Polpette di miglio e spinaci

Buongiorno!
E’ da sfatare il mito che il miglio sia solo cibo per uccellini! In realtà, questo cereale, ha delle proprietà che fanno molto bene all’organismo umano:è ricco di vitamine e sali minerali, è facilmente digeribile e assimilabile ed è naturalmente senza glutine, adatto quindi anche all’alimentazione dei celiaci.
Diuretico ed energizzante, il miglio è consigliato in fitoterapia per contrastare lo stress, l’anemia, la depressione e la stanchezza, in particolare quella di origine intellettuale.
La reintroduzione del miglio nell’alimentazione rappresenta una scelta salutare ma anche gustosa! Di sapore dolce e delicato, questo cereale risulta infatti ben digeribile.
Mia Sister ha trovato questa ricetta sulla rivista Vegetarian www.cottoecrudo.it e ve la consiglio caldamente, è un piatto gustoso e fresco….

Ingredienti per 4 persone:

Polpette di miglio e spinaci

  • 140 g di miglio
  • 450 g di spinaci freschi
  • 1 cipolla
  • pangrattato (o farina di ceci)
  • olio e.v.o.
  • 200 g di polpa di pomodoro
  • 350 ml di brodo vegetale
  • 1 rametto di timo
  • prezzemolo
  • sale

Sciacquate bene sotto l’acqua corrente il miglio in un colino a maglie fini; in un tegame fate tostare, leggermente, il miglio con un filo d’olio e ½ cipolla tritata finemente.

Versate il brodo caldo; portate a ebollizione, mettete il coperchio e fate cuocere per 20-25 minuti (o finché il liquido è assorbito), poi, fatelo raffreddare; togliete il coperchio e levate dal fuoco.

Lavate bene gli spinaci e sbollentateli qualche minuto in una pentola capiente (ma con pochissima acqua) e un pizzico di sale.

Scolateli, strizzateli e tritateli fini, poi, metteteli in una ciotola con il miglio e amalgamate bene il tutto con un cucchiaio di legno; aggiustate l’impasto con del pangrattato (o della farina di ceci), al fine di ottenere un composto lavorabile con le mani.

In un tegame fate imbiondire la ½ cipolla tritata finemente con un filo d’olio, quindi, rosolatevi dentro le polpettine per qualche minuto, poi, aggiungete la polpa di pomodoro e unite il trito di timo.

Salate e fate insaporire le polpette per 10 minuti, servite ben calde con del pane affettato tipo toscano.

Buon appetito!

Fritaia coi sparisi (Frittata con gli asparagi selvatici)

Le abbondanti piogge e le temperature finalmente gradevoli hanno risvegliato una pianta tipicamente primaverile: gli asparagi selvatici. 
L’asparago selvatico (Asparagus acutifolius) è una pianta della famiglia delle Liliaceae reperibile in tutto il bacino del Mediterraneo ma a Trieste e in Istria è un cibo di culto che riporta alle Osmize, luogo dove si vendono e si consumano vini e prodotti tipici (quali uova, prosciutti, salami e formaggi) direttamente nei locali e nella cantine dei contadini che li producono, e all’arrivo della primavera.
Nel periodo che va da aprile a giugno sono molti gli appassionati che partono per lunghe spedizioni boschive alla ricerca di asparagi selvatici, questi elegantissimi steli verdi che non solo sono deliziosi da gustare ma fanno anche bene perché possiedono una serie di proprietà benefiche per la nostra salute.

Domenica mia Sister con un ‘amica sono andate a raccoglierli e ne hanno trovati pochini, sembra che il Carso sia stato preso d’assalto sabato e le “sparisine” (le piante) erano tante ma senza il loro frutto…comunque una frittata siamo riuscite a farla  e quel gusto amarognolo intenso mi ha ricordato tante gite allegre in buona compagnia!

La mia ricetta:

ingredienti
Asparagi a piacere (vado a occhio e a fame)
dalle 2 alle 3 uova a persona (di allevamento a terra per me)
Olio ev di oliva qb (possibilmente delle nostre zone)
Sale (a chi piace anche il pepe, a me no)
Lavare gli asparagi che avrete sicuramente conservato in una brocca con dell’acqua
tagliarli a pezzettini  di 2 cm circa con le dita, scrocchiano e si rompono subito. Quando il tronco diventa più chiaro e legnoso buttare nell’umido.
Riscaldare l’olio nella padella e soffriggere un po’ gli asparagi mescolando.
Aggiungere un po’ d’acqua e cuocere 10 minuti circa,
A parte sbattere le uova con un po’ di sale e, quando i sparisi sono morbidi ma non mollicci e l’acqua è consumata, buttare le uova nella padella mescolando per amalgamare bene gli ingredienti.
Quando le uova si sono ben rapprese e la polpa è bella soda ma non troppo asciutta, spegnere il fuoco e servire subito! Sister, la sommelier dice che lei l’abbinerebbe con una buona birra lager leggera!! Prosit!

Tritello di orzo con verdure, facile, gustoso e sano.

L’Orzo, il cereale più antico del Mondo, è sempre più presente nelle tavole della popolazione mondiale; è un alimento che aiuta il benessere fisico oltre ad essere particolarmente gradevole di gusto.

Tritello d’orzo

Paragonato al mais, la composizione nutrizionale dell’orzo è assai simile, a differenza, però, della maggior quantità proteica (10,3% rispetto al 9,2% del mais) e del minor quantitativo lipidico (1,4 % nell’orzo rispetto al 3,8% del mais). I carboidrati ammontano a circa il 70%, mentre le fibre sono calcolate intorno al 9%; il rimanente 12% è costituito da acqua. 100 grammi d’orzo perlato apportano all’incirca 319 Kcal.
Tra i sali minerali non possiamo dimenticare fosforo (189mg/100 g di orzo), potassio (120 mg/100 g di prodotto), magnesio (79 mg), ferro, calcio, silicio e zinco: per questo motivo, l’orzo vanta proprietà rimineralizzanti. Oltre ai sali minerali, l’orzo contiene una discreta quantità di vitamine, in particolare vitamina E (tocoferoli e tocotrienoli) e del gruppo B (B1B2B3); le vitamine A e la C non sono presenti.

Il Tritello di Orzo che ho assaggiato oggi è di qualità bio macinato a pietra e arriva da Reana del Rojale (Udine) http://www.nadalutti.com/, mia sorella lo ha comprato sabato al mercatino equo solidale a Muggia e ne ha fatto un orzotto gustosissimo!

La ricetta di oggi:
Ingedienti:
Tritello d’orzo (quantità per un risotto)
un pomodoro a pezzettini
verdure miste a piacere tagliate a cubetti
(noi lo abbiamo fatto con quelle di un minestrone surgelato aggiungendo anche spinaci e zucchina)
olio extravergine d’oliva qub
cipolla qb
aglio qb
dado

Imbiondire cipolla e aglio nell’olio EV di oliva;
mettere il pomodoro a pezzettini prima delle altre verdure per fargli consumare l’acqua
aggiungere e soffriggere un po’ le altre verdure
a parte, bollire acqua con il dado che aggiungerete un po’ alla volta man mano a bisogno.
Quando le verdure sono quasi alla fine della cottura aggiungere l’orzo mescolando bene e aggiungendo, se serve, ancora un po’ di brodo.
Assaggiare dopo 5 minuti se la consistenza è di proprio gusto (noi lo abbiamo tenuto 10 min) e Buon appetito!

 

 

Minestra di lenticchie con uno spumante del Collio.

Festa di San Martino ed antichi sapori d’autunno a Muggia, stamattina sono riuscita a fare una capatina e mi sono ritrovata con un bel piatto di minestra di lenticchie in mano offerto dai miei amici di Muja Veg e fatta da Giulia, una loro amica di Chieti, venuta per l’occasione a trovarli. Super gustosa e sana, questa minestra, mi ha proprio conquistato (anche per la semplicità della realizzazione) e trovo giusto condividere con voi la ricetta:
Ingredienti:(le dosi sono quelle per una normale minestra e secondo il vs gusto))
lenticchie 
patate
foglie di cavolo
olio extravergine d’oliva
dado vegetale possibilmente bio
sale qb.
Realizzazione:
Mettete in ammollo le lenticchie la sera prima
Lessatele in acqua e dado vegetale in modo da avere la base della minestra.
In un’altra pentola lessate le foglie del cavolo verde tagliate a striscioline (con il resto del cavolo potete fare una buona pasta il giorno dopo)
Scolate le foglie togliendole con una schiumarola e nell’acqua dove le avete lessate, buttate le patate tagliate a dadini, lessate al punto giusto anche loro, scolate e mettetele nella pentola delle lenticchie con le foglie del cavolo. Mescolate e fate bollire assieme il tutto per 2/3 minuti giusto per amalgamare il gusto. Impiattate e condite con un buon olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

Visto che eravamo in festa abbiamo accostato Emily, vino spumante di Luca Fedele..fresco e frizzante…ci stava proprio proprio bene!
Buon Appetito!

 

 

 

Oggi ho scoperto gli Agretti detti anche Barba dei frati, lischi o roscano.

Oggi, a casa di mia figlia, ho cucinato una verdura mai vista! Si chiamano agretti, ma come molti altri tipi di verdure e ortaggi in varie parti d’Italia sono conosciuti con nomi tipici locali, come ad esempio Barba di Frate; forse perché la evocano, così lunghi, affusolati e raccolti a mazzetti. Ma sono anche noti come senape dei monaci, lischi o roscano. Il sapore è leggermente amaro, il che spiega la denominazione agretti. Il nome ufficiale comunque è Salsola Soda, e la curiosità è che la salsola è un tipo di pianta famosissimo, poiché tutti l’hanno visto almeno una volta in un film, ma pochi ne conoscono il nome. Si tratta di quegli arbusti che rotolano nel vento in ogni film western che si rispetti, o in ogni parodia, o film d’animazione, o rappresentazione, collegata al genere western. In inglese si chiamano tumbleweed, in italiano appartengono al genere Salsola, che comprende più di cento varietà, di cui molte sono commestibili, tra cui, appunto, la Salsola Soda. Gli agretti sono i germogli e i rametti più giovani e teneri della pianta, poiché quelli più vecchi e ramosi non sarebbero edibili. Il nome Soda deriva dal fatto che, se fatta ardere, permette l’estrazione di carbonato di sodio, di cui è ricca: in ambito industriale è stata largamente coltivata proprio per questa caratteristica, ed è stata una fondamentale fonte di soda fino all’800.

Barba dei frati con olive taggiasche

Gli agretti sono ricchi d’acqua e di fibre, quindi hanno un ottimo effetto sulla diuresi e la regolarità intestinale, e possono addirittura risultare lievemente lassativi. Contengono vitamina A,C e vitamine del gruppo B, soprattutto B3. Tra i minerali i più presenti sono potassio, calcio,magnesio e ferro. Oltre alle proprietà diuretiche hanno proprietà depurative, grazie anche all’alta presenza di clorofilla e rimineralizzanti. Non hanno controindicazioni nelle diete ipocaloriche poiché contengono pochissimi carboidrati, i lipidi sono ancora più scarsi.
Qualche ricetta che ho trovato in giro per il web (oggi li abbiamo lessati e poi fatti saltare in padella con olive tagiasche ed aglio)

Tagliatelle agretti feta e noci (mi ispira molto)

Ingredienti per 2 persone
  • 180 gr. di tagliatelle
  • 200 gr. di agretti
  • 100 gr. di feta
  • 25 gr. di noci
  • 1 spicchio di aglio
Portata: Primi piatti
Difficoltà: Facile
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Mettete a bollire l’acqua della pasta, lessateli per qualche minuto in acqua salata, poi scolateli e metteteli da parte. Tritate grossolanamente le noci.Fate dorare in un pochino d’olio uno spicchio d’aglio in camicia, poi toglietelo e fate saltare nel tegame con l’olio le noci per qualche istante.  Unite gli agretti e fateli insaporire amalgamandoli alle noci.  Tagliate a dadini la feta. Scolate le tagliatelle tenendo da parte un pò di acqua di cottura e versatele nel tegame con il condimento. Unite anche la feta, l’acqua di cottura necessaria e amalgamate bene il tutto regolando di sale.Impiattate e servite le vostre tagliatelle agretti, feta e noci!!!

Farinata con agretti di Stefy vegan chef

  Ingredienti : 2 tazze di farina di ceci,acqua qb, 200 gr. di agretti , sale rosa dell’ Himalaya, 1 finocchio, una manciata di capperi, olio evo,1/2 arancia.
Versare la farina di ceci in una ciotola e unire tanta acqua quanto basta per avere un impasto liquido, aggiungere 2 cucchiai di olio evo e il sale. Lasciarlo riposare per almeno un oretta.Nel frattempo lessare per una decina di minuti gli agretti in acqua salata.
Versare ora gli agretti nella ciotola con l’impasto, mescolare e cuocere in pentola per 10 minuti per parte.Accompagnare con un’insalata di finocchi e capperi condita con olio evo e succo d’arancia.

Buon appetito!

Eliminiamo le tossine con il carciofo!

Le propietà del carciofo

Il carciofo è una pianta della famiglia Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale.

Il proverbio della Candelora ci dice che ”Se la vien con sol e bora de l’inverno semo fora. Se la vien con piova e vento, de l’inverno semo drento.”…….e pioveva…
consoliamoci allora con un ortaggio che ci fa proprio molto, ma molto bene!

Il carciofo è una pianta dalle particolari proprietà di origine mediterranea, con un fusto robusto e ramificato. La sua altezza può raggiungere un metro e venti centimetri. È un ortaggio ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi, era già utilizzato come alimento dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e dai romani.I carciofi sono una fonte preziosa di potassio e sali di ferro.
Contengono un principio attivo, la cinarina, che favorisce la diuresi e la secrezione biliare. Di solito se ne mangiano il fiore e le brattee, dopo aver eliminato quelle esterne, più dure.
Protettori indiscussi del fegato, i carciofi provocano un aumento del flusso biliare e sono molto indicati nella dieta dei diabetici. L’infuso preparato con le foglie di carciofo, cui possono essere associate altre erbe, è davvero miracoloso dal punto di vista di stimolazione della diuresi ed eliminazione delle tossine: il sapore è molto amaro, ma il beneficio è assicurato. I carciofi sono anche tra gli alimenti con il più alto contenuto di fibre, utili quindi per la regolarità intestinale.
Ricco in ferro e povero in calorie, il carciofo rientra spesso tra i consigli nutrizionali anche per il buon contenuto di altri sali minerali (calcio, fosforo, sodio, potassio) e di alcune vitamine (A, B1, B2, C, PP).

VARIETÀ

A differenza del carciofo selvatico (ricco di spine), la varietà addomesticata per l’orto è in genere più gentile alle mani del contadino, pur con alcune eccezioni (lo spinoso sardo). Fra le varietà più conosciute in Italia ci sono:
– il Catanese o Violetto di Sicilia, varietà più diffusa in particolare al Sud Italia,
– il Romano (“mammola”) e il simile Paestum (IGP), denominati secondo le aree cui fanno riferimento le colture,
– il Violetto di Toscana,
– lo spinoso sardo, con una varietà ligure molto simile conosciuta come carciofo spinoso d’Albenga.

In Cucina
Una ricetta semplice per cucinare i carciofi è quella di farlo a spicchi in padella. Come procedere? Prendere i vostri carciofi, puliteli e tagliateli. Poi gettateli in una padella con dell’olio d’oliva e uno spicchio di aglio schiacciato. Aggiungete un po’ di sale a piacimento e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto, bagnando con un po’ di brodo o dell’acqua calda per rendere più lunga la cottura e più morbido il carciofo, evitando che si bruci.

A fine cottura spolverate con del prezzemolo tritato. Semplice, no?

Altra ricetta semplice su come cucinare i carciofi è quella di farli al forno. Basta tagliare i carciofi a spicchi, assieme a delle patate, metterli in una teglia con olio d’oliva, qualche spicchio d’aglio e sale e pepe. Copriteli con della stagnola e infornate per 15 minuti a 180°. Poi togliete l’alluminio e continuate a cuocere per qualche altro minuto.

Un piatto classico della cucina con i carciofi è quella della tradizione ebraica romana, ovvero i carciofi alla giudia. Qui è molto importante la pulizia dei carciofi, eliminando le foglie esterne più dure, fino ad arrivare a quelle interne più morbide, e poi effettuando un taglio a metà longitudinalmente. Immergete i carciofi in una bacinella con dell’acqua e limone per almeno 10 minuti e aprite le foglie. Poi friggeteli a testa in giù in olio d’oliva caldo, non bollente. Una volta raffredati, apriteli a mo’ di rosa sbocciata e conditeli con sale e pepe. Poi friggeteli nuovamente per qualche minuto.

Sempre a Roma, si preparano i carciofi alla romana. Come?

Pulite i vostri carciofi lasciando un pezzettino di gambo, tagliate le punte e svuotateli del ripieno. Farciteli con un trito di prezzemolo, mentuccia e aglio. Poi, a testa in giù, adagiateli in un tegame o una pentola dai bordi alti e copriteli di acqua, e olio d’oliva, o brodo. In questo modo, vanno cotti per circa 30 minuti.

Buon appetito!

Insalata Russa o Insalata Olivier.

Russian salad appetizer in a nice white plate with red plate underneath.

Russian salad appetizer in a nice white plate with red plate underneath.

Ciao, siamo tutti indaffarati in mille cose da fare e pensare, il cibo è di primaria importanza e i menù son fatti , bisogna far la spesa e iniziare a cucinare.
Stamattina ho avuto un’amare delusione: in pescheria mi hanno detto che non ci saranno passere (di mare) nel menù della Vigilia !!!! Il tempo non è buono per e non c’è pescato…che delusione ! Ho dovuto optare per altro e ho pensato anche all’Insalata Russa e a quanto tempo che non cucino per piacere.
L’insalata Russa o,Insalata Olivier, dal nome del cuoco belga che l’ha creata, è un classico che non tramonta mai !. Appetitosa e colorata , un antipasto ma anche un contorno. Piatto tipico della cucina tradizionale russa e della cucina piemontese ma presente in tutte le rosticcerie italiane…da sempre..
Mi piace, quando la trovo nei buffet di qualche festa devo sempre trattenermi per non mangiarne troppa, non è bello !
.Però deve essere buona, non quella già confezionata degli hard discount, quella con la maionese bianca che sa di cera di scarpe e la verdura di polistirolo/gomma, deve essere di qualità meglio se fatta in casa , anche la maionese. Per chi è in dieta si può anche fare la versione light con yogurt o con la panna acida usata in Russia e nei paesi dell’Est Europa .

Strano ma vero, mi è tornata la voglia di cucinare. e mi sa che la prima ricetta meno semplice sarà proprio la maionese .

Ingredienti per Insalata russa: la ricetta originale

  • 350 grammi di patate a pasta bianca o gialla
  • 200 grammi di carote fresche
  • 100 grammi di fagiolini
  • 100 grammi di pisellini novelli freschi
  • 2 cucchiai di capperi
  • 4 di uova
  • 3 di cetriolini
  • 1 cucchiaio di olio extra-vergine di oliva
  • 1 cucchiaino di aceto bianco
  • 250 grammi di maionese (o in alternativa 250 grammi di smetana, la panna acida usata in Russia)

Preparazione

  1. Per prima cosa dovete lavare, sbucciare e tagliare a cubetti le patate e le carote, aiutandovi con una mandolina e metterle a bagno nell’acqua fredda perché non si anneriscano.

  2. Successivamente lavate e spuntate i fagiolini e mettete insieme le verdure con i piselli sgranati in una grande casseruola.

  3. Lessate il tutto per circa 10 minuti in abbondante acqua salata acidulata con un cucchiaio di aceto bianco. Suggerimento: le verdure devono essere “al dente” e non molle, state attenti ai tempi di cottura ed assaggiatele saltuariamente, eventualmente lessandole meno.

  4. Una volta lessate le verdure, dovete asciugarle bene sulla carta assorbente.

  5. Mettete quindi in una ciotola l’olio, l’aceto, un pizzico di sale e di pepe.

  6. Emulsionate bene gli ingredienti e incorporate le verdure e i cetriolini tagliati a dischetti.

  7. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

  8. A questo punto dovete amalgamare la maionese alle verdure senza comunque annegarle.

  9. Sistemate l’insalata russa fatta in casa in un piatto da portata e se volete decorate con capperi e cetrioli.

    https://www.facebook.com/The-foodie-and-everything-else-1173930919335294/? 

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Pasticcio di verdure…vegano…

Buon lunedì a tutti! Mentre mi preparo a farvi conoscere la nostra Festa di San Martino in programmazione questo fine settimana (da lunedì 11 a domenica 13) vi faccio conoscere un pasticcio di verdure vegano fatto da mia sorella. Lo so , per molti, l’alimentazione vegana è povera e senza gusto, ma non è così. La sto conoscendo tramite mia Sister e posso dire che , per una golosa buongustaia come me, ci sono un sacco di ricette che fanno venire l’acquolina in bocca!

Questo pasticcio è fatto esattamente come quelli “normali” solo che ha questi ingredienti:
Besciamella fatta con latte di soia e farina integrale
lievito alimentare in scaglie
burro di soia

Le verdure :
peperoni
porro
cipolla
patate
carote
piselli
funghi
asparagi
broccoli di Spano

Preparazione

Lavare gli ortaggi,  quindi tagliarle a cubetti e lessarle in una pentola con abbondante acqua bollente salata. Adesso scolarle e farle raffreddare quindi condirle con parte della besciamella e del lievito alimentare in scaglie, del sale e del pepe. Versare le verdure in una teglia imburrata con il burro di soia e cospargerne la superficie con la besciamella rimasta ed una manciata di lievito alimentare in scaglie. Trasferire in forno caldo a 180 °C e cuocere per circa 15 minuti. Servire tiepido in modo che abbia il tempo di compattarsi a dovere.

Buon appetito a tutti!

Vegetable pie with soy milk, nutritional yeast flakes and white sauce with whole wheat flour, vegan diet.

Vegetable pie with soy milk, nutritional yeast flakes and white sauce with whole wheat flour, vegan diet.