostra bella Regione!

Il Friuli Venezia Giulia si fa onore ai Campionati Internazionali Biser Mora di Brac dal 21-23 marzo 2018
16 medaglie aggiudicate tra l’Associazione Cuochi Trieste e l’Associazione Cuochi Udine.
Dal 21 al 24 marzo si sono tenuti a Brac i Campionati Internazionali Biser Mora, organizzati dalla Federazione Skmer (Association of Chiefs from Mediterranean and European Regions). La manifestazione culinaria, arrivata alla tredicesima edizione, ha visto partecipare oltre 21 paesi con oltre 120 chef in gara. Le categorie di concorso erano Pesce, Pollo, Pasta, Risotto, Agnello, Vegan, Gluten Free e Dessert. Per la prima volta quest’anno è stato introdotto anche un concorso a squadre.
La gara a squadre ha visto scendere in campo il team Trieste, capitanato dal Presidente dell’Associazione Cuochi, lo chef Luca Gioiello, il Vicepresidente chef Andrea Basilico e il Consigliere chef Pavel Marc, che hanno presentato uno starter di  Anatra flambata al bourbon su mirepoix di verdure con cottura al microonde e julienne di carciofi croccanti, un main course di Filetto di maialino su crema di patate dolce americana e chenelle di guacamole e peperone crusco essiccato; come dessert, la Sacher in b su fumé di ghiaccio secco aromatizzato al rum, decorato da foglio di shiso (ricetta della Lady chef Ilaria Gentile). Il team si è aggiudicato un argento con un punteggio di 89,90.
Lo chef Luca Gioiello (ristorante Arcoriccardo) si è esibito nelle categorie singole del Pollo, nella quale si è aggiudicato un oro; nel Pesce, vincendo un argento e nella Pasta, un altro argento.
Lo chef Andrea Basilico ha vinto una medaglia d’argento nella categoria Risotto.
L’executive chef triestino Jacopo Babudri (Arcoriccardo) ha ottenuto un risultato importante nella Pasta e nel Risotto, vincendo un oro in entrambi i concorsi, e nel Pesce, con un argento. Questi risultati lo hanno portato alla finalissima con altri quattro chef di vari paesi, classificandosi secondo a pari merito.
L’executive chef di adozione triestina Michele Bertoli (ristorante Joia) ha ottenuto un oro nel Risotto, un argento nel Gluten Free e un bronzo nel Pesce.
E l’allievo triestino Samuele Parrella, la mascotte del gruppo, ha ottenuto una medaglia d’argento nel dessert.
Nella spedizione a Brac, erano presenti anche due cuochi dell’Associazione di Udine: Davide Patat, che si è contraddistinto nella categoria Pasta con un argento ed Eros Simeoni che ha ottenuto un argento nella categoria Risotto.
Il team composto dai cuochi di Trieste e di Udine ha fatto onore al Friuli Venezia Giulia che si è presentato compatto alla manifestazione, con dimostrato successo. Segno di una collaborazione che sta portato i suoi frutti.
Per quanto riguarda Trieste, si conferma la strategia della presidenza di consolidare i rapporti internazionali, sia per la formazione, per la crescita e per lo scambio culturale ed enogastronomico. L’Associazione sarà infatti presente anche a Kranjska Gora per l’International Culinary Festival che si terrà dall’8 all’11 maggio.
2 allegati

Tergeste, gli incanti del gusto e la fotografia di cibo.

Dal 24 al 27 novembre Trieste è diventata la città del gusto!
Un Concorso Internazionale di Cucina.
Un Concorso per i giovani delle scuole alberghiere.
Una fiera alimentare con espositori del territorio e non solo.
Show cooking.
Un ristorante.
Eventi, incontri e tanto altro….di cui anche il mio workshop di Food Photography da smartphone e non solo.

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Nella gallery qua sopra ci sono dei momenti di questa manifestazione, la prima nel suo genere a Trieste. Diciamo pure che ero concentrata sul mio intervento nell’Auditorium del Salone degli Incanti, luogo che mi ha messo soggezione dato che non sono abituata ad insegnare in un luogo così prestigioso (in fin dei conti mi sono seduta sul posto occupato da Sgarbi poco tempo fa). Far parte di un evento così mi ha proprio inorgoglito e non posso che ringraziare l‘Associazione Cuochi di Trieste e Le Vie delle Foto che hanno riposto fiducia nella mia professionalità, ci ho messo l’anima e il mio piccolo sapere e, credo, di aver colpito nel segno e aver trasmesso amore per il mio bel mestiere e passione.
Qualcuno mi ha chiesto cosa aveva a che fare la fotografia con una fiera alimentare e vi dirò che sono importantissime! Chi non usa le immagini oggi come oggi? Come puoi descrivere il tuo prodotto se non con una foto accattivante? Ecco allora che l’immagine diventa un veicolo basilare per la promozione oppure per il semplice piacere di condividere un istante….
Vi propongo il prologo del mio corso e , dalla prossima settimana, posterò lezioni tecniche per darvi una piccola mano! Buona lettura!

Le foto di cibo non sono come le altre
Cibo, ricette, chef famosi, vino, somellier, alimentazione, salute. Veniamo bombardati da immagini di cibo e bevande in continuazione e fa venir voglia di scattare e condividere. Il cibo è colore, forme, ombre, luci, creatività ed è affascinante, fotogenico, anche con lo smartphone. Fotografare bene il cibo da soddisfazione personale e se riesci a far venire l’acquolina in bocca a chi guarda l’immagine allora hai fatto un buon lavoro.
Che tu sia un food blogger, un cuoco o semplicemente un buongustaio, resta il fatto che ormai lo scatto davanti al piatti, padelle e forni è un’abitudine consueta e piacevole.
Nonostante la passione, però, molti di voi si saranno chiesti almeno una volta:perché i miei scatti non vengono mai come quelli delle campagne pubblicitarie?La postproduzione fa miracoli, certo, ma ci sono dei trucchi che i fotografi professionisti utilizzano al momento dello scatto che agevolano di molto il loro lavoro e, neanche a dirlo, il risultato finale!
la maggior parte dei piatti fotografati nelle riviste risulta nella realtá immangiabile Molti ingredienti ad esempio non devono essere cotti come da ricetta ma molto meno; pasta, pesce, verdure danno il meglio di sè se semi crudi…lucido di scarpe sulla carne grigliata, glicerina sulle bottiglie per l’effetto sudato, purè di patate al posto del gelato, colla al posto del latte nei cereali, bolle di sapone sul latte e caffè al posto della schiuma..per citarne solo alcuni…allucinante vero? Non è questo il nostro caso, non siamo pubblicitari, lo scopo di questo workshop è imparare a scattare delle belle foto con il nostro smartphone ma di cibo vero!
Secondo me il cibo è affascinante: dalle verdure crude, alle ricette più elaborate ci sono forme e colori infiniti e ci sono moltissimi modi per fotografarlo, ognuno può trovare il suo stile, resta fondamentale però sapere delle basi tecniche che ci aiuteranno a sperimentare meglio ed a ottenere risultati migliori.

 

 

Federico Alessio sommelier, blogger, scrittore e i Vini dell’Altro Mondo.

Buongiorno,
Dopo il semi fallimento del mio Terrazzello (Terrazzo/Orticello)  mi è venuta voglia di andare a scuola di agricoltura, il corso organizzato dal Comune di Muggia. A breve vi racconterò di questa bella e non nuova iniziativa per Muggia che è iniziata con una lezione sul vino. Siamo in settembre, il mese dell’uva e, ovviamente, del suo succo prezioso. Paolo Parmeggiani, docente bravissimo anche “for dummies” come me, ci racconta come coltivare le viti e come si fa il vino, un approccio decisamente coinvolgente che si collega perfettamente con l’intervento successivo di Federico Alessio sommelier, blogger e scrittore.
Federico l’ho conosciuto l’altr’anno per San Martino (qui l’articolo) alla presentazione suo libro “Cuore di pietra”, che racconta la storia, le tradizioni e le caratteristiche dei principali vini del Carso triestino attraverso una serie di incontri con gli uomini e le aziende, mi aveva dato una bella carica per il blog (poi, la legge di Murphy ha fatto il suo e non ho fatto molto, ma ci arrivo). Mi piace come scrive e mi è venuto spontaneo seguire Federico che ama definirsi un instancabile esploratore di cantine ed assaggiatore. Proprio qualche giorno fa avevo trovato un evento che ha organizzato:
Giovedì 28 Settembre alle ore 20,30
presso Luca Fedele Winery – Corno di Rosazzo
“BIANCHI DELL’ALTRO MONDO”.
Contattata dalla mia Sister sommelier e trovato un super autista, anche lui sommelier ci siamo organizzati per andare a degustare  questi vini di terre lontane e, dopo la lezione che ha tenuto al Teatro Verdi di Muggia, mi sono fermata a chiedergli qualche notizia su questo evento:
<<A Corno di Rosazzo, nella cornice intima e familiare della sala degustazioni di Luca Fedele, giovane vigneron friulano in vertiginosa ascesa, terremo per tutto l’autunno una serie di eventi incentrati sull’assaggio di vini provenienti dalle più svariate regioni del mondo.

Tale iniziativa si rivolge al folto pubblico di appassionati e winelovers tanto in Friuli che nella Venezia Giulia, ed ha lo scopo di promuovere la conoscenza di prodotti, distretti vinicoli e stili enologici assolutamente differenti da quelli cui siamo comunemente abituati. Si tratta dunque di un invito ad allargare non soltanto il proprio bagaglio di assaggiatori, ma anche i propri orizzonti enoici.

Centrale nella nostra offerta divulgativa è la valorizzazione dei differenti terroir, e di come le stesse uve riescano a esprimersi in modo tanto diverso nelle varie parti del mondo. Le nostre serate sono delle vere e proprie “masterclass” in cui si parla, si interagisce e ci si confronta, e dove ognuno ha spazio e diritto di esprimere, se lo desidera, il proprio punto di vista.

Il primo appuntamento, fissato per giovedì 28 settembre, racconta i “Bianchi dell’Altro Mondo” e rappresenta un’occasione ghiotta per degustare ben cinque vini di quattro continenti diversi: vitigni e stili che mostrano interpretazioni sorprendenti, e che ci auguriamo non mancheranno di interessare il nostro pubblico.>>

..finisco con una frase del mio articolo citato più in alto….non è forse vero?
Buon pranzo a tutti!
Il vino non ha confini, non c’è nazionalismo nel vino. il Vino lega i Popoli …..

se amate il vino ecco il Blog di FedericoAlessio
Federico Alessio Wine and Spirits

 

 

Korma, chapati, riso ed aquiloni al torneo di cicket.

Palow

Palow

Make Cricket Not War
è lo striscione che ti accoglie quando entri nel mio Stadio Comunale oggi. E condivido l’idea.cricket
cricketScoprire che c’era un torneo di cricket per rifugiati mi ha sorpreso, soprattutto per il momento difficile che stiamo vivendo  Ma quello che mi ha colpito di più è stato l’accenno di una condivisione di cibo afgano/pakistano e gli aquiloni che tanto mi ricordano Jaipur il Giorno dell’Indipendenza, 26 gennaio (dal mio viaggio in India).
Così mi sono trovata a mangiare korma, chapati, ceci e riso basmati con lo stesso sapore quasi dimenticato del cibo del Deserto del Thar, lo stesso profumo che non trovi sicuramente nei ristoranti indiani italiani
Faceva caldissimo in stadio e non capisco nulla di cricket, le ragazze della Caritas mi hanno fatto subito sentire a mio agio e i ragazzi pakistani ed afgani erano cordiali ed educati. cricketLi guardavo che giocavano la partita e mi è venuto da pensare che tutti i “maschi” sono uguali nello sport, di qualsiasi etnia siano! Sono ragazzi e basta., l’energia era quella. Le movenze, le urla, il ballare e cantare…identici in tutto il Mondo!
(la gallery su facebook)
Ma c’è stato anche un momento emozionante mio: quando sono passata davanti ad una fila di ragazzi seduti all’ombra che avevano un pentolone pieno di korma e, stavano distribuendo il chapati,cricket il profumo della spezie mi ha fatto fare un salto indietro nel 2003, nel Deserto Indiano che confina con il Pakistan e vedere il pane uguale alla versione indiana mi ha fatto esclamare. Chapati! Gentilmente, me ne hanno offerto un po’ con una bella cucchiaiata di korma piccante al punto giusto. Sono stata brava e ho mangiato senza posate, come fanno loro…
Speravo di vederli mangiare tutti assieme e farmi dare alcune ricette ma la partita non finiva mai e nessuno mangiava, il gioco non lo conoscevo e che ci facevo a rimanere? (erano già le 14) Così stavo salutando, ma mi hanno invitato a rimanere ed assaggiare il Palow ,riso basmati con pollo,pomodoro e ceci e, non ho potuto sicuramente rifiutare! Buonissimo anche questo, un po’ più piccante  ma cucinato al punto giusto. Tanto garam masala, curcuma, cumino, zenzero e chissà quante altre spezie, ma amalgamato con equilibrio…buono…
Sono andata via tutta persa in ricordi guardando l’unica bambina afgana che c’era in stadio che faceva volare gli aquiloni costruiti sul momento da ragazzi. Semplici, di cartoncini leggeri, era bello vedere con quale abilità li creavano!
E adesso che vi ho raccontato questa mia esperienza piacevole vi regalo il link della ricetta che mi sembra più precisa del Korma di Pollo.bambina
Buona serata a tutti!

Il korma è essenzialmente un curry indiano leggermente speziato, composto da carne o verdure brasate in yogurt o panna. Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando fu introdotto dagli invasori Mughal nel subcontinente indiano. Da allora è diventato molto popolare nell’India settentrionale, così come in Pakistan e Bangladesh.

La versione Mughal del korma era chiamata ‘shahi korma’, dove ‘shahi’ sta per reale. Quando il korma iniziò a diffondersi vennero introdotte diverse varianti, tra cui il korma di pollo, che diventò rapidamente la più popolare.

 

Vi racconto la Cena sotto le stelle. Location e sapori che non si possono dimenticare.

Un grande ristorante sotto le stelle con vista mare, attorniato da splendidi palazzi! Trieste, Piazza UnitàQuesta è stata lo scenario che ha accompagnato una cena dai sapori che non dimenticherò facilmente.
sono arrivata alle 17 per seguire il backstage e la preparazione ed il cielo era nuvoloso, grigio, ma il meto scongiurava la pioggia fortunatamente.

Tutto un fervore, i cuochi come formichine preparavano le tavole alla perfezione, gli sponsor preparavano i banchetti e i turisti non potevano fare a meno di entrare nella zona dedicata alla cena scattandosi selfie seduti ai tavoli. Luca Gioiello, uno dei bravissimi chef dell’Associazione Cuochi ha il telefono che squilla in continuazione e dirige il tutto con i suoi colleghi chef come fossero direttori d’orchestra. Trieste, Piazza Unità
Amo Piazza Unità da sempre, col suo sapore Mitteleuropeo e la vista sul mare , preparo il cavalletto, la macchina e mi metto a scattare come se non ci fosse un domani decisa a dare immagini eloquenti di questa location così preziosa.
Pian piano il cielo si apre e mi regala una luce che illumina il Palazzo della Prefettura e ne risalta i suoi decori dorati.
Sotto il Municipio si inizia la distribuzione ad offerta dei panini di Cotto in Crosta offerti dal Salumificio Masè. Il ricavato andrà tutto in beneficenza (se vuoi conoscere la ricetta del Cotto Triestino cerca l’articolo sul blog). Verso le 19 è tutto pronto, dei panieri originalissimi, composti da un enorme panino senza la mollica, avvolto in un tovagliolo, riempito da tante fette di pane e decorato con rosmarino e lavanda attirano la mia attenzione e mi dicono che è ora di andare in macchina a cambiarmi (mi sono organizzata proprio in modo egregio). Quando ritorno vedo che pian pianino arrivano gli ospiti. Un aperitivo li attende, del buon vino delle Cantine Angoris accompagnato da buonissime frittelle alle alghe marine ed origano (Acqua farina lievito alghe e origano). Le mie belle e amiche Hostess, Angela e Linda, in tubino nero e tacchi alti mi indicano il mio tavolo, una postazione bellissima verso il mare, sono proprio curiosa di sapere chi sono i miei commensali ! 10 persone per  tavolo. Appoggio il coprispalle su una sedia e vado a salutare gli amici sommelier che faranno servizio ed il cielo si fa ancora più bello regalandoci un tramonto degno di un quadro.
I tavoli si riempiono, i commensali si presentano e la cena inizia con un antipasto di alici barcolane, melanzane e formaggio del Carso per poi passare  al primo con lasagne preparate con farina di grani antichi e “canoce” (ho ancora il gusto in bocca, se ci penso, un accostamento perfetto). Per secondo un lingotto di baccalà cotto a bassa temperatura con verdurine e scarola, dal croccante crumble alla crema di indivia!
Scatto con fervore nella luce ormai notturna e mi gusto sto tribudio di sapori chiacchierando con i mie commensali, siamo proprio una bella tavolata e facciamo amicizia subito.
Le ore passano in fretta e arriva il momento importante del Guinness mondiale Piazza Unità triestedi una Pasta Crema di 25 metri assemblata sul lungo tavolo preparato per l’occasione. La Carsolina o Zavata è un dolce che non manca mai sulle nostre tavole, soprattutto sul Carso.
E’ affascinante vedere come vengono sistemate le mille foglie, riempite di crema e, in finale, spolverate di zucchero .
25 metri e 80 cm! E’ fatto…è un nuovo Guinness!
La festa raggiunge il suo apice, c’è un’aria di allegria e benessere attorno. Gli chef si rilassano e sorridono, è sicuramente stato un successo, Il Sindaco fa il suo bel discorso dicendo che questa dovrà diventare un’abitudine, come non essere d’accordo con lui?
Vin passito per il dessert, caffè Illy e un amaro di Piolo Max….e la piazza pian pianino si svuota.
Noi siamo ancora in tavola a chiacchierare, ci sembra di essere dei vecchi amici invece che nuove conoscenze e ci accorgiamo che siamo rimasti gli ultimi, che stanno già mettendo via tutto e, a malincuore ci alziamo anche noi scambiandoci le email per non perderci di vista.
L’orologio del comune segna l’una e mezza, ma come vola il tempo quando stai bene con gli altri? Troppo velocemente mi vien da dire.
Raccolgo la mia pesante borsa, il cavalletto e la fetta di Carsolina avvolta nell’argento che ci hanno gentilmente dato per asporto evado a salutare i sommelier che si stanno rilassando. Le mie Hostess sono ancora con i tacchi alti ma sedute sotto la Fontana dei 4 Continenti con Luca, li stanno “murando” con le piante che delineavano il rettangolo della cena, ce la faranno ad uscire tra un po’? Saluto anche loro mentre continuano ad accatastare i vasi delle piante, cercando di seppellire anche me…e con atto di volontà suprema decido che è ora di andare a dormire …anche se non ne ho tanta voglia!
Decisamente una serata da ricordare!

 

“Cena sotto le stelle” in Piazza Unità a Trieste, una location da favola per una cena speciale.

“Cena sotto le stelle” , già il titolo invoglia. Sa di favola principesca una cena così: tavoli rotondi, tovaglie bianche, candelabri e candele per illuminare i piatti d’eccellenza cucinati dagli chef dell’Associazione Cuochi di Trieste, il tutto sotto il cielo di luglio con la cornice degli splendidi palazzi di Piazza Unità.
Mercoledì 26 luglio dalle 20.30, la Piazza più grande (ed aggiungo più bella) sul mare aperto d’Europa ospiterà un evento unico dal sapore Mitteleuropeo!
Vado a trovare lo Chef Luca Gioiello (Ristorante Arcoriccardo) nello stand di Piazza della Borsa dove si trovano tutte le informazioni e si fanno le prenotazioni (il gazebo sarà lì ogni giorno fino a mercoledì).

Luca Gioiello ed i cuochi nello stand di Piazza della Borsa

Luca è il Presidente della Federazione dei Cuochi Italiani, napoletano d’origine ma triestino d’adozione, ed esordisce con un: <<non si è mai fatto e ed è una sfida al discorso del “no se pol” (Trieste è famosa per essere la città dei “non si può”), stavolta “se pol” (si può) e si farà! Finalmente siamo riusci ad ottenere il salotto principale di Trieste!>>

L’ Associazione cuochi di Trieste è una costola della Federazione Italiana e voleva da tempo fare qualcosa che desse un bel colpo d’occhio sulla città. Un evento che mettesse in luce anche le competenze dei cuochi di questa associazione, professionisti che operano nel settore anche da più di 30anni e che da oltre 15 vanno in giro per concorsi nazionali ed internazionali, portando a casa medaglie di valore (non poche!). C’è anche una nuova sinergia con il nuovo gruppo dei giovani e con le Lady Chef che una volta non c’era, è un’occasione per aprirsi alla città con le loro professionalità.
La cena sarà “confezionata” con 4 portate, ognuna fatta da 5 chef con i relativi aiuti, partendo dall’antipasto al dolce che sarà da guinnes: una carsolina (millefoglie o pasta crema carsolina chiamata anche zavata). Verrà montata sul posto alla vista dei partecipanti, avrà più di 25 metri, larga 10 cm alta 8 cm!
La cena sarà accompagnata da vini della Cantina Angoris, da Verduzzo Friulano, il caffè offerto da Illy Caffè e l’amaro Trieste di Piolo e Max.
La manifestazione ha anche un valore nella beneficenza, una parte dell’incasso verrà devoluto alla Fondazione Burlo Garofalo e alla Fondazione Lucchetta. Per due altre associazioni minori che fanno volontariato ci sarà l’incasso della donazione per dei panini di prosciutto in crosta offerti da Masè (Rieccolo! Vedi il mio articolo precedente).
Un’altra parte del ricavato della cena servirà all’Associazione dei Cuochi per sponsorizzare l’inserimento nel lavoro dei ragazzi della scuola, con corsi e preparazione di giovani talenti. Un’altra parte servirà agli associati stessi per fare corsi di aggiornamento perchè le specializzazioni vanno bene ma fare il cuoco deve essere visto a 360° si deve avere un’infarinatura di tutta l’alimentazione!

Sinceramente sono già con l’acquolina in bocca e non vedo l’ora che arrivi mercoledì per assaggiare queste prelibatezze e raccontarvi da vicino quello che succederà, trucco e parrucco perchè sarà una serata di gala e via …a seguire da vicino già dal pomeriggio le abilità dei cuochi nella cucina installata vicino alla fontana dei Quattro Continenti…

Ecco il Menù e le informazioni per prenotare! Buona serata!

ANTIPASTO
Stratificazione di melanzana viola, alice barcolana, formaggio jamar del Carso e bianchera aromatizzata al basilico.

PRIMO PIATTO
Sfoglia all’uovo con farina di grani antichi, canoce di mare, la loro riduzione ed il suo sale.

SECONDO PIATTO
Sorpresa del golfo con crumble del Carso ed insalatina croccante alla triestina su crema di indivia.

DESSERT
Carsolina da Guiness dei primati (oltre 25 metri di larghezza).

Per informazioni e prenotazioni: + 39 338 6076900 oppure atctrieste@gmail.com.

Il costo del biglietto è di 70 euro. Compresi nel prezzo acqua, coperto, degustazione vini e un digestivo.

Dal 17 luglio in piazza della Borsa è presente anche un Gazebo dell’Associazione Cuochi per raccogliere le prenotazioni. Non sarà possibile acquistare i biglietti, né accettare pagamenti la sera dell’evento. In caso di maltempo la cena verrà rinviata al mercoledì successivo.

 

 

A Trieste l’aperitivo si fa con il prosciutto cotto caldo con senape e kren in crosta di pane

Come promesso ecco la ricetta del Cibo Vincitore di ORC Worlds Trieste 2017 a Porto San Rocco. Dopo una settimana passata ad osservare le abitudini culinarie, non ho dubbi su cosa si sia consumato di più: Usato prima delle regate per le proteine,dopo antipasto della cena degli equipaggi, come stuzzichino per un languore improvviso, non saprei dire quanti prosciutti sono stati consumati ….è stato onnipresente e l’indiscusso vincitore nella mia classifica (accompagnato da birra o spritz di vino bianco).
Per voi, un po’ di storia e la ricetta!

Pochi sanno che Trieste è una delle capitali del prosciutto. Il primato deriva non da un territorio vocato alla suinicoltura, ma dalle competenze dei produttori giuliani nella preparazione della salumeria cotta. Il prosciutto – che oggi aspira alla denominazione europea di Cotto di Trieste, anche se molti lo chiamano ancora Praga – rimanda al passato asburgico della città. Tradizione vuole che siano state proprio le donne di servizio boeme a importare le pietanze mitteleuropee.
Fiore all’occhiello della gastronomia cittadina è il prosciutto in crosta di pane, preparato con la ricetta storica che il popolo giuliano tramanda da oltre un secolo. Le cosce suine fresche vengono profumate con aromi naturali e affumicate a caldo con trucioli di legno d’abete.

Il pane del cotto detto anche biscotto

Successivamente il prosciutto, disossato, viene cotto in caldaie, per poi essere completamente avvolto nell’impasto del pane e messo in forno per almeno otto ore (la cottura ideale è di un’ora per chilo). I profumi vengono trattenuti dal pane, che rende la carne morbida e gustosa.
Il prosciutto cotto in crosta va rigorosamente affettato a mano. La fetta risulta di un bel colore rosato e il sapore è dolce, delicato e leggermente affumicato. È ottimo come secondo ma dà il meglio di sé per un aperitivo o un brunch, mangiato caldo con senape o una grattugiata di cren (radice di rafano). Il gusto piacevolmente corposo richiede l’abbinamento con vini bianchi intensi, come un Isonzo Pinot Bianco o un Friulano.
L’eredità del passato asburgico di Trieste si riflette ancora oggi nel consumo abituale di prosciutto in crosta.
Buon appetito!!

A bordo della Silver Age a scoprire cosa mangia e beve il suo team, ORC Worlds Trieste 2017.

Oggi sono rimasta a terra! Bello il mare e belle le regate ma la mia curiosità principale è conoscere le abitudini alimentari degli equipaggi e oggi mi sono intrufolata sulla Silver Age con la mia sommelier personale, nonchè sorella, Ornella.

Silver Age

Spumante Rotari…ma solo dopo la regata!

Bella barca anche secondo me che sono profana ma esteta con un equipaggio veramentesimpatico e disponibile. Dal sito .yachtclubmdv.it scopro che “è una barca da regata di 12 m dal curriculum vincente, con attrezzature ed allestimenti all’avanguardia; progettata da Bruce Farr e costruita nei cantieri neozelandesi Cookson Boats ”
Volevo far qualche foto in cambusa con l’equipaggio ma fervono i preparativi per la regata delle 13 perciò restiamo fuori a goderci una lievissima brezzolina che sminuisce il calore forte del sole in un cielo terso.
Scopro ancora che non si cucina, non si portano piatti pronti ma panini di prosciutto cotto Praga e la bresaola  che sono gli apportatori di proteine immancabili.
Prima di una regata oltre all’assunzione di integratori vitaminici si mangiano banane e cioccolato fondente extra al 98% ,si sa che il nostro organismo produce endorfine durante attività fisiche intense ed il cioccolato ne stimola la formazione. In parole povere, il cioccolato è capace di riprodurre lo stesso stato di beatitudine che fa provare l’amore, dona gioia e felicità, quale miglior medicinale per lo stress di prove importanti? Questi gli ingredienti principali con un’aggiunta di tanta acqua….
Ma quando si festeggia? La parte veneta del team ama le bollicine con gli spumanti trentini come il Rotari che ho visto in cambusa (Rotari coltiva le proprie uve Chardonnay e Pinot Nero in Trentino, un ambiente incontaminato e dal clima montano ideale per ottenere spumanti complessi, eleganti e raffinati, dai profumi irripetibili altrove. Rotari segue l’antica e raffinata tecnica produttiva del Metodo Classico, forte della vocazione del territorio, particolarmente vocato grazie a una perfetta combinazione di terreni e varietà di microclimi, e della sua tradizione viti-enologica, garantita dal sigillo Trentodoc.)
L’Istriano invece (non mi ricordo il nome accidenti alla mia scarsa memoria) ama la Malvasia Istriana oppure i classici spritz di vino bianco con Radenska, acqua minerale slovena.  Mauro il romagnolo è quasi astemio…qualche birra ogni tanto così!
Ornella passa dal vino al cibo con Mauro che ci dice un particolare della ricetta del brodetto di pesce di casa sua, Porto Garibaldi, una frazione di Comacchio. Prima di finire la cottura si aggiunge sempre un poco di aceto, retaggio antico ma sempre in auge(probabilmente serviva a coprire l’odore del pesce visto che il brodetto era, indietro negli anni, un piatto povero fatto con gli scarti).
Un particolare che ha lasciato interdetta la sommelier è stato il fatto che dei veneti, amanti di buoni vini, non sanno cos’è la Garganega, il vitigno autoctono simbolo del Veneto. (lo stanno sradicando per piantare Prosecco visto che non riescono a soddisfare le esigenze commerciali…mah..che dir?)

Il vitigno Garganega è la varietà a bacca bianca più importante delle province di Verona e Vicenza, e domina le colline delle DOC Soave e Gambellara. La Garganega non ha una sua spiccata aromaticità, ma un patrimonio di profumi tra cui spiccano la mandorla e i fiori bianchi. Non è caratterizzata da una acidità preponderante ma piuttosto da un equilibrio di estratti e zuccheri. Alcune testimonianze fanno appartenere la Garganega alla famiglia dei Trebbiani,  e quindi di origine etrusca, altri ritengono che sia piuttosto derivante dal gruppo dei Greci, anche se le sue caratteristiche ampelografiche sono diverse.
La nostra chiacchierata finisce così con la promessa di rivederci stasera alla cena degli equipaggi e, a proposito, corro a vestirmi e vado a scocciare un po’ i cuochi che stanno preparando il banchetto!! Buon pomeriggio a tutti!