Minestra di lenticchie con uno spumante del Collio.

Festa di San Martino ed antichi sapori d’autunno a Muggia, stamattina sono riuscita a fare una capatina e mi sono ritrovata con un bel piatto di minestra di lenticchie in mano offerto dai miei amici di Muja Veg e fatta da Giulia, una loro amica di Chieti, venuta per l’occasione a trovarli. Super gustosa e sana, questa minestra, mi ha proprio conquistato (anche per la semplicità della realizzazione) e trovo giusto condividere con voi la ricetta:
Ingredienti:(le dosi sono quelle per una normale minestra e secondo il vs gusto))
lenticchie 
patate
foglie di cavolo
olio extravergine d’oliva
dado vegetale possibilmente bio
sale qb.
Realizzazione:
Mettete in ammollo le lenticchie la sera prima
Lessatele in acqua e dado vegetale in modo da avere la base della minestra.
In un’altra pentola lessate le foglie del cavolo verde tagliate a striscioline (con il resto del cavolo potete fare una buona pasta il giorno dopo)
Scolate le foglie togliendole con una schiumarola e nell’acqua dove le avete lessate, buttate le patate tagliate a dadini, lessate al punto giusto anche loro, scolate e mettetele nella pentola delle lenticchie con le foglie del cavolo. Mescolate e fate bollire assieme il tutto per 2/3 minuti giusto per amalgamare il gusto. Impiattate e condite con un buon olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

Visto che eravamo in festa abbiamo accostato Emily, vino spumante di Luca Fedele..fresco e frizzante…ci stava proprio proprio bene!
Buon Appetito!

 

 

 

Bulgur integrale, miglio e riso rosso. Fibre, vitamine e proteine antistress.

Buongiorno,
dopo tutte le cose succulente che vi ho presentato ultimamente diamo un po’ di spazio anche a ricette salutari: Bulgur integrale, miglio e riso rosso…con le zucchine.
Molto simile al Couscous sia per aspetto che per proprietà nutrizionali, il Bulgur è un alimento di origine orientale ricavato da una miscela di frumento integrale e grano duro germogliato e ha molte qualità nutritive ,è un alimento ricco di fibre, vitamine (principalmente vitamine del gruppo B) e minerali (fosforo e potassio).
Il bulgur, inoltre, è povero di grassi, fornisce un basso apporto calorico (circa 350 calorie ogni 100 grammi) e dà un buon senso di sazietà.
La presenza di fibre lo rende facilmente digeribile, particolarmente adatto ai casi di scarsa motilità intestinale.

Integral Bulgur, millet and red rice on an elegant wooden tray.

Il miglio invece è un cereale antico appartenente alla famiglia delle Graminacee, il cui nome botanico è Panicum miliaceum. Il miglio veniva molto consumato nell’ Antica Roma, soprattutto nel Medioevo, periodo in cui il miglio veniva mangiato al posto della carne. Oggi in Occidente è poco diffuso per uso umano, e viene soprattutto usato come mangime per uccelli. Il miglio presenta una quota abbondante di carboidrati, che giustifica anche le sue calorie, 378 per 100 grammi. Ma il miglio è costituito anche da una buona parte di proteine, ricco di minerali, soprattutto fosforo, potassio e magnesio e di vitamine del gruppo B in particolare la Tiamina, la Niacina e i folati. Il contenuto in fibre del miglio è utile per aumentare il senso di sazietà e per stimolare il transito intestinale.
Passiamo al riso rosso e al suo meccanismo secondo cui sia in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue non è ancora del tutto chiaro. L’attività ipolipemizzante di questo prodotto naturale sembra, però, essere addirittura maggiore rispetto alla lovastatina, probabilmente a causa di un’attività sinergica tra i vari costituenti del riso rosso è un rimedio naturale molto noto nella medicina popolare cinese, utilissimo  contro la diarrea e le indigestioni, oltre che per migliorare la circolazione sanguigna.
Uniamo questi elementi così utili per la nostra salute e facciamo un buon risotto con verdure e curcuma
Ecco e voi la ricetta e buon pranzo!
Ingredienti:
mix già pronto in vendita di Bulgur integrale, miglio e riso rosso.

2 carote

1 zucchina

100 gr. piselli già cotti

sale

pepe

curcuma

brodo vegetale

scalogno

Tritate uno scalogno e fatelo imbiondire in una padella con un filo d’olio. Tagliate a pezzetti piccoli le carote e le zucchine e aggiungetele nella padella insieme ai piselli già sciacquati e salate a piacere.

Dopo pochi minuti versate il riso integrale e il riso rosso e fatelo tostare. Aggiungete il brodo vegetale e cuocete per 15° minuti.

Quasi a fine cottura aggiungete la curcuma che regalerà uno splendido color giallo al vostro riso.

Potete servire con un pò di coriandolo fresco.

 

Vino cotto delle Marche Picenum, una prelibatezza da degustare con i dessert.

In un tardo pomeriggio di luglio mi son ritrovata a festeggiare Santa Brigida di Svezia (se volete saperne di più). Invitata dalla mia amica Marina e da sua sorella Presidente della Comunità Italiana ho accolto con gioia la possibilità di ritornare nei luoghi di mio papà e della sua famiglia attratta anche dalla presenza del gruppo Tamburi e Danzatrici San Ginesio dalle Marche. Speravo di godermi uno spettacolo in costume dal sapore marchigiano medievale che non conoscevo ma la mia attesa è stata disdetta perchè, ieri, a San Ginesio c’erano il direttore generale dell’Unesco Bokova, Letta e Prodi per lanciare  il “laboratorio di San Ginesio”, il rilancio dopo il terremoto! (notizie su San Ginesio), niente costumi e niente danzatrici ma un gruppo di giovani,i Terraemotus,  con i loro tamburi! La piccola delusione si è dissolta subito e il pomeriggio si è trasformato in una festa con amici, nuove conoscenza e ……un vino da dessert spaziale : Vino cotto Picenum.

Se volete vedere le foto della festa andate su fb The Foodie and everything else

vino della Marche

Barbara Palmarucci mi racconta la ricetta…


Impossibile non scoprire cos’è questo nettare e non condividere. (anche perchè acquistandolo daremo una mano alle Marche a risorgere dal maledetto terremoto).

Questa è la storia di quello che una volta era chiamato caroenum e che oggi è conosciuto con il nome di vino cotto. Per vino cotto si intende il Vino Cotto Piceno, da non confondersi con quello che, nelle regioni del sud Italia, viene chiamato vino cotto e che corrisponde alla nostra sapa. Le origini del vino cotto risalgono al tempo in cui il territorio compreso tra le province di Macerata, Ascoli e Teramo era abitato dall’antico popolo dei Piceni. In seguito all’espansione dell’antica Roma, il caroenum (che non è ancora chiamato vino cotto) lo ritroviamo nei banchetti degli antichi romani che usavano berlo a fine pasto, poi una volta scomparso l’impero romano, lo ritroviamo al tempo di Carlo Magno, tra i prodotti che le Ville dovevano fornirgli periodicamente, poi scomparse dalle mense dei potenti e continua, diremo quasi “sotto traccia” nelle case dei contadini e dei proprietari terrieri del nostro territorio fino ai giorni nostri. Oggigiorno il vino cotto ha un posto d’onore tra le tipicità del territorio, confermato anche dall’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S. – Marche), che ha inserito il vino cotto Picenum tra le eccellenze enogastronomiche della regione Marche.

COME SI FA

Per fare il vino cotto si prende il mosto (senza le bucce) e si mette in un recipiente dove viene cotto (da qui il nome di vino cotto) lentamente a fiamma diretta fin quando l’evaporazione non fa scendere il volume a 2 terzi dell’iniziale (è fondamentale che la cottura sia fatta a fiamma diretta poiché così avviene la caramelizzazione degli zuccheri che gli conferisce quel particolare colore ambrato). Si mette poi nelle botti a fermentare e vi si lascia per un periodo non inferiore a 18 mesi, quando è giunto a maturazione si imbottiglia e può essere consumato subito o lasciarlo affinare ulteriormente in bottiglia.

CARATTERISTICHE

Il colore del vino cotto è un colore ambrato, dorato e cristallino: il profumo è complesso e va dal caramello ai datteri, dai fichi secchi al miele; in bocca è morbido, caldo, la dolcezza è ottima, mai stucchevole e perfettamente integrata con freschezza e sapidità; il risultato è un vino equilibrato, persistente, fine ed armonico. Il vino cotto ha inoltre proprietà antiossidanti, utili nell’organismo umano a combattere i radicali liberi.

ABBINAMENTI

Il vino cotto è eccellente con la pasticceria secca, il cioccolato fondente, le castagne arrosto, le pesche, i formaggi piccanti o erborinati; in alcuni territorio marchigiani il vino cotto fa parte della tradizionale colazione di Pasqua insieme alla tipica ciambella, al ciauscolo ed al formaggio pecorino. È comunque perfetto anche da solo essendo un ottimo “vino da meditazione”.

TEMPERATURA DI SERVIZIO

La temperatura di servizio del vino cotto varia dai 12° C ai 18° C, secondo le stagioni o il gusto personale.

da I Tesori della Sibilla 

 

Ma la vela non è solo sport, chiacchierata con Nicoletta Tamburlin del team di Brava.

Oggi relax, nessuna regata perchè aspettavamo l’arrivo di quella lunga, offshore, partita ieri pomeriggio davanti Piazza Unità a Trieste. Stamattina mi sono trovata con il mio “comandante” Bruno che ci ha portato per mare con il suo motoscafo a fotografare da vicinissimo la partenza di ieri e dopo gli accordi per l’imbarco di domani mattina mi sono fatta una bella chiacchierata con Nicoletta Tamburlini, una velista di Belluno che fa parte del Team di Brava.L’argomento che mi interessava dal principio era “la cambusa”, ovvero: come si mangia in barca? Cosa? Nicoletta parte dal convincimento che andare in barca a vela deve partire da uno spirito di amicizia, essere un team non solo in barca nel momento delle manovre ma anche dopo, il sedersi davanti ad un tavola, mangiare, bere e discutere di quello che è successo in mare sempre davanti ad un piatto, non il classico panino di prosciutto che ti si blocca sullo stomaco ma con qualcosa di gustoso. Per lei la regata iniziava due giorni prima in cucina nel preparare torte, marmellate per la colazione per la mattina di tutto l’equipaggio, pasta pasticciata, pasta al forno.

Pasticcio di verdure

Una volta è riuscita a cucinare del coniglio con delle costicine di maiale che poi hanno scaldato. Le ricette variano ovviamente in base alle stagioni, non ha mai fatto pasta fredda ma il riso freddo per le regate lunghe accompagnato da polpette che son buone da “sbecottare” così (da noi si dici sbecolare) e poi ci sono tutte le varietà di torte salate, crostate di verdure. Il tutto deve essere sempre innaffiato da un buon vinello.
Nella stagione fredda preparava dei minestroni che congelava e metteva a porzioni nei sacchetti di plastica per poi riscaldare il tutto finita la regata, non c’era nulla di meglio per riscaldarsi dal freddo e dall’umidità. Non stento a crederle quando mi dice che questo era il suo “lavoro extra” alle regate e che tutti erano felici e contenti.
Era diventata un’abitudine anche degli altri team chiedere se aveva portato qualche torta e lei distribuiva fette per tutti i pozzetti!.

Parmigiana

Mi confessa che a lei non piace cucinare ma questa fatica veniva ricompensata dallo star bene insieme, il sapere di far piacere a qualcuno, soprattutto all’armatore, perchè stato lui a farla entrare in questa filosofia di veleggiare e regattare, 2R NEL VENTO di Roberto Reccanello, che è stato anche il suo maestro di vela. Adesso però le cose sono diverse da quando ha cambiato natante a bordo ci sono …i panini…
Barca che vai, usanze che trovi, mi vien da dire!
A Capri hanno l’usanza di farsi preparare dei panini di circa un 20 cm con uno strato di mozzarella ed uno di pomodoro, molto più leggero e salutare dei salumi ovviamente.
In barca, poi, non deva mai mancare frutta secca, cioccolato, crackers e grissini, utili tra una prova e l’altra per dare energia e saziare quello che basta.
Mi vien da sorridere quando mi parla di un equipaggio di triestini che era un po’ schizzinoso.

Brioches

Ad uno non piaceva il tonno, l’altro non mangiava olive poi c’era un ragazzo che  prendeva un panino, buttava in mare la parte sopra e mangiava solo l’imbottitura con il pezzo del pane sotto…e buttare via il pane è un abominio! A questo punto si è incavolata e, a Cherso, ha portato dei sacchetti con: panino, frutto e bottiglietta d’acqua, era la dose del giorno! Se hai fame, portati da casa quello che vuoi…..
A questo punto la nostra conversazione si sposta sulla regata e sull’applicazione Trac Trac che ti segna dove sono le imbarcazioni con il GPS e scopriamo che Mascalzone Latino è primo e tra qualche minuto arriverà in porto.
Mi è piaciuto ascoltarla perchè la mia convinzione che cibo e bacco siano simboli di amicizia e socialità è stata confermata: se c’è un gruppo affiatato si cucina volentieri, se non ci sono questi elementi…panini..ma c’è un’eccezione,

Meritata merenda !

il sacchetto che ci danno in sala stampa con: panino, mela e acqua da portare in barca mentre andiamo a fotografare le regate. Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare il comandante che è un mio amico di lunga data che ci ha offerto anche del buon parmigiano e e dell’ottimo vino. Ieri abbiamo attraccato in porto, ci siamo seduto comodamente in barca e mangiando ci siamo lasciati andare a chiacchiere …. è stata decisamente una giornata perfetta
Bruno,Nicoletta, Giulio e Fiore, un team non in gara ma con lo spirito richiesto da chi ama il mare…
Buona serata a tutti …con il rientro di Mascalzone Latino

ORC Worlds Trieste 2017

Rientro in Porto San Rocco dopo la vittoria di Mascalzone Latino

 

Sushi e Champagne, una festa dei Santi Protettori decisamente inusuale.

Festa di Paese, Messa solenne con un amico d’infanzia, Monsignor Roberto Rosa, vicario del Vescovo, la Processione per le vie della città e la Benedizione in Piazza. Tutto secondo l’antico rito immutato negli anni. Come finale ci dovrebbe essere la sagra in “Cattolica” (come la chiamavano da bambini) , il Ricreatorio offre chioschi con grigliate e pesce fritto e musica live. Il modo classico per finire i festeggiamenti, ma non per me e degli amici che, da qualche anno, si rinchiudono in una cantina in centro storico e festeggiano l’onomastico del padrone di casa Paolo. “Caramai fritti”(calamari) e buon vino….

Quest’anno Paolo ci ha fatto una sorpresona,

Sushi originale fatto in casa

ha invitato un’amica giapponese che ha portato del sushi fatto da lei con alghe appena portate fresche fresche dal Giappone! Niente “caramai” ma un misto tra italianissima mozzarella stracciatella, burrata (arrivate da Napoli), formaggi stagionati e olive. Un arrotolato di mozzarella ripiena di rucola e bresaola…..
dopo  questo antipasto così sostanzioso,

Burrata Napoletana

non siamo neppure riusciti a mangiare la pasta fredda ma siamo passati subito alla torta (che non ho fotografato per non si sa qual motivo) e alle paste portate dai Cadenaro che sono dei panettieri e pasticceri dal 1962, aggiungo anche che il loro pane e grissini erano talmente buoni da poterli mangiare da soli.
Tutto queste leccornie le abbiamo innaffiate con degli ottimi vini, perchè Paolo è anche un sommelier e ha una cantina invidiabile…

Esordiamo con un Bolognino de Il Monticino, vino dei Colli Bolognese ottenuto da unione di uve autoctone bianche. Colore giallo paglierino con riflessi leggermente dorato e profumo tipico vegetale con vena fruttata, buona freschezza e sapidità. Ottimo per rinfrescare il palato dopo un caldo pomeriggio estivo.

Paolo e lo Champagne….

Momento cruciale poi con torta di gelato fragole/ananas e champagne Il Brut Premier Cru della Maison Gardet è uno champagne Blanc de Noirs, con un assemblaggio composto da un 60% di Pinot Meunier e da un 40% di Pinot nero.Le uve utilizzate per questa cuvée provengono tutte dai vigneti di Hautvillers, classificati Premier Cru, vera e propria culla della Champagne. Si tratta di uno champagne che esprime la freschezza e l’eleganza di un corpo nato perfetto. Un vino dagli aromi precisi e acuti, un valore sicuro nella gamma degli champagne Gardet. (ovviamente tutte queste spiegazioni “tecniche” sul vino sono frutto dei miei sommelier personali).
Non contenti, per finire, abbiamo aperto la guantiera di paste (pensavo fosse una parola dialettale invece esiste anche nel dizionario della lingua italiana) e stappato un Moscato di Trani, Rivera, pugliese. Elegante vino da dessert ottenuto da uve Moscato Reale allevate nei terreni tufacei della zona DOC  Il Moscato di Trani è in parte lasciato appassire su graticci per concentrare le componenti zuccherine e aromatiche.

Moscato di Trani

Dopo un’attenta vinificazione, il vino sosta per alcuni mesi in barriques di rovere francese che valorizzano il suo bouquet intenso di moscato, frutta candita e agrumi. In bocca il vino è avvolgente, lungo e complesso con un finale mai stucchevole. Servito fresco, si abbina a pasticceria secca e a dolci delicati, ma anche a formaggi saporiti.

Eravamo in 7, affiatati, buongustai, sommelier e assaggiatori e…soprattutto felici di stare in compagnia assieme!

 

 

 

Festa d’Estate nel Parco Pubblico di Rio Ospo, Green Shooting day.

Una bella festa oggi in questo parco all’entrata di Muggia, nato prima per soli cani e poi allargato anche agli umani.

Raccolta differenziata

Una brezza intensa dal mare e nuvole che però non riescono a coprire bene un sole cocente e si sta benissimo sotto gli alberi , è pieno di gente e cani. Mi ricorda moltissimo l’atmosfera del “Centro” o “Bagno dei preti”di Via Battisti 40 anni fa, . frequentatori misti. muggesani con triestini e qualche turista in camper.
Due orette, stamattina, all’apertura della Festa e della stagione estiva che è finita con un buffet molto fusion. La giornata è dedicata al vivere sostenibile, al benessere psicofisico, all’alimentazione alla musica ed alla danza.Un bel programma che spazia in tanti argomenti rivolti allo star-bene. Nel pomeriggio anche uno shooting fotografico con modelle per presentare delle automobili che cercano di rispettare la mobilità sostenibile. Flamenco, meditazione, prodotti a km 0 e cucina….un programma con tanti temi importanti attuali.
Finita la presentazione ufficiale di tutti gli eventi un brindisi con tantissima acqua e/o birra e il buffet misto tra mitteleuropa austroungarica e nuovi sapori(zucchini con lime).

La crosta del pane del Cotto in Crosta de Pan

Il “Cotto in Crosta col Kren”, forte, grasso, unto vs Zucchini marinati al Lime(Il cuoco Mauri mi ha detto che mi svelerà nome e ricetta appena vado in un momento di tranquillità). Zucchine di qualche azienda qua vicino crude condite con delle spezie che non ho riconosciuto e un forte aroma di lime, rinfrescanti, perfette per questo caldo.

Cotto col kren

L’irrinunciabile usanza di buffet triestini con un nuovo modo di insaporire gli alimenti in modo sano ma molto gustoso, tra l’altro stavano anche bene assieme, con quella crema di Kren (Rafano) che era decisamente forte e il lime rinfrescante e profumato.

Zucchini marinati al Lime

Spero proprio di avere questa ricetta e che le zucchine del mio Terrazzello crescano presto per provare.
Buon caldissimo pomeriggio.