Ci stiamo avvicinando alla nostra festa, quella che preferisco da sempre: il Carnevale.

Siamo al 3 febbraio e mancano pochissimi giorni a Giovedì Grasso. Dai messaggi su whatsapp a quelli telefonici agli incontri nei vari Brico, Emporio, Ferramenta e negozi di Muggia (è più stancante ma più divertente che comprare sul web ) si sente che il fermento c’è….chi a modo suo ma tanti fanno ancora carnevale, fortunatamente.

Prove per la sfilata

Per tante persone è un evento inutile e superfluo, per altri è dispendioso, per me è sempre stato anche un grande aiuto economico.Oltre che ad essere anche una tradizione antica (si trova ufficialmente negli Statuti Comunali nel 1420) è anche un momento di spensieratezza, una pausa dalla quotidianità,una valvola di sfogo. Per me, che ho superato abbondantemente i 55 anni, è diventato un bel momento per incontrare amici che non vedo mai o poco, un “babezzo” con le mie amiche , un momento di melanconia ricordando chi non c’è più, “un bicèr” o un bianco/rosso con l’arancio e ultimo in ordine di tempo è parlare di nipoti con altri nonni, un mondo nuovo molto speciale!
Pian piano che passano gli anni si rallenta e si trovano altri modi per fsteggiarlo si fa in tono più leggero ma chi ha la passione non credo possa perderla, magari poco, ma si fa.

Strumentopoli

Finalmente sto imparando un sacco di cose su materiali, colle e colori; è interessante e divertente anche se non è facile e ,se viene bene, da una piccola soddisfazione anche personale: l’ho creato io….
Quest’anno son un po’ in ritardo con i vestiti per la sfilata, diciamo pure che sono ruggine ….l’ansia da mancata prestazione inizia a serpeggiare! E’ una delle cose antipatiche del carnevale: la paura di non finire in tempo e dover fare tutto in modo veloce è fastidioso. Sono lenta e mi piacerebbe aver iniziato prima,ma è andata così e fare quel bel viaggetto a Vienna inaspettato non mi è dispiaciuto per nulla (devo ancora finire di sistemare le foto per colpa dei costumi).
Per il prossimo anno ho già deciso però che si cambia:
– sarta che fa il lavoro grosso, nel senso che io porto modelli disegnati e stoffa e lei si arrangia
– io mi occupo degli accessori creativi non ingombranti.
– Gommapiuma abolita se non per oggetti piccoli
– sketch allegro, niente di movimentato ma divertente.
– Affitto di magazzino/cantina con bagno per usare come deposito e cambio o, ancora meglio, piccolo appartamento in centro storico vicinanze piazza, max I piano.
– Attrezzatura fotografica ultraleggera ed ultra professiona da poter tenere in un piccolo tascapane sul fianco e a tracolla.
E, cosa importante, trovare il tempo per lavorare in Capannone, attaccando carta e aiutando nella bassa manovalanza dato che poco so fare, è fatica ma mi piacerebbe rifarlo come tanti anni fa.
Della serie #sognarnocostaniente #femocarneval #noinomolaremomai

#fiorellamacormobilephitography

Carnevale 2018

Nelle case per carnevale

A bordo della Silver Age a scoprire cosa mangia e beve il suo team, ORC Worlds Trieste 2017.

Oggi sono rimasta a terra! Bello il mare e belle le regate ma la mia curiosità principale è conoscere le abitudini alimentari degli equipaggi e oggi mi sono intrufolata sulla Silver Age con la mia sommelier personale, nonchè sorella, Ornella.

Silver Age

Spumante Rotari…ma solo dopo la regata!

Bella barca anche secondo me che sono profana ma esteta con un equipaggio veramentesimpatico e disponibile. Dal sito .yachtclubmdv.it scopro che “è una barca da regata di 12 m dal curriculum vincente, con attrezzature ed allestimenti all’avanguardia; progettata da Bruce Farr e costruita nei cantieri neozelandesi Cookson Boats ”
Volevo far qualche foto in cambusa con l’equipaggio ma fervono i preparativi per la regata delle 13 perciò restiamo fuori a goderci una lievissima brezzolina che sminuisce il calore forte del sole in un cielo terso.
Scopro ancora che non si cucina, non si portano piatti pronti ma panini di prosciutto cotto Praga e la bresaola  che sono gli apportatori di proteine immancabili.
Prima di una regata oltre all’assunzione di integratori vitaminici si mangiano banane e cioccolato fondente extra al 98% ,si sa che il nostro organismo produce endorfine durante attività fisiche intense ed il cioccolato ne stimola la formazione. In parole povere, il cioccolato è capace di riprodurre lo stesso stato di beatitudine che fa provare l’amore, dona gioia e felicità, quale miglior medicinale per lo stress di prove importanti? Questi gli ingredienti principali con un’aggiunta di tanta acqua….
Ma quando si festeggia? La parte veneta del team ama le bollicine con gli spumanti trentini come il Rotari che ho visto in cambusa (Rotari coltiva le proprie uve Chardonnay e Pinot Nero in Trentino, un ambiente incontaminato e dal clima montano ideale per ottenere spumanti complessi, eleganti e raffinati, dai profumi irripetibili altrove. Rotari segue l’antica e raffinata tecnica produttiva del Metodo Classico, forte della vocazione del territorio, particolarmente vocato grazie a una perfetta combinazione di terreni e varietà di microclimi, e della sua tradizione viti-enologica, garantita dal sigillo Trentodoc.)
L’Istriano invece (non mi ricordo il nome accidenti alla mia scarsa memoria) ama la Malvasia Istriana oppure i classici spritz di vino bianco con Radenska, acqua minerale slovena.  Mauro il romagnolo è quasi astemio…qualche birra ogni tanto così!
Ornella passa dal vino al cibo con Mauro che ci dice un particolare della ricetta del brodetto di pesce di casa sua, Porto Garibaldi, una frazione di Comacchio. Prima di finire la cottura si aggiunge sempre un poco di aceto, retaggio antico ma sempre in auge(probabilmente serviva a coprire l’odore del pesce visto che il brodetto era, indietro negli anni, un piatto povero fatto con gli scarti).
Un particolare che ha lasciato interdetta la sommelier è stato il fatto che dei veneti, amanti di buoni vini, non sanno cos’è la Garganega, il vitigno autoctono simbolo del Veneto. (lo stanno sradicando per piantare Prosecco visto che non riescono a soddisfare le esigenze commerciali…mah..che dir?)

Il vitigno Garganega è la varietà a bacca bianca più importante delle province di Verona e Vicenza, e domina le colline delle DOC Soave e Gambellara. La Garganega non ha una sua spiccata aromaticità, ma un patrimonio di profumi tra cui spiccano la mandorla e i fiori bianchi. Non è caratterizzata da una acidità preponderante ma piuttosto da un equilibrio di estratti e zuccheri. Alcune testimonianze fanno appartenere la Garganega alla famiglia dei Trebbiani,  e quindi di origine etrusca, altri ritengono che sia piuttosto derivante dal gruppo dei Greci, anche se le sue caratteristiche ampelografiche sono diverse.
La nostra chiacchierata finisce così con la promessa di rivederci stasera alla cena degli equipaggi e, a proposito, corro a vestirmi e vado a scocciare un po’ i cuochi che stanno preparando il banchetto!! Buon pomeriggio a tutti!

 

Zucchero filato al mini Luna Park.

Qualche notizia sullo zucchero filato!Carnevale di Muggia

Ci sono numerose storie a proposito dell’invenzione dello zucchero filato. Ho dato un’occhiata su internet impostando la ricerca sul termine inglese originale, “cotton candy” e ne sono saltate fuori davvero tante. A quanto dicono nel sito che cito sotto, tutte queste storie sono interessanti ma nessuna di esse è definitiva.
Molti ne attribuiscono l’invenzione ad un uomo d’affari americano all’inizio del XX secolo. E la Louisiana Exposition del 1904 a St. Louis è citata come il luogo in cui il prodotto è stato per la prima volta presentato al pubblico.
La verità è che lo “spin sugar” era conosciuto già molto tempo prima di quella data: già a metà del XVIII secolo sia in Europa che in America lo zucchero filato veniva utilizzato come guarnizione per le confezioni pasquali con reti argentate o dorate di zucchero filato. A quell’epoca produrlo era decisamente costoso e laborioso e non era quindi alla portata di tutti. La sua produzione su larga scala è cominciata quando W.J. Morrison e J.C. Wharton (Nashville, TN) hanno brevettato la prima macchina elettrica nel 1897 facendo dello zucchero filato un prodotto a buon mercato che si è rapidamente diffuso. Il principio sul quale si basa il funzionamento di tale macchina è lo sfruttamento della forza centrifuga e il passaggio dello zucchero (inizialmente cristallizzato) su piastre calde con piccoli fori.

Carnevale di Muggia.

Sister si mangia lo zucchero filato nel piccolo luna park


“The Dictionary of American Food and Drink” riporta invece una storia differente: lo zucchero filato sarebbe nato nel 1900 al Ringling Bros. and Barnum & Baily Circus quando il venditore di snack Thomas Patton ha iniziato il processo di caramellizzazione dello zucchero facendolo genialmente passare sopra una fornello a gas con piastra rotante creando così il “cottony floss” come è stato inizialmente chiamato.

Uno dei modi per farlo in casa è questo:
Servono alcuni bastoncini lunghi 30 centimetri, di plastica oppure di legno, ad esempio quelli che si usano per fare gli spiedini.
Si mette in un pentolino lo zucchero ed il glucosio e poi si aggiungono pochissime gocce d’acqua, in modo da formare con lo zucchero una crema filante. Si mette ora lo zucchero sulla fiamma media. Lo zucchero inizierà a bollire; ogni tanto si prende un cucchiaio di legno, lo si immerge nello zucchero e si fa colare una goccia su un piano di marmo, poi si prende questa goccia con due dita dopo aver atteso qualche istante si prova ad allontanare le due dita; se si formerà un filo, allora lo zucchero sarà “cotto al filo”. Si continua a cuocerlo e dopo qualche attimo si rifà la prova della goccia. Alla seconda o terza prova si dovrebbe formare una pallina da porter forgiare. Quando allontanando le dita si formerà un filo che poi sembrerà diventare vetro, allora siamo arrivati alla mèta: zucchero cotto al caramello.
Si toglie il pentolino dal fuoco e si mette su una spianatoia. Si prende ora un bastoncino ed una forchetta. Dopo aver atteso che il caramello si sia intiepidito (ma attenzione che non si indurisca altrimenti diventerà in breve caramella) si immenge la forchetta nel pentolino e la si tira fuori: lo zucchero inizierà a colare ed allora è questo il momento di agitare la forchetta facendo in modo che i sottilissimi fili bianchi che si formano vadano a formare una matassa di “lana” sul bastoncino che teniamo nell’altra mano.
E’ chiaro che questo bel giochino funziona solo se saremmo stati così bravi e brave da cogliere il giusto punto di cottura dello zucchero.
Vogliamo lo zucchero filato color giallo? Usiamo il succo di limone al posto dell’acqua. Rosso? Succo d’arancia rossa oppure d’amarena…
Buon appetito e buon divertimento!

Volevo seguire la tradizione e andare “a ovi” ma non c’era nessuno.

Voglia di andare “a ovi” non soddisfatta.

carnevaldemuja64

Incontri…

Siccome dovevo andare a Muggia per forza stamattina, mi è sembrata l’occasione buona per andare ” a ovi”dopo anni(Antica questua di gruppi mascherati nelle case e nelle trattorie del centro storico e dintorni di Muggia) ma così non è stato.
Non c’era nessun gruppo mascherato in giro,nessuna banda, nessun strumento, solo qualche bambino in peluche, degli amici reduci di ieri(ogni commento a persone o cose è puramente casuale) e tanti anziani che si godevano il caldo sole primaverile.

Un giretto sul molo, una chiacchiera di qua e una di là, l’argomento principale era logicamente la classifica dei carri di ieri. I commenti positivi ma anche discordi, si cerca di capire la logica del ragionamento della giuria…..ovviamente, chi vince, ha il sorriso stampato sulla faccia

Faccia da Vincitore 1 Brivido !

e si riconosce dalla felicità.Partecipare e collaborare sono le cose principali ma anche vincere aiuta a godersi di più questi ultimi due giorni, diciamocelo!
Se non andavo in centro stamattina mi sarei guardata la sfilata per poter dire anch’io la mia opinione, poco ho visto ieri per poter giudicare.

Niente a ovi…peccato e sarebbe anche poco furbo dimenticare questa tradizione. Lo so che si è stremati dalla domenica di sfilata, ma anche trovarsi con la luce del sole è divertente, magari verso el 12….giretto/questua fin l’una e poi tutti a pranzo assieme. Le volte che ci sono riuscita a fare un lunedì così mi sono sempre divertita tanto, una volta siamo finiti in Carso con la nostra banda, non ricordo bene dove ma festa grande con musica.
E il lunedì è anche una serata molto intima, nel senso che è dei muggesani, chi riesce a superare bene la domenica cerca di godersi il lunedì, finito lo stress dei preparativi e lo sforzo dello sfilare si ci si ritrova a festeggiare veramente anche discutendo alle volte ma senza più competizione (e cmq le simpatie e antipatie sono umane). Perciò bypasso il pomeriggio con la Frittata Gigante in Piazza Marconi e scendo verso le 19 come una volta (quando scendevo anche verso le 20 perchè prima dovevo numerare tutti gli scatti fatti in sfilata il giorno prima, si lavorava). Mentre ripristiniamo questa tradizione direi anche di riproporre i  “Blues Brothers”…che ne dite?
Gallery del lunedì mattina

L’importanza delle condizioni meteo per carnevale.

Non riesco ad andare a letto, qualcuno ci comunica via whatsapp che non può dormire perché vive in centro storico, ma non brontola, sa che sarà così fino mercoledì prossimo: musica e confusione fino a tardi. Penso però che ieri sera, gli abitanti delle calli, abbiano avuto una tregua. Con quel tempaccio non si poteva certo ballare in strada, grandine, vento e pioggia gelida, speravamo nella pioggia sottile che bagna “di meno” ma c’è stato un diluvio con vento che non lasciava possibilità di stare all’aperto.

 Voglia di andare a casa, ma abbiamo fatto bene a restare perché c’erano tanti amici in giro. Un bel venerdì muggesano tra bicchierate (bevanda dell’anno: rosso con l’arancio) e danze al chiuso dei bar o sotto un tendone; musica e chiacchiere, anche qualche ricordo e battute frivole.

Una bella serata, dalle 16 alle 22.30 mi sembra sufficiente …la notte é ormai quasi un miraggio, ci vuole fisico, così me la lascio almeno per martedì, possibilmente ore piccole, anzi l’alba!Il meteo però dice di nuovo pioggia, speriamo che almeno sia quella pioggerellina fine fine poco insistente che riesci a sopportare perché sembra bagni meno oppure, meglio, che il meteo sbagli!!!! Un bel sole come oggi sarebbe perfetto da domani a mercoledì compreso!

Notte a tutti.

Considerazioni del sabato sera, a casa.

Mi dispiace non essere andata a Muggia oggi ma la sfilata di domani sarà impegnativa. La mia prima volta con un bambino di 3 anni, con dei vestiti ingombranti ma simpatici, una novità! Sfilare è stancante ma, nello stesso tempo divertente, ognuno ha un suo ruolo, tutto coordinato e anche con un po’ di sana competizione che serve a migliorare e a cercare cose nuove da sperimentare. 

Sicuramente, in questo momento, c’è ancora qualcuno che non ha finito il costume o il carro e l’ansia da prestazione aleggia fastidiosa. Il sabato è sempre stata la notte con meno muggesani, la notte dei giovanissimi, non me la sono mai goduta molto. Quest’anno ho saltato anche il pomeriggio, meglio preparare tutto con calma!

Buona serata a tutti e….non fate danni!

Giovedì Grasso e l’Apertura del Carnevale 64, un bel modo di iniziare.

Una bella apertura ieri, finalmente è partito (e in un lampo finirà, lo so già) con un cielo nuvoloso ma una temperatura ideale per stare in giro.
La gallery di giovedì grasso

Momenti di ieri a Muggia, l’Apertura del Carnevale, il Ballo della Verdura,l’arrivo del Gratin della Trottola e scorci di vie, il Carnevale è iniziato bene!

Per me, il giovedì, è un giorno “sacro”, nella top list con la domenica e martedì e lo uso anche come porta fortuna: se si inizia bene, si continua bene (anche se non va sempre così).
Ieri è stato proprio come piace a me, dalla bella cerimonia propiziatoria con il Ballo della Verdura all’aver incontrato tanti amici, come piace a me. Una chiacchiera di qua, qualche scatto, un pò di ballo dove piace a me e via…

Oggi piove…tra mezzora devo uscire e non ho ancora deciso cosa indossare…
Il venerdì è una giornata strana, in genere non tanto frequentata, ma non è detto..
Se sei giovane e possibilmente in ferie può essere che il venerdì diventi anche una serata di quelle doc, in genere con amici stretti !

Momenti di ieri a Muggia, l’Apertura del Carnevale, il Ballo della Verdura,l’arrivo del Gratin della Trottola e scorci di vie, il Carnevale è iniziato bene!

Buon Carnevale a tutti!
PS: le notizie storiche tutte su http://www.carnevaldemuja.com/

Il Carnevale nel Costume, mostra della Bulli e Pupe al Museo Carà.

Difficilmente si può scordare il 2004 , 3 domeniche di pioggia battente, una in aprile.
Niente sfilata con quel tempo avverso! Ma ho un ricordo simpatico con i ragazzi della Bulli e Pupe e la loro allegria.

#Carnevaldemuj64

2004 Unico caso di Sfilata rimandata.DIGITAL CAMERA

Ricordo che volevo dedicarmi al video e bazzicare con il montaggio su pc, ne è venuto fuori un video con una regia terribile, effetti ancora peggio ma una cosa nuova. Adesso siamo abituati a filmarci in pubblico e a farci riprendere, quella volta ancora no, 13 anni fa era una novità anche fastidiosa, soprattutto la sera tardi quando si è all’apice della festa. Appena riesco a dividerlo lo pubblicherò perchè è allegro se pur molto kitsch. Nel cd c’è qualche secondo proprio con dei ragazzi di questa compagnia. In giro sotto la pioggia cantando a gran voce “noi no molaremo mai” (noi non molleremo mai). Il nostro spirito che seppur deluso dal non poter metter in mostra il lungo lavoro dei mesi prima non si arrende del tutto e va a divertirsi in giro!
E’ bella la mostra dei Bulli e Pupe perchè mostra l’evoluzione del costume e , soprattutto, di questa compagnia che, in questi ultimi due anni, ha dato il meglio di sè. Vale una visita perchè i costumi sono ben disposti e si vedono i particolari, soprattutto per chi non conosce i nostri costumi, un angolo di storia.
www.carnevaldemuja.com per conoscere meglio questa compagnia e quello che presentano quest’anno.

Buona serata…
finiti i vestiti, domani prove generali e poi organizzazione logistica trasferimenti e orari…

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Mangiare bene a Muggia per Carnevale.

Mancano 2 giorni e si parte. quasi pronti i chioschi di cibo da strada disseminati per la nostra cittadina, dalla piadina alla griglia, dai panini alle frittelle di mele, ce ne per tutti i gusti! Per carnevale viene spontaneo mangiare in piedi o su una panca all’aperto soprattutto per noi muggesani ma anche se si ha voglia di prendersi una pausa e rilassarsi per qualche ora fuori dal caos che impazza per le strade oppure si è un turista che vuole assaggiare la nostra cucina, anche in questo caso, l’offerta non manca. Trattorie, buffet, ristoranti, pizzerie, tante idee e soluzioni per tutti.
Approfitto di questa nostra grande festa per iniziare un percorso culinario che vi racconterà dove andare e cosa mangiare se venite a trovarci.
Per iniziare ho scelto una trattoria che conosco da sempre Alla Marina, via Manzoni 7. Quando ero piccola la chiamavano da Norbedo e mi piaceva tanto mangiare sulla terrazza guardando il mare. E’ un’azienda, da sempre, di tradizione famigliare.
Si trova a poca distanza dal porticciolo e dal centro del paese si vede subito con quel bel color azzurro dell’edificio. Caratterizzata da un ambiente raccolto ed accogliente, ispirato liberamente agli stabilimenti balneari degli anni sessanta ha un’ampia terrazza sul Golfo di Trieste. Un piccolo particolare che mi piace citare è l’utilissimo fasciatoio nel bagno, se non erro, unico in tutta Muggia.
Non è un ristorante di lusso,non ci sono piatti gourmet con accostamenti particolari come di moda oggi, Marina, la proprietaria e sua figlia Fabia offrono piatti tipici della zona come le cozze “scottadeo” o l’antipasto freddo di pesce misto,gli spaghetti alla “busara”, i sardoni(alici) impanati, i gustosi fritti misti e le seppie in umido con la polenta accompagnati da un buon prosecco e del malvasia…..
Buon Appetito!

PS: qua sotto vi presento due piatti che a me fanno venire sempre l’acquolina in bocca!

Profumo di mare.

Antipasto freddo:
gamberetti,polipi,sardoni(alici) marinati e baccalà mantecato
Fritto misto di calamari scampi e sardoni sia fritti che impanati…

 

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Forse non tutti sanno che i coriandoli sono stati inventati da un triestino.

Buona domenica!
Forse non tutti sanno che i coriandoli sono stati inventati da un triestino.
Ettore Fenderl nacque a Trieste il 12 febbraio 1862 e fu uno scienziato di fama internazionale ma a lui viene attribuita anche l’invenzione dei coriandoli. Quand’era ancora un bambino, impossibilitato a gettare dalla finestra di casa alla sottostante sfilata di carnevale i tradizionali confetti e i petali di rose, decise di tagliare in piccoli triangolini dei fogli di carta colorata che quindi lanciò dalla propria finestra di un palazzo in Piazza della Borsa. L’effetto fu subito notato dalle maschere nonché dalla polizia che si recò in casa del bimbo per ottenere delucidazioni. La voce corse subito a Vienna (era il 1876 e Trieste era un’importante città dell’Impero Absburgico) e a Venezia e l’idea, per altro mai brevettata, fece con successo il giro del mondo. Il nome “coriandolo” attribuito ai pezzetti di carta deriva dall’atavico utilizzo dei semi di coriandolo rivestiti di zucchero lanciati nelle feste di carnevale.
(da http://www.tuttotrieste.net/ )
E sapete che in un sacco di lingue vengono chiamati confetti?  (fra cui inglese,tedesco, francese, olandese, svedese e spagnolo)

Carnevale di Muggia

Beautiful 3 year old girl dressed in dirndl and cat mask playing with confetti in the studio.

L’origine della confusione linguistica ha origine nel Rinascimento quando in Italia ai matrimoni o durante il carnevale si usava lanciare veri e propri dolcetti, i confetti appunto. È attestato che già prima del 1597 i confetti stessi erano anche chiamati coriandoli «cuopronsi i coriandoli di zucchero per confetti», ovvero si utilizzassero talora i semi della pianta del coriandolo al posto delle mandorle nei piccoli dolci.

E adesso che vi ho erudito posso tornare ai miei vestiti per domenica prossima che ,grazie a due amiche preziose e mia sorella.stanno venendo veramente bene!