Il Chiosco di MujaVeg alla Festa di San Martino.

Sempre più spesso si sente parlare di vegetariani e vegani. A Muggia la tematica è così sentita che si è costituita un’associazione che organizza eventi e conferenze: il MujaVeg.

Ho avuto modo di incontrare alcuni rappresentanti alla Festa di San Martino dove in un chiosco addobbato da zucche, melograni e colori autunnali è stato possibile assaggiare dei buoni vini e dei dolci completamente privi di ingredienti di origine animale.IMG_20171112_120248623-01

L’atmosfera è quella di casa, sorrisi e allegria accompagnano l’importante messaggio che la filosofia veg porta. Al banchetto ho fatto alcune domande a Cristian, vegano da due anni e vegetariano da circa sette. <<il nostro è un movimento di lotta non meno importante di quelli che si adoperano per la pace o per i diritti delle donne ad esempio>> racconta Cristian <<Abbracciare la filosofia veg è stata la scelta più grande che ho fatto nella mia vita, fino ad allora non avevo mai scelto nulla di veramente importante: cosa mangiare, come vestirmi o se andare o meno allo zoo – lo decideva qualcun altro per me>>. IMG_20171112_120253700_HDR-01Approfondisco con lui questo argomento e mi spiega che il fatto di non mangiare un salame di gatto o un formaggio di topo non è legato a controindicazioni di tipo sanitario o di gusto ma solo culturali. Diamo per scontato che alcuni animali sono adatti per esser impiegati in cucina ed altri no per il semplice motivo che crediamo si sia sempre fatto così. Cristian mi racconta anche che fino al 4.500 A.C. il continente europeo era popolato da una cultura contadina dedita all’agricoltura, stabile e pacifica; senza classi sociali, eserciti e prigioni. Successivamente questa cultura fu cancellata dalle invasioni di un popolo proveniente dalle steppe asiatiche, i Kurgan, dediti alla cultura del dominio sia tra gli umani che sugli altri animali. Quindi si formarono classi sociali, schiavismo, allevamento e da una filosofia positiva basata sull’armonia della vita con la natura si passò ad una cultura basata sulla morte e lo sfruttamento del prossimo che è diventato il modello dominante e che abbiamo conservato fino ad ora esportandolo in tutto il mondo.

Gli chiedo allora come vede il futuro del pianeta <<questo pianeta durerà ancora a lungo, ma molte specie che lo abitano sono in pericolo; pure la nostra>> racconta Cristian <<potremo aver un futuro solo se impediremo che gli animali nascano negli allevamenti. Su questo pianeta siamo in troppi e gli animali da allevamento, da soli, alterano il clima con l’inquinamento più che tutti i mezzi di trasporto messi assieme (aerei, imbarcazioni, automobili, treni, ecc.)>>

Gli chiedo quindi come sia possibile diventare vegetariani/vegani e quali siano i rischi legati all’alimentazione <<non c’è una ricetta da seguire per diventare veg; ogni vegetariano o vegano ha fatto il suo percorso, chi con difficoltà chi con estrema semplicità>> descrive Cristian <<ricordo che la posizione dell’Academy of Nutrition and Dietetics è che le diete vegetariane e vegane se ben equilibrate sono salutari, nutrizionalmente adeguate e possono apportare benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie, e che queste diete sono adatte in tutti gli stadi del ciclo vitale, inclusa gravidanza, l’allattamento, la prima e la seconda infanzia, l’adolescenza, l’età adulta per gli anziani e per gli atleti.

 

CristianIMG_20171112_120304505_HDR-01<<Abbracciare la filosofia veg è stata la scelta più grande che ho fatto nella mia vita, fino ad allora non avevo mai scelto nulla di veramente importante: cosa mangiare, come vestirmi o se andare o meno allo zoo – lo decideva qualcun altro per me>>. Approfondisco con lui questo argomento e mi spiega che il fatto di non mangiare un salame di gatto o un formaggio di topo non è legato a controindicazioni di tipo sanitario o di gusto ma solo culturali. Diamo per scontato che alcuni animali sono adatti per esser impiegati in cucina ed altri no per il semplice motivo che crediamo si sia sempre fatto così. Cristian mi racconta anche che fino al 4.500 A.C. il continente europeo era popolato da una cultura contadina dedita all’agricoltura, stabile e pacifica; senza classi sociali, eserciti e prigioni. Successivamente questa cultura fu cancellata dalle invasioni di un popolo proveniente dalle steppe asiatiche, i Kurgan, dediti alla cultura del dominio sia tra gli umani che sugli altri animali. Quindi si formarono classi sociali, schiavismo, allevamento e da una filosofia positiva basata sull’armonia della vita con la natura si passò ad una cultura basata sulla morte e lo sfruttamento del prossimo che è diventato il modello dominante e che abbiamo conservato fino ad ora esportandolo in tutto il mondo.

Concludo chiedendo a Cristian come contattare l’associazione se necessito di ulteriori informazioni e materiale per conoscere meglio l’argomento <<i vegetariani muggesani utilizzano principalmente i social per tenersi in contatto, c’è una pagina fb chiamata “Vegetariani e Vegani Muja” che è sempre molto frequentata, ma è possibile anche contattarci tramite mail info@mujaveg.it o tramite la pagina internet www.mujaveg.it. Periodicamente facciamo degli incontri al caffè del teatro Verdi di Muggia>>

…………..mi sa che dobbiamo veramente meditarci su! Buona serata a tutti!

Bulgur integrale, miglio e riso rosso. Fibre, vitamine e proteine antistress.

Buongiorno,
dopo tutte le cose succulente che vi ho presentato ultimamente diamo un po’ di spazio anche a ricette salutari: Bulgur integrale, miglio e riso rosso…con le zucchine.
Molto simile al Couscous sia per aspetto che per proprietà nutrizionali, il Bulgur è un alimento di origine orientale ricavato da una miscela di frumento integrale e grano duro germogliato e ha molte qualità nutritive ,è un alimento ricco di fibre, vitamine (principalmente vitamine del gruppo B) e minerali (fosforo e potassio).
Il bulgur, inoltre, è povero di grassi, fornisce un basso apporto calorico (circa 350 calorie ogni 100 grammi) e dà un buon senso di sazietà.
La presenza di fibre lo rende facilmente digeribile, particolarmente adatto ai casi di scarsa motilità intestinale.

Integral Bulgur, millet and red rice on an elegant wooden tray.

Il miglio invece è un cereale antico appartenente alla famiglia delle Graminacee, il cui nome botanico è Panicum miliaceum. Il miglio veniva molto consumato nell’ Antica Roma, soprattutto nel Medioevo, periodo in cui il miglio veniva mangiato al posto della carne. Oggi in Occidente è poco diffuso per uso umano, e viene soprattutto usato come mangime per uccelli. Il miglio presenta una quota abbondante di carboidrati, che giustifica anche le sue calorie, 378 per 100 grammi. Ma il miglio è costituito anche da una buona parte di proteine, ricco di minerali, soprattutto fosforo, potassio e magnesio e di vitamine del gruppo B in particolare la Tiamina, la Niacina e i folati. Il contenuto in fibre del miglio è utile per aumentare il senso di sazietà e per stimolare il transito intestinale.
Passiamo al riso rosso e al suo meccanismo secondo cui sia in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue non è ancora del tutto chiaro. L’attività ipolipemizzante di questo prodotto naturale sembra, però, essere addirittura maggiore rispetto alla lovastatina, probabilmente a causa di un’attività sinergica tra i vari costituenti del riso rosso è un rimedio naturale molto noto nella medicina popolare cinese, utilissimo  contro la diarrea e le indigestioni, oltre che per migliorare la circolazione sanguigna.
Uniamo questi elementi così utili per la nostra salute e facciamo un buon risotto con verdure e curcuma
Ecco e voi la ricetta e buon pranzo!
Ingredienti:
mix già pronto in vendita di Bulgur integrale, miglio e riso rosso.

2 carote

1 zucchina

100 gr. piselli già cotti

sale

pepe

curcuma

brodo vegetale

scalogno

Tritate uno scalogno e fatelo imbiondire in una padella con un filo d’olio. Tagliate a pezzetti piccoli le carote e le zucchine e aggiungetele nella padella insieme ai piselli già sciacquati e salate a piacere.

Dopo pochi minuti versate il riso integrale e il riso rosso e fatelo tostare. Aggiungete il brodo vegetale e cuocete per 15° minuti.

Quasi a fine cottura aggiungete la curcuma che regalerà uno splendido color giallo al vostro riso.

Potete servire con un pò di coriandolo fresco.

 

Oggi ho scoperto gli Agretti detti anche Barba dei frati, lischi o roscano.

Oggi, a casa di mia figlia, ho cucinato una verdura mai vista! Si chiamano agretti, ma come molti altri tipi di verdure e ortaggi in varie parti d’Italia sono conosciuti con nomi tipici locali, come ad esempio Barba di Frate; forse perché la evocano, così lunghi, affusolati e raccolti a mazzetti. Ma sono anche noti come senape dei monaci, lischi o roscano. Il sapore è leggermente amaro, il che spiega la denominazione agretti. Il nome ufficiale comunque è Salsola Soda, e la curiosità è che la salsola è un tipo di pianta famosissimo, poiché tutti l’hanno visto almeno una volta in un film, ma pochi ne conoscono il nome. Si tratta di quegli arbusti che rotolano nel vento in ogni film western che si rispetti, o in ogni parodia, o film d’animazione, o rappresentazione, collegata al genere western. In inglese si chiamano tumbleweed, in italiano appartengono al genere Salsola, che comprende più di cento varietà, di cui molte sono commestibili, tra cui, appunto, la Salsola Soda. Gli agretti sono i germogli e i rametti più giovani e teneri della pianta, poiché quelli più vecchi e ramosi non sarebbero edibili. Il nome Soda deriva dal fatto che, se fatta ardere, permette l’estrazione di carbonato di sodio, di cui è ricca: in ambito industriale è stata largamente coltivata proprio per questa caratteristica, ed è stata una fondamentale fonte di soda fino all’800.

Barba dei frati con olive taggiasche

Gli agretti sono ricchi d’acqua e di fibre, quindi hanno un ottimo effetto sulla diuresi e la regolarità intestinale, e possono addirittura risultare lievemente lassativi. Contengono vitamina A,C e vitamine del gruppo B, soprattutto B3. Tra i minerali i più presenti sono potassio, calcio,magnesio e ferro. Oltre alle proprietà diuretiche hanno proprietà depurative, grazie anche all’alta presenza di clorofilla e rimineralizzanti. Non hanno controindicazioni nelle diete ipocaloriche poiché contengono pochissimi carboidrati, i lipidi sono ancora più scarsi.
Qualche ricetta che ho trovato in giro per il web (oggi li abbiamo lessati e poi fatti saltare in padella con olive tagiasche ed aglio)

Tagliatelle agretti feta e noci (mi ispira molto)

Ingredienti per 2 persone
  • 180 gr. di tagliatelle
  • 200 gr. di agretti
  • 100 gr. di feta
  • 25 gr. di noci
  • 1 spicchio di aglio
Portata: Primi piatti
Difficoltà: Facile
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Mettete a bollire l’acqua della pasta, lessateli per qualche minuto in acqua salata, poi scolateli e metteteli da parte. Tritate grossolanamente le noci.Fate dorare in un pochino d’olio uno spicchio d’aglio in camicia, poi toglietelo e fate saltare nel tegame con l’olio le noci per qualche istante.  Unite gli agretti e fateli insaporire amalgamandoli alle noci.  Tagliate a dadini la feta. Scolate le tagliatelle tenendo da parte un pò di acqua di cottura e versatele nel tegame con il condimento. Unite anche la feta, l’acqua di cottura necessaria e amalgamate bene il tutto regolando di sale.Impiattate e servite le vostre tagliatelle agretti, feta e noci!!!

Farinata con agretti di Stefy vegan chef

  Ingredienti : 2 tazze di farina di ceci,acqua qb, 200 gr. di agretti , sale rosa dell’ Himalaya, 1 finocchio, una manciata di capperi, olio evo,1/2 arancia.
Versare la farina di ceci in una ciotola e unire tanta acqua quanto basta per avere un impasto liquido, aggiungere 2 cucchiai di olio evo e il sale. Lasciarlo riposare per almeno un oretta.Nel frattempo lessare per una decina di minuti gli agretti in acqua salata.
Versare ora gli agretti nella ciotola con l’impasto, mescolare e cuocere in pentola per 10 minuti per parte.Accompagnare con un’insalata di finocchi e capperi condita con olio evo e succo d’arancia.

Buon appetito!

Pasquetta di relax e revival anni 80 con una pasta alle fragole.

Finita anche Pasquetta, il tempo ha tenuto e adesso ci saranno code ai confini per il rientro e son proprio contenta di essere a casa.Una Pasqua un po’ nostalgica ma molto serena, sono stata brava anche con il cibo, a parte la cioccolata e mi sono presa un po’ di tempo anche per me, un relax mentale che è andato in giro per ricordi.
Non so perchè ma mi sono tornati in mente gli anni 80 con tutte le prime stranezze che apparivano nei locali. Tanta panna dappertutto, grassi intrugli e nello stesso tempo nasceva la cucina vegetariana, aprivano i ristoranti esotici, un periodo decisamente pieno di contraddizioni.La prima cosa “strana” che ho mangiato in quei anni è stata la pasta alle fragole, ricordo che eravamo al Ristorante Città di Cherso in Via Cadorna a Trieste e ho voluto provare questo gusto così diverso dal solito. Non ne sono rimasta entusiasta ma ogni tanto mi piace, una volta all’anno, quando ci sono le fragole più buone,
Ripensando a quegli anni mi vengono in mente i must: tortellini, panna, prosciutto e piselli, decisamente invernali, le penne alla vodka, i gamberetti in salsa rosa come antipasto e le orecchiette alla Baffo. La cucina si è molto alleggerita da allora, c’è più attenzione per la salute fortunatamente senza dover rinunciare al gusto perchè anche il palato vuole la sua parte.
Avevo le fragole, la panna, yogurt e ancora un po’ di burro perciò ho optato per una fettuccine all’uovo con le fragole, la prossima volta la provo con un altro tipo di pasta che all’uovo non mi ha soddisfatto.
Ecco la mia ricetta senza dosi :
– fragole
– burro
– panna da cucina
– yogurt bianco magro
-noce moscata e/o pepe secondo i gusti, io uso solo un pizzichino di noce moscata perchè non amo il pepe.

Lavare velocemente le fragole sotto l’acqua corrente (così salviamo tutte le proprietà benefiche del frutto). Prendiamo una parte di fragole e frulliamole per un attimo con lo yogurt e un po’ di panna. In un tegame sciogliere lentamente il burro senza farlo friggere ed aggiungere la panna rimasta più la salsa frullata. Da parte tagliare a pezzettini le fragole rimaste.

Pasta alle Fragole

Una pasta molto anni 80

Cotta la pasta mettetela nella padella con la salsa e mantecate lentamente per qualche minuto, aggiungete una grattatina di noce moscata e un po’ di sale, in finale prima di spegnere il fuoco mettete le fragole a pezzetti. Mescolare velocemente, spegnere il fuoco e portare presto a tavola, se si raffredda è pessima. Servire con un Vino Rosè Lancers, colonna sonora gli Spandau Ballet e l’atmosfera sarà decisamente vintage 80.
E adesso vado a nascondere la cioccolata dell’uovo di pasqua, buona serata a tutti!

 

Ruta graveolens per aromatizzare liquori ed insaporire pietanze.

Finalmente ho iniziato a lavorare nel mio Terrazzello (terrazzo/orticello) e quest’anno mescolerò erbe officinali a verdure ed ortaggi. Non è molto grande ma se dispongo i vasi in modo intelligente dovrei riuscire a crearmi un piccolo orto biologico di tutto rispetto.
L’altra settimana in agraria mi sono comperata anche una piantina di ruta per farmi una grappettina digestiva che ho sempre apprezzato molto a fine pasto.

È una pianta di originaria dell’Europa meridionale. Cresce in luoghi erbosi, negli incolti, lungo i muri, coltivata negli orti. In Italia è presente spontanea, in tutte le regioni, eccetto le isole (dove si trova solo negli orti e giardini), dal piano ai 1.000 metri.

Ruta graveolens

La ruta per insaporire pietanze ed aromatizzare liquori

La Ruta graveolens ha una storia interessante: Il termine  “ruta” deriva dal greco, e significa salvezza, liberazione.
Per gli antichi il suo odore forte serviva a tenere lontane dalla casa vipere e insetti velenosi, e a tale scopo veniva coltivata nei giardini.
Secondo la medicina popolare piccole dosi della pianta erano utili a combattere i reumatismi o rendere più acuta la vista, specie dopo sforzi prolungati.
Sembra che i Romani per “alterarsi” facessero uso smodato di vino aromatizzato con ruta. Discoride e Galeno consideravano però questa erba anafrodisiaca. Ovidio diceva che negava i corpi a Venere. A questa pianta si attribuivano anche virtù magiche nel neutralizzare le forze oscure, e la Chiesa Cattolica permetteva, se benedetta dal prete, di coltivarla in vasi sui davanzali, appenderla sopra alla porta di casa, indossarla con un apposito sacchetto. Si narra che Leonardo la utilizzasse per gli occhi, attribuendo alla piante le sue capacità visive. Veniva considerata l’erba in grado di scacciare la paura ma anche il contagio dalla peste. Insomma, averla a casa mi sa che porta bene!

La pianta è ricca di eterosidi, cioè glicosidi che aumentano la resistenza dei capillari sanguigni oltre a svolgere azione antispasmodica e  diuretica ; flavonoidi,  riconosciuti antiossidanti; fucumarine con azione fotosensibilizzante e  vasodilatatoria e oli essenziali. Dalla ruta si estrae un flavonoide particolare, la rutina, che viene utilizzato dall’industria farmaceutica per la prevenzione e la cura della fragilita’ capillare.

La ruta è digestiva, combatte le fermentazioni intestinali e l’aria nella pancia. Il rimedio omeopatico è indicato in caso di dolori reumatici, distorsioni e affaticamento della vista, le sue sommità fiorite vengono largamente impiegate nella preparazioni di liquori, come aromatizzante. La grappa è probabilmente ciò che l’ha resa famosa, dopo un pasto abbondante fa digerire velocemente.
In cucina si può utilizzare anche in cucina. In piccole quantità, nelle insalate (foglie fresche) o per aromatizzare olio, aceto o piatti di carne. L’infuso di semi di ruta e menta viene utilizzato per marinare la selvaggina prima della cottura.

Utilissima anche per tenere lontane le zanzare!!
Attenzione però le sue foglie sono irritanti !!!

La Ricetta per aromatizzare la Grappa:

COSA SERVE: 

1 litro di grappa giovane, dall’aroma fine e delicato.

5 rametti di ruta fresca

Un cucchiaio di bicarbonato di sodio

LA RICETTA: 

Prendete i rametti di ruta e lavateli mettendoli in immersione in acqua fredda con un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Per questa operazione consigliamo l’utilizzo di guanti di lattice, le foglioline possono causare reazioni irritanti alle pelli sensibili.

Asciugate le foglioline delicatamente con un panno di cotone.

Inserite i ramoscelli nella bottiglia di Grappa  e lasciateli in infusione per almeno due mesi. Lasciate la  bottiglia chiusa in un luogo asciutto e al riparo da fonti di calore. La Grappa assorbirà in modo graduale l’aroma e il colore  della ruta, passando da un verde più chiaro ad un verde più acceso.

Se l’aroma è troppo intenso togliete alcuni ramoscelli ma lasciate un piccolo ramoscello nella bottiglia, manterrà il profumo della Grappa sempre fresco.

Buona grappa a tutti!

 

Fragole a merenda con lo yogurt.

Buongiorno!
Zuccheri “buoni”, sali e poche calorie, una merenda perfetta per la primavera.
Semplicissima: yogurt magro e tanti pezzettini di fragole fresche, mescolare, lasciare un po’ in frigo per far amalgamare il sughetto delle fragole allo yogurt e gustare.
I benefici di questa merenda sono tantissimi.
Pur essendo così dolce e appetibile, la fragola contiene poche calorie. Ha prima di tutto un’azione depurativa e disinfiammante, attiva gli antiossidanti già presenti nell’organismo e ha una marcata azione di stimolo sulle attività metaboliche, inoltre contengono l’acido acetilsalicilico che riattivano le difese immunitarie. Ma non è tutto: vitamina B, vitamina C, calcio, magnesio, ferro, potassio e sali che riattivano il metabolismo.Infine, con le fragole facciamo scorta di fibre che favoriscono la sensazione di pienezza gastrica, un lento assorbimento degli zuccheri e quindi il mantenimento dell’equilibrio glicemico.
E che dire dello yogurt? Sappiamo tutti quanto faccia bene.
Si stima che la nascita dello yogurt risalga a circa 3.000 anni a.C. in Mesopotamia. Si diffuse in Europa nel XX secolo e già se ne conoscevano le proprietà benefiche per la salute, per cui non era considerato un semplice cibo, fra i primi rimedi officinali che si studiarono furono gli effetti benefici dello yogurt sullo stomaco.
Lo yogurt fa parte dei latticini, poiché deriva dalla fermentazione del latte, ma è decisamente più digeribile e più salutare, inoltre non da luogo ad intolleranze poiché contiene pochissimo lattosio.
I benefici che otteniamo sono molteplici:riequilibra la flora batterica intestinale e facilita la digestione, produce antibiotici naturali e rafforza il sistema immunitario, previene danni al fegato grazie alla vitamina B e aiuta la linea (specialmente se è magro) perchè è un ottimo spuntino spezza fame. Importante anche il fatto che Il suo consumo riduce la formazione di solfuro di idrogeno, che è la causa dell’alitosi e del tumore al colon.

Pochi grassi e tanti benefici.

Una merenda semplice e gustosa.

Ho anche scoperto che gli scienziati della Marmara University, in Turchia, hanno dimostrato che mangiare yogurt apporta benefici ai denti. Infatti nessuno degli zuccheri e dei grassi contenuti in questo alimento hanno provocato l’erosione dello smalto.Addirittura l’acido lattico contenuto nello yogurt pare avere proprietà salutari nei confronti delle gengive e nella prevenzione di molte malattie paradontali.

Mi fermo qua perchè a studiar bene ci sono ancora tanti benefici dall’assunzione di questi due gustosi alimenti e ve li raccomando…in abbondanza!
Buona merenda sana a tutti!

Eliminiamo le tossine con il carciofo!

Le propietà del carciofo

Il carciofo è una pianta della famiglia Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale.

Il proverbio della Candelora ci dice che ”Se la vien con sol e bora de l’inverno semo fora. Se la vien con piova e vento, de l’inverno semo drento.”…….e pioveva…
consoliamoci allora con un ortaggio che ci fa proprio molto, ma molto bene!

Il carciofo è una pianta dalle particolari proprietà di origine mediterranea, con un fusto robusto e ramificato. La sua altezza può raggiungere un metro e venti centimetri. È un ortaggio ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi, era già utilizzato come alimento dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e dai romani.I carciofi sono una fonte preziosa di potassio e sali di ferro.
Contengono un principio attivo, la cinarina, che favorisce la diuresi e la secrezione biliare. Di solito se ne mangiano il fiore e le brattee, dopo aver eliminato quelle esterne, più dure.
Protettori indiscussi del fegato, i carciofi provocano un aumento del flusso biliare e sono molto indicati nella dieta dei diabetici. L’infuso preparato con le foglie di carciofo, cui possono essere associate altre erbe, è davvero miracoloso dal punto di vista di stimolazione della diuresi ed eliminazione delle tossine: il sapore è molto amaro, ma il beneficio è assicurato. I carciofi sono anche tra gli alimenti con il più alto contenuto di fibre, utili quindi per la regolarità intestinale.
Ricco in ferro e povero in calorie, il carciofo rientra spesso tra i consigli nutrizionali anche per il buon contenuto di altri sali minerali (calcio, fosforo, sodio, potassio) e di alcune vitamine (A, B1, B2, C, PP).

VARIETÀ

A differenza del carciofo selvatico (ricco di spine), la varietà addomesticata per l’orto è in genere più gentile alle mani del contadino, pur con alcune eccezioni (lo spinoso sardo). Fra le varietà più conosciute in Italia ci sono:
– il Catanese o Violetto di Sicilia, varietà più diffusa in particolare al Sud Italia,
– il Romano (“mammola”) e il simile Paestum (IGP), denominati secondo le aree cui fanno riferimento le colture,
– il Violetto di Toscana,
– lo spinoso sardo, con una varietà ligure molto simile conosciuta come carciofo spinoso d’Albenga.

In Cucina
Una ricetta semplice per cucinare i carciofi è quella di farlo a spicchi in padella. Come procedere? Prendere i vostri carciofi, puliteli e tagliateli. Poi gettateli in una padella con dell’olio d’oliva e uno spicchio di aglio schiacciato. Aggiungete un po’ di sale a piacimento e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto, bagnando con un po’ di brodo o dell’acqua calda per rendere più lunga la cottura e più morbido il carciofo, evitando che si bruci.

A fine cottura spolverate con del prezzemolo tritato. Semplice, no?

Altra ricetta semplice su come cucinare i carciofi è quella di farli al forno. Basta tagliare i carciofi a spicchi, assieme a delle patate, metterli in una teglia con olio d’oliva, qualche spicchio d’aglio e sale e pepe. Copriteli con della stagnola e infornate per 15 minuti a 180°. Poi togliete l’alluminio e continuate a cuocere per qualche altro minuto.

Un piatto classico della cucina con i carciofi è quella della tradizione ebraica romana, ovvero i carciofi alla giudia. Qui è molto importante la pulizia dei carciofi, eliminando le foglie esterne più dure, fino ad arrivare a quelle interne più morbide, e poi effettuando un taglio a metà longitudinalmente. Immergete i carciofi in una bacinella con dell’acqua e limone per almeno 10 minuti e aprite le foglie. Poi friggeteli a testa in giù in olio d’oliva caldo, non bollente. Una volta raffredati, apriteli a mo’ di rosa sbocciata e conditeli con sale e pepe. Poi friggeteli nuovamente per qualche minuto.

Sempre a Roma, si preparano i carciofi alla romana. Come?

Pulite i vostri carciofi lasciando un pezzettino di gambo, tagliate le punte e svuotateli del ripieno. Farciteli con un trito di prezzemolo, mentuccia e aglio. Poi, a testa in giù, adagiateli in un tegame o una pentola dai bordi alti e copriteli di acqua, e olio d’oliva, o brodo. In questo modo, vanno cotti per circa 30 minuti.

Buon appetito!

Insalata Russa o Insalata Olivier.

Russian salad appetizer in a nice white plate with red plate underneath.

Russian salad appetizer in a nice white plate with red plate underneath.

Ciao, siamo tutti indaffarati in mille cose da fare e pensare, il cibo è di primaria importanza e i menù son fatti , bisogna far la spesa e iniziare a cucinare.
Stamattina ho avuto un’amare delusione: in pescheria mi hanno detto che non ci saranno passere (di mare) nel menù della Vigilia !!!! Il tempo non è buono per e non c’è pescato…che delusione ! Ho dovuto optare per altro e ho pensato anche all’Insalata Russa e a quanto tempo che non cucino per piacere.
L’insalata Russa o,Insalata Olivier, dal nome del cuoco belga che l’ha creata, è un classico che non tramonta mai !. Appetitosa e colorata , un antipasto ma anche un contorno. Piatto tipico della cucina tradizionale russa e della cucina piemontese ma presente in tutte le rosticcerie italiane…da sempre..
Mi piace, quando la trovo nei buffet di qualche festa devo sempre trattenermi per non mangiarne troppa, non è bello !
.Però deve essere buona, non quella già confezionata degli hard discount, quella con la maionese bianca che sa di cera di scarpe e la verdura di polistirolo/gomma, deve essere di qualità meglio se fatta in casa , anche la maionese. Per chi è in dieta si può anche fare la versione light con yogurt o con la panna acida usata in Russia e nei paesi dell’Est Europa .

Strano ma vero, mi è tornata la voglia di cucinare. e mi sa che la prima ricetta meno semplice sarà proprio la maionese .

Ingredienti per Insalata russa: la ricetta originale

  • 350 grammi di patate a pasta bianca o gialla
  • 200 grammi di carote fresche
  • 100 grammi di fagiolini
  • 100 grammi di pisellini novelli freschi
  • 2 cucchiai di capperi
  • 4 di uova
  • 3 di cetriolini
  • 1 cucchiaio di olio extra-vergine di oliva
  • 1 cucchiaino di aceto bianco
  • 250 grammi di maionese (o in alternativa 250 grammi di smetana, la panna acida usata in Russia)

Preparazione

  1. Per prima cosa dovete lavare, sbucciare e tagliare a cubetti le patate e le carote, aiutandovi con una mandolina e metterle a bagno nell’acqua fredda perché non si anneriscano.

  2. Successivamente lavate e spuntate i fagiolini e mettete insieme le verdure con i piselli sgranati in una grande casseruola.

  3. Lessate il tutto per circa 10 minuti in abbondante acqua salata acidulata con un cucchiaio di aceto bianco. Suggerimento: le verdure devono essere “al dente” e non molle, state attenti ai tempi di cottura ed assaggiatele saltuariamente, eventualmente lessandole meno.

  4. Una volta lessate le verdure, dovete asciugarle bene sulla carta assorbente.

  5. Mettete quindi in una ciotola l’olio, l’aceto, un pizzico di sale e di pepe.

  6. Emulsionate bene gli ingredienti e incorporate le verdure e i cetriolini tagliati a dischetti.

  7. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

  8. A questo punto dovete amalgamare la maionese alle verdure senza comunque annegarle.

  9. Sistemate l’insalata russa fatta in casa in un piatto da portata e se volete decorate con capperi e cetrioli.

    https://www.facebook.com/The-foodie-and-everything-else-1173930919335294/? 

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“San Martino ed Antichi Sapori d’Autunno” , Muggia 11-12-13 novembre 2016

Buona sera, «A San Martino ogni mosto diventa vino»
Tradizionalmente durante questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, che solitamente viene abbinato alle prime castagne…e si festeggia, da Nord a Sud.sanmartin
Questa tradizione è celebrata anche in una famosa poesia di Carducci intitolata appunto San Martino. e , popolarmente, è chiamata anche la Festa dei Becchi (Bechi con una c nel nostro dialetto) ossia i caproni ed è quindi considerata simbolicamente anche la festa dei “cornuti”.
Mi è anche tornato in mente un ritornello di una canzoncina popolare che cantavamo proprio il giorno di San Martino da ragazzi:
Se tutti i becchi gavessi un lampion,
oh mamma mia, oh mamma mia!
Se tutti i becchi gavessi un lampion,
oh mamma mia che illuminasiòn.
(se tutti i cornuti avessero un lampione oh mamma mia che illuminazione).
A Muggia festeggeremo con la 12° edizione della Festa di San Martino ed Antichi Sapori d’autunno. Un villaggio che ospiterà produttori locali , aziende agricole e un programma fitto di appuntamenti per tutti i gusti.
Se ci riesco, vi farò conoscere uno ad uno i partecipanti a questa bella festa ed i loro prodotti,svelerò ricette di piatti antichi, nomi di vini locali e tante altre piccole cose …vorrei farvi venir voglia di venirci a trovare! Buona serata a tutti!

Il programma nel dettaglio:
VENERDI’ 11 NOVEMBRE

9.00 Apertura “Villaggio di San Martino”

16.30 “Pomeriggio in contrada granda” musica, assaggi e allestimento delle attività commerciali di Via Dante sul tema della Festa di San Martino

17.00 Presentazione del prof. Paolo Parmegiani sul tema “Le nuove regole sui fitofarmaci fra agricoltura convenzionale e biologica” presso la Sala G. Negrisin di Piazza Marconi

18.00 Inaugurazione della Festa

– Indirizzi di saluto delle Autorità

– Presentazione della Festa e visita al “Villaggio”

19.15 Musica in piazza

20.30 Teatro Comunale “G. Verdi”

“MISTERO BUFFO” di Dario Fo – con Walter Rosa – Teatro di Pola info e prezzi dei biglietti sul sito www.muggiateatro.com

22.30 Chiusura del “Villaggio di San Martino”

SABATO 12 NOVEMBRE

09.00 – 18.00 Mercato degli hobbisti (Piazza della Repubblica e aree limitrofe)

09.00 Apertura del “Villaggio di San Martino”

11.00 Visita guidata gratuita al Santuario e al Parco Archeologico di Muggia Vecchia info e prenotazioni al n. 346 8596512 o scrivendo all’indirizzo email sabrina.galantin@comunedimuggia.ts.it

12.00 Premiazione “Vetrina più Bella” e “Casetta più Bella” con premi offerti dalla Confcommercio Trieste info e prenotazioni al n. 3468596512 o scrivendo all’indirizzo email sabrina.galantin@comunedimuggia.ts.it

18.00 Presentazione a cura di Giampaolo Lescovelli, Responsabile Docet, del libro di Federico Alessio “Cuore di Pietra – Viaggio nell’anima dei vini del Carso e della provincia di Trieste”, seconda edizione ampliata, Hammerle Editori in Trieste – 2016 presso la Sala G. Negrisin di Piazza Marconi

19.15 Musica in Piazza con i “Tre Porcellini” folk rock pop e alpino

23.00 Chiusura del “Villaggio di San Martino”

DOMENICA 13 NOVEMBRE

09.00 – 18.00 Mercato delle pulci (Piazza della Repubblica e aree limitrofe)

09.00 Apertura “Villaggio di S. Martino”

10.30 Visita guidata gratuita del centro storico di Muggia info e prenotazioni al n. 346 8596512 o scrivendo all’indirizzo email sabrina.galantin@comunedimuggia.ts.it

12.00 Visita guidata al Castello di Muggia (a pagamento) info e prenotazioni al n. 346 8596512 o scrivendo all’indirizzo email sabrina.galantin@comunedimuggia.ts.it

10.45 Animazione Bimbi

12.15 Musica in Piazza gentilmente offerta da Bikers Cafè Wolly & Mamy con “Cippo & Friends”

15.30 “La Tombola in Piranese” presentata dalla sig.ra Ondina Lusa della Comunità degli Italiani “G. Tartini” di Pirano affiancata dal Coro Folcloristico dell’AIDA

20.30 Teatro Comunale “G. Verdi” “KEEP ALL DEER… SANDOKAAAN” a cura dell’Associazione Persemprefioi ingresso spettacolo a offerta libera

21.00 Chiusura del “Villaggio di S. Martino”

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