Ci stiamo avvicinando alla nostra festa, quella che preferisco da sempre: il Carnevale.

Siamo al 3 febbraio e mancano pochissimi giorni a Giovedì Grasso. Dai messaggi su whatsapp a quelli telefonici agli incontri nei vari Brico, Emporio, Ferramenta e negozi di Muggia (è più stancante ma più divertente che comprare sul web ) si sente che il fermento c’è….chi a modo suo ma tanti fanno ancora carnevale, fortunatamente.

Prove per la sfilata

Per tante persone è un evento inutile e superfluo, per altri è dispendioso, per me è sempre stato anche un grande aiuto economico.Oltre che ad essere anche una tradizione antica (si trova ufficialmente negli Statuti Comunali nel 1420) è anche un momento di spensieratezza, una pausa dalla quotidianità,una valvola di sfogo. Per me, che ho superato abbondantemente i 55 anni, è diventato un bel momento per incontrare amici che non vedo mai o poco, un “babezzo” con le mie amiche , un momento di melanconia ricordando chi non c’è più, “un bicèr” o un bianco/rosso con l’arancio e ultimo in ordine di tempo è parlare di nipoti con altri nonni, un mondo nuovo molto speciale!
Pian piano che passano gli anni si rallenta e si trovano altri modi per fsteggiarlo si fa in tono più leggero ma chi ha la passione non credo possa perderla, magari poco, ma si fa.

Strumentopoli

Finalmente sto imparando un sacco di cose su materiali, colle e colori; è interessante e divertente anche se non è facile e ,se viene bene, da una piccola soddisfazione anche personale: l’ho creato io….
Quest’anno son un po’ in ritardo con i vestiti per la sfilata, diciamo pure che sono ruggine ….l’ansia da mancata prestazione inizia a serpeggiare! E’ una delle cose antipatiche del carnevale: la paura di non finire in tempo e dover fare tutto in modo veloce è fastidioso. Sono lenta e mi piacerebbe aver iniziato prima,ma è andata così e fare quel bel viaggetto a Vienna inaspettato non mi è dispiaciuto per nulla (devo ancora finire di sistemare le foto per colpa dei costumi).
Per il prossimo anno ho già deciso però che si cambia:
– sarta che fa il lavoro grosso, nel senso che io porto modelli disegnati e stoffa e lei si arrangia
– io mi occupo degli accessori creativi non ingombranti.
– Gommapiuma abolita se non per oggetti piccoli
– sketch allegro, niente di movimentato ma divertente.
– Affitto di magazzino/cantina con bagno per usare come deposito e cambio o, ancora meglio, piccolo appartamento in centro storico vicinanze piazza, max I piano.
– Attrezzatura fotografica ultraleggera ed ultra professiona da poter tenere in un piccolo tascapane sul fianco e a tracolla.
E, cosa importante, trovare il tempo per lavorare in Capannone, attaccando carta e aiutando nella bassa manovalanza dato che poco so fare, è fatica ma mi piacerebbe rifarlo come tanti anni fa.
Della serie #sognarnocostaniente #femocarneval #noinomolaremomai

#fiorellamacormobilephitography

Carnevale 2018

Nelle case per carnevale

Natale, Capodanno, fotografia e social. Tanti Auguri a tutti!

Buongiorno!
In genere non mi piace fare gli auguri in anticipo ma, come quasi tutti, i giorni che precedono il Natale sono sempre un po’ incalzanti ed agitati. Bisogna pensare a tante cose: regali, cibo, spesa, ricette…Ci si trova con amici per i brindisi…insomma…il tempo stringe e oggi ho un po’ di tempo per augurarvi di passare questo periodo festivo con gioia e serenità !
Oltre agli auguri vorrei anche fare un pensiero su un argomento importante di questo periodo: la fotografia e la condivisione selvaggia.
Le bacheche sono già piene di alberi natalizi ed addobbi di tutti i tipi, tra qualche giorni ci saranno menù e regali, brindisi e gruppi festosi, vogliamo allora farlo al meglio?
Chi ha seguito i miei corsi di food photography sa che non sopporto proprio la condivisione di orrori che ti fanno passare la voglia di mangiare il cibo fotografato ma,in questo articolo, voglio abbracciare tutto l’insieme delle immagini che verranno condivise, non solo i piatti e mi rivolgo ai meno esperti in fotografia ma entusiasti della condivisione.
Ecco alcune piccole regole da seguire per raccontare i vostri festeggiamenti senza urtare la sensibilità visiva di chi vi segue:
– la LUCE è fondamentale, ricordatelo sempre! Perdete qualche minuto per trovare il posto più luminoso possibile per qualsiasi scatto e, se possibile, perchè non creare in casa dei punti luce già pronti per immortalare i vostri piatti prima di servili in tavola? Basta un tavolinetto o un ripiano con qualche lucetta a led (anche quelle natalizie) per rendere giustizia.
– la COMPOSIZIONE. Quando state per scattare cercate di pensare se l’insieme sarà gradevole, se ci sono elementi di disturbo spostateli (portaceneri, mozziconi e rimasugli sporchi sulle tavole, ad esempio, sono cose che rovinano irrimediabilmente le vostre immagini)
– l’ORIGINALITA’ , date un tocco diverso ai vostri scatti usando la fantasia, cambiando modo di inquadrare ad esempio, usare altri punti di vista
Se seguirete questi 3 semplicissimi consigli vedrete già delle differenze, credetemi.
Argomento di rilievo anche SELFIE E GRUPPI !
Tanti tanti anni fa non c’erano tante macchine fotografiche e si chiamava il fotografo per fare i bambini sotto l’albero, ricordo mio papà che correva di casa in casa con la sua Leica e le belle foto in bianco e nero che stampava mio zio ..BELLE..sì belle anche se la tecnologia era ben lontana dai traguardi odierni (sto parlando degli anni che vanno dal 50 al 70). E allora perchè oggi siamo circondati da ricordi che raccontano male quel momento? Perchè non c’è cura, tutto qua…scatti ossessivi e compulsivi che trasmettono tanto caos. Anche qua mettiamoci un pò di cura, prepariamo prima, se siamo in casa, un angolo per scattare i nostri ricordi con le persone che amiamo, armiamoci di asta per selfie se dobbiamo fare dei gruppi , sarà utilissima  e , per piacere,non atteggiamo la bocca a culo di gallina che è nauseabondo, cosa c’è di più bello di un sorriso?!
Ancora qualcosa di importante: evitate di scattare quando si mangia a meno che non ci sia una situazione che richieda ironia e magari qualche scherzetto. Fermare il momento della masticazione, in genere, non è ben accetto dai “modelli” soprattuo se sono signore di una certa età (dai 40 in su). La masticazione stravolge i lineamenti e…invecchia tantissimo! Se non volete farvi odiare dai vostri amici/parenti non postate nulla che imbruttisca una persona (chiedete almenoo il consenso se avete dei dubbi):
Infine ma non meno importante la PRIVACY DEI BAMBINI.
Quando postate foto di pargoli e adolescenti mettete la privacy di facebook su AMICI e non pubblica! Se i bambini non sono vostri CHIEDETE SEMPRE IL PERMESSO A TUTTI 2 I GENITORI,  e se non sapete chi sono NON pubblicate mai (potreste ritrovarvi con una denuncia). Sappiamo bene quanti deviati che aspettano solo di rubare le vostre immagini per scopi poco morali ci sono in giro!!!
Adesso vi lascio che devo preparare il mio specialissimo menù della Vigilia che sarà…Indian Style (e poi vi darò  le ricette e vi bombarderò anche con le foto)! Perchè indiano? Così…perchè avere in famiglia una vegana e un vegetariano lasciava poco spazio alle nostre tradizioni locali e così ho deciso: India!!!!
Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti!

Albero di Natale

Brutta foto di addobbi da non copiare

Tergeste, gli incanti del gusto e la fotografia di cibo.

Dal 24 al 27 novembre Trieste è diventata la città del gusto!
Un Concorso Internazionale di Cucina.
Un Concorso per i giovani delle scuole alberghiere.
Una fiera alimentare con espositori del territorio e non solo.
Show cooking.
Un ristorante.
Eventi, incontri e tanto altro….di cui anche il mio workshop di Food Photography da smartphone e non solo.

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Nella gallery qua sopra ci sono dei momenti di questa manifestazione, la prima nel suo genere a Trieste. Diciamo pure che ero concentrata sul mio intervento nell’Auditorium del Salone degli Incanti, luogo che mi ha messo soggezione dato che non sono abituata ad insegnare in un luogo così prestigioso (in fin dei conti mi sono seduta sul posto occupato da Sgarbi poco tempo fa). Far parte di un evento così mi ha proprio inorgoglito e non posso che ringraziare l‘Associazione Cuochi di Trieste e Le Vie delle Foto che hanno riposto fiducia nella mia professionalità, ci ho messo l’anima e il mio piccolo sapere e, credo, di aver colpito nel segno e aver trasmesso amore per il mio bel mestiere e passione.
Qualcuno mi ha chiesto cosa aveva a che fare la fotografia con una fiera alimentare e vi dirò che sono importantissime! Chi non usa le immagini oggi come oggi? Come puoi descrivere il tuo prodotto se non con una foto accattivante? Ecco allora che l’immagine diventa un veicolo basilare per la promozione oppure per il semplice piacere di condividere un istante….
Vi propongo il prologo del mio corso e , dalla prossima settimana, posterò lezioni tecniche per darvi una piccola mano! Buona lettura!

Le foto di cibo non sono come le altre
Cibo, ricette, chef famosi, vino, somellier, alimentazione, salute. Veniamo bombardati da immagini di cibo e bevande in continuazione e fa venir voglia di scattare e condividere. Il cibo è colore, forme, ombre, luci, creatività ed è affascinante, fotogenico, anche con lo smartphone. Fotografare bene il cibo da soddisfazione personale e se riesci a far venire l’acquolina in bocca a chi guarda l’immagine allora hai fatto un buon lavoro.
Che tu sia un food blogger, un cuoco o semplicemente un buongustaio, resta il fatto che ormai lo scatto davanti al piatti, padelle e forni è un’abitudine consueta e piacevole.
Nonostante la passione, però, molti di voi si saranno chiesti almeno una volta:perché i miei scatti non vengono mai come quelli delle campagne pubblicitarie?La postproduzione fa miracoli, certo, ma ci sono dei trucchi che i fotografi professionisti utilizzano al momento dello scatto che agevolano di molto il loro lavoro e, neanche a dirlo, il risultato finale!
la maggior parte dei piatti fotografati nelle riviste risulta nella realtá immangiabile Molti ingredienti ad esempio non devono essere cotti come da ricetta ma molto meno; pasta, pesce, verdure danno il meglio di sè se semi crudi…lucido di scarpe sulla carne grigliata, glicerina sulle bottiglie per l’effetto sudato, purè di patate al posto del gelato, colla al posto del latte nei cereali, bolle di sapone sul latte e caffè al posto della schiuma..per citarne solo alcuni…allucinante vero? Non è questo il nostro caso, non siamo pubblicitari, lo scopo di questo workshop è imparare a scattare delle belle foto con il nostro smartphone ma di cibo vero!
Secondo me il cibo è affascinante: dalle verdure crude, alle ricette più elaborate ci sono forme e colori infiniti e ci sono moltissimi modi per fotografarlo, ognuno può trovare il suo stile, resta fondamentale però sapere delle basi tecniche che ci aiuteranno a sperimentare meglio ed a ottenere risultati migliori.

 

 

Minestra di lenticchie con uno spumante del Collio.

Festa di San Martino ed antichi sapori d’autunno a Muggia, stamattina sono riuscita a fare una capatina e mi sono ritrovata con un bel piatto di minestra di lenticchie in mano offerto dai miei amici di Muja Veg e fatta da Giulia, una loro amica di Chieti, venuta per l’occasione a trovarli. Super gustosa e sana, questa minestra, mi ha proprio conquistato (anche per la semplicità della realizzazione) e trovo giusto condividere con voi la ricetta:
Ingredienti:(le dosi sono quelle per una normale minestra e secondo il vs gusto))
lenticchie 
patate
foglie di cavolo
olio extravergine d’oliva
dado vegetale possibilmente bio
sale qb.
Realizzazione:
Mettete in ammollo le lenticchie la sera prima
Lessatele in acqua e dado vegetale in modo da avere la base della minestra.
In un’altra pentola lessate le foglie del cavolo verde tagliate a striscioline (con il resto del cavolo potete fare una buona pasta il giorno dopo)
Scolate le foglie togliendole con una schiumarola e nell’acqua dove le avete lessate, buttate le patate tagliate a dadini, lessate al punto giusto anche loro, scolate e mettetele nella pentola delle lenticchie con le foglie del cavolo. Mescolate e fate bollire assieme il tutto per 2/3 minuti giusto per amalgamare il gusto. Impiattate e condite con un buon olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

Visto che eravamo in festa abbiamo accostato Emily, vino spumante di Luca Fedele..fresco e frizzante…ci stava proprio proprio bene!
Buon Appetito!

 

 

 

La Cena sotto le Stelle ha raggiunto i suoi obiettivi!

Buona sera,
mi sembra giusto condividere i risultati ottenuti dalla bellissima Cena Sotto le Stelle del 26 luglio 2017 in Piazza Unità di Trieste.Come vi avevo già raccontato è stato…magico e il Sindaco ha detto che diventerà un appuntamento fisso (e se lo dice lui bisogna crederci).
Ecco a voi i ringraziamenti dell’Associazione Cuochi di Trieste e qualche dato!

L’evento Cena sotto le stelle, che si è svolto, con grande successo il 26 luglio in piazza Unità d’Italia, aveva tre obiettivi primari:

la beneficenza;
una raccolta di fondi per l’Associazione cuochi Trieste per promuovere e organizzare corsi per giovani che vogliono avviarsi in questa professione, come era stato specificato in sede di conferenza stampa;
valorizzare, con un evento unico nel suo genere a Trieste, una delle piazze più belle d’Italia.

Tirando le somme, ognuno di questi tre obiettivi è stato raggiunto.

Certo, anche noi avremmo voluto poter donare di più in beneficenza e avere più fondi a disposizione per la formazione dei giovani aspiranti cuochi, ma un evento come quello che è stato organizzato il 26 luglio non ha visto solo tanta buona volontà e tantissima generosità da parte di chi ci ha lavorato e di chi ha partecipato, ma ha dovuto sostenere anche dei costi specifici che potete vedere nella tabella pubblicata.

Ci teniamo però anche a ringraziare un po’ di persone.

Prima di tutto le 202 persone che hanno pagato la cena e chi ha donato quel giorno passando in piazza Unità.

Poi, vanno ringraziati:

il Comune di Trieste, Acegas APS Amga, Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria, Polizia Municipale, Prefettura e Polizia di Stato.

E tutte le persone che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze gratuitamente:

25 cuochi e aiuto-cuochi;
14 sommelier;
22 ragazzi del Gruppo Giovani FIC e delle scuole alberghiere, che ci hanno supportato anche nelle opere di fatica.

Sì, i costi non sono stati esigui. Perché?

Perché molte volte gli sforzi di alcuni per rendere un evento davvero unico, all’insegna del ‘voler fare bene’, non va sempre a braccetto con chi, anche giustamente, per potersi garantire delle entrate per sé e i propri dipendenti, non può ‘regalare’ il proprio lavoro e le proprie materie prime.

Le nostre intenzioni erano più che buone e siamo perfettamente a posto con le nostre coscienze perché sappiamo di aver organizzato una serata unica, quel giorno. E, anche se per alcuni è poco, per altri il ricavato è qualcosa.

Speriamo che nella prossima edizione ci siano più fornitori che possano contribuire in maniera da poter destinare ancora più soldi alle realtà che vorremo sostenere.

Lo speriamo di vero cuore. E ringraziamo ancora tutti quelli che hanno aderito e ci hanno aiutato.

L’Associazione Cuochi Trieste

 

“Cena sotto le stelle” in Piazza Unità a Trieste, una location da favola per una cena speciale.

“Cena sotto le stelle” , già il titolo invoglia. Sa di favola principesca una cena così: tavoli rotondi, tovaglie bianche, candelabri e candele per illuminare i piatti d’eccellenza cucinati dagli chef dell’Associazione Cuochi di Trieste, il tutto sotto il cielo di luglio con la cornice degli splendidi palazzi di Piazza Unità.
Mercoledì 26 luglio dalle 20.30, la Piazza più grande (ed aggiungo più bella) sul mare aperto d’Europa ospiterà un evento unico dal sapore Mitteleuropeo!
Vado a trovare lo Chef Luca Gioiello (Ristorante Arcoriccardo) nello stand di Piazza della Borsa dove si trovano tutte le informazioni e si fanno le prenotazioni (il gazebo sarà lì ogni giorno fino a mercoledì).

Luca Gioiello ed i cuochi nello stand di Piazza della Borsa

Luca è il Presidente della Federazione dei Cuochi Italiani, napoletano d’origine ma triestino d’adozione, ed esordisce con un: <<non si è mai fatto e ed è una sfida al discorso del “no se pol” (Trieste è famosa per essere la città dei “non si può”), stavolta “se pol” (si può) e si farà! Finalmente siamo riusci ad ottenere il salotto principale di Trieste!>>

L’ Associazione cuochi di Trieste è una costola della Federazione Italiana e voleva da tempo fare qualcosa che desse un bel colpo d’occhio sulla città. Un evento che mettesse in luce anche le competenze dei cuochi di questa associazione, professionisti che operano nel settore anche da più di 30anni e che da oltre 15 vanno in giro per concorsi nazionali ed internazionali, portando a casa medaglie di valore (non poche!). C’è anche una nuova sinergia con il nuovo gruppo dei giovani e con le Lady Chef che una volta non c’era, è un’occasione per aprirsi alla città con le loro professionalità.
La cena sarà “confezionata” con 4 portate, ognuna fatta da 5 chef con i relativi aiuti, partendo dall’antipasto al dolce che sarà da guinnes: una carsolina (millefoglie o pasta crema carsolina chiamata anche zavata). Verrà montata sul posto alla vista dei partecipanti, avrà più di 25 metri, larga 10 cm alta 8 cm!
La cena sarà accompagnata da vini della Cantina Angoris, da Verduzzo Friulano, il caffè offerto da Illy Caffè e l’amaro Trieste di Piolo e Max.
La manifestazione ha anche un valore nella beneficenza, una parte dell’incasso verrà devoluto alla Fondazione Burlo Garofalo e alla Fondazione Lucchetta. Per due altre associazioni minori che fanno volontariato ci sarà l’incasso della donazione per dei panini di prosciutto in crosta offerti da Masè (Rieccolo! Vedi il mio articolo precedente).
Un’altra parte del ricavato della cena servirà all’Associazione dei Cuochi per sponsorizzare l’inserimento nel lavoro dei ragazzi della scuola, con corsi e preparazione di giovani talenti. Un’altra parte servirà agli associati stessi per fare corsi di aggiornamento perchè le specializzazioni vanno bene ma fare il cuoco deve essere visto a 360° si deve avere un’infarinatura di tutta l’alimentazione!

Sinceramente sono già con l’acquolina in bocca e non vedo l’ora che arrivi mercoledì per assaggiare queste prelibatezze e raccontarvi da vicino quello che succederà, trucco e parrucco perchè sarà una serata di gala e via …a seguire da vicino già dal pomeriggio le abilità dei cuochi nella cucina installata vicino alla fontana dei Quattro Continenti…

Ecco il Menù e le informazioni per prenotare! Buona serata!

ANTIPASTO
Stratificazione di melanzana viola, alice barcolana, formaggio jamar del Carso e bianchera aromatizzata al basilico.

PRIMO PIATTO
Sfoglia all’uovo con farina di grani antichi, canoce di mare, la loro riduzione ed il suo sale.

SECONDO PIATTO
Sorpresa del golfo con crumble del Carso ed insalatina croccante alla triestina su crema di indivia.

DESSERT
Carsolina da Guiness dei primati (oltre 25 metri di larghezza).

Per informazioni e prenotazioni: + 39 338 6076900 oppure atctrieste@gmail.com.

Il costo del biglietto è di 70 euro. Compresi nel prezzo acqua, coperto, degustazione vini e un digestivo.

Dal 17 luglio in piazza della Borsa è presente anche un Gazebo dell’Associazione Cuochi per raccogliere le prenotazioni. Non sarà possibile acquistare i biglietti, né accettare pagamenti la sera dell’evento. In caso di maltempo la cena verrà rinviata al mercoledì successivo.

 

 

Bollicine sul Carso che al mare stanno benissimo.

Latitante da un po’ perchè stavo cercando di fare un piccolo salto di qualità e dare un’identità a questo blog, ho fotografato tanto e penso che farò una pagina destinata alla fotografia, ci sta.
Nel frattempo che studiavo ho fatto anche la turista a Trieste e penso che continuerò a farla, una città da scoprire a 360°. C’è tanto da vedere e gustare.
Non potevo neppure mancare a Le Bollicine sul Carso al mare, in Stazione Marittima. Una bella sorpresa, dopo tanti anni che non ci andavo, al salone superiore un bellissimo restauro, luminoso, azzurro e con un panorama mozzafiato sul Golfo e le Rive.
Andare prima dell’apertura per sentire l’atmosfera e godere di bella luce naturale è stata l’idea giusta per poter conoscere un po’ tutto di questo evento. La Galleria su Facebook
Ho assaggiato parecchio tempo dopo però i buoni spumanti, prima ho bazzicato in cucina con un nugolo di cuochi. Siccome erano tutti molto disponibili ho approfittato per seguire un po’ le fasi e devo dir che si vedeva il lavoro di veri professionisti, quelli che sanno coordinare tutte le situazioni, a Trieste si dice  “xe de mestier”, stare in cucina è affascinante. La cucina è bella anche da fotografare con tutto quel’acciaio brillante, pentoloni di alluminio, fumi e fuochi, ma ieri ho ascoltato un sacco di cose interessanti…

chef

in cucina con gli chef

L’Associazione dei Cuochi di Trieste con il Presidente Luca Gioiello, il Sig. Saadi che mi ha fatto da cicerone, i giovani studenti della scuola, impegnati a sfamare un sacco di persone, un cuoco famoso, Maradona, e Linda Simeone, in cucina si chiacchiera bene, da sempre!
La gallery su facebook
E poi ti arriva un buonissimo pezzo di pizza, morbido e croccante allo stesso tempo e trovi il tuo amico Paolo, sommelier, con la collega giapponese che vive a Trieste e non parla italiano e neppure inglese e ti chiedi come faccia a vivere da sola così lontana da casa..
La pizza chiama il primo assaggio e Paolo mi consiglia un Terrano Spumantizzato,
“La azienda vinicola Vina Hočevar / Štanjel / Kras si trova a Štanjel/San Daniele del Carso, uno dei insediamenti carsici più antichi.La famiglia, la casa e la cantina risalgono all’anno 1585. La passione di produrre vini nella loro famiglia è già una vecchia tradizione che si tramanda di generazione in generazione.A Bollicine sul Carso porteranno il loro primo vino Carmen.”
Così si descrivono sulla pagina Facebook e San Martino del Carso è un bel luogo, da andarci sicuramente il primo possibile, Carmen, la giovane viticoltrice ha le idee chiare e un bel viso solare, E mi ha anche incuriosito con il “succo di terrano”, che gusto avrà?
Visto il primo pomeriggio sono stata parca negli assaggi ma i commenti che ho sentito mentre leggevo nomi di aziende e di luoghi sul Carso erano molto positivi, da approfondire assolutamente ……

Un bel party di nozze in uno dei caffè storici di Trieste, il Caffè Ristorante Tommaseo.

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Buongiorno, ottima scelta di due sposi ieri per una festa di nozze diversa ed originale, un buffet in piedi ma con tanta musica e spazio per ballare; decidere di stare vicino a Piazza Unità dove è stata celebrata la cerimonia e prenotare In uno dei caffè storici di Trieste si è rivelata veramente vincente per festeggiare una giornata così importante.
Il Caffè Tommaseo è adiacente alla famosa Piazza Unità d’Italia ed al Teatro Comunale Giuseppe Verdi nella zona più prestigiosa della città di Trieste. All’ epoca “Caffè Tomaso” dal nome del suo fondatore Tomaso Marcato, è il più antico Caffè di Trieste. Si trova in Piazza Tommaseo, ovvero “Piazza dei Negozianti”, ed è sin dal 1830 ritrovo di uomini d’affari e politici. Il locale è elegante con strutture neoclassiche, le belle specchiere sono giunte cent’anni fa dal Belgio e le sedie di legno sono in stile Thonet. Il Caffé Tommaseo fu uno dei primi in città ad offrire il gelato e ad essere dotato di illuminazione a gas. Sotto il dominio dell’Impero austroungarico fu base di rivoluzionari come ricorda un’insegna:
“Da questo Caffè Tommaseo, nel 1848, centro del movimento nazionale, si diffuse la fiamma degli entusiasmi per la libertà italiana.
Dal 1954 il caffè tommaseo è tutelato come monumento storico e artistico ed insignito dell’onoreficenza di “locale storico d’italia”. oggi il locale, restaurato e rinnovato, ha riaperto con una nuova gestione aggiungendo al tradizionale caffè ristorante il marchio dell’enoteca bischoff, altro storico locale del centro e famosa enoteca fin dal 1777 che assicura l’altissimo livello della scelta enologica e la continuità dello storico caffè…
Le proposte di ieri sono state tantissime, dalla crema di zucca, alla parmigiana, mousse di formaggio con pere e noci, baccalà mantecato e tante altre prelibatezze che non sono riuscita ad assaggiare per sazietà. Non mancava neppure il Cotto Caldo tagliato al momento che per il triestino è un simbolo e un  piatto di risotto con gamberetti ed asparagi servito in una fondina di vetro creando così un bel movimento di pietanze. Mi è piaciuto molto anche esteticamente i finger food in ciotoline di plastica trasparente, come va di moda oggi, intercalate nello stesso momento dai piatti classici.
Ottimo anche il servizio, curato, veloce e , non trascurabile, il personale era gentile e sorridente anche quando incrociavano, magari con un vassoio di bicchieri in mano, i tanti bambini che scorrazzavano allegramente.
Non mi resta che consigliarvi una visita in questo luogo dall’atmosfera così triestina!

Zucchero filato al mini Luna Park.

Qualche notizia sullo zucchero filato!Carnevale di Muggia

Ci sono numerose storie a proposito dell’invenzione dello zucchero filato. Ho dato un’occhiata su internet impostando la ricerca sul termine inglese originale, “cotton candy” e ne sono saltate fuori davvero tante. A quanto dicono nel sito che cito sotto, tutte queste storie sono interessanti ma nessuna di esse è definitiva.
Molti ne attribuiscono l’invenzione ad un uomo d’affari americano all’inizio del XX secolo. E la Louisiana Exposition del 1904 a St. Louis è citata come il luogo in cui il prodotto è stato per la prima volta presentato al pubblico.
La verità è che lo “spin sugar” era conosciuto già molto tempo prima di quella data: già a metà del XVIII secolo sia in Europa che in America lo zucchero filato veniva utilizzato come guarnizione per le confezioni pasquali con reti argentate o dorate di zucchero filato. A quell’epoca produrlo era decisamente costoso e laborioso e non era quindi alla portata di tutti. La sua produzione su larga scala è cominciata quando W.J. Morrison e J.C. Wharton (Nashville, TN) hanno brevettato la prima macchina elettrica nel 1897 facendo dello zucchero filato un prodotto a buon mercato che si è rapidamente diffuso. Il principio sul quale si basa il funzionamento di tale macchina è lo sfruttamento della forza centrifuga e il passaggio dello zucchero (inizialmente cristallizzato) su piastre calde con piccoli fori.

Carnevale di Muggia.

Sister si mangia lo zucchero filato nel piccolo luna park


“The Dictionary of American Food and Drink” riporta invece una storia differente: lo zucchero filato sarebbe nato nel 1900 al Ringling Bros. and Barnum & Baily Circus quando il venditore di snack Thomas Patton ha iniziato il processo di caramellizzazione dello zucchero facendolo genialmente passare sopra una fornello a gas con piastra rotante creando così il “cottony floss” come è stato inizialmente chiamato.

Uno dei modi per farlo in casa è questo:
Servono alcuni bastoncini lunghi 30 centimetri, di plastica oppure di legno, ad esempio quelli che si usano per fare gli spiedini.
Si mette in un pentolino lo zucchero ed il glucosio e poi si aggiungono pochissime gocce d’acqua, in modo da formare con lo zucchero una crema filante. Si mette ora lo zucchero sulla fiamma media. Lo zucchero inizierà a bollire; ogni tanto si prende un cucchiaio di legno, lo si immerge nello zucchero e si fa colare una goccia su un piano di marmo, poi si prende questa goccia con due dita dopo aver atteso qualche istante si prova ad allontanare le due dita; se si formerà un filo, allora lo zucchero sarà “cotto al filo”. Si continua a cuocerlo e dopo qualche attimo si rifà la prova della goccia. Alla seconda o terza prova si dovrebbe formare una pallina da porter forgiare. Quando allontanando le dita si formerà un filo che poi sembrerà diventare vetro, allora siamo arrivati alla mèta: zucchero cotto al caramello.
Si toglie il pentolino dal fuoco e si mette su una spianatoia. Si prende ora un bastoncino ed una forchetta. Dopo aver atteso che il caramello si sia intiepidito (ma attenzione che non si indurisca altrimenti diventerà in breve caramella) si immenge la forchetta nel pentolino e la si tira fuori: lo zucchero inizierà a colare ed allora è questo il momento di agitare la forchetta facendo in modo che i sottilissimi fili bianchi che si formano vadano a formare una matassa di “lana” sul bastoncino che teniamo nell’altra mano.
E’ chiaro che questo bel giochino funziona solo se saremmo stati così bravi e brave da cogliere il giusto punto di cottura dello zucchero.
Vogliamo lo zucchero filato color giallo? Usiamo il succo di limone al posto dell’acqua. Rosso? Succo d’arancia rossa oppure d’amarena…
Buon appetito e buon divertimento!

L’importanza delle condizioni meteo per carnevale.

Non riesco ad andare a letto, qualcuno ci comunica via whatsapp che non può dormire perché vive in centro storico, ma non brontola, sa che sarà così fino mercoledì prossimo: musica e confusione fino a tardi. Penso però che ieri sera, gli abitanti delle calli, abbiano avuto una tregua. Con quel tempaccio non si poteva certo ballare in strada, grandine, vento e pioggia gelida, speravamo nella pioggia sottile che bagna “di meno” ma c’è stato un diluvio con vento che non lasciava possibilità di stare all’aperto.

 Voglia di andare a casa, ma abbiamo fatto bene a restare perché c’erano tanti amici in giro. Un bel venerdì muggesano tra bicchierate (bevanda dell’anno: rosso con l’arancio) e danze al chiuso dei bar o sotto un tendone; musica e chiacchiere, anche qualche ricordo e battute frivole.

Una bella serata, dalle 16 alle 22.30 mi sembra sufficiente …la notte é ormai quasi un miraggio, ci vuole fisico, così me la lascio almeno per martedì, possibilmente ore piccole, anzi l’alba!Il meteo però dice di nuovo pioggia, speriamo che almeno sia quella pioggerellina fine fine poco insistente che riesci a sopportare perché sembra bagni meno oppure, meglio, che il meteo sbagli!!!! Un bel sole come oggi sarebbe perfetto da domani a mercoledì compreso!

Notte a tutti.