Frittole di Carnevale.

Frittole

Dolce tipico triestino.

Le Frittole, assieme ai crostoli, sono i nostri dolci tipici di Carnevale.
Certamente delle classiche fritole triestine ne esistono versioni differenti, con uvetta, pinoli, crema, cioccolato, in ogni famiglia esiste una variante e una tradizione.
In un vecchio quadernetto di ricette della mamma ho trovato questa versione, quella che faceva lei…erano buonissime!

Ricetta Frittole

Frittole di Carnevale, la ricetta triestina

Ingredienti

500 gr farina
2 uova
375 ml di latte
25 gr lievito di birra
120 gr di zucchero
1/2 bicchierino di grappa o rum
scorza di 1 limone
90 gr di uvetta
50 gr di pinoli
olio di arachidi per la frittura
zucchero semolato qb

Frittole di Carnevale, la ricetta triestina

In un mixer unire la farina, il latte, lo zucchero, le uova e il lievito precedentemente sciolto in un pò di acqua. Mescolare bene fino a quando l’impasto si sarà adeguatamente amalgamanto, quindi a velocità minima, aggiungere la grappa, i pinoli e l’uvetta. Mettere il composto in una ciotola capiente e riporre nel forno a lievitare per un paio d’ore.

Nel frattempo riscaldare l’olio di arachidi in una pentola capiente ed iniziate a formare delle palline, quindi versare nell’olio caldo fino a quando non saranno cotte e in superficie colorate di una bella doratura. Colare con una schiumaiola e posare su carta assorbente. Una volta leggermente raffreddate, cospargere tutte le frittole di zucchero semolato.

Buon appetito

 
 

Risotto di mare alla Mandrioi.

Ricetta dei Mandrioi

Un risotto di mare sopraffino mentre si costruiscono i carri del Carnevale.

Qualche giorno fa ho parlato del capannone,dove si costruiscono i carri del nostro carnevale ,un’officina magica, e ho promesso che mi sarei dedicata a descrivere questo luogo ed il suo laborioso popolo che, per qualche mese all’anno, dedica tanto tempo ed energia alla realizzazione di un evento che fa parte del nostro DNA.
E’ un impegno notevole, nessuno ti paga, ci sono anche dei disagi, ore e ore al freddo, possiamo solo dire che è una grande passione (il divertimento viene dopo, nei giorni clou della manifestazione).
Si fanno anche dei sacrifici nelle famiglie, si scombussolano orari ed abitudini e per aiutarsi ad affrontare tutto questo che si fa? Si mangia e si beve in compagnia! Le calorie del cibo riscaldano il corpo e anche la mente, sedersi attorno ad una tavola inventata al momento con un buon piatto di cibo caldo e un bicchiere di vino rilassa, ridere e scherzare assieme fa bene e ti da l’energia necessaria per tornare poi a saldare ferro, far cartapesta e tutto il resto.
Ma cosa si mangia in capannone, dove si cucina in quel caos fatto da mille materiali ed ingombri? Qualche compagnia ha la sua cucina privata , nascosta in un angolo ma ben equipaggiata.

“Tutto nasce nel dicembre 1972 da un gruppo di amici che, dopo la notte di capodanno, volle organizzare una “matada” per divertirsi a carnevale……..a rallegrare questa questa colorata allegria sta il piacere di mangiare e bere assieme”
Si presenta così la Compagnia dei Mandrioi sul libretto informativo del 64° Carnevale Muggesano e la loro cucina ha tutto quello che serve per creare ottimi piatti oltre che la fortuna di alcuni “vecchietti” (come hanno detto loro) che amano cucinare.
Così stamattina ho fatto una puntatina per vedere cosa avevano in programma e ho fatto molto bene perchè stavano preparando un risotto di pesce veramente degno di MasterChef , peccato che su un blog non si possano sentire il gusto ed il profumo!

Carnevale di Muggia

L’angolo dello chef

Domenica mattina, capannone con tanta gente che lavora, i carri sono ancora allo stato embrionale, qualche pupazzo incartato qua e là, qualcosa già da pitturare….c’è fermento.
Come sempre mi fermo a chiacchierare di qua e di là, mi sento proprio a casa con la mia gente, basta poco per una battuta ed una risata.

Carnevale di Muggia.

Si inizia a cucinare….

Le compagnie hanno sempre lo stesso posto, entri e ti trovi la Brivido a destra, poi passo dai miei trottolini e finita la rassegna di tutte 8 annuso un buon odore di aglio soffritto che mi dice che i cuochi dei Mandrioi sono all’opera.
In cucina sono in 3, ognuno con il suo compito. Chi taglia le seppie e i calamari, chi prepara il soffritto…tutti ben affiatati.

Malvasia "de casa" come diciamo noi quando si tratta di vini di piccole campagne.

Malvasia “de casa” come diciamo noi quando si tratta di vini di piccole campagne.

Mi offrono subito un buon bicchiere di Malvasia fatta in casa a San Giuseppe della Chiusa (Ricmanje in sloveno e in tedesco, una frazione del comune di San Dorligo della Valle) che mi riscalda. E’ in una bottiglia di plastica, molto utile per togliere l’aria e le chiacchiere continuano finchè , a risotto quasi pronto, si prepara la tavolata.

Si prepara la "sala" da pranzo.

Si prepara la “sala” da pranzo.

Si spostano: un carro, tavoli con vernici, secchi di colla con pennelli; si pulisce il pavimento e si posizionano due tavoli da sagra con le panche. In 10 minuti tutto è pronto e “gli operai” possono sedersi e gustare il risotto che emana un odorino veramente invitante. Mi ritrovo seduta con loro con una ciotola fumante e una forchetta di plastica che mi si rompe subito (sarà stata la foga dell’assaggio?) e mi gusto un piatto che, se messo in un servizio di design e su una tavola di un ristorante di lusso, non sarebbe potuto esser più buono!
Buon appetito!

La ricetta di Risotto di Mare dei Mandrioi
Ingredienti:
seppie
calamari
code di scampi
gamberetti
vongole
mascarpone
panna da cucina
olio extravergine d’oliva
aglio
brodo di pesce
prezzemolo
limone
Non metto le dosi perchè è a vs discrezione e gusto.

Soffriggere degli spicchi d’aglio nell’olio e buttarli via quando sono dorati.
Aggiungere per prime le seppie tagliate a striscioline e fare rosolare, poi, nell’ordine sempre soffriggendo un po’, i calamari (tagliati a striscioline), le code di scampi, i gamberetti e, per ultime le vongole.
Versare il riso mescolando in modo da amalgamare bene il tutto.
In una pentola a parte si sarà fatto bollire dell’acqua con un dado di pesce che verrà aggiunto a mestoli, pian piano, durante la cottura del riso.
Quando il riso è quasi fatto, aggiungere del mascarpone e della panna da cucina (sempre a vs discrezione), chiudere il fuoco, aggiungere un po’ di prezzemolo. Servire.
Il limone si spruzzerà all’ultimo momento, una mescolatina e ……sentirete che bontà!

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Borgogna e baccalà.

Finalmente in città ( da noi si usa dire cosí quando si va a Trieste) a comperare la stoffa per carnevale e altri accessori basilari. Semplice rasetto Saturno che non sfila dai colori vivaci e brillanti che ricopriranno i mattoncini Lego. Tra un po’ si inizia finalmente!

Dopo gli acquisti soddisfacenti ci siamo meritate una merenda golosa all’Enoteca Santé di via Trento, dove c’è sempre la mia mostra fotografica permanente The Foodie.La mia quasi sommelier privata, alias mia sorella, ha scelto un Vincent Gerardin Bourgogne Cuvèe accompagnato da tartine di baccalà mantecato istriano.Decisamente una merenda golosa e un abbinamento armonico. Un vino dal color giallo paglierino, intenso e fine , una spiccata nota minerale e buona sapidità. Ve lo consiglio caldamente!

Adesso siamo a casa, sazie di una buona pasta con il cavolo e pronte per far esperimenti con la gommapiuma!

Qua sotto qualche notizia sul produttore del vino… Buon pomeriggio!

Vincent Girardin

Meursault – Francia

Vincent Girardin nasce nel 1961 a Santenay, fa parte di una famiglia di vignaioli che iniziò nel XVII secolo e ne rappresenta la undicesima generazione. Inizia da solo nel 1982 con soli 2 ettari di vigna ai quali aggiunge alcune parcelle quando il padre si ritira dall’attività e dunque si può dedicare appieno alla vite. Determinante nella sua vita è stato l’incontro con Veronique che, oltre ad essere diventata sua moglie, è parte integrante della gestione del domaine. La filosofia di Girardin è legata al territorio e dunque lavoro della vigna per permetterne la micro ossigenazione, poi la vendemmia manuale per preservare i grappoli integri e l’uso della tecnologia moderna solo per estrarre il massimo dall’uva, in modo da ottenere eleganza nei profumi e forza nel gusto. Tutti i suoi vini spiccano per la mineralità, soprattutto il Corton-Charlemagne, straordinario interprete del “Terroir” di Borgogna. Grandissima eleganza nella batteria dei Montrachet, dove le più piccole differenze di suolo sono perfettamente rappresentate nelle diverse bottiglie. Il Domaine Girardin, gestito da Marco Caschera al commerciale e da Eric Germain per l’area tecnica, è oggi uno dei migliori interpreti dello Chardonnay nella Côte d’Or.

Capannone, Brico e Prototipi, una domenica come tanti anni fa.

Ieri, domenica, ho fatto un salto indietro nel tempo di quasi trentanni. La mattina ho preparato il laboratorio artigianale (il mio studio) in assetto carnevale is coming. Praticamente ho ricominciato a creare una maschera (farme el vestito de carneval). Tanti anni sono passati da quando smanettavo un po’ con la macchina da cucire, un po’ a mano e con materiali inusuali. Adesso ci sono tanti di quei prodotti nuovi che mi piacerebbe proprio conoscere, nel frattempo riparto dalla gommapiuma, non ho avuto scelta e la vedo dura perchè sarà un vestito ingombrante e pesante, una bella sfida! (vedremo di fare del proprio meglio). Bisogna cominciare però,perchè è già tardi, manca solo un mese. Recuperata mia sister con il pranzo, un pasticcio di radicchio rosso di Treviso e gorgonzola, ci siamo fermate in “capannone” a prendere fogli di cartoncino per fare il prototipo in formato reale del famoso tulipano. Sul capannone dove si costruiscono i carri farò una puntata a parte perchè è il cuore pulsante, l’officina magica, il fulcro della sfilata. Nelle ore e ore passate al freddo a lavorare con ferro, carta, colla, colori c’è sempre il tempo per un pranzetto con cantatina incorporata, un caffè con i crostoli ,un bicchiere di vino o un birra mentre si contempla il lavoro fatto, si studiano i particolari e si discute anche animatamente.E’ come se fosse una comunità a se, è un posto dove trovi sempre qualche amico di lunga data,facce nuove e vedi quello che stanno creando.
E’ domenica, ora di pranzo, c’è poca gente, farò il giretto con calma in settimana, adesso prendo i cartoncini e si va da Brico per colle e nastri adesivi.
Dopo il buon pasticcio si inizia a tagliare cartone per fare il prototipo del fiore, giusto per avere un’idea dell’effetto finale e di come costruirlo, cercando di farlo il più comodo possibile (cosa quasi impossibile con quell’ingombro)e mi sono ritornati in mente tanti bei momenti di tanti anni fa, fare con le proprie mani da un pregio al vestito (costume) in più, c’è la soddisfazione di dire “l’ho fatto io”, non importa se è tanto elaborato o semplice, ma riuscire a farlo bene è proprio una soddisfazione. Questo è un altro dei nostri pregi, questa manualità creativa che è cresciuta sempre di più e si è raffinata soprattutto con i costumi, secondo me.
Un bel gruppo che si fa i costumi assieme scambiandosi messaggi e foto di prove su Whatsapp…è la cosa migliore che mi da abbastanza speranza di riuscire nell’impresa! Mai modo fu migliore di usare i social !!!
E adesso bisogna fare gli stampi in carta…
Buona serata.

Gommapiuma e bostik.


Gommapiuma e vai con la colla! Questi sono i materiali per quest’anno, niente sarta per il vestito di carnevale (da noi si usa chiamarlo “vestito” e non costume), decisamente una scelta che non avrei mai fatto anni fa ma che tutto sommato è divertente. So che ci sono delle eccellenze nella mia compagnia, la Trottola; artisti della gommapiuma che sanno plasmarla, ricoprirla, colorarla fino a farle assumere qualsiasi sembianza. Ma il mio costume non sarà tanto elaborato, sono una principiante, una volta però avevo buona manualità e creatività, spero di fare qualcosa di almeno decoroso. Vestirmi da tulipano non è mai stata una mia aspirazione ma non mi dispiace cambiare un po’ .

Per iniziare però ci vogliono le riunioni di gruppo, la prima per decidere la macchietta, la secondo per assegnare i costumi, ieri sera per passarci consigli, prototipi, stampi di carta e…cibo, con tanti bambini di tante età. Coinvolgerli da piccoli è un’ottima cosa per tramandare le nostra storia e un’occasione per lasciarli giocare tra di loro, si divertono come pazzi! Come sempre le età si mescolano, grandi e piccoli che collaborano in tanti modi, mi è sempre piaciuta questa usanza di dimenticare per un attimo l’età e gli scompartimenti stagni. Se fai carnevale sai stare con la gente e credo che per una comunità sia un pregio, un vanto!
Lo saper stare ancora bene insieme con spontaneità e leggerezza e un lato del nostro carattere.

Ma in tutte le riunioni che si rispettino non manca mai il cibo, un buffet in piedi , mentre si discute dei vestiti e delle macchiette si mangia (anche perchè è ora di cena).
Ieri sera ho scoperto un sacco di brave cuoche, tante ricette: una pasta al forno gustosa,Burger di lupini ( con semi di girasole e curcuma), patate in tecia e dolcetti e un sacco di altre cose che non sono riuscita ad assaggiare perchè erano troppe. Ognuno ha portato qualcosa e abbiamo fatto proprio una cenetta da buongustai!
Buona serata a tutti!

Chiacchiere con Mario, il Presidente delle Compagnie del Carnevale

Ho trovato questa foto di Mario nell’archivio e mi è venuta in mente la gita fatta a Viareggio con dei rappresentanti delle compagnie del Carneval de Muja .e mi son fermata a sfogliare la gallery e a ricordare quei bei giorni.

Vareggio 2012,

Vareggio 2012,

E’ stato un bel momento conviviale che Mario ha organizzato nel 2012.
Muggia presente con il suo personale stand a un evento dedicato ai carnevali italiani.Bella compagnia ed argomento interessante. Abbiamo scoperto cose nuove, visitato bei luoghi e ci siamo divertiti!
Guardando la gallery di questo viaggio mi sovviene che ho pensato che Mario ci mette veramente tanto impegno nel suo ruolo. Si vede che lo fa con passione e competenza, allora mi sono sentita di fargli qualche domanda e lui mi ha risposto

<<Mario Spelà Vascotto, ma da quanti anni sei Presidente?
Sono stato in carica come presidente dal 1997 al 2003 , anno in cui , eletto al consiglio comunale, lasciai la carica perché, a mio parere, il presidente del carnevale non deve avere nessuna carica politica.Rieletto presidente dal 2011 . la carica attuale finisce fra 3 anni, per cui fino al carnevale 2019.>>

<< “Chi te ga portà a Muja?” Chi ti ha portato a Muggia?

Nel lontano 1970 quando mi sono sposato, abbiamo fatto la nostra prima sfilata , in quanto il padre di mia moglie era contrario alle carnevalate.Mia moglie lavorava con una ragazza che frequentava amici di Muggia, per cui ogni due o tre sera, venivamo a Muggia, Bar carlini, e passavamo le serate con un gruppetto …ricordo alcuni soprannomi …Spucci, Serena, Roberto Delconte,  Anemia, Fabio Peracca , Alga, Marina, Elvy …… poi una sera ci hanno invitato in capannone dove costruivano i carri (difronte a Mia Santola, allora Trattoria da Claudio) . Li, ho conosciuto i grandi del carnevale … Luciano Tremul, Rino 31, Pece, testa de Jazo, Masin … e tutti gli altri che ci hanno insegnato prima di tutto …lo stare assieme, indipendentemente da chi era chdi ….. E da li, visto che io e la mia signora non potevamo stare separati, è entrata nei capannoni la prima donna, fino allora non concessa al sesso debole…>>
N.d.A ho segnato in grassetto alcuni nomi dei capostipiti , uomini che hanno creato un qualcosa di assolutamente originale, siamo unici, non si può dire di no.

<< e visto che siete molto uniti tu ed Elena, mi piacerebbe sapere quanto ti è di aiuto in questo compito Sono convinta che deve essere un gran supporto , anche lei ama il carnevale ed è una creativa dalle mani d’oro.

Beh, è stata ed è sempre lei che mi “supporta” …si può dire che è lei che mi sprona ,  mi aiuta, mi da idee …. Siamo una bella squadra ….. mi ricordo che con le “ quattro repubbliche marinare + 1” è stata lei che  ha ideato i gruppi di colore , creando una coreografia che ci ha portato al primo posto.>>
N.d.A e su questo non avevo nessun dubbio…

<<per te , cos’è il carnevale di Muggia? Se fai tanta fatica come volontario avrai delle motivazioni emotive,,,, puoi rivelarle?

Come si possono descrivere le emozioni ? Io credo che, quando si lavora  per il prossimo, l’unica motivazione è l’appagamento di aver dato qualche cosa che hai dentro agli altri, di averli fatto partecipi di quello che senti.E in questi anni io so di aver dato molto per la crescita della nostra manifestazione, e di questo ne sono orgoglioso. Senza false modestie, sono stato il primo a far avere i contributi regionali all’associazione, che prima viveva solo grazie a pochissime risorse.>>
N.d.A mi sembra giusto anche aggiungere che tutti i componenti delle compagnie sono dei volontari. Molto diverso da Viareggio dove i carri vengono costruiti da ditte a pagamento (non so bene come funziona il tutto) , da noi, chi aiuta lo fa gratis e i soldi che si guadagnano in varie manifestazioni sono sempre soldini che servono per la compagnia e per costruire i carri..

<<Non sei muggesano di nascita ma hai la nostra passione, chissà perchè?

Scusa, chi ha detto che bisogna essere Muggesani per amare il carnevale ? I Viareggini non sono mica Muggesani .. Ho partecipato già a 15 anni ai primi carnevali di Trieste, carnevali che poi per anni non sono stati più fatti, per cui ho approfittato dell’occasione di Muggia per poter di nuovo far “ Carnevale”. Ma Muggia è una cosa diversa…come ho già detto è teatro, e mi ha subito affascinato.>>
N.d.A appunto, Muggia è una cosa diversa dai soliti carnevali, forse per questo ti ha coinvolto

<<Ultima domanda che è un classico di questo periodo nella nostra città “te va in sfilata?” Quando incontri per strada qualcuno , in questi giorni, viene spontanea la domanda fatidica Vai in sfilata?:Se non altro a chi sa che ha sempre fatto carnevale.

Sento un po’ il peso della responsabilità della manifestazione, per cui magari mi vesto da domatore o altro e con una frusta, sprono le compagnie ad andare avanti  uniti senza buchi e senza interruzioni.

Evviva el Carneval de Muja, perché xe una roba più che seria !!!!!

Mario Spelà Vascotto

E per chi mi vuol conoscere meglio : www.vascotto.net

Ciao >>

La tentazione di scrivere in dialetto è stata forte, è la lingua del carnevale nostrano, e mi sarebbe riuscita molto meglio tutto  ma la voglia di farci conoscere mi dice che è meglio usare l’italiano “lo scrivere in lingua” come si usava dire una volta! (e peccato che non ho un inglese fluente):

Buona serata a tutti

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Stasera vi rimando alla pagina Facebook del Carneval de Muja (il sito è in aggiornamento) per le news informative e scrivo pensieri.
Ho trovato un’immagine dei primi anni 2000 che ,a prescindere da chi è in foto, potrebbe essere degli anni ’80 oppure del 2016 che la scenetta è la stessa da quando esistono le macchine fotografiche in strada con il buio…e secondo me, sono i più bei ricordi di gioventù e non solo! Ovviamente i giovani sono più freschi fisicamente e con gli occhi che brillano, hanno tutta la vita davanti. Però queste immagini fermano dei momenti belli da ricordare a qualsiasi età. Non importa se sono scure, dai brutti colori, con inquadrature improbabili , basta che si veda l’allegria dei volti. Guardando queste squinzie qua sotto (parlo con cognizione di causa e buona conoscenza delle giovinastre) mi rivedo esattamente uguale alla loro età, piena di energia ed allegria, simpatiche. Si balla, si canta , “se fa fraia” diciamo noi il far baldoria. E da giovane è anche più facile perchè è anche un pò faticoso, una bella maratona . Si arriva all’apice dell’energia e poi si scende pian piano,
però la voglia di farlo c’è sempre, magari con altri ritmi, è come un sortilegio che si affievolisce ma non passa mai, nel profondo è rimasta la stessa voglia di farlo come tanti anni fa.
Quello che non cambia mai però è lo stare tutti assieme, senza distinzioni di età , una grande festa che coinvolge e mescola quasi tutti. Un nostro pregio, secondo me.

Ho anche sempre pensato che Carnevale vuol dire “valvola di sfogo”:mi maschero, mi travesto e mi dimentico un attimo della quotidianità. Una pausa con ricarica di energia, star con la gente nelle piazze e nelle strade, per me, è liberatorio.Per un attimo il tempo si ferma e si fa festa, parli con persone che praticamente conosci di vista e incontri amici che non vedi da tempo. E’ fantasia, creatività e pensieri leggeri. Resterà nella memoria e potrà portare allegria che, per me, è un bisogno primario, il buon umore che ti da la spinta per affrontare la vita.

Questo è solo il mio punto di vista , credo che ognuno la vedo a modo suo, l’importante è che il risultato sia sempre questo, questo “stare insieme” senza stress! Buona serata!

Carnevale di Muggia.

….arriva il digitale! 2001

Anticipazioni sul libretto del Carnevale.

Buona domenica,
manca poco più di un mese al 23 febbraio e non ho ancora iniziato a fare il mio vestito per la più bella sfilata di Carnevale del Mondo (per me e non solo) , quest’anno mi cimento con la gommapiuma e stanotte i miei sogni erano pieni di numeri, righelli, proporzioni , forbici , colle e stoffe….per un semplicissimo abito da tulipano della Lego Duplo Creative (sono una trottolina e nei prossimi giorni vi parlerò delle compagnie che compongono questo carnevale unico nel suo genere e i temi presentati quest’anno)….- Qualche foto  di anni fa
In questi giorni , la maggior parte delle case, si stanno trasformando in laboratori di sartoria ed officine e , nel grande capannone di via di Trieste i carri che sfileranno domenica 26 febbraio sono ancora delle strutture da plasmare e creare, siamo nel pieno delle saldature del ferro che poi verrà ricoperto , elaborato, fino al risultato finale da portare in strada.
Provate ad immaginare un teatro a cielo aperto, 8 compagnie con un tema diverso ognuno che crea uno spettacolo che si muove lungo il percorso della sfilata. Non semplici carri con mascherette che ballano come a Viareggio, non personaggi barocchi e dai volti coperti come a Venezia , per citarne solo 2 due di carnevali famosi nel Mondo, ma circa 2.000 persone che inscenano tante commedie divertenti su temi che ogni anno sono diversi e variopinti. Le nostre maschere sono elaborate, studiate nei minimi particolari, si usano tanti materiali, da anni ci siamo specializzati nel realizzare qualcosa di originale. (se scorrete un po’ qua sotto troverete una descrizione completa con immagini di come interpretiamo questa grande festa).
Oggi vi presento le prime due pagine del nostro libretto del programma che presto verrà stampato : Il saluto del nostro Presidente Mario Vascotto e quello della Madrina Silvija Stibilj, campionessa mondiale di pattinaggio, nell’attesa di farmi rilasciare un’intervista ad hoc solo per The Foodie.
Se mi seguirete vi farò veramente venir voglia di venire a trovarci in quei giorni, far festa è una nostra specialità e, per una settimana, non esistono differenze di età o ceto sociale, tutti amici che si divertono assieme! Muggia si trasforma in un’immensa festa , nel centro storico dalle sembianze veneziane si balla, si canta, si scherza e si ride dimenticando per qualche giorno le fatiche e le pesantezze della quotidianità!
Per qualsiasi informazione, non esitate a contattarmi, sarò felice di darvi tutte le notizie che volete.
Il carnevale lo trovate anche su :
Facebook

Mario e la sua Elena.

Mario ricorda Luciano Tremul ….

La campionessa mondiale di pattinaggio!

Una madrina ….campionessa!

 

 

Torta Nina.

 

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Ciao a tutti! Dopo una sosta di qualche settimana sono qua per rimettermi al lavoro e ricomincio con una fantastica torta di compleanno, la Torta Nina, così chiamata perchè l’idea degli ingredienti è di Nina e la realizzazione è di sua papà Nicola detto Klaus.
Un successo! Decisamente, padre e figlia sono due creativi molto fantasiosi !

Per fare la torta :
– pan di Spagna con frutta secca e cioccolato
– ripieno di crema alla nocciola, lamponi e fragole
– ricoperta da ganache al cioccolato
– decorata con biscotti di tanti tipi, ovetti kinder, fragole, smarties e..chi più ne ha più ne metta.

Pan di spagna:
Ingredienti:

  • – 150 gr di farina 00- 150 gr di zucchero- 6 uova

    – 70 gr di cacao amaro in polvere

    – frutta secca di proprio gusto

  • – 1 bustina di lievito- 1 bustina di vanillina- 1 pizzico di sale


Preparazione

In una capiente ciotola sbattete a lungo le uova con lo zucchero ed un pizzico di sale fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Setacciate a parte la farina e il cacao per evitare che si formino fastidiosi grumi e poi aggiungeteli lentamente nella ciotola. Unite poi anche il lievito e la vanillina e mescolate bene aiutandovi con la frusta elettrica alla velocità minima.

Imburrate e infarinate uno stampo e versateci il composto. Ricordatevi che più lo stampo sarà di dimensioni ridotte, più il vostro pan di Spagna sarà alto. A questo punto non resta che metterlo a cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti. Il vostro dolce sarà pronto quanto sarà ben gonfio anche al centro ma per essere più sicure potete sempre ricorrere alla prova dello stecchino. Una volta ottenuto il pan di Spagna, toglietelo dal forno, aprite lo stampo e fate raffreddare.

 A CASA NOSTRA E’ VIETATA LA NUTELLA ,(oltre all’olio di palma ha un basso contenuto di nocciole: solo il 13% sul totale degli ingredienti). in genere usiamo altre creme alle nocciole, preferiamo quelle equosolidali….
in alternativa potete anche farvela da soli
https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/19358-nutella-fa-male-alla-salute

Crema alle nocciole:
Ingredienti:

  • 150 g di nocciole tostate e spellate
    100 g di zucchero (o miele)
    200 g di cioccolato fondente in piccoli pezzi
  • 160 ml di latte
    90 ml di olio extravergine d’oliva o di semi di arachidi
    Nel mixer tritate le nocciole e lo zucchero fino a formare un composto molto friabile. Unite i pezzetti di cioccolato fondente e continuate a tritare finché non otterrete un impasto simile alla farina.In un pentolino versate il latte e l’olio e fate cuocere a fiamma bassa. Se avete optato per il miele al posto dello zucchero, questo è il momento di unirlo. Mescolate per un minuto in modo da far amalgamare bene il tutto e poi aggiungete il composto di nocciole e cioccolata continuando a mescolare senza mai arrivare a bollore. Dopo una decina di minuti circa, la vostra crema di nocciole al cioccolato sarà pronta: versatela in un vasetto di vetro sterilizzato con chiusura ermetica e lasciate freddare. Ricordatevi di conservarla in frigorifero.Se siete particolarmente golosi, oltre al cioccolato fondente o al latte potete utilizzare anche del cioccolato bianco, mischiandolo alla ricetta base. Per una crema di nocciole ancora più alternativa e buona, potete scegliere anche solo il cioccolato bianco e aggiungere all’impasto un cucchiaino di vaniglia: i bambini ne andranno ghiotti!

    Crema ganache al cioccolato per ricoprire la torta.
    Ingredienti:

    • – 250 ml di panna da montare- 200 gr di cioccolato fondente
    • – 2 cucchiai di zucchero- 50 gr di burroPreparazione:
      Versate la panna in un pendolino e aggiungete una noce di burro e lo zucchero: mettete sul fuoco a fiamma bassa e, mescolando con un cucchiaio di legno, attendete che arrivi quasi a bollore.

      Versate quindi nella panna il cioccolato tritato e continuate a mescolare fino a quando non sarà un composto omogeneo e lasciate riposare.

      Quando la crema si sarà raffreddata, prendete uno sbattitore elettrico e montate per circa 8 minuti, fino a quando non avrà raggiunto una consistenza cremosa e soffice.

      Assemblate il tutto con fantasia e…..gustatela!