Cividale e i Borderweine, il vino fatto come una volta.

Nel traffico della domenica di Pentecoste con mia sorella, finalmente una giornata come piace a noi, in giro a guardar posti belli e degustare sapori.

Il simbolo di Cividale: Il Ponte del Diavolo

Cividale è sempre stata una meta della nostra famiglia, non so perchè, ma è una tradizione, ogni tanto dobbiamo andarci.
Il Natisone è un fiume splendido e va visto dal Ponte del Diavolo, qui sembra di essere veramente nel Passato. Ieri la strada del ponte ed il centro erano chiusi al traffico, nessun rumore di motore, si stava proprio in pace a guardare giù, e godersi quella natura con la storia che rievoca tempi antichi. E’ davvero una città con un fascino magnetico, fondata da Giulio Cesare, capitale longobarda e con una natura attorno splendida.
Non posso parlare di Cividale senza nominare il Palio di San Donato.
Ci sono stata qualche anno fa e spero di ritornarci quest’anno. Manifestazioni di rievocazioni storiche, in giro, ce ne sono a centinaia riguardanti soprattutto il Medio Evo, ma la cura che ci me mette Cividale nel rappresentare il suo Palio è molto più accurata delle altre parti. Mi ricordo che ero rimasta sorpresa nel vedere, che nel centro storico, i cartelli stradali erano tutti ricoperti di scchi di iuta e i bar più moderni come arredamento, ricoprono tutto sempre con la iuta e c’è lavanda dappertutto, sulle pareti, sui pavimenti, sulle strada; il suo profumo inebria e il salto indietro nel tempo è praticamente perfetto (a parte l’abbigliamento dei turisti, non riesco proprio a capire i sandali con i calzini, ad esempio). Entrare nei campielli con le tende e prodi cavalieri che fanno prove di combattimento, camminare per le calli ed osservare gli artigiani che forgiano il ferro, donne che creano corone di fiori e mangiare qualche antica pietanza seduti vicino al Duomo, non per nulla è tata dichiarata Patrimonio dell’UNESCO, se lo merito perchè è uno scrigno di tesori ( e i Longobardi mi hanno sempre molto incuriosito).
Ma la nostra visita di domenica era con una meta ben precisa: la seconda edizione dei BorderWine.

Castello Canussio.

 il Salone transfrontaliero del Vino Naturale :„il Salone transfrontaliero del Vino Naturale, l’unico evento del Friuli Venezia Giulia dedicato al vino coltivato e prodotto secondo rigidi parametri che coinvolge le cantine produttrici dei 3 paesi confinanti: Italia, Austria e Slovenja.“, con l’obiettivo di far conoscere e rendere accessibile a tutti il vino “fatto come una volta”. Poco ci capisco di vini ma, oltre che al gusto, c’è tutto il contorno che mi piace, partendo dalla location nel Castello Canussio……continua…… con la descrizione della manifestazione appena la mia sommelier mi manda le sue riflessioni !
Buon pomeriggio….

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Food photography e workshop da Eataly Trieste.

Bello, bello, bello! Sì, è stata proprio una bella esperienza che da il là ad una mia personale evoluzione della food photography al punto di farmi venir voglia di aggiungere una pagina dedicata a questo blog.
Chi mi conosce sa che l’insegnamento della fotografia di base non è una mia ispirazione, le cose tecniche da sole non sono nelle mie corde, devono essere affiancate a qualcosa di più creativo ed affascinante che diaframmi, rapidità, lunghezze focali ecc ecc…(esperienza cmq fatta ed abbandonata), da tempo cercavo l’estensione adatta all’insegnamento ed ero convinta che avrei iniziato con insegnare “etica e ripresa di matrimonio” (è in cantiere), invece si è presentata questa occasione in collaborazione con Le Vie delle Foto e Eataly di Trieste che mi ha dato modo di immergermi ancora di più in questa mia passione della fotografia di cibo.
Smartphone e social media, tutto girava attorno a questa nuova passione esplosa sul web, condividere immagini di cibo che facciano venire l’acquolina in bocca non è una cosa così semplice come sembra, serve tecnica, colpo d’occhio e creatività, difficile anche imparare tutto in 2 ore e mezza ma, come si dice giustamente, chi ben comincia è a metà dell’opera e sono sicura che tutti i partecipanti hanno trovato uno spunto per migliorare le loro opere, che siano fatte in fretta in un ristorante oppure ben studiate a casa.
Vi confesserò che l’ansia da prestazione è stata la sensazione del primo quarto d’ora di workshop, ma poi, vedendo l’interesse dei partecipanti mi sono lasciata trasportare dal piacere di trasmettere quello che ho imparato in questi ultimi anni di passione (il tutto con il mio palinsesto cartaceo in mano…per non disperdermi).
Un solo giovanotto con 15 ragazze, difficile non pensare come sono cambiati gli scenari della fotografia in 40 anni ( eh già..in ottobre festeggerò i primi 40 anni di carriera), fino a 10 anni fa ci sarebbe stato esattamente l’opposto, poche quote rosa e anche l’insegnante di gender male probabilmente; bella questa rivoluzione, ho sempre pensato che noi “ragazze” abbiamo più sensibilità nello scatto e siamo molto più aperte mentalmente. Una frecciatina mi sa che ho voglia di mandarla a quell’associazione maschilista della zona che mi aveva bannato anni fa dal loro forum perchè li avevo accusati di non avere elasticità mentale e che pensavano solo alla tecnica, ma non disperdiamoci con dei fuori tema….
Nonostante il programma sia stato cambiato all’ultimo momento ed il set fosse assolutamente di una difficoltà di ripresa unica, i risultati sono stati veramente ottimi e mi piacerebbe veramente raggruppare tutti gli scatti migliori di ognuno in una gallery, perchè, lo ribadisco, era veramente difficile rendere appetitoso qualcosa con quella luce e con un set decisamente minimal/marrone.
Un bell’aiuto è venuto dall’ Asparago burger by Chiara Canzoneri, chef dell’ Hendrick’s Gorizia:

Hamburger di prosciutto cotto in crosta caramellata ed asparagi.

pane fatto in casa cotto al vapore e farcito con asparagi selvatici saltati, prosciutto cotto Masè caramellato, formadi frant e misticanza di asparagi cotti e crudi.
Abbiamo aggiunto anche degli scatti della preparazione del burger, un qualcosa in più.
Difficile anche le riprese degli spaghetti al pomodoro, piatto di punta di Eataly, i colori caldi e forti mescolati al marrone del tavolo e al piatto decorato con una linea blu rendevano la ripresa veramente un’operazione complicata.

Insomma, un tassello importante in più da aggiungere ad un cammino che mi piace sempre più….grazie a tutti!

Mangiare bene a Muggia per Carnevale.

Mancano 2 giorni e si parte. quasi pronti i chioschi di cibo da strada disseminati per la nostra cittadina, dalla piadina alla griglia, dai panini alle frittelle di mele, ce ne per tutti i gusti! Per carnevale viene spontaneo mangiare in piedi o su una panca all’aperto soprattutto per noi muggesani ma anche se si ha voglia di prendersi una pausa e rilassarsi per qualche ora fuori dal caos che impazza per le strade oppure si è un turista che vuole assaggiare la nostra cucina, anche in questo caso, l’offerta non manca. Trattorie, buffet, ristoranti, pizzerie, tante idee e soluzioni per tutti.
Approfitto di questa nostra grande festa per iniziare un percorso culinario che vi racconterà dove andare e cosa mangiare se venite a trovarci.
Per iniziare ho scelto una trattoria che conosco da sempre Alla Marina, via Manzoni 7. Quando ero piccola la chiamavano da Norbedo e mi piaceva tanto mangiare sulla terrazza guardando il mare. E’ un’azienda, da sempre, di tradizione famigliare.
Si trova a poca distanza dal porticciolo e dal centro del paese si vede subito con quel bel color azzurro dell’edificio. Caratterizzata da un ambiente raccolto ed accogliente, ispirato liberamente agli stabilimenti balneari degli anni sessanta ha un’ampia terrazza sul Golfo di Trieste. Un piccolo particolare che mi piace citare è l’utilissimo fasciatoio nel bagno, se non erro, unico in tutta Muggia.
Non è un ristorante di lusso,non ci sono piatti gourmet con accostamenti particolari come di moda oggi, Marina, la proprietaria e sua figlia Fabia offrono piatti tipici della zona come le cozze “scottadeo” o l’antipasto freddo di pesce misto,gli spaghetti alla “busara”, i sardoni(alici) impanati, i gustosi fritti misti e le seppie in umido con la polenta accompagnati da un buon prosecco e del malvasia…..
Buon Appetito!

PS: qua sotto vi presento due piatti che a me fanno venire sempre l’acquolina in bocca!

Profumo di mare.

Antipasto freddo:
gamberetti,polipi,sardoni(alici) marinati e baccalà mantecato
Fritto misto di calamari scampi e sardoni sia fritti che impanati…

 

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Barcolana 48, Trieste 2016

La più antica regata d’Europa. I sommelier giuliani e del Friuli Venezia Giulia protagonisti in una capitale del Vecchio Continente. Trieste, 9 ottobre 2016. Servizio di Simone Savoia

Perchè la Barcolana non è solo vela e sport ,ovviamente., ma anche convivialità, cibo , buon bere ed allegria….tutto in buona compagnia.

Mi sono dedicata a curiosare un po’ tra Rive e bancarelle. Ho ficcanasato da vicino nei piatti e vassoietti di cartone in mano dei visitatori del Villaggio Barcolana e guardato la gente in coda , soprattutto per i piatti di pesce, che ne esce vincitore come giustamente deve essere in una città di mare.

E qua sotto alcuni miei scatti nello stand dei Viticoltori e sommelier dopo la regata di domenica .

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Cadenaro investe su Trieste e rinnova!

Giovedì 8 settembre; la famiglia Cadenaro ha inaugurato il locale rinnovato in via Palestrina, un bel momento di convivialità al quale ho partecipato con interesse e piacere.Il pane di Cadenaro.

Cubetti di gelatine al gusto di frutta della Pasticceria Cadenaro di Trieste.

Cubetti di gelatine al gusto di frutta della Pasticceria Cadenaro di Trieste.

Biscottini da tè.La colazione.

Rimango convinta che la professionalità e l’impegno sul lavoro vadano premiati e questo ne è un esempio!
La dedizione e la costanza , la fantasia e la creatività uniti alla voglia di rinnovarsi ha dato frutto che vien voglia di mordere!

Il rinnovato panificio di proprietà della famiglia Cadenaro, in via Palestrina 4. Il locale, acquistato nel 2008, è stato completamente ristrutturato e punta a diventare non solo un luogo dove gustare prodotti buoni e genuini, ma anche un ritrovo per i clienti, che potranno fermarsi per uno spuntino o per una pausa più lunga, grazie ai nuovi spazi realizzati.

Si tratta di un investimento importante per la famiglia, che nei mesi scorsi ha avviato i lavori sulla superficie di circa 60 metri quadrati, lavori fortemente voluti per garantire una nuova impronta estetica ma non solo, in un panificio già molto amato dai triestini, che da tempo apprezzano tutti i prodotti da forno, a partire dal pane, oltre ai tanti dolci, preparati con un’ attenzione speciale riservata al gusto e alla creatività. Per ora sono impiegate 8 persone, ma l’obiettivo è di ampliare l’organico in futuro, con nuove assunzioni (e questa è anche una bella notizia)