Tergeste, gli incanti del gusto e la fotografia di cibo.

Dal 24 al 27 novembre Trieste è diventata la città del gusto!
Un Concorso Internazionale di Cucina.
Un Concorso per i giovani delle scuole alberghiere.
Una fiera alimentare con espositori del territorio e non solo.
Show cooking.
Un ristorante.
Eventi, incontri e tanto altro….di cui anche il mio workshop di Food Photography da smartphone e non solo.

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Nella gallery qua sopra ci sono dei momenti di questa manifestazione, la prima nel suo genere a Trieste. Diciamo pure che ero concentrata sul mio intervento nell’Auditorium del Salone degli Incanti, luogo che mi ha messo soggezione dato che non sono abituata ad insegnare in un luogo così prestigioso (in fin dei conti mi sono seduta sul posto occupato da Sgarbi poco tempo fa). Far parte di un evento così mi ha proprio inorgoglito e non posso che ringraziare l‘Associazione Cuochi di Trieste e Le Vie delle Foto che hanno riposto fiducia nella mia professionalità, ci ho messo l’anima e il mio piccolo sapere e, credo, di aver colpito nel segno e aver trasmesso amore per il mio bel mestiere e passione.
Qualcuno mi ha chiesto cosa aveva a che fare la fotografia con una fiera alimentare e vi dirò che sono importantissime! Chi non usa le immagini oggi come oggi? Come puoi descrivere il tuo prodotto se non con una foto accattivante? Ecco allora che l’immagine diventa un veicolo basilare per la promozione oppure per il semplice piacere di condividere un istante….
Vi propongo il prologo del mio corso e , dalla prossima settimana, posterò lezioni tecniche per darvi una piccola mano! Buona lettura!

Le foto di cibo non sono come le altre
Cibo, ricette, chef famosi, vino, somellier, alimentazione, salute. Veniamo bombardati da immagini di cibo e bevande in continuazione e fa venir voglia di scattare e condividere. Il cibo è colore, forme, ombre, luci, creatività ed è affascinante, fotogenico, anche con lo smartphone. Fotografare bene il cibo da soddisfazione personale e se riesci a far venire l’acquolina in bocca a chi guarda l’immagine allora hai fatto un buon lavoro.
Che tu sia un food blogger, un cuoco o semplicemente un buongustaio, resta il fatto che ormai lo scatto davanti al piatti, padelle e forni è un’abitudine consueta e piacevole.
Nonostante la passione, però, molti di voi si saranno chiesti almeno una volta:perché i miei scatti non vengono mai come quelli delle campagne pubblicitarie?La postproduzione fa miracoli, certo, ma ci sono dei trucchi che i fotografi professionisti utilizzano al momento dello scatto che agevolano di molto il loro lavoro e, neanche a dirlo, il risultato finale!
la maggior parte dei piatti fotografati nelle riviste risulta nella realtá immangiabile Molti ingredienti ad esempio non devono essere cotti come da ricetta ma molto meno; pasta, pesce, verdure danno il meglio di sè se semi crudi…lucido di scarpe sulla carne grigliata, glicerina sulle bottiglie per l’effetto sudato, purè di patate al posto del gelato, colla al posto del latte nei cereali, bolle di sapone sul latte e caffè al posto della schiuma..per citarne solo alcuni…allucinante vero? Non è questo il nostro caso, non siamo pubblicitari, lo scopo di questo workshop è imparare a scattare delle belle foto con il nostro smartphone ma di cibo vero!
Secondo me il cibo è affascinante: dalle verdure crude, alle ricette più elaborate ci sono forme e colori infiniti e ci sono moltissimi modi per fotografarlo, ognuno può trovare il suo stile, resta fondamentale però sapere delle basi tecniche che ci aiuteranno a sperimentare meglio ed a ottenere risultati migliori.

 

 

Il Pandoro,il dolce di Natale per eccellenza!

Manca più di un mese al Natale ma gli scaffali dei discount sono già pieni di pandoro e panettoni di tutte le marche, addobbi natalizi, luci e i primi abeti fanno capolino in certe piazze (perlomeno a Trieste). Personalmente lo ritengo prematuro ma sappiamo come funziona il commercio e l’economia perciò mi adeguo ed inizio proprio dal Pandoro.
Come da tradizione dell’alimentazione italiana che si basa sulle tradizioni locali, anche il pandoro ha la sua origine geografica specifica, infatti la città di Verona lo riconosce come alimento tipico e tradizionale. Le origini non sono ben chiare, ma secondo alcuni sarebbe nato in Austria ai tempi dell’impero Asburgico, dove si produceva il cosiddetto “Pane di Vienna”, probabilmente derivato a sua volta dalle brioches francesi; fin dal ‘700/’800, infatti la tecnica per ottenere questo pane era molto conosciuta, la sua lavorazione prevedeva di completare l’impasto aggiungendo una maggiore dose di burro (come si fa per la pasta sfoglia) con il risultato che, durante la cottura il dolce acquisti volume…Secondo altri, invece, deriverebbe dal “Pan de oro”, un dolce ricoperto completamente di sottili foglie di oro zecchino (da cui probabilmente il nome attuale) che veniva servito sulle tavole dei più ricchi veneziani.
Le origini, comunque, più accreditate, sarebbero quelle secondo le quali il pandoro deriverebbe dal “Nadalin” un dolce a forma di stella che per tradizione le famiglie veronesi preparavano per Natale…è probabile, comunque, che nell’ideazione di questo dolce ci sia stata anche la collaborazione dei pasticceri austriaci, molto impiegati nelle pasticcerie più importanti di Verona. Creato nel 1260 per festeggiare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala e dei Signori di Verona, inizialmente costituito da un tronco a stella con 8 punte e non troppo alto ricoperto da una glassa,   Intorno alla fine dell’Ottocento, il dolce cambiò forma, venne alzato, le punte ridotte a 5 e la glassa eliminata… Cambiando anche il suo nome in “Pandoro”.

In ogni caso, qualunque sia stata la sua origine, nel 1894 fu brevettata la ricetta da Domenico Melegatti, che  brevettò anche lo stampo dalla forma caratteristica… un’altra versione, vuole invece che, sì Melegatti brevettò la ricetta del panettone, ma che lo stampo fosse disegnato dal pittore impressionista Angelo Dell’Oca Bianca, che lo disegnò con il corpo a forma di stella a 8 punte.
Una cosa è abbastanza certa: il nome Pandoro deriva proprio dal colore dorato di questo dolce, dato dalla presenza, nell’impasto, di una gran quantità di uova.
Fra gli ingredienti del pandoro si annoverano: Farina, zucchero, uova, lievito, burro e burro di cacao. La tecnica di preparazione è estremamente complessa e si svolge in più fasi consecutive, con molte ore di lavoro dietro.
La ricetta originale del pandoro non prevede che questo venga guarnito internamente con creme o canditi, anche se col tempo le case produttrici hanno cercato di ampliare la loro offerta  variando le loro ricette, facendo nascere così  diversi tipi di pandoro: da quello farcito al cioccolato a quello alla crema, o ancora a quello ricoperto di glassa.
Il classico di oggi, è però quello senza farcitura ricoperto da uno strato di zucchero a velo…

Semplice e ..inimitabile!

Gli ingredienti del pandoro

Gli ingredienti sono semplici: farina, zucchero, uova, lievito, burro e burro di cacao. Il gusto è altrettanto semplice nella sua descrizione: fantastico. Nello specifico:

  • 450 grammi farina 00
  • uova
  • tuorli d’uovo
  • 140 grammi zucchero
  • 170 grammi burro
  • 100 ml latte
  • bacca di vaniglia
  • 1 pizzico sale
  • 20 grammi lievito di birra

La ricetta originale del pandoro

Gusto ed ingredienti semplici non corrispondono affatto ad una lavorazione veloce e facile. Al contrario, la preparazione del Pandoro è decisamente lunga, con molte fasi di lavorazione.

Si inizia con un impasto di zucchero, lievito, uova e farina che va lasciato lievitare per almeno due ore. All’aggiunta di burro, altra farina, altre uova e altro zucchero, segue una secondo periodo di lievitazione di altre due ore. L’impasto va a questo punto ulteriormente lavorato, steso e piegato; vanno aggiunti altri ingredienti e va fatto riposare per trenta minuti.

Una quarta lavorazione precede un ulteriore riposo di trenta minuti. Solo dopo la lievitazione nello stampo imburrato (ancora 30-60 minuti) è finalmente il tempo di infornare per una quarantina di minuti a 190 e poi, da metà cottura, a 160 gradi.

Un dolce che richiede tanto lavoro, insomma, ma che donerà, una volta raffreddato e cosparso, a piacimento, di zucchero a velo, un gusto e un aroma unici.

Le foto di cibo devono far venire l’acquolina in bocca, consigli su come realizzarle.

Ciao, è da un po’ di tempo che ci sto pensando: e se arricchissi questo blog con delle lezioni su come fotografare il cibo (se non lo sapete sono una fotografa professionista)? Volevo fare una pagina a parte ma con WordPress non mi ci ritrovo tanto (mi sono anche iscritta ad un corso che spero parta presto)perciò oggi la butto qua sul blog…
L’idea di darvi qualche consiglio mi è venuta guardando gli orrori fotografici che vengono postati ogni giorno sui social e non solo, ho visto addirittura brochure con foto scure, con colori rivoltanti, sfocate …insomma…da vomito! Fiorella Macor PhotographyMa vi rendete conto dell’importanza che ha l’immagine che mostra il cibo che presentate? Mi sa che ci sono parecchie persone che lo hanno capito e allora, ok se uno lo fa per proprio piacere personale, ma chi ci lavora con il cibo dovrebbe metterci più attenzione. Una volta si chiamavano i fotografi professionisti, oggi abbiamo una tecnologia alla portata di tutti, ma questo non vuol dire svilire la qualità. Il modo per avere immagini “decorose” non è difficilissimo, bastano un po’ di impegno e degli accorgimenti per fare in modo che il vostro cibo risulti veramente buonissimo!

Oggi vi propongo la presentazione dei miei corsi da Eataly ( (si inizia al 23 settembre a Bologna e al 30 settembre a Trieste per proseguire ottobre, novembre e dicembre con la Tavola di Natale!) In collaborazione con Le vie delle Foto, se avete voglia di seguirmi datemi un segnale: un like alla pagina, l’iscrizione al blog e vedrete che vi darò una buona mano…gratis! Vi aspetto!

Ricette, chef famosi, vino, sommelier, alimentazione, salute. Veniamo

bombardati da immagini di cibo e bevande in continuazione e fa venir voglia

di scattare e condividere. Il cibo è colore, forme, ombre, luci, creatività ed è fotogenico, anche con lo smartphone. Fotografare bene il cibo da

soddisfazione personale e se riesci a far venire l’acquolina in bocca a chi guarda

l’immagine, allora, hai fatto un buon lavoro.

Che tu sia un food blogger, un cuoco o semplicemente un buongustaio, resta il

fatto che ormai lo scatto davanti al piatti, padelle e forni è un’abitudine

consueta e piacevole.

Secondo me il cibo è affascinante: dalle verdure crude, alle ricette più

elaborate ci sono forme e colori infiniti e ci sono moltissimi modi per

fotografarlo, ognuno può trovare il suo stile, resta fondamentale però sapere

delle basi tecniche che ci aiuteranno a sperimentare meglio ed a ottenere

risultati migliori.

 

 

La Cena sotto le Stelle ha raggiunto i suoi obiettivi!

Buona sera,
mi sembra giusto condividere i risultati ottenuti dalla bellissima Cena Sotto le Stelle del 26 luglio 2017 in Piazza Unità di Trieste.Come vi avevo già raccontato è stato…magico e il Sindaco ha detto che diventerà un appuntamento fisso (e se lo dice lui bisogna crederci).
Ecco a voi i ringraziamenti dell’Associazione Cuochi di Trieste e qualche dato!

L’evento Cena sotto le stelle, che si è svolto, con grande successo il 26 luglio in piazza Unità d’Italia, aveva tre obiettivi primari:

la beneficenza;
una raccolta di fondi per l’Associazione cuochi Trieste per promuovere e organizzare corsi per giovani che vogliono avviarsi in questa professione, come era stato specificato in sede di conferenza stampa;
valorizzare, con un evento unico nel suo genere a Trieste, una delle piazze più belle d’Italia.

Tirando le somme, ognuno di questi tre obiettivi è stato raggiunto.

Certo, anche noi avremmo voluto poter donare di più in beneficenza e avere più fondi a disposizione per la formazione dei giovani aspiranti cuochi, ma un evento come quello che è stato organizzato il 26 luglio non ha visto solo tanta buona volontà e tantissima generosità da parte di chi ci ha lavorato e di chi ha partecipato, ma ha dovuto sostenere anche dei costi specifici che potete vedere nella tabella pubblicata.

Ci teniamo però anche a ringraziare un po’ di persone.

Prima di tutto le 202 persone che hanno pagato la cena e chi ha donato quel giorno passando in piazza Unità.

Poi, vanno ringraziati:

il Comune di Trieste, Acegas APS Amga, Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria, Polizia Municipale, Prefettura e Polizia di Stato.

E tutte le persone che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze gratuitamente:

25 cuochi e aiuto-cuochi;
14 sommelier;
22 ragazzi del Gruppo Giovani FIC e delle scuole alberghiere, che ci hanno supportato anche nelle opere di fatica.

Sì, i costi non sono stati esigui. Perché?

Perché molte volte gli sforzi di alcuni per rendere un evento davvero unico, all’insegna del ‘voler fare bene’, non va sempre a braccetto con chi, anche giustamente, per potersi garantire delle entrate per sé e i propri dipendenti, non può ‘regalare’ il proprio lavoro e le proprie materie prime.

Le nostre intenzioni erano più che buone e siamo perfettamente a posto con le nostre coscienze perché sappiamo di aver organizzato una serata unica, quel giorno. E, anche se per alcuni è poco, per altri il ricavato è qualcosa.

Speriamo che nella prossima edizione ci siano più fornitori che possano contribuire in maniera da poter destinare ancora più soldi alle realtà che vorremo sostenere.

Lo speriamo di vero cuore. E ringraziamo ancora tutti quelli che hanno aderito e ci hanno aiutato.

L’Associazione Cuochi Trieste

 

Vi racconto la Cena sotto le stelle. Location e sapori che non si possono dimenticare.

Un grande ristorante sotto le stelle con vista mare, attorniato da splendidi palazzi! Trieste, Piazza UnitàQuesta è stata lo scenario che ha accompagnato una cena dai sapori che non dimenticherò facilmente.
sono arrivata alle 17 per seguire il backstage e la preparazione ed il cielo era nuvoloso, grigio, ma il meto scongiurava la pioggia fortunatamente.

Tutto un fervore, i cuochi come formichine preparavano le tavole alla perfezione, gli sponsor preparavano i banchetti e i turisti non potevano fare a meno di entrare nella zona dedicata alla cena scattandosi selfie seduti ai tavoli. Luca Gioiello, uno dei bravissimi chef dell’Associazione Cuochi ha il telefono che squilla in continuazione e dirige il tutto con i suoi colleghi chef come fossero direttori d’orchestra. Trieste, Piazza Unità
Amo Piazza Unità da sempre, col suo sapore Mitteleuropeo e la vista sul mare , preparo il cavalletto, la macchina e mi metto a scattare come se non ci fosse un domani decisa a dare immagini eloquenti di questa location così preziosa.
Pian piano il cielo si apre e mi regala una luce che illumina il Palazzo della Prefettura e ne risalta i suoi decori dorati.
Sotto il Municipio si inizia la distribuzione ad offerta dei panini di Cotto in Crosta offerti dal Salumificio Masè. Il ricavato andrà tutto in beneficenza (se vuoi conoscere la ricetta del Cotto Triestino cerca l’articolo sul blog). Verso le 19 è tutto pronto, dei panieri originalissimi, composti da un enorme panino senza la mollica, avvolto in un tovagliolo, riempito da tante fette di pane e decorato con rosmarino e lavanda attirano la mia attenzione e mi dicono che è ora di andare in macchina a cambiarmi (mi sono organizzata proprio in modo egregio). Quando ritorno vedo che pian pianino arrivano gli ospiti. Un aperitivo li attende, del buon vino delle Cantine Angoris accompagnato da buonissime frittelle alle alghe marine ed origano (Acqua farina lievito alghe e origano). Le mie belle e amiche Hostess, Angela e Linda, in tubino nero e tacchi alti mi indicano il mio tavolo, una postazione bellissima verso il mare, sono proprio curiosa di sapere chi sono i miei commensali ! 10 persone per  tavolo. Appoggio il coprispalle su una sedia e vado a salutare gli amici sommelier che faranno servizio ed il cielo si fa ancora più bello regalandoci un tramonto degno di un quadro.
I tavoli si riempiono, i commensali si presentano e la cena inizia con un antipasto di alici barcolane, melanzane e formaggio del Carso per poi passare  al primo con lasagne preparate con farina di grani antichi e “canoce” (ho ancora il gusto in bocca, se ci penso, un accostamento perfetto). Per secondo un lingotto di baccalà cotto a bassa temperatura con verdurine e scarola, dal croccante crumble alla crema di indivia!
Scatto con fervore nella luce ormai notturna e mi gusto sto tribudio di sapori chiacchierando con i mie commensali, siamo proprio una bella tavolata e facciamo amicizia subito.
Le ore passano in fretta e arriva il momento importante del Guinness mondiale Piazza Unità triestedi una Pasta Crema di 25 metri assemblata sul lungo tavolo preparato per l’occasione. La Carsolina o Zavata è un dolce che non manca mai sulle nostre tavole, soprattutto sul Carso.
E’ affascinante vedere come vengono sistemate le mille foglie, riempite di crema e, in finale, spolverate di zucchero .
25 metri e 80 cm! E’ fatto…è un nuovo Guinness!
La festa raggiunge il suo apice, c’è un’aria di allegria e benessere attorno. Gli chef si rilassano e sorridono, è sicuramente stato un successo, Il Sindaco fa il suo bel discorso dicendo che questa dovrà diventare un’abitudine, come non essere d’accordo con lui?
Vin passito per il dessert, caffè Illy e un amaro di Piolo Max….e la piazza pian pianino si svuota.
Noi siamo ancora in tavola a chiacchierare, ci sembra di essere dei vecchi amici invece che nuove conoscenze e ci accorgiamo che siamo rimasti gli ultimi, che stanno già mettendo via tutto e, a malincuore ci alziamo anche noi scambiandoci le email per non perderci di vista.
L’orologio del comune segna l’una e mezza, ma come vola il tempo quando stai bene con gli altri? Troppo velocemente mi vien da dire.
Raccolgo la mia pesante borsa, il cavalletto e la fetta di Carsolina avvolta nell’argento che ci hanno gentilmente dato per asporto evado a salutare i sommelier che si stanno rilassando. Le mie Hostess sono ancora con i tacchi alti ma sedute sotto la Fontana dei 4 Continenti con Luca, li stanno “murando” con le piante che delineavano il rettangolo della cena, ce la faranno ad uscire tra un po’? Saluto anche loro mentre continuano ad accatastare i vasi delle piante, cercando di seppellire anche me…e con atto di volontà suprema decido che è ora di andare a dormire …anche se non ne ho tanta voglia!
Decisamente una serata da ricordare!

 

“Cena sotto le stelle” in Piazza Unità a Trieste, una location da favola per una cena speciale.

“Cena sotto le stelle” , già il titolo invoglia. Sa di favola principesca una cena così: tavoli rotondi, tovaglie bianche, candelabri e candele per illuminare i piatti d’eccellenza cucinati dagli chef dell’Associazione Cuochi di Trieste, il tutto sotto il cielo di luglio con la cornice degli splendidi palazzi di Piazza Unità.
Mercoledì 26 luglio dalle 20.30, la Piazza più grande (ed aggiungo più bella) sul mare aperto d’Europa ospiterà un evento unico dal sapore Mitteleuropeo!
Vado a trovare lo Chef Luca Gioiello (Ristorante Arcoriccardo) nello stand di Piazza della Borsa dove si trovano tutte le informazioni e si fanno le prenotazioni (il gazebo sarà lì ogni giorno fino a mercoledì).

Luca Gioiello ed i cuochi nello stand di Piazza della Borsa

Luca è il Presidente della Federazione dei Cuochi Italiani, napoletano d’origine ma triestino d’adozione, ed esordisce con un: <<non si è mai fatto e ed è una sfida al discorso del “no se pol” (Trieste è famosa per essere la città dei “non si può”), stavolta “se pol” (si può) e si farà! Finalmente siamo riusci ad ottenere il salotto principale di Trieste!>>

L’ Associazione cuochi di Trieste è una costola della Federazione Italiana e voleva da tempo fare qualcosa che desse un bel colpo d’occhio sulla città. Un evento che mettesse in luce anche le competenze dei cuochi di questa associazione, professionisti che operano nel settore anche da più di 30anni e che da oltre 15 vanno in giro per concorsi nazionali ed internazionali, portando a casa medaglie di valore (non poche!). C’è anche una nuova sinergia con il nuovo gruppo dei giovani e con le Lady Chef che una volta non c’era, è un’occasione per aprirsi alla città con le loro professionalità.
La cena sarà “confezionata” con 4 portate, ognuna fatta da 5 chef con i relativi aiuti, partendo dall’antipasto al dolce che sarà da guinnes: una carsolina (millefoglie o pasta crema carsolina chiamata anche zavata). Verrà montata sul posto alla vista dei partecipanti, avrà più di 25 metri, larga 10 cm alta 8 cm!
La cena sarà accompagnata da vini della Cantina Angoris, da Verduzzo Friulano, il caffè offerto da Illy Caffè e l’amaro Trieste di Piolo e Max.
La manifestazione ha anche un valore nella beneficenza, una parte dell’incasso verrà devoluto alla Fondazione Burlo Garofalo e alla Fondazione Lucchetta. Per due altre associazioni minori che fanno volontariato ci sarà l’incasso della donazione per dei panini di prosciutto in crosta offerti da Masè (Rieccolo! Vedi il mio articolo precedente).
Un’altra parte del ricavato della cena servirà all’Associazione dei Cuochi per sponsorizzare l’inserimento nel lavoro dei ragazzi della scuola, con corsi e preparazione di giovani talenti. Un’altra parte servirà agli associati stessi per fare corsi di aggiornamento perchè le specializzazioni vanno bene ma fare il cuoco deve essere visto a 360° si deve avere un’infarinatura di tutta l’alimentazione!

Sinceramente sono già con l’acquolina in bocca e non vedo l’ora che arrivi mercoledì per assaggiare queste prelibatezze e raccontarvi da vicino quello che succederà, trucco e parrucco perchè sarà una serata di gala e via …a seguire da vicino già dal pomeriggio le abilità dei cuochi nella cucina installata vicino alla fontana dei Quattro Continenti…

Ecco il Menù e le informazioni per prenotare! Buona serata!

ANTIPASTO
Stratificazione di melanzana viola, alice barcolana, formaggio jamar del Carso e bianchera aromatizzata al basilico.

PRIMO PIATTO
Sfoglia all’uovo con farina di grani antichi, canoce di mare, la loro riduzione ed il suo sale.

SECONDO PIATTO
Sorpresa del golfo con crumble del Carso ed insalatina croccante alla triestina su crema di indivia.

DESSERT
Carsolina da Guiness dei primati (oltre 25 metri di larghezza).

Per informazioni e prenotazioni: + 39 338 6076900 oppure atctrieste@gmail.com.

Il costo del biglietto è di 70 euro. Compresi nel prezzo acqua, coperto, degustazione vini e un digestivo.

Dal 17 luglio in piazza della Borsa è presente anche un Gazebo dell’Associazione Cuochi per raccogliere le prenotazioni. Non sarà possibile acquistare i biglietti, né accettare pagamenti la sera dell’evento. In caso di maltempo la cena verrà rinviata al mercoledì successivo.

 

 

Ristorante TPorto ed il suo Chef Danilo Vasta, foto e chiacchiere.

Buon giorno, tra una settimana inizia l’avventura degli ORC Worlds 2017 a Porto San Rocco. Non vedo l’ora di vivere il mare come  sogno segretamente da anni. Dai tempi del Dott. Cossi e di Bertocchi e Apostoli (dedicato a muggesani DOC) sono stata lontanissima da questo mondo di vele, per una settimana sarò lì a godermi spettacoli di uomini vs mare (anche in cucina e in cantina)!
Nel frattempo che arrivano gli equipaggi vado alla scoperta di Porto San Rocco, che per me è un luogo importante anche dal punto di vista della storia. In quelle acque si sono costruite navi importanti, il Cantiere San Rocco, dove ha lavorato la maggior parte dei muggesani del secolo passato, anche la mia famiglia, ha lasciato il posto ad un luogo di benessere ma conserva ancora tracce della passata personalità (probabilmente è una questione sentimentale).
Dal secolo scorso ad oggi con la nuova versione del Ristorante TPorto che vedo finalmente con una sua personalità.

Zona relax

A me piace il design d’interni, lo seguo da anni con la mia amica Marisa, e trovo che la nuova atmosfera creata sia piacevole con le distinzioni ben precise tra bar, zona  svago con divani e zona pranzo.
Mentre penso che pranzerò con la vista su uno dei doc del vecchio cantiere che

antipasto di sgombro al fumo di ciliegio

è rimasto com’era arriva il primo piatto di Chef Danilo Vasta. Mentre fotografo questi piatti con una luce naturale bellissima chiacchiero con lui per conoscerlo e ve lo presento con le sue stesse parole, non potrei cambiare nulla, neppure la punteggiatura perchè mi sempre che renda veramente l’idea di com’è questo giovane cuoco che cucina bene
<<Nasco a Catania( città di mare) nel 1986,li rimango solo 3 anni per poi esser trasferito con la mia famiglia(per mancanza di lavoro dei miei genitori) a Milano,dove cresco e frequento le prime scuole d’obbligo….

copyright fiorella.macor

Ritratto di Danilo Vasta.

Durante la mia infanzia mi accorgo in varie vicessitudini di avere una certa curiosità nei confronti del cibo…..uno dei miei ricordi che mi porto dentro è la sveglia mattutina per osservare mio padre al lavoro in cucina per il pranzo domenicale…..

Detto questo da queste cose comincio sempre di più ad avvicinarmi a questo mondo fino ad sceglier di frequentare l’istituto alberghiero è così da intraprendere sempre più in maniera professionale questa strada….

con gli anni ho avuto la fortuna di frequentare e di conseguenza far esperienza in alcuni dei posti più rinomati di Milano…esperienze che mi hanno formato in maniera professionale trasmettendomi uno dei fattori fondamentali della cucina ” il rispetto  per il cibo”…….fattore che ho fatto sempre più mio durante gli anni!

Uno dei principali fattori che caratterizza la mia filosofia culinaria,forse il primo!!!
Nella mia cucina rientrano il rispetto,la genuinità,la semplicità,la stagionalità dei prodotti,la creatività e sopratutto l’istinto!
Nei miei piatti cerco di trovare il giusto equilibrio tra più elementi che possono creare un connubio completo ed entusiasmante al palato senza dimenticare la semplicità di quello che utilizzo.

In quest’ultima esperienza in corso ho cercato anche di avvicinarmi e valorizzare alcuni produttori del territorio con cui amo avere un rapporto diretto e di fiducia…..e cmq quest’ultimo garantire una sicurezza alimentare in quello che trasformo in cucina ….che oggi è la cosa fondamentale!!!>>

Porto San Rocco

In cucina con Chef Danilo

Aggiungo solo che ho spiato un po’ mentre cucinava e mi sa proprio che le sue parole siano vere. Apprezzo molto la cucina che predilige una certa naturalità nei prodotti, che è attenta anche al benessere fisico! Buon lavoro Danilo! (presto mi farà vedere cosa propone per l’aperitivo in bar magari con una nuotata in piscina)

Buon pranzo a tutti!

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Bollicine sul Carso che al mare stanno benissimo.

Latitante da un po’ perchè stavo cercando di fare un piccolo salto di qualità e dare un’identità a questo blog, ho fotografato tanto e penso che farò una pagina destinata alla fotografia, ci sta.
Nel frattempo che studiavo ho fatto anche la turista a Trieste e penso che continuerò a farla, una città da scoprire a 360°. C’è tanto da vedere e gustare.
Non potevo neppure mancare a Le Bollicine sul Carso al mare, in Stazione Marittima. Una bella sorpresa, dopo tanti anni che non ci andavo, al salone superiore un bellissimo restauro, luminoso, azzurro e con un panorama mozzafiato sul Golfo e le Rive.
Andare prima dell’apertura per sentire l’atmosfera e godere di bella luce naturale è stata l’idea giusta per poter conoscere un po’ tutto di questo evento. La Galleria su Facebook
Ho assaggiato parecchio tempo dopo però i buoni spumanti, prima ho bazzicato in cucina con un nugolo di cuochi. Siccome erano tutti molto disponibili ho approfittato per seguire un po’ le fasi e devo dir che si vedeva il lavoro di veri professionisti, quelli che sanno coordinare tutte le situazioni, a Trieste si dice  “xe de mestier”, stare in cucina è affascinante. La cucina è bella anche da fotografare con tutto quel’acciaio brillante, pentoloni di alluminio, fumi e fuochi, ma ieri ho ascoltato un sacco di cose interessanti…

chef

in cucina con gli chef

L’Associazione dei Cuochi di Trieste con il Presidente Luca Gioiello, il Sig. Saadi che mi ha fatto da cicerone, i giovani studenti della scuola, impegnati a sfamare un sacco di persone, un cuoco famoso, Maradona, e Linda Simeone, in cucina si chiacchiera bene, da sempre!
La gallery su facebook
E poi ti arriva un buonissimo pezzo di pizza, morbido e croccante allo stesso tempo e trovi il tuo amico Paolo, sommelier, con la collega giapponese che vive a Trieste e non parla italiano e neppure inglese e ti chiedi come faccia a vivere da sola così lontana da casa..
La pizza chiama il primo assaggio e Paolo mi consiglia un Terrano Spumantizzato,
“La azienda vinicola Vina Hočevar / Štanjel / Kras si trova a Štanjel/San Daniele del Carso, uno dei insediamenti carsici più antichi.La famiglia, la casa e la cantina risalgono all’anno 1585. La passione di produrre vini nella loro famiglia è già una vecchia tradizione che si tramanda di generazione in generazione.A Bollicine sul Carso porteranno il loro primo vino Carmen.”
Così si descrivono sulla pagina Facebook e San Martino del Carso è un bel luogo, da andarci sicuramente il primo possibile, Carmen, la giovane viticoltrice ha le idee chiare e un bel viso solare, E mi ha anche incuriosito con il “succo di terrano”, che gusto avrà?
Visto il primo pomeriggio sono stata parca negli assaggi ma i commenti che ho sentito mentre leggevo nomi di aziende e di luoghi sul Carso erano molto positivi, da approfondire assolutamente ……

Pasquetta di relax e revival anni 80 con una pasta alle fragole.

Finita anche Pasquetta, il tempo ha tenuto e adesso ci saranno code ai confini per il rientro e son proprio contenta di essere a casa.Una Pasqua un po’ nostalgica ma molto serena, sono stata brava anche con il cibo, a parte la cioccolata e mi sono presa un po’ di tempo anche per me, un relax mentale che è andato in giro per ricordi.
Non so perchè ma mi sono tornati in mente gli anni 80 con tutte le prime stranezze che apparivano nei locali. Tanta panna dappertutto, grassi intrugli e nello stesso tempo nasceva la cucina vegetariana, aprivano i ristoranti esotici, un periodo decisamente pieno di contraddizioni.La prima cosa “strana” che ho mangiato in quei anni è stata la pasta alle fragole, ricordo che eravamo al Ristorante Città di Cherso in Via Cadorna a Trieste e ho voluto provare questo gusto così diverso dal solito. Non ne sono rimasta entusiasta ma ogni tanto mi piace, una volta all’anno, quando ci sono le fragole più buone,
Ripensando a quegli anni mi vengono in mente i must: tortellini, panna, prosciutto e piselli, decisamente invernali, le penne alla vodka, i gamberetti in salsa rosa come antipasto e le orecchiette alla Baffo. La cucina si è molto alleggerita da allora, c’è più attenzione per la salute fortunatamente senza dover rinunciare al gusto perchè anche il palato vuole la sua parte.
Avevo le fragole, la panna, yogurt e ancora un po’ di burro perciò ho optato per una fettuccine all’uovo con le fragole, la prossima volta la provo con un altro tipo di pasta che all’uovo non mi ha soddisfatto.
Ecco la mia ricetta senza dosi :
– fragole
– burro
– panna da cucina
– yogurt bianco magro
-noce moscata e/o pepe secondo i gusti, io uso solo un pizzichino di noce moscata perchè non amo il pepe.

Lavare velocemente le fragole sotto l’acqua corrente (così salviamo tutte le proprietà benefiche del frutto). Prendiamo una parte di fragole e frulliamole per un attimo con lo yogurt e un po’ di panna. In un tegame sciogliere lentamente il burro senza farlo friggere ed aggiungere la panna rimasta più la salsa frullata. Da parte tagliare a pezzettini le fragole rimaste.

Pasta alle Fragole

Una pasta molto anni 80

Cotta la pasta mettetela nella padella con la salsa e mantecate lentamente per qualche minuto, aggiungete una grattatina di noce moscata e un po’ di sale, in finale prima di spegnere il fuoco mettete le fragole a pezzetti. Mescolare velocemente, spegnere il fuoco e portare presto a tavola, se si raffredda è pessima. Servire con un Vino Rosè Lancers, colonna sonora gli Spandau Ballet e l’atmosfera sarà decisamente vintage 80.
E adesso vado a nascondere la cioccolata dell’uovo di pasqua, buona serata a tutti!

 

Food photography, presto il corso da Eataly.

Buona sera a tutti, finita la latitanza da questo mio piccolo amato spazio dovuta un po’ per qualche acciacco di stagione ma anche perchè mi sono messa a studiare wordpress, a lottare con Google AdSense e preparare un programma primavera/estate veramente interessante !
Oggi vi presento il mio corso di Food and Photography da Eataly  – Riva Tommaso Gulli, 1, 34123 Trieste.
Questo workshop che si terrà il 22 aprile dalle 11 alle 13.30 si colloca nell’ambito di Le Vie delle Foto , un progetto di successo di Linda Simeone che potrete conoscere leggendo il post di luglio 2016 qua nel blog oppure sul sito ufficiale.
Diciamo pure che è il seguito naturale della personale del 2016 quando ho presentato The Foodie nell’Enoteca Santè Wine and Food di Via Trento 5/a . Trieste   che è diventata mostra permanente con mia estrema soddisfazione.
La mia passione per la Food Photo è iniziata qualche anno fa quando ho iniziato a produrre immagini per il mercato dello Stock, a quell’epoca, avevo ospite mia sorella che è un’ottima cuoca e, presto, sommelier (abbiamo grandi progetti assieme per questo blog) e lei mi preparava un sacco di pietanza, quasi tutte vegetariane, che presentavo nel mercato mondiale dell’immagine. Da qui la specializzazione  di “rendere golosa un’immagine”, far venire l’acquolina in bocca a chi guarda e, giusto per darmi un fortissimo input a continuare è arrivato anche un premio a livello internazionale, la vincitrice di  The Foodie EyeEm Awards 2015

Eyeem Awards

The Foodie Eyeem Awards 2015, New York 18 september 2015

con un immagine che rappresenta sempre mia sorella con in mano un finger food al Trieste Mare Morje Vitovska nel Salone degli Incanti.
Mi sono un po’ dilungata con le autocelebrazioni? Forse sì ma mi sembrava giusto far conoscere anche il mio lavoro da professionista visto che come blogger sono ancora alle prime armi, ma come fotografa ho 40 anni esatti di esperienza alle spalle (mi viene un po’ anche da piangere pensando a come è volato il tempo e cambiato tutto nella fotografia)
Ritornando al corso , ma a chi è rivolto? La direzione di Eataly ha preferito dedicarlo a chi usa lo smartphone (ma vi dirò che è un po’ riduttivo perchè sarebbe utile a tutti, sia a chi ha una compattina sia a chi usa la reflex), per chi vuole condividere su Facebook, Instagram o altri social, io aggiungo con sicurezza che sarebbe utilissimo a Food Blogger, Chef, Sommelier, proprietari di negozi alimentari , fotografare cibo e vino in modo da attrarre clienti !!! Perchè un’immagine sbagliata e brutta sul vs sito/social può veramente avere un impatto negativo con il cliente!
Vi insegnerò un sacco di trucchi per rendere le vostre immagini veramente golose!
http://www.eataly.net/it_it/food-and-photography-eve12671Per iscriversi bisogna andare sul sito di Eataly  ! Vi aspetto al 22 aprile!!

Per correttezza riporto il testo della pagina di Eataly
Sei un appassionato di food e fotografia e non vedi l’ora di pubblicare nuove foto sulla tua pagina Facebook o Instagram?Abbiamo la soluzione alla tua passione!Per te, un corso di Food Photography che ti consentira’ di imparare tutti i trucchi dei fotografi professionisti per scattare immagini accattivanti ai tuoi piatti preferitisfruttando a pieno il tuo smartphone.Preparati a foto che faranno venire l’acquolina in bocca a chiunque le guardi!In collaborazione con Le Vie delle Foto.Per maggiori informazioni scrivi a didatticatrieste@eataly.itSe sei socio Slow Food hai diritto al 10% di sconto su tutti i corsi iscrivendoti direttamente in negozio all’Info Point di Eataly.

Se desideri associarti, il costo della tessera e’ di 25 €: puoi farlo a Eataly Trieste.