Ristorante TPorto ed il suo Chef Danilo Vasta, foto e chiacchiere.

Buon giorno, tra una settimana inizia l’avventura degli ORC Worlds 2017 a Porto San Rocco. Non vedo l’ora di vivere il mare come  sogno segretamente da anni. Dai tempi del Dott. Cossi e di Bertocchi e Apostoli (dedicato a muggesani DOC) sono stata lontanissima da questo mondo di vele, per una settimana sarò lì a godermi spettacoli di uomini vs mare (anche in cucina e in cantina)!
Nel frattempo che arrivano gli equipaggi vado alla scoperta di Porto San Rocco, che per me è un luogo importante anche dal punto di vista della storia. In quelle acque si sono costruite navi importanti, il Cantiere San Rocco, dove ha lavorato la maggior parte dei muggesani del secolo passato, anche la mia famiglia, ha lasciato il posto ad un luogo di benessere ma conserva ancora tracce della passata personalità (probabilmente è una questione sentimentale).
Dal secolo scorso ad oggi con la nuova versione del Ristorante TPorto che vedo finalmente con una sua personalità.

Zona relax

A me piace il design d’interni, lo seguo da anni con la mia amica Marisa, e trovo che la nuova atmosfera creata sia piacevole con le distinzioni ben precise tra bar, zona  svago con divani e zona pranzo.
Mentre penso che pranzerò con la vista su uno dei doc del vecchio cantiere che

antipasto di sgombro al fumo di ciliegio

è rimasto com’era arriva il primo piatto di Chef Danilo Vasta. Mentre fotografo questi piatti con una luce naturale bellissima chiacchiero con lui per conoscerlo e ve lo presento con le sue stesse parole, non potrei cambiare nulla, neppure la punteggiatura perchè mi sempre che renda veramente l’idea di com’è questo giovane cuoco che cucina bene
<<Nasco a Catania( città di mare) nel 1986,li rimango solo 3 anni per poi esser trasferito con la mia famiglia(per mancanza di lavoro dei miei genitori) a Milano,dove cresco e frequento le prime scuole d’obbligo….

copyright fiorella.macor

Ritratto di Danilo Vasta.

Durante la mia infanzia mi accorgo in varie vicessitudini di avere una certa curiosità nei confronti del cibo…..uno dei miei ricordi che mi porto dentro è la sveglia mattutina per osservare mio padre al lavoro in cucina per il pranzo domenicale…..

Detto questo da queste cose comincio sempre di più ad avvicinarmi a questo mondo fino ad sceglier di frequentare l’istituto alberghiero è così da intraprendere sempre più in maniera professionale questa strada….

con gli anni ho avuto la fortuna di frequentare e di conseguenza far esperienza in alcuni dei posti più rinomati di Milano…esperienze che mi hanno formato in maniera professionale trasmettendomi uno dei fattori fondamentali della cucina ” il rispetto  per il cibo”…….fattore che ho fatto sempre più mio durante gli anni!

Uno dei principali fattori che caratterizza la mia filosofia culinaria,forse il primo!!!
Nella mia cucina rientrano il rispetto,la genuinità,la semplicità,la stagionalità dei prodotti,la creatività e sopratutto l’istinto!
Nei miei piatti cerco di trovare il giusto equilibrio tra più elementi che possono creare un connubio completo ed entusiasmante al palato senza dimenticare la semplicità di quello che utilizzo.

In quest’ultima esperienza in corso ho cercato anche di avvicinarmi e valorizzare alcuni produttori del territorio con cui amo avere un rapporto diretto e di fiducia…..e cmq quest’ultimo garantire una sicurezza alimentare in quello che trasformo in cucina ….che oggi è la cosa fondamentale!!!>>

Porto San Rocco

In cucina con Chef Danilo

Aggiungo solo che ho spiato un po’ mentre cucinava e mi sa proprio che le sue parole siano vere. Apprezzo molto la cucina che predilige una certa naturalità nei prodotti, che è attenta anche al benessere fisico! Buon lavoro Danilo! (presto mi farà vedere cosa propone per l’aperitivo in bar magari con una nuotata in piscina)

Buon pranzo a tutti!

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Capannone, Brico e Prototipi, una domenica come tanti anni fa.

Ieri, domenica, ho fatto un salto indietro nel tempo di quasi trentanni. La mattina ho preparato il laboratorio artigianale (il mio studio) in assetto carnevale is coming. Praticamente ho ricominciato a creare una maschera (farme el vestito de carneval). Tanti anni sono passati da quando smanettavo un po’ con la macchina da cucire, un po’ a mano e con materiali inusuali. Adesso ci sono tanti di quei prodotti nuovi che mi piacerebbe proprio conoscere, nel frattempo riparto dalla gommapiuma, non ho avuto scelta e la vedo dura perchè sarà un vestito ingombrante e pesante, una bella sfida! (vedremo di fare del proprio meglio). Bisogna cominciare però,perchè è già tardi, manca solo un mese. Recuperata mia sister con il pranzo, un pasticcio di radicchio rosso di Treviso e gorgonzola, ci siamo fermate in “capannone” a prendere fogli di cartoncino per fare il prototipo in formato reale del famoso tulipano. Sul capannone dove si costruiscono i carri farò una puntata a parte perchè è il cuore pulsante, l’officina magica, il fulcro della sfilata. Nelle ore e ore passate al freddo a lavorare con ferro, carta, colla, colori c’è sempre il tempo per un pranzetto con cantatina incorporata, un caffè con i crostoli ,un bicchiere di vino o un birra mentre si contempla il lavoro fatto, si studiano i particolari e si discute anche animatamente.E’ come se fosse una comunità a se, è un posto dove trovi sempre qualche amico di lunga data,facce nuove e vedi quello che stanno creando.
E’ domenica, ora di pranzo, c’è poca gente, farò il giretto con calma in settimana, adesso prendo i cartoncini e si va da Brico per colle e nastri adesivi.
Dopo il buon pasticcio si inizia a tagliare cartone per fare il prototipo del fiore, giusto per avere un’idea dell’effetto finale e di come costruirlo, cercando di farlo il più comodo possibile (cosa quasi impossibile con quell’ingombro)e mi sono ritornati in mente tanti bei momenti di tanti anni fa, fare con le proprie mani da un pregio al vestito (costume) in più, c’è la soddisfazione di dire “l’ho fatto io”, non importa se è tanto elaborato o semplice, ma riuscire a farlo bene è proprio una soddisfazione. Questo è un altro dei nostri pregi, questa manualità creativa che è cresciuta sempre di più e si è raffinata soprattutto con i costumi, secondo me.
Un bel gruppo che si fa i costumi assieme scambiandosi messaggi e foto di prove su Whatsapp…è la cosa migliore che mi da abbastanza speranza di riuscire nell’impresa! Mai modo fu migliore di usare i social !!!
E adesso bisogna fare gli stampi in carta…
Buona serata.

Chiacchiere con Mario, il Presidente delle Compagnie del Carnevale

Ho trovato questa foto di Mario nell’archivio e mi è venuta in mente la gita fatta a Viareggio con dei rappresentanti delle compagnie del Carneval de Muja .e mi son fermata a sfogliare la gallery e a ricordare quei bei giorni.

Vareggio 2012,

Vareggio 2012,

E’ stato un bel momento conviviale che Mario ha organizzato nel 2012.
Muggia presente con il suo personale stand a un evento dedicato ai carnevali italiani.Bella compagnia ed argomento interessante. Abbiamo scoperto cose nuove, visitato bei luoghi e ci siamo divertiti!
Guardando la gallery di questo viaggio mi sovviene che ho pensato che Mario ci mette veramente tanto impegno nel suo ruolo. Si vede che lo fa con passione e competenza, allora mi sono sentita di fargli qualche domanda e lui mi ha risposto

<<Mario Spelà Vascotto, ma da quanti anni sei Presidente?
Sono stato in carica come presidente dal 1997 al 2003 , anno in cui , eletto al consiglio comunale, lasciai la carica perché, a mio parere, il presidente del carnevale non deve avere nessuna carica politica.Rieletto presidente dal 2011 . la carica attuale finisce fra 3 anni, per cui fino al carnevale 2019.>>

<< “Chi te ga portà a Muja?” Chi ti ha portato a Muggia?

Nel lontano 1970 quando mi sono sposato, abbiamo fatto la nostra prima sfilata , in quanto il padre di mia moglie era contrario alle carnevalate.Mia moglie lavorava con una ragazza che frequentava amici di Muggia, per cui ogni due o tre sera, venivamo a Muggia, Bar carlini, e passavamo le serate con un gruppetto …ricordo alcuni soprannomi …Spucci, Serena, Roberto Delconte,  Anemia, Fabio Peracca , Alga, Marina, Elvy …… poi una sera ci hanno invitato in capannone dove costruivano i carri (difronte a Mia Santola, allora Trattoria da Claudio) . Li, ho conosciuto i grandi del carnevale … Luciano Tremul, Rino 31, Pece, testa de Jazo, Masin … e tutti gli altri che ci hanno insegnato prima di tutto …lo stare assieme, indipendentemente da chi era chdi ….. E da li, visto che io e la mia signora non potevamo stare separati, è entrata nei capannoni la prima donna, fino allora non concessa al sesso debole…>>
N.d.A ho segnato in grassetto alcuni nomi dei capostipiti , uomini che hanno creato un qualcosa di assolutamente originale, siamo unici, non si può dire di no.

<< e visto che siete molto uniti tu ed Elena, mi piacerebbe sapere quanto ti è di aiuto in questo compito Sono convinta che deve essere un gran supporto , anche lei ama il carnevale ed è una creativa dalle mani d’oro.

Beh, è stata ed è sempre lei che mi “supporta” …si può dire che è lei che mi sprona ,  mi aiuta, mi da idee …. Siamo una bella squadra ….. mi ricordo che con le “ quattro repubbliche marinare + 1” è stata lei che  ha ideato i gruppi di colore , creando una coreografia che ci ha portato al primo posto.>>
N.d.A e su questo non avevo nessun dubbio…

<<per te , cos’è il carnevale di Muggia? Se fai tanta fatica come volontario avrai delle motivazioni emotive,,,, puoi rivelarle?

Come si possono descrivere le emozioni ? Io credo che, quando si lavora  per il prossimo, l’unica motivazione è l’appagamento di aver dato qualche cosa che hai dentro agli altri, di averli fatto partecipi di quello che senti.E in questi anni io so di aver dato molto per la crescita della nostra manifestazione, e di questo ne sono orgoglioso. Senza false modestie, sono stato il primo a far avere i contributi regionali all’associazione, che prima viveva solo grazie a pochissime risorse.>>
N.d.A mi sembra giusto anche aggiungere che tutti i componenti delle compagnie sono dei volontari. Molto diverso da Viareggio dove i carri vengono costruiti da ditte a pagamento (non so bene come funziona il tutto) , da noi, chi aiuta lo fa gratis e i soldi che si guadagnano in varie manifestazioni sono sempre soldini che servono per la compagnia e per costruire i carri..

<<Non sei muggesano di nascita ma hai la nostra passione, chissà perchè?

Scusa, chi ha detto che bisogna essere Muggesani per amare il carnevale ? I Viareggini non sono mica Muggesani .. Ho partecipato già a 15 anni ai primi carnevali di Trieste, carnevali che poi per anni non sono stati più fatti, per cui ho approfittato dell’occasione di Muggia per poter di nuovo far “ Carnevale”. Ma Muggia è una cosa diversa…come ho già detto è teatro, e mi ha subito affascinato.>>
N.d.A appunto, Muggia è una cosa diversa dai soliti carnevali, forse per questo ti ha coinvolto

<<Ultima domanda che è un classico di questo periodo nella nostra città “te va in sfilata?” Quando incontri per strada qualcuno , in questi giorni, viene spontanea la domanda fatidica Vai in sfilata?:Se non altro a chi sa che ha sempre fatto carnevale.

Sento un po’ il peso della responsabilità della manifestazione, per cui magari mi vesto da domatore o altro e con una frusta, sprono le compagnie ad andare avanti  uniti senza buchi e senza interruzioni.

Evviva el Carneval de Muja, perché xe una roba più che seria !!!!!

Mario Spelà Vascotto

E per chi mi vuol conoscere meglio : www.vascotto.net

Ciao >>

La tentazione di scrivere in dialetto è stata forte, è la lingua del carnevale nostrano, e mi sarebbe riuscita molto meglio tutto  ma la voglia di farci conoscere mi dice che è meglio usare l’italiano “lo scrivere in lingua” come si usava dire una volta! (e peccato che non ho un inglese fluente):

Buona serata a tutti

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Stasera vi rimando alla pagina Facebook del Carneval de Muja (il sito è in aggiornamento) per le news informative e scrivo pensieri.
Ho trovato un’immagine dei primi anni 2000 che ,a prescindere da chi è in foto, potrebbe essere degli anni ’80 oppure del 2016 che la scenetta è la stessa da quando esistono le macchine fotografiche in strada con il buio…e secondo me, sono i più bei ricordi di gioventù e non solo! Ovviamente i giovani sono più freschi fisicamente e con gli occhi che brillano, hanno tutta la vita davanti. Però queste immagini fermano dei momenti belli da ricordare a qualsiasi età. Non importa se sono scure, dai brutti colori, con inquadrature improbabili , basta che si veda l’allegria dei volti. Guardando queste squinzie qua sotto (parlo con cognizione di causa e buona conoscenza delle giovinastre) mi rivedo esattamente uguale alla loro età, piena di energia ed allegria, simpatiche. Si balla, si canta , “se fa fraia” diciamo noi il far baldoria. E da giovane è anche più facile perchè è anche un pò faticoso, una bella maratona . Si arriva all’apice dell’energia e poi si scende pian piano,
però la voglia di farlo c’è sempre, magari con altri ritmi, è come un sortilegio che si affievolisce ma non passa mai, nel profondo è rimasta la stessa voglia di farlo come tanti anni fa.
Quello che non cambia mai però è lo stare tutti assieme, senza distinzioni di età , una grande festa che coinvolge e mescola quasi tutti. Un nostro pregio, secondo me.

Ho anche sempre pensato che Carnevale vuol dire “valvola di sfogo”:mi maschero, mi travesto e mi dimentico un attimo della quotidianità. Una pausa con ricarica di energia, star con la gente nelle piazze e nelle strade, per me, è liberatorio.Per un attimo il tempo si ferma e si fa festa, parli con persone che praticamente conosci di vista e incontri amici che non vedi da tempo. E’ fantasia, creatività e pensieri leggeri. Resterà nella memoria e potrà portare allegria che, per me, è un bisogno primario, il buon umore che ti da la spinta per affrontare la vita.

Questo è solo il mio punto di vista , credo che ognuno la vedo a modo suo, l’importante è che il risultato sia sempre questo, questo “stare insieme” senza stress! Buona serata!

Carnevale di Muggia.

….arriva il digitale! 2001

Roberto Marchio e il suo violino.

copyright fiorella.macor

Roberto Marchio e Daniela Frausin in posa per me…

San Nicolò mi ha fatto un bel regalo quest’anno! Un pomeriggio in Sala Millo a Muggia a ricordare Roberto Marchio, il mio violinista preferito, nonchè mio mito personale di gioventù.
La Fameia Muiesana ci ha regalato un ricordo prezioso che ha risvegliato in me tutta una serie di sensazioni che credevo dimenticate,
Per conoscere la sua storia vi rimando ad un blog: Magico Violino dove troverete la sua biografia, io mi limiterò a raccontare qualche piccolo episodio
Sono passati 25 anni da quando ho scattato questa immagine per la locandina di Musica e Cromatismo, performance di Roberto che con il suo magico violino dava vita musicale ai bei quadri di Daniela, sua moglie , è una delle ultime volte che l’ho visto ed ero veramente fiera di essere la loro fotografa personale. Due orette nel mio piccolo studietto ridendo e scherzando…e il risultato non mi è dispiaciuto per nulla!
Se vado a ritroso nel tempo mi rivedo piccolina, alle elementari, quando ero allieva di pianoforte di suo fratello Bruno, Con il mio Bona sottobraccio e sempre perennemente in ansia perchè non ero proprio una brava studentessa, andavo in casa Marchio, a qualche centinaia di metri da casa mia, nel bel centro storico trecentesco veneziano (come viene descritta Muggia centro nel blog Magico Violino) e strimpellavo per un’oretta , poi arrivava un mio coetaneo che studiava violino con Roberto. Sergio arrivava baldanzoso ed entrava sbattendo il suo violino contro lo stipite della porta in modo da farlo scordare , così a Roberto non restava altro che perdere mezzora per rimettere a posto tutto…Me lo ricordo, accigliato, che rimbrottava l’alunno, senza però mai alzare la voce o innervosirsi la sua sottile ironia è forse la cosa che mi è rimasta più impressa del suo carattere.
Se chiudo gli occhi,riascolto ancora i duetti in chiesa con mia mamma ,soprattutto ai matrimoni. L’Ave Maria di Gounod era il loro pezzo forte e mi fa una rabbia terribile non avere nessuna registrazione di questo armonioso insieme (mia mamma era un soprano con una voce dolcissima)..Quando mi sono sposata avrei tanto voluto che fosse presente in Chiesa per suonare per me la sua Ave Maria, purtroppo era in giro con Branduardi e la Carovana del Mediterraneo.
Abitava a  Milano, città che aveva scelto giustamente per esaltare il suo talento,e lo vedevamo poco a Muggia, ma quando veniva a trovare i suoi passava sempre in negozio a trovarmi con la sua bambina che ricordo molto vivace e simile al papà e mi raccontava delle sue tournèe in giro per l’Europa e di San Remo. Ricorderò sempre quando è diventato violino responsabile dell’orchestra del festival di San Remo , tutti davanti la tv per guardarlo e quanto eravamo fieri di lui! Sapete che mi ha raccontato che era l’orchestra a decidere come doveva cantare l’artista in gara? Che si provava ore e ore e la valutazione era il pollice o in su o in giù? E via, finchè lui, non decideva che andava bene!
Mi fermo qua perchè è più interessante ascoltare la sua musica e vi do i link delle piccole clip musicali che ho registrato l’altra sera durante la proiezione del DVD fatto da sua nipote Nelly Cosulich, figlia di Franca , sorella di Roberto e bravissima pianista …una famiglia con un DNA pieno zeppo di musica!
Video 1
Video 2
Video 3