La ricetta dell’impanatura perfetta.

Si sa: tutto è più buono quando è impanato e fritto…anche le suole di scarpe (da noi si dice così), L’impanatura con il pangrattato conferisce a carne, pesce e verdure una croccantezza deliziosa, non sarà sanissimo ma, ogni tanto, è un peccato di gola che va assolutamente fatto!
L’impanatura, detta anche panatura, è di norma realizzata intingendo gli alimenti in successione nella farina, nelle uova sbattute e nel pangrattato creando così un rivestimento croccante. La pastella, utilizzata anch’essa per friggere carne, pesce e verdure, viene invece realizzata con un mix di farina, uova e latte, in cui intingere poi i cibi da friggere.

Per far sì che l’impanatura sia uniforme e croccante segui questi pratici consigli:

1.       Infarina l’alimento su tutti i lati, scuotendolo poi per eliminare la farina in eccesso

Dishes of fried and breaded food for a wedding in the countryside outdoors in the summer.

2.       Passalo nell’uovo sbattuto (condito con sale e un cucchiaio d’olio per rendere il tutto ancora più croccante)

3.       Coprilo uniformemente con il pangrattato, premendo bene

4.       Friggi immediatamente in padella, in modo che l’impanatura non si inumidisca troppo

I cibi impanati dovrebbero essere fritti completamente immersi nel grasso ad una temperatura non troppo alta, per evitare che si brucino.

Una panatura perfetta deve essere croccante, non deve inumidirsi troppo di olio e, soprattutto non deve staccarsi.
Per avere un ottimo risultato, le nonne suggeriscono di evitare di aggiungere il sale alla farina, all’uovo o al pangrattato.
In tal modo la panatura rimarrà aderente e croccante.

Scegliere la farina per una panatura croccante

Semola di grano duro rimacinata

La semola di grano duro rimacinata presenta una granulometria più fine rispetto alla semplice semola di grano duro, ma più grossolana rispetto alla farina di grano tenero.

Questa semola, dal caratteristico colore giallo ambrato, oltre ad essere perfetta per pizze, focacce ed altri lievitati, è ottima anche per la preparazione delle panature.

A seconda dei vostri gusti potete preparare la panatura usando la semola di grano duro da sola oppure miscelandola con farine a grana più fine.

Per via del suo profumo e della sua sapidità, la semola di grano duro rimacinata si presta specialmente ad impanare carne e verdure.

Farina di mais giallo

La farina di mais giallo, soprattutto se unita ad amido di mais, che garantisce una aderenza perfetta della panatura al prodotto, è perfetta per la preparazione di panature davvero croccanti.

Poiché la superficie del mais è liscia e poco porosa, la farina ottenuta da questo cereale ha il vantaggio di assorbire i grassi di cottura in misura decisamente inferiore rispetto ad altre farine. Per questa ragione la panatura a base di farina di mais giallo risulta leggera e facilmente digeribile.

La farina di mais giallo è ottima per impanare sia la carne sia il pesce.

Farina di riso

Anche la farina di riso, ricavata dall’omonimo cereale, è una farina adatta alla preparazione di una buona panatura.

La farina di riso, come quella di mais, assorbe molto poco i grassi di cottura e questo fa sì che, anche a contatto con olio o burro, la panatura rimanga croccante, piuttosto asciutta e, di conseguenza, leggera.

PANGRATTATO!
Reperibile anche al supermercato, il pangrattato fatto in casa ha certamente tutt’altro sapore.La versione originale prevede di grattugiare il pane secco avanzato, conservato in dispensa lontano da fonti di luce o umidità, e di ridurlo in granella più o meno fine: ma sapete che esistono delle alternative per personalizzare il classico pangrattato?
Il pangrattato aromatizzato esalta il sapore delle pietanze e le rende più appetibili ed è per questo che conviene tenerlo sempre a disposizione, una volta preparato lo possiamo dividere in porzioni  e congelare in sacchetti. Con cosa aromatizzare il pangrattato dipende dai nostri gusti, possiamo utilizzare: prezzemolo, aglio, timo, salvia, basilico, olio evo, rosmarino e tanto altro….
Buon appetito!

 

La Cena sotto le Stelle ha raggiunto i suoi obiettivi!

Buona sera,
mi sembra giusto condividere i risultati ottenuti dalla bellissima Cena Sotto le Stelle del 26 luglio 2017 in Piazza Unità di Trieste.Come vi avevo già raccontato è stato…magico e il Sindaco ha detto che diventerà un appuntamento fisso (e se lo dice lui bisogna crederci).
Ecco a voi i ringraziamenti dell’Associazione Cuochi di Trieste e qualche dato!

L’evento Cena sotto le stelle, che si è svolto, con grande successo il 26 luglio in piazza Unità d’Italia, aveva tre obiettivi primari:

la beneficenza;
una raccolta di fondi per l’Associazione cuochi Trieste per promuovere e organizzare corsi per giovani che vogliono avviarsi in questa professione, come era stato specificato in sede di conferenza stampa;
valorizzare, con un evento unico nel suo genere a Trieste, una delle piazze più belle d’Italia.

Tirando le somme, ognuno di questi tre obiettivi è stato raggiunto.

Certo, anche noi avremmo voluto poter donare di più in beneficenza e avere più fondi a disposizione per la formazione dei giovani aspiranti cuochi, ma un evento come quello che è stato organizzato il 26 luglio non ha visto solo tanta buona volontà e tantissima generosità da parte di chi ci ha lavorato e di chi ha partecipato, ma ha dovuto sostenere anche dei costi specifici che potete vedere nella tabella pubblicata.

Ci teniamo però anche a ringraziare un po’ di persone.

Prima di tutto le 202 persone che hanno pagato la cena e chi ha donato quel giorno passando in piazza Unità.

Poi, vanno ringraziati:

il Comune di Trieste, Acegas APS Amga, Vigili del Fuoco, Azienda Sanitaria, Polizia Municipale, Prefettura e Polizia di Stato.

E tutte le persone che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze gratuitamente:

25 cuochi e aiuto-cuochi;
14 sommelier;
22 ragazzi del Gruppo Giovani FIC e delle scuole alberghiere, che ci hanno supportato anche nelle opere di fatica.

Sì, i costi non sono stati esigui. Perché?

Perché molte volte gli sforzi di alcuni per rendere un evento davvero unico, all’insegna del ‘voler fare bene’, non va sempre a braccetto con chi, anche giustamente, per potersi garantire delle entrate per sé e i propri dipendenti, non può ‘regalare’ il proprio lavoro e le proprie materie prime.

Le nostre intenzioni erano più che buone e siamo perfettamente a posto con le nostre coscienze perché sappiamo di aver organizzato una serata unica, quel giorno. E, anche se per alcuni è poco, per altri il ricavato è qualcosa.

Speriamo che nella prossima edizione ci siano più fornitori che possano contribuire in maniera da poter destinare ancora più soldi alle realtà che vorremo sostenere.

Lo speriamo di vero cuore. E ringraziamo ancora tutti quelli che hanno aderito e ci hanno aiutato.

L’Associazione Cuochi Trieste

 

Vi racconto la Cena sotto le stelle. Location e sapori che non si possono dimenticare.

Un grande ristorante sotto le stelle con vista mare, attorniato da splendidi palazzi! Trieste, Piazza UnitàQuesta è stata lo scenario che ha accompagnato una cena dai sapori che non dimenticherò facilmente.
sono arrivata alle 17 per seguire il backstage e la preparazione ed il cielo era nuvoloso, grigio, ma il meto scongiurava la pioggia fortunatamente.

Tutto un fervore, i cuochi come formichine preparavano le tavole alla perfezione, gli sponsor preparavano i banchetti e i turisti non potevano fare a meno di entrare nella zona dedicata alla cena scattandosi selfie seduti ai tavoli. Luca Gioiello, uno dei bravissimi chef dell’Associazione Cuochi ha il telefono che squilla in continuazione e dirige il tutto con i suoi colleghi chef come fossero direttori d’orchestra. Trieste, Piazza Unità
Amo Piazza Unità da sempre, col suo sapore Mitteleuropeo e la vista sul mare , preparo il cavalletto, la macchina e mi metto a scattare come se non ci fosse un domani decisa a dare immagini eloquenti di questa location così preziosa.
Pian piano il cielo si apre e mi regala una luce che illumina il Palazzo della Prefettura e ne risalta i suoi decori dorati.
Sotto il Municipio si inizia la distribuzione ad offerta dei panini di Cotto in Crosta offerti dal Salumificio Masè. Il ricavato andrà tutto in beneficenza (se vuoi conoscere la ricetta del Cotto Triestino cerca l’articolo sul blog). Verso le 19 è tutto pronto, dei panieri originalissimi, composti da un enorme panino senza la mollica, avvolto in un tovagliolo, riempito da tante fette di pane e decorato con rosmarino e lavanda attirano la mia attenzione e mi dicono che è ora di andare in macchina a cambiarmi (mi sono organizzata proprio in modo egregio). Quando ritorno vedo che pian pianino arrivano gli ospiti. Un aperitivo li attende, del buon vino delle Cantine Angoris accompagnato da buonissime frittelle alle alghe marine ed origano (Acqua farina lievito alghe e origano). Le mie belle e amiche Hostess, Angela e Linda, in tubino nero e tacchi alti mi indicano il mio tavolo, una postazione bellissima verso il mare, sono proprio curiosa di sapere chi sono i miei commensali ! 10 persone per  tavolo. Appoggio il coprispalle su una sedia e vado a salutare gli amici sommelier che faranno servizio ed il cielo si fa ancora più bello regalandoci un tramonto degno di un quadro.
I tavoli si riempiono, i commensali si presentano e la cena inizia con un antipasto di alici barcolane, melanzane e formaggio del Carso per poi passare  al primo con lasagne preparate con farina di grani antichi e “canoce” (ho ancora il gusto in bocca, se ci penso, un accostamento perfetto). Per secondo un lingotto di baccalà cotto a bassa temperatura con verdurine e scarola, dal croccante crumble alla crema di indivia!
Scatto con fervore nella luce ormai notturna e mi gusto sto tribudio di sapori chiacchierando con i mie commensali, siamo proprio una bella tavolata e facciamo amicizia subito.
Le ore passano in fretta e arriva il momento importante del Guinness mondiale Piazza Unità triestedi una Pasta Crema di 25 metri assemblata sul lungo tavolo preparato per l’occasione. La Carsolina o Zavata è un dolce che non manca mai sulle nostre tavole, soprattutto sul Carso.
E’ affascinante vedere come vengono sistemate le mille foglie, riempite di crema e, in finale, spolverate di zucchero .
25 metri e 80 cm! E’ fatto…è un nuovo Guinness!
La festa raggiunge il suo apice, c’è un’aria di allegria e benessere attorno. Gli chef si rilassano e sorridono, è sicuramente stato un successo, Il Sindaco fa il suo bel discorso dicendo che questa dovrà diventare un’abitudine, come non essere d’accordo con lui?
Vin passito per il dessert, caffè Illy e un amaro di Piolo Max….e la piazza pian pianino si svuota.
Noi siamo ancora in tavola a chiacchierare, ci sembra di essere dei vecchi amici invece che nuove conoscenze e ci accorgiamo che siamo rimasti gli ultimi, che stanno già mettendo via tutto e, a malincuore ci alziamo anche noi scambiandoci le email per non perderci di vista.
L’orologio del comune segna l’una e mezza, ma come vola il tempo quando stai bene con gli altri? Troppo velocemente mi vien da dire.
Raccolgo la mia pesante borsa, il cavalletto e la fetta di Carsolina avvolta nell’argento che ci hanno gentilmente dato per asporto evado a salutare i sommelier che si stanno rilassando. Le mie Hostess sono ancora con i tacchi alti ma sedute sotto la Fontana dei 4 Continenti con Luca, li stanno “murando” con le piante che delineavano il rettangolo della cena, ce la faranno ad uscire tra un po’? Saluto anche loro mentre continuano ad accatastare i vasi delle piante, cercando di seppellire anche me…e con atto di volontà suprema decido che è ora di andare a dormire …anche se non ne ho tanta voglia!
Decisamente una serata da ricordare!

 

“Cena sotto le stelle” in Piazza Unità a Trieste, una location da favola per una cena speciale.

“Cena sotto le stelle” , già il titolo invoglia. Sa di favola principesca una cena così: tavoli rotondi, tovaglie bianche, candelabri e candele per illuminare i piatti d’eccellenza cucinati dagli chef dell’Associazione Cuochi di Trieste, il tutto sotto il cielo di luglio con la cornice degli splendidi palazzi di Piazza Unità.
Mercoledì 26 luglio dalle 20.30, la Piazza più grande (ed aggiungo più bella) sul mare aperto d’Europa ospiterà un evento unico dal sapore Mitteleuropeo!
Vado a trovare lo Chef Luca Gioiello (Ristorante Arcoriccardo) nello stand di Piazza della Borsa dove si trovano tutte le informazioni e si fanno le prenotazioni (il gazebo sarà lì ogni giorno fino a mercoledì).

Luca Gioiello ed i cuochi nello stand di Piazza della Borsa

Luca è il Presidente della Federazione dei Cuochi Italiani, napoletano d’origine ma triestino d’adozione, ed esordisce con un: <<non si è mai fatto e ed è una sfida al discorso del “no se pol” (Trieste è famosa per essere la città dei “non si può”), stavolta “se pol” (si può) e si farà! Finalmente siamo riusci ad ottenere il salotto principale di Trieste!>>

L’ Associazione cuochi di Trieste è una costola della Federazione Italiana e voleva da tempo fare qualcosa che desse un bel colpo d’occhio sulla città. Un evento che mettesse in luce anche le competenze dei cuochi di questa associazione, professionisti che operano nel settore anche da più di 30anni e che da oltre 15 vanno in giro per concorsi nazionali ed internazionali, portando a casa medaglie di valore (non poche!). C’è anche una nuova sinergia con il nuovo gruppo dei giovani e con le Lady Chef che una volta non c’era, è un’occasione per aprirsi alla città con le loro professionalità.
La cena sarà “confezionata” con 4 portate, ognuna fatta da 5 chef con i relativi aiuti, partendo dall’antipasto al dolce che sarà da guinnes: una carsolina (millefoglie o pasta crema carsolina chiamata anche zavata). Verrà montata sul posto alla vista dei partecipanti, avrà più di 25 metri, larga 10 cm alta 8 cm!
La cena sarà accompagnata da vini della Cantina Angoris, da Verduzzo Friulano, il caffè offerto da Illy Caffè e l’amaro Trieste di Piolo e Max.
La manifestazione ha anche un valore nella beneficenza, una parte dell’incasso verrà devoluto alla Fondazione Burlo Garofalo e alla Fondazione Lucchetta. Per due altre associazioni minori che fanno volontariato ci sarà l’incasso della donazione per dei panini di prosciutto in crosta offerti da Masè (Rieccolo! Vedi il mio articolo precedente).
Un’altra parte del ricavato della cena servirà all’Associazione dei Cuochi per sponsorizzare l’inserimento nel lavoro dei ragazzi della scuola, con corsi e preparazione di giovani talenti. Un’altra parte servirà agli associati stessi per fare corsi di aggiornamento perchè le specializzazioni vanno bene ma fare il cuoco deve essere visto a 360° si deve avere un’infarinatura di tutta l’alimentazione!

Sinceramente sono già con l’acquolina in bocca e non vedo l’ora che arrivi mercoledì per assaggiare queste prelibatezze e raccontarvi da vicino quello che succederà, trucco e parrucco perchè sarà una serata di gala e via …a seguire da vicino già dal pomeriggio le abilità dei cuochi nella cucina installata vicino alla fontana dei Quattro Continenti…

Ecco il Menù e le informazioni per prenotare! Buona serata!

ANTIPASTO
Stratificazione di melanzana viola, alice barcolana, formaggio jamar del Carso e bianchera aromatizzata al basilico.

PRIMO PIATTO
Sfoglia all’uovo con farina di grani antichi, canoce di mare, la loro riduzione ed il suo sale.

SECONDO PIATTO
Sorpresa del golfo con crumble del Carso ed insalatina croccante alla triestina su crema di indivia.

DESSERT
Carsolina da Guiness dei primati (oltre 25 metri di larghezza).

Per informazioni e prenotazioni: + 39 338 6076900 oppure atctrieste@gmail.com.

Il costo del biglietto è di 70 euro. Compresi nel prezzo acqua, coperto, degustazione vini e un digestivo.

Dal 17 luglio in piazza della Borsa è presente anche un Gazebo dell’Associazione Cuochi per raccogliere le prenotazioni. Non sarà possibile acquistare i biglietti, né accettare pagamenti la sera dell’evento. In caso di maltempo la cena verrà rinviata al mercoledì successivo.

 

 

Ambiente rustico per una cucina tradizionale di qualità: la Trattoria all’America.

Una sera con un’amica, dopo un aperitivo in Piazza Marconi a Muggia, abbiamo deciso di andare a mangiare qualcosa perchè non avevamo nessuna voglia di tornare a casa a cucinare. Prima abbiamo pensato ad una pizza ma poi la nostra scelta si è orientata sul pesce e abbiamo scelto la Trattoria all’America un po’ distante dal centro storico ma sempre a Muggia.

Piatto tipico: sardoni in savor

Si è rivelata proprio una scelta perfetta per una cenetta di chiacchiere senza troppa confusione in un ambiente rustico e famigliare.
La Trattoria all’ America si può considerare un luogo oramai storico di Muggia poiché esiste da oltre 50 anni ed è vicino alla mia Scuola Media Nazario Sauro in via D’Annunzio 52. Mi ricordo bene quando frequentavo le medie di qualche professore che faceva tappa per la merenda, uno in particolare che chiamavamo Cristoforo Colombo proprio perchè…aveva scoperto l’America!

Trattoria all’America, Muggia

Semplicità e gusto, così definirei quest trattoria. La gentilezza del suo personale ben si sposa con l’ambiente, ci si sente a proprio agio senza inutili orpelli che nascondo i sapori, i piatti sono abbondanti e un antipasto con primo o secondo sono sufficienti per saziarsi. Un dolce per finire con una buona grappa e si è proprio appagati!
Un piccolo neo, forse, è la mancanza di una cantina un pò più variegata, qualche vino un po’ più ricercato ci starebbe. Il vinello sfuso non è male e le grappe sono ottime.
Insomma…una bella serata che ripeterò molto volentieri magari seduta all’esterno nel piccolo giardino.
La consiglio a tutti quelli che amano i sapori nostrani, ai turisti che vogliono conoscere la nostra cucina tradizionale e a chi ha un buon appetito!

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Gommapiuma e bostik.


Gommapiuma e vai con la colla! Questi sono i materiali per quest’anno, niente sarta per il vestito di carnevale (da noi si usa chiamarlo “vestito” e non costume), decisamente una scelta che non avrei mai fatto anni fa ma che tutto sommato è divertente. So che ci sono delle eccellenze nella mia compagnia, la Trottola; artisti della gommapiuma che sanno plasmarla, ricoprirla, colorarla fino a farle assumere qualsiasi sembianza. Ma il mio costume non sarà tanto elaborato, sono una principiante, una volta però avevo buona manualità e creatività, spero di fare qualcosa di almeno decoroso. Vestirmi da tulipano non è mai stata una mia aspirazione ma non mi dispiace cambiare un po’ .

Per iniziare però ci vogliono le riunioni di gruppo, la prima per decidere la macchietta, la secondo per assegnare i costumi, ieri sera per passarci consigli, prototipi, stampi di carta e…cibo, con tanti bambini di tante età. Coinvolgerli da piccoli è un’ottima cosa per tramandare le nostra storia e un’occasione per lasciarli giocare tra di loro, si divertono come pazzi! Come sempre le età si mescolano, grandi e piccoli che collaborano in tanti modi, mi è sempre piaciuta questa usanza di dimenticare per un attimo l’età e gli scompartimenti stagni. Se fai carnevale sai stare con la gente e credo che per una comunità sia un pregio, un vanto!
Lo saper stare ancora bene insieme con spontaneità e leggerezza e un lato del nostro carattere.

Ma in tutte le riunioni che si rispettino non manca mai il cibo, un buffet in piedi , mentre si discute dei vestiti e delle macchiette si mangia (anche perchè è ora di cena).
Ieri sera ho scoperto un sacco di brave cuoche, tante ricette: una pasta al forno gustosa,Burger di lupini ( con semi di girasole e curcuma), patate in tecia e dolcetti e un sacco di altre cose che non sono riuscita ad assaggiare perchè erano troppe. Ognuno ha portato qualcosa e abbiamo fatto proprio una cenetta da buongustai!
Buona serata a tutti!

Insalata Russa o Insalata Olivier.

Russian salad appetizer in a nice white plate with red plate underneath.

Russian salad appetizer in a nice white plate with red plate underneath.

Ciao, siamo tutti indaffarati in mille cose da fare e pensare, il cibo è di primaria importanza e i menù son fatti , bisogna far la spesa e iniziare a cucinare.
Stamattina ho avuto un’amare delusione: in pescheria mi hanno detto che non ci saranno passere (di mare) nel menù della Vigilia !!!! Il tempo non è buono per e non c’è pescato…che delusione ! Ho dovuto optare per altro e ho pensato anche all’Insalata Russa e a quanto tempo che non cucino per piacere.
L’insalata Russa o,Insalata Olivier, dal nome del cuoco belga che l’ha creata, è un classico che non tramonta mai !. Appetitosa e colorata , un antipasto ma anche un contorno. Piatto tipico della cucina tradizionale russa e della cucina piemontese ma presente in tutte le rosticcerie italiane…da sempre..
Mi piace, quando la trovo nei buffet di qualche festa devo sempre trattenermi per non mangiarne troppa, non è bello !
.Però deve essere buona, non quella già confezionata degli hard discount, quella con la maionese bianca che sa di cera di scarpe e la verdura di polistirolo/gomma, deve essere di qualità meglio se fatta in casa , anche la maionese. Per chi è in dieta si può anche fare la versione light con yogurt o con la panna acida usata in Russia e nei paesi dell’Est Europa .

Strano ma vero, mi è tornata la voglia di cucinare. e mi sa che la prima ricetta meno semplice sarà proprio la maionese .

Ingredienti per Insalata russa: la ricetta originale

  • 350 grammi di patate a pasta bianca o gialla
  • 200 grammi di carote fresche
  • 100 grammi di fagiolini
  • 100 grammi di pisellini novelli freschi
  • 2 cucchiai di capperi
  • 4 di uova
  • 3 di cetriolini
  • 1 cucchiaio di olio extra-vergine di oliva
  • 1 cucchiaino di aceto bianco
  • 250 grammi di maionese (o in alternativa 250 grammi di smetana, la panna acida usata in Russia)

Preparazione

  1. Per prima cosa dovete lavare, sbucciare e tagliare a cubetti le patate e le carote, aiutandovi con una mandolina e metterle a bagno nell’acqua fredda perché non si anneriscano.

  2. Successivamente lavate e spuntate i fagiolini e mettete insieme le verdure con i piselli sgranati in una grande casseruola.

  3. Lessate il tutto per circa 10 minuti in abbondante acqua salata acidulata con un cucchiaio di aceto bianco. Suggerimento: le verdure devono essere “al dente” e non molle, state attenti ai tempi di cottura ed assaggiatele saltuariamente, eventualmente lessandole meno.

  4. Una volta lessate le verdure, dovete asciugarle bene sulla carta assorbente.

  5. Mettete quindi in una ciotola l’olio, l’aceto, un pizzico di sale e di pepe.

  6. Emulsionate bene gli ingredienti e incorporate le verdure e i cetriolini tagliati a dischetti.

  7. Mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

  8. A questo punto dovete amalgamare la maionese alle verdure senza comunque annegarle.

  9. Sistemate l’insalata russa fatta in casa in un piatto da portata e se volete decorate con capperi e cetrioli.

    https://www.facebook.com/The-foodie-and-everything-else-1173930919335294/? 

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Festa del Ringraziamento , Muggia Vecchia

Tramonto da Muggia Vecchia

Un’antica tradizione rurale che non conoscevo festeggiata ieri a Muggia Vecchia, La Festa del Ringraziamento e del legame con la Terra. Una festa che ha radici antiche ma che sta tornando estremamente attuale.
Fortunatamente ha smesso di diluviare nel pomeriggio e c’è stato un tramonto che sembrava un dipinto, nuvole rosa e cielo quasi azzurro. Purtroppo sono arrivata tardi per fotografarlo, solo l’ultimo raggio di luce rosa e di nuovo tante nuvole, 5 minuti nell’odore di campagna bagnata ed in Parrocchia per imparare qualcosa sull’agricoltura e il nostro Territorio.C’è chi ha voglia di riprendere un contatto ravvicinato con la natura imparando cose nuove, come me, c’è chi coltiva da tanto e vuole sapere di più. Tutti ad ascoltare l’agronomo Paolo Parmeggiani, il Dott. Carlo Frausin e Giancarlo Stasi. Federico Alessio ci racconta ancora del suo libro Cuore di Pietra. Viti, Olivi, Ortaggi , Frutta e Alberi sono gli argomenti di una tavola rotonda che coinvolge stili di vita e richiama all’importanza dell’agricoltura nel futuro dell’umanità. Argomenti importanti che ben si adattano all’atmosfera di questo luogo antico e sacro.

Il Presidente dell' Associazione Amici di Muggia Vecchia Edi Bussani.

Il Presidente dell’ Associazione Amici di Muggia Vecchia Edi Bussani.

Alle 18 andiamo in Chiesa per la S.Messa di Ringraziamento, la parte spirituale della Festa e siamo in tanti ad ascoltare il  Coro di Alpini che piacciono sempre per la delicatezza e l’emotività della loro musica. Figure che evocano storie di montagna e dei dolori della  guerra, un simbolo per parlare anche di pace. (un piccolo brutto video su Youtube)
E dalla misticità della Chiesa attraversiamo la strada e ci ritroviamo tutti a mangiare e bere assieme. Torniamo al Sicomoro,la ex “casa del Paroco”, in tanti , non ho fotografato, era un momento di relax. Jota, capuzi, prosciutto in crosta , peri petorai cotti nel vino rosso, crostate e marmellate tutto spruzzato da vino locale (c’è anche qualche Coca e Aranciata in tavola,ma poche); sapori e chiacchiere , scambi di ricette e gusti con i bellunesi sempre simpatici che mi ricordano le vacanze con “i cantieri” a Laggio di Cadore da bambina  e una cantata sotto il portico mentre una pioggerella leggera leggera ricomincia a scendere.
Proprio una bella giornata ! Grazie a tutti !
Qui la Gallery

I festeggiamenti per la Festa del Ringraziamento a Muggia Vecchia. 19 novembre 2016.Un bel momento di condivisione!

I festeggiamenti per la Festa del Ringraziamento a Muggia Vecchia. 19 novembre 2016.Un bel momento di condivisione!

11 novembre a Muggia. inizia il Villaggio di San Martino!

Eccoci, hanno aperto stamattina il Villaggio di San Martino e sono scesa nel pomeriggio con un tempo infame. Pioggia, bora e un freddo pungente non avevano nulla dell’Estate di San Martino come viene descritta su wikipedia:” L’estate di San Martino è il nome con cui viene indicato un eventuale periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.” Sembrava piuttosto l’arrivo dell’inverno, ma confido in domani e domenica per farmi il mio bel giro tra le casette di legno e tutte le leccornie .Ho iniziato con una…Sinfonia di ceci e piselli nella casetta di MujaVeg, accompagnata da un Cabernet Sauvignon dell’ Azienda Agricola Scheriani di Muggia, ottimo abbinamento……e un ottimo inizio, peccato che la pioggia con complice il vento mi ha fatto battere in ritirata!!!
A domani!!img_20161111_181226337-01 img_20161111_181245101-01 img_20161111_181335879-01 img_20161111_181339418-01 img_20161111_181358685-01

San Martino.

Sinfonia di ceci e piselli con Cabernet e Sauvignon.

Linda Simeone e La Dolce Vita.

Le Vie delle Foto e La Dolce Vita

Linda

RITRATTI DI DONNA
LINDA

Finita la soddisfacente esperienza di Le Vie delle Foto 2016 e soddisfatta
della bellissima serata finale, La Dolce Vita, mi viene spontaneo pensare a Linda Simeone, una delle organizzatrici della serata di beneficenza e Gala organizzata il 23 luglio a Trieste.
Linda è la direttrice e l’organizzatrice de Le vie delle Foto, mamma, runner, manager ma sopratutto mia amica. Tanti anni di età ci separano ma ci accomuna la voglia di fare ed il proiettarsi verso nuove sfide.
Sarà la prima dei miei Ritratti di Donna, una ideuzza che mi è venuta qualche settimana fa pensando a quante persone positive ed intelligenti ho conosciuto in questo ultimo periodo.

Secondo me, per raccontare Linda basta farle parlare della sua creazione più bella…direi tranquillamente un successo:
Le Vie delle Foto……
<<Per chi ancora non conosce Le vie delle Foto è giusto sapere che è una mostra fotografica collettiva del tutto unica nel suo genere. Ospita durante il mese di aprile fotografi da tutto il mondo e li ospita nel cuore della città di Trieste, ma nel suo cuore più pulsante: i locali. Trieste ha una storia antropologicamente collegata al locale, al bar, a quelle che una volta venivano chiamate tea room o ancora meglio Tabaccherie, lo stesso Joyce utilizzava la locanda per scrivere i suoi testi e tutti i comizi politici (complice anche la nostra bora) venivano tenuti all’interno dei storici caffè. Il locale è stato preso in considerazione come un vero e proprio luogo d’incontro, la piazza, il centro nevralgico di qualsiasi aggregazione che nasce in città.

Ma torniamo alla mostra, un fotografo all’interno di un locale e ogni fotografo con tema diverso perchè ogni sabato mattina e pomeriggio vengono organizzati dei tour guidati con le spiegazioni dei fotografi, dei loro portfoli e quindi è stato scelto di evitare temi uguali o anche solo simili.
Alla fine di ogni anno fotografico l’organizzazione de Le vie delle Foto fa una serata conclusiva dedicata alla raccolta fondi per qualche organizzazione o famiglia meno fortunata. Per il terzo anno consecutivo la beneficenza raccoltà andrà alla famiglia della piccola Aurora, bimba di 4 anni affetta dalla CLKD5. Ogni fotografo dona una delle sue fotografie che poi vengono messe o all’asta o ad offerta libera.>>

Dopo aver letto questo capirete perchè Linda mi piace! E’ riuscita ad assemblare tutti questi fattori dando risalto non solo alla Fotografia ma anche alla Città di Trieste, ai suoi locali, alle sue usanze, ad esaltare il piacere di stare assieme e fare le cose belle assieme con un finale che ci dice chiaramente che l’unione fa la forza non solo nel lavoro ma anche nell’aiuto reciproco.

 Qua sotto tutto il programma della serata ed i suoi autori!
Tutti molto bravi, professionali e creativi.
(inizio dal punto di vista del buongustaio che è un punto fondamentale , per me, in questo momento e vi prometto che andrò alla ricerca di queste ricette e vini e vi racconterò di loro)

Il catering è stato gestito da Joia ristorante in via Diaz con i gnocchi BARONEle gocce di pane di Cadenaro a tutti i gusti. Le pizzette del Pane quotidiano e i dolci da Eppinger.

Buffet gestito da Joia ristorante in via Diaz

Buffet gestito da
Joia ristorante in via Diaz


Aiuto del catering è stato Raffaele Visciano importantissimo e validissimo aiuto!

Il vino della cantina Odoni e della cantina Milic

Il tea in assaggio da TEA TIME

La stupenda location , il Bastione Fiorito

La stupenda location , il Bastione Fiorito

 


La serata quest’anno è stata co-organizzata da Artrophia, il Loft story e Joia e sembra che la loro unione sia stata veramente un connubio ben riuscito. Artrophia si è occupata della parte artistica.

Il catering gestito da Joia ristorante in via Diaz con i gnocchi BARONE

le gocce di pane di Cadenaro a tutti i gusti. Le pizzette del Pane quotidiano e i dolci da Eppinger.

Aiuto del catering è stato Raffaele Visciano importantissimo e validissimo aiuto!

Il vino della cantina Odoni e della cantina Milic

Il tea in assaggio da TEA TIME

Sei fashion designer provenienti da tutto il mondo presenteranno le loro collezioni in una sfilata di moda indimenticabile sulle note del sound designer Alexey Grankowsky – Russia. Alcuni dei nomi :
Anna Vedeneeva Couture – Russia
BORSA – Trieste – Italia
Céline Marie – UK
A Rock on A Lens Eyewear – Australia
Paolin – Italia
Estroverso – collettivo – Russia, Italia, Germania
Madebyenka – Croazia
Foglianera – Italia

 In entrata Always ha dato i braccialetti a tutti per la degustazione olfattiva

 Federico Delbello ha messo le lampade

Arbolè ha messo le piante ed i suoi giardini verticali

Baccarat e Araqua hanno messo i mobili a tema

Il mondo di Didy’s ha messo a disposizione i vestiti per vestirsi a tema
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La Dolce Vita

Una location veramente speciale per questa sera..Il Bastione Fiorito

Trieste

La Dolce Vita

Un bel buffet, gustoso per il palato e piacevole alla vista!

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PS….scusate la scarsa qualità delle immagini ma…..stavo facendo festa!