Minestra di lenticchie con uno spumante del Collio.

Festa di San Martino ed antichi sapori d’autunno a Muggia, stamattina sono riuscita a fare una capatina e mi sono ritrovata con un bel piatto di minestra di lenticchie in mano offerto dai miei amici di Muja Veg e fatta da Giulia, una loro amica di Chieti, venuta per l’occasione a trovarli. Super gustosa e sana, questa minestra, mi ha proprio conquistato (anche per la semplicità della realizzazione) e trovo giusto condividere con voi la ricetta:
Ingredienti:(le dosi sono quelle per una normale minestra e secondo il vs gusto))
lenticchie 
patate
foglie di cavolo
olio extravergine d’oliva
dado vegetale possibilmente bio
sale qb.
Realizzazione:
Mettete in ammollo le lenticchie la sera prima
Lessatele in acqua e dado vegetale in modo da avere la base della minestra.
In un’altra pentola lessate le foglie del cavolo verde tagliate a striscioline (con il resto del cavolo potete fare una buona pasta il giorno dopo)
Scolate le foglie togliendole con una schiumarola e nell’acqua dove le avete lessate, buttate le patate tagliate a dadini, lessate al punto giusto anche loro, scolate e mettetele nella pentola delle lenticchie con le foglie del cavolo. Mescolate e fate bollire assieme il tutto per 2/3 minuti giusto per amalgamare il gusto. Impiattate e condite con un buon olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale.

Visto che eravamo in festa abbiamo accostato Emily, vino spumante di Luca Fedele..fresco e frizzante…ci stava proprio proprio bene!
Buon Appetito!

 

 

 

A bordo della Silver Age a scoprire cosa mangia e beve il suo team, ORC Worlds Trieste 2017.

Oggi sono rimasta a terra! Bello il mare e belle le regate ma la mia curiosità principale è conoscere le abitudini alimentari degli equipaggi e oggi mi sono intrufolata sulla Silver Age con la mia sommelier personale, nonchè sorella, Ornella.

Silver Age

Spumante Rotari…ma solo dopo la regata!

Bella barca anche secondo me che sono profana ma esteta con un equipaggio veramentesimpatico e disponibile. Dal sito .yachtclubmdv.it scopro che “è una barca da regata di 12 m dal curriculum vincente, con attrezzature ed allestimenti all’avanguardia; progettata da Bruce Farr e costruita nei cantieri neozelandesi Cookson Boats ”
Volevo far qualche foto in cambusa con l’equipaggio ma fervono i preparativi per la regata delle 13 perciò restiamo fuori a goderci una lievissima brezzolina che sminuisce il calore forte del sole in un cielo terso.
Scopro ancora che non si cucina, non si portano piatti pronti ma panini di prosciutto cotto Praga e la bresaola  che sono gli apportatori di proteine immancabili.
Prima di una regata oltre all’assunzione di integratori vitaminici si mangiano banane e cioccolato fondente extra al 98% ,si sa che il nostro organismo produce endorfine durante attività fisiche intense ed il cioccolato ne stimola la formazione. In parole povere, il cioccolato è capace di riprodurre lo stesso stato di beatitudine che fa provare l’amore, dona gioia e felicità, quale miglior medicinale per lo stress di prove importanti? Questi gli ingredienti principali con un’aggiunta di tanta acqua….
Ma quando si festeggia? La parte veneta del team ama le bollicine con gli spumanti trentini come il Rotari che ho visto in cambusa (Rotari coltiva le proprie uve Chardonnay e Pinot Nero in Trentino, un ambiente incontaminato e dal clima montano ideale per ottenere spumanti complessi, eleganti e raffinati, dai profumi irripetibili altrove. Rotari segue l’antica e raffinata tecnica produttiva del Metodo Classico, forte della vocazione del territorio, particolarmente vocato grazie a una perfetta combinazione di terreni e varietà di microclimi, e della sua tradizione viti-enologica, garantita dal sigillo Trentodoc.)
L’Istriano invece (non mi ricordo il nome accidenti alla mia scarsa memoria) ama la Malvasia Istriana oppure i classici spritz di vino bianco con Radenska, acqua minerale slovena.  Mauro il romagnolo è quasi astemio…qualche birra ogni tanto così!
Ornella passa dal vino al cibo con Mauro che ci dice un particolare della ricetta del brodetto di pesce di casa sua, Porto Garibaldi, una frazione di Comacchio. Prima di finire la cottura si aggiunge sempre un poco di aceto, retaggio antico ma sempre in auge(probabilmente serviva a coprire l’odore del pesce visto che il brodetto era, indietro negli anni, un piatto povero fatto con gli scarti).
Un particolare che ha lasciato interdetta la sommelier è stato il fatto che dei veneti, amanti di buoni vini, non sanno cos’è la Garganega, il vitigno autoctono simbolo del Veneto. (lo stanno sradicando per piantare Prosecco visto che non riescono a soddisfare le esigenze commerciali…mah..che dir?)

Il vitigno Garganega è la varietà a bacca bianca più importante delle province di Verona e Vicenza, e domina le colline delle DOC Soave e Gambellara. La Garganega non ha una sua spiccata aromaticità, ma un patrimonio di profumi tra cui spiccano la mandorla e i fiori bianchi. Non è caratterizzata da una acidità preponderante ma piuttosto da un equilibrio di estratti e zuccheri. Alcune testimonianze fanno appartenere la Garganega alla famiglia dei Trebbiani,  e quindi di origine etrusca, altri ritengono che sia piuttosto derivante dal gruppo dei Greci, anche se le sue caratteristiche ampelografiche sono diverse.
La nostra chiacchierata finisce così con la promessa di rivederci stasera alla cena degli equipaggi e, a proposito, corro a vestirmi e vado a scocciare un po’ i cuochi che stanno preparando il banchetto!! Buon pomeriggio a tutti!

 

Fondi di caffè e olio di oliva, uno scrub per il viso economico ed efficace.

Primavera, voglia di rinnovarsi e migliorarsi. In questa mia ricerca di naturalezza, natura, risparmio, recupero ed eliminazione dei prodotti testati su animali ho provato a farmi uno scrub del viso con i “fondaci”(fondi) del caffè.
Esistono voci a favore e contro il caffè così popolare in tutto il mondo. Alcuni dicono che sia buona per la salute e altri sostengono tutto il contrario. Nonostante questo, sull’utilizzo topico (o esterno) del caffè nessuno può negare che si tratti di un grande alleato. Per questo motivo viene usato per la cosmesi in trattamenti, creme e lozioni.
Il caffè è un esfoliante naturale molto efficace poiché i chicchi macinati stimolano il rinnovo cellulare. Stamattina ho provato lo scrub del viso, pomeriggio proverò la ricetta per il corpo che è diversa.

Scrub al caffè

Mescolate i fondi asciutti con olio d’oliva fino ad ottenere un composto omogeneo e fluido.

Per ottenere uno scrub delicato per il viso ecco il procedimento semplicissimo:

  • Sciacquate per bene i fondi del caffè utilizzati in precedenza e fateli asciugare perfettamente all’aria;
  • versate in una ciotola una quantità pari a mezzo bicchiere in una ciotola;
  • unite dell’olio di oliva a filo, mescolando continuamente con un cucchiaio
  • fermatevi quando avrete ottenuto un composto della consistenza di una crema fluida;
  • usatelo per fare un delicato massaggio sul viso e poi risciacquate con acqua tiepida;
  • se non lo utilizzate subito potete conservarlo in frigorifero per tre giorni
    vedrete che pelle morbida, brillante e pulita!!

    Lo scrub esfoliante per il corpo al caffè si prepara mescolando all’interno di un caffè mezzo bicchiere di fondi di caffè asciutti, un bicchiere di zucchero di canna, mezzo bicchiere di olio d’oliva, un cucchiaino di cannella in polvere e mezzo cucchiaino di noce moscata. Va applicato con massaggi circolari su tutto il corpo prima di procedere alla doccia e si conserva intatto per alcune settimane: basterà chiuderlo dentro un barattolo di vetro, meglio se ermetico..

Ho scoperto anche che i fondi sono utilissimi per eliminare le occhiaie e che aiuta ad eliminare la cellulite!
Per le occhiaie la ragione è la stessa per cui è eccellente per eliminare la cellulite: perché attiva la circolazione sanguigna. Le occhiaie, infatti, compaiono sul viso perché il sangue non può scorrere liberamente, che sia per mancanza di sonno, bevande alcoliche, alimentazione scorretta, eccesso di lavoro ecc.
La caffeina serve per decongestionare la zona. Potete preparare degli impacchi di caffè e applicarli sotto gli occhi (o sull’occhio chiuso) per alcuni minuti. Approfittatene per riposarvi un po’, fare un bagno caldo, ascoltare della musica rilassante ecc. Sul mercato esistono vari prodotti anti-occhiaie il cui elemento base è la caffeina.

Interessante vero? Buon relax a tutti (perchè ricordate che fa bene anche agli uomini!)
e fatevi una risata con questo mio selfie durante lo scrub!

Durante lo scrub al caffè

Oggi ho scoperto gli Agretti detti anche Barba dei frati, lischi o roscano.

Oggi, a casa di mia figlia, ho cucinato una verdura mai vista! Si chiamano agretti, ma come molti altri tipi di verdure e ortaggi in varie parti d’Italia sono conosciuti con nomi tipici locali, come ad esempio Barba di Frate; forse perché la evocano, così lunghi, affusolati e raccolti a mazzetti. Ma sono anche noti come senape dei monaci, lischi o roscano. Il sapore è leggermente amaro, il che spiega la denominazione agretti. Il nome ufficiale comunque è Salsola Soda, e la curiosità è che la salsola è un tipo di pianta famosissimo, poiché tutti l’hanno visto almeno una volta in un film, ma pochi ne conoscono il nome. Si tratta di quegli arbusti che rotolano nel vento in ogni film western che si rispetti, o in ogni parodia, o film d’animazione, o rappresentazione, collegata al genere western. In inglese si chiamano tumbleweed, in italiano appartengono al genere Salsola, che comprende più di cento varietà, di cui molte sono commestibili, tra cui, appunto, la Salsola Soda. Gli agretti sono i germogli e i rametti più giovani e teneri della pianta, poiché quelli più vecchi e ramosi non sarebbero edibili. Il nome Soda deriva dal fatto che, se fatta ardere, permette l’estrazione di carbonato di sodio, di cui è ricca: in ambito industriale è stata largamente coltivata proprio per questa caratteristica, ed è stata una fondamentale fonte di soda fino all’800.

Barba dei frati con olive taggiasche

Gli agretti sono ricchi d’acqua e di fibre, quindi hanno un ottimo effetto sulla diuresi e la regolarità intestinale, e possono addirittura risultare lievemente lassativi. Contengono vitamina A,C e vitamine del gruppo B, soprattutto B3. Tra i minerali i più presenti sono potassio, calcio,magnesio e ferro. Oltre alle proprietà diuretiche hanno proprietà depurative, grazie anche all’alta presenza di clorofilla e rimineralizzanti. Non hanno controindicazioni nelle diete ipocaloriche poiché contengono pochissimi carboidrati, i lipidi sono ancora più scarsi.
Qualche ricetta che ho trovato in giro per il web (oggi li abbiamo lessati e poi fatti saltare in padella con olive tagiasche ed aglio)

Tagliatelle agretti feta e noci (mi ispira molto)

Ingredienti per 2 persone
  • 180 gr. di tagliatelle
  • 200 gr. di agretti
  • 100 gr. di feta
  • 25 gr. di noci
  • 1 spicchio di aglio
Portata: Primi piatti
Difficoltà: Facile
Tempo di preparazione:
Tempo di cottura:
Tempo totale:
Mettete a bollire l’acqua della pasta, lessateli per qualche minuto in acqua salata, poi scolateli e metteteli da parte. Tritate grossolanamente le noci.Fate dorare in un pochino d’olio uno spicchio d’aglio in camicia, poi toglietelo e fate saltare nel tegame con l’olio le noci per qualche istante.  Unite gli agretti e fateli insaporire amalgamandoli alle noci.  Tagliate a dadini la feta. Scolate le tagliatelle tenendo da parte un pò di acqua di cottura e versatele nel tegame con il condimento. Unite anche la feta, l’acqua di cottura necessaria e amalgamate bene il tutto regolando di sale.Impiattate e servite le vostre tagliatelle agretti, feta e noci!!!

Farinata con agretti di Stefy vegan chef

  Ingredienti : 2 tazze di farina di ceci,acqua qb, 200 gr. di agretti , sale rosa dell’ Himalaya, 1 finocchio, una manciata di capperi, olio evo,1/2 arancia.
Versare la farina di ceci in una ciotola e unire tanta acqua quanto basta per avere un impasto liquido, aggiungere 2 cucchiai di olio evo e il sale. Lasciarlo riposare per almeno un oretta.Nel frattempo lessare per una decina di minuti gli agretti in acqua salata.
Versare ora gli agretti nella ciotola con l’impasto, mescolare e cuocere in pentola per 10 minuti per parte.Accompagnare con un’insalata di finocchi e capperi condita con olio evo e succo d’arancia.

Buon appetito!

Ruta graveolens per aromatizzare liquori ed insaporire pietanze.

Finalmente ho iniziato a lavorare nel mio Terrazzello (terrazzo/orticello) e quest’anno mescolerò erbe officinali a verdure ed ortaggi. Non è molto grande ma se dispongo i vasi in modo intelligente dovrei riuscire a crearmi un piccolo orto biologico di tutto rispetto.
L’altra settimana in agraria mi sono comperata anche una piantina di ruta per farmi una grappettina digestiva che ho sempre apprezzato molto a fine pasto.

È una pianta di originaria dell’Europa meridionale. Cresce in luoghi erbosi, negli incolti, lungo i muri, coltivata negli orti. In Italia è presente spontanea, in tutte le regioni, eccetto le isole (dove si trova solo negli orti e giardini), dal piano ai 1.000 metri.

Ruta graveolens

La ruta per insaporire pietanze ed aromatizzare liquori

La Ruta graveolens ha una storia interessante: Il termine  “ruta” deriva dal greco, e significa salvezza, liberazione.
Per gli antichi il suo odore forte serviva a tenere lontane dalla casa vipere e insetti velenosi, e a tale scopo veniva coltivata nei giardini.
Secondo la medicina popolare piccole dosi della pianta erano utili a combattere i reumatismi o rendere più acuta la vista, specie dopo sforzi prolungati.
Sembra che i Romani per “alterarsi” facessero uso smodato di vino aromatizzato con ruta. Discoride e Galeno consideravano però questa erba anafrodisiaca. Ovidio diceva che negava i corpi a Venere. A questa pianta si attribuivano anche virtù magiche nel neutralizzare le forze oscure, e la Chiesa Cattolica permetteva, se benedetta dal prete, di coltivarla in vasi sui davanzali, appenderla sopra alla porta di casa, indossarla con un apposito sacchetto. Si narra che Leonardo la utilizzasse per gli occhi, attribuendo alla piante le sue capacità visive. Veniva considerata l’erba in grado di scacciare la paura ma anche il contagio dalla peste. Insomma, averla a casa mi sa che porta bene!

La pianta è ricca di eterosidi, cioè glicosidi che aumentano la resistenza dei capillari sanguigni oltre a svolgere azione antispasmodica e  diuretica ; flavonoidi,  riconosciuti antiossidanti; fucumarine con azione fotosensibilizzante e  vasodilatatoria e oli essenziali. Dalla ruta si estrae un flavonoide particolare, la rutina, che viene utilizzato dall’industria farmaceutica per la prevenzione e la cura della fragilita’ capillare.

La ruta è digestiva, combatte le fermentazioni intestinali e l’aria nella pancia. Il rimedio omeopatico è indicato in caso di dolori reumatici, distorsioni e affaticamento della vista, le sue sommità fiorite vengono largamente impiegate nella preparazioni di liquori, come aromatizzante. La grappa è probabilmente ciò che l’ha resa famosa, dopo un pasto abbondante fa digerire velocemente.
In cucina si può utilizzare anche in cucina. In piccole quantità, nelle insalate (foglie fresche) o per aromatizzare olio, aceto o piatti di carne. L’infuso di semi di ruta e menta viene utilizzato per marinare la selvaggina prima della cottura.

Utilissima anche per tenere lontane le zanzare!!
Attenzione però le sue foglie sono irritanti !!!

La Ricetta per aromatizzare la Grappa:

COSA SERVE: 

1 litro di grappa giovane, dall’aroma fine e delicato.

5 rametti di ruta fresca

Un cucchiaio di bicarbonato di sodio

LA RICETTA: 

Prendete i rametti di ruta e lavateli mettendoli in immersione in acqua fredda con un cucchiaio di bicarbonato di sodio. Per questa operazione consigliamo l’utilizzo di guanti di lattice, le foglioline possono causare reazioni irritanti alle pelli sensibili.

Asciugate le foglioline delicatamente con un panno di cotone.

Inserite i ramoscelli nella bottiglia di Grappa  e lasciateli in infusione per almeno due mesi. Lasciate la  bottiglia chiusa in un luogo asciutto e al riparo da fonti di calore. La Grappa assorbirà in modo graduale l’aroma e il colore  della ruta, passando da un verde più chiaro ad un verde più acceso.

Se l’aroma è troppo intenso togliete alcuni ramoscelli ma lasciate un piccolo ramoscello nella bottiglia, manterrà il profumo della Grappa sempre fresco.

Buona grappa a tutti!

 

Fragole a merenda con lo yogurt.

Buongiorno!
Zuccheri “buoni”, sali e poche calorie, una merenda perfetta per la primavera.
Semplicissima: yogurt magro e tanti pezzettini di fragole fresche, mescolare, lasciare un po’ in frigo per far amalgamare il sughetto delle fragole allo yogurt e gustare.
I benefici di questa merenda sono tantissimi.
Pur essendo così dolce e appetibile, la fragola contiene poche calorie. Ha prima di tutto un’azione depurativa e disinfiammante, attiva gli antiossidanti già presenti nell’organismo e ha una marcata azione di stimolo sulle attività metaboliche, inoltre contengono l’acido acetilsalicilico che riattivano le difese immunitarie. Ma non è tutto: vitamina B, vitamina C, calcio, magnesio, ferro, potassio e sali che riattivano il metabolismo.Infine, con le fragole facciamo scorta di fibre che favoriscono la sensazione di pienezza gastrica, un lento assorbimento degli zuccheri e quindi il mantenimento dell’equilibrio glicemico.
E che dire dello yogurt? Sappiamo tutti quanto faccia bene.
Si stima che la nascita dello yogurt risalga a circa 3.000 anni a.C. in Mesopotamia. Si diffuse in Europa nel XX secolo e già se ne conoscevano le proprietà benefiche per la salute, per cui non era considerato un semplice cibo, fra i primi rimedi officinali che si studiarono furono gli effetti benefici dello yogurt sullo stomaco.
Lo yogurt fa parte dei latticini, poiché deriva dalla fermentazione del latte, ma è decisamente più digeribile e più salutare, inoltre non da luogo ad intolleranze poiché contiene pochissimo lattosio.
I benefici che otteniamo sono molteplici:riequilibra la flora batterica intestinale e facilita la digestione, produce antibiotici naturali e rafforza il sistema immunitario, previene danni al fegato grazie alla vitamina B e aiuta la linea (specialmente se è magro) perchè è un ottimo spuntino spezza fame. Importante anche il fatto che Il suo consumo riduce la formazione di solfuro di idrogeno, che è la causa dell’alitosi e del tumore al colon.

Pochi grassi e tanti benefici.

Una merenda semplice e gustosa.

Ho anche scoperto che gli scienziati della Marmara University, in Turchia, hanno dimostrato che mangiare yogurt apporta benefici ai denti. Infatti nessuno degli zuccheri e dei grassi contenuti in questo alimento hanno provocato l’erosione dello smalto.Addirittura l’acido lattico contenuto nello yogurt pare avere proprietà salutari nei confronti delle gengive e nella prevenzione di molte malattie paradontali.

Mi fermo qua perchè a studiar bene ci sono ancora tanti benefici dall’assunzione di questi due gustosi alimenti e ve li raccomando…in abbondanza!
Buona merenda sana a tutti!

Eliminiamo le tossine con il carciofo!

Le propietà del carciofo

Il carciofo è una pianta della famiglia Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare e, secondariamente, medicinale.

Il proverbio della Candelora ci dice che ”Se la vien con sol e bora de l’inverno semo fora. Se la vien con piova e vento, de l’inverno semo drento.”…….e pioveva…
consoliamoci allora con un ortaggio che ci fa proprio molto, ma molto bene!

Il carciofo è una pianta dalle particolari proprietà di origine mediterranea, con un fusto robusto e ramificato. La sua altezza può raggiungere un metro e venti centimetri. È un ortaggio ben conosciuto e consumato fin dai tempi antichi, era già utilizzato come alimento dal popolo egiziano ed in seguito dai greci e dai romani.I carciofi sono una fonte preziosa di potassio e sali di ferro.
Contengono un principio attivo, la cinarina, che favorisce la diuresi e la secrezione biliare. Di solito se ne mangiano il fiore e le brattee, dopo aver eliminato quelle esterne, più dure.
Protettori indiscussi del fegato, i carciofi provocano un aumento del flusso biliare e sono molto indicati nella dieta dei diabetici. L’infuso preparato con le foglie di carciofo, cui possono essere associate altre erbe, è davvero miracoloso dal punto di vista di stimolazione della diuresi ed eliminazione delle tossine: il sapore è molto amaro, ma il beneficio è assicurato. I carciofi sono anche tra gli alimenti con il più alto contenuto di fibre, utili quindi per la regolarità intestinale.
Ricco in ferro e povero in calorie, il carciofo rientra spesso tra i consigli nutrizionali anche per il buon contenuto di altri sali minerali (calcio, fosforo, sodio, potassio) e di alcune vitamine (A, B1, B2, C, PP).

VARIETÀ

A differenza del carciofo selvatico (ricco di spine), la varietà addomesticata per l’orto è in genere più gentile alle mani del contadino, pur con alcune eccezioni (lo spinoso sardo). Fra le varietà più conosciute in Italia ci sono:
– il Catanese o Violetto di Sicilia, varietà più diffusa in particolare al Sud Italia,
– il Romano (“mammola”) e il simile Paestum (IGP), denominati secondo le aree cui fanno riferimento le colture,
– il Violetto di Toscana,
– lo spinoso sardo, con una varietà ligure molto simile conosciuta come carciofo spinoso d’Albenga.

In Cucina
Una ricetta semplice per cucinare i carciofi è quella di farlo a spicchi in padella. Come procedere? Prendere i vostri carciofi, puliteli e tagliateli. Poi gettateli in una padella con dell’olio d’oliva e uno spicchio di aglio schiacciato. Aggiungete un po’ di sale a piacimento e lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto, bagnando con un po’ di brodo o dell’acqua calda per rendere più lunga la cottura e più morbido il carciofo, evitando che si bruci.

A fine cottura spolverate con del prezzemolo tritato. Semplice, no?

Altra ricetta semplice su come cucinare i carciofi è quella di farli al forno. Basta tagliare i carciofi a spicchi, assieme a delle patate, metterli in una teglia con olio d’oliva, qualche spicchio d’aglio e sale e pepe. Copriteli con della stagnola e infornate per 15 minuti a 180°. Poi togliete l’alluminio e continuate a cuocere per qualche altro minuto.

Un piatto classico della cucina con i carciofi è quella della tradizione ebraica romana, ovvero i carciofi alla giudia. Qui è molto importante la pulizia dei carciofi, eliminando le foglie esterne più dure, fino ad arrivare a quelle interne più morbide, e poi effettuando un taglio a metà longitudinalmente. Immergete i carciofi in una bacinella con dell’acqua e limone per almeno 10 minuti e aprite le foglie. Poi friggeteli a testa in giù in olio d’oliva caldo, non bollente. Una volta raffredati, apriteli a mo’ di rosa sbocciata e conditeli con sale e pepe. Poi friggeteli nuovamente per qualche minuto.

Sempre a Roma, si preparano i carciofi alla romana. Come?

Pulite i vostri carciofi lasciando un pezzettino di gambo, tagliate le punte e svuotateli del ripieno. Farciteli con un trito di prezzemolo, mentuccia e aglio. Poi, a testa in giù, adagiateli in un tegame o una pentola dai bordi alti e copriteli di acqua, e olio d’oliva, o brodo. In questo modo, vanno cotti per circa 30 minuti.

Buon appetito!

Martina e le frittelle di mele.

Le frittelle di Martina e Stefano.

Da buone mele a frittelle golose.

Oggi è il compleanno di Martina Camarotto e mi va di farle gli auguri così, raccontando delle sue verdure e le Frittelle di Mele….che amo…

Due volte all’anno (San Martino e Carnevale) trovi Martina e suo marito Stefano Bossi (Muggesano DOC) a far frittelle di mele a Muggia…non manco mai ,anche con doppie razioni (porto a casa),potrei definirle un loro marchio di fabbrica, un segno distintivo goloso! Le buone mele dei loro campi , un pela mele, nell’olio caldo, zucchero a velo, cannella…sia con una tisana profumata di fiori calda che con un buon moscato direi che ci stanno a pennello.
Ma è bello soffermarsi anche a guardare le verdure e la frutta fresca , le composte ed il miele, fa voglia di acquistare tutto. Attorniati come siamo dalle verdure “finte” degli hard discount, prodotti che non hanno mai visto la luce vera del sole e che sanno di polistirolo, non possiamo non apprezzare una vetrina così naturale che sa di campagna reale, sai anche che il gusto è quello dei ricordi d’infanzia.
Mi piacciono i mercati all’aperto, i prodotti in vendita hanno la luce naturale e non fari, faretti e neon che falsano i colori e alterano la visione. Non scegliere in solitudine ma chiacchierare mentre c’è chi sceglie per te è anche decisamente un’altra caratteristica che amo nell’andare per mercati, si impara sempre qualcosa anche su cosa mangerai, cose non da poco!!
Tanti Auguri Martina!!! e Buon lavoro!!

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Qualcosa su:
"La Frutticola"  L’azienda a gestione famigliare, sorge in una piccola realtà agricola nei pressi di Lorenzaga, (TV). Dispone di un terreno coltivato di circa 7 ettari a frutteto e in parte a vigneto. La coltura principale dell’azienda è la mela, che di padre in figlio si tramanda con passione. Oltre alla mela si possono trovare pere, kiwi, pesche, prugne, miele e ortaggi vari. Quest’ultima produzione è possibile anche grazie a una serra visibile dal negozio dell’azienda. Oltre a rispondere alle esigenze della clientela al minuto direttamente nella bottega-spaccio aziendale, “La Frutticola” possiede quantità sufficienti per la vendita all’ingrosso. Nel nostro negozio troverete personale accogliente che con pazienza saprà soddisfare anche il cliente più incerto e diffidente dimostrando la qualità e la salubrità dei nostri prodotti perché non c’è niente da nascondere.

Ricetta Cotognata di casa nostra.

Composta di Mele Cotogne

una composta, direi quai una gelatina di mele.

…Ricetta della mia amica Marina.
Ho mangiato questa cotognata sabato sera alla festa del Ringraziamento, non la mangiavo da più di 30 anni perchè non mi piaceva. Ho voluto riprovare un assaggio, il colore quasi corallo era troppo bello, era lucida e tremolante, e mi è venuta voglia di mangiarla. Ho fatto benissimo perchè ho scoperto un gusto molto particolare e goloso. La mela cotogna, strano ibrido tra una pera e una mela così piacevolmente acidula mi è proprio piaciuta. Ho trovato anche che ha delle proprietà benefiche per l’intestino e la digestione, per la pelle è un toccasana di gioventù .
Io non sono una cuoca al momento, mangio ….e trovo ricette che poi salvo in archivio per quando potrò cucinare!
La ricetta della cotognata è di Marina…
1 chilo di cotogne
600/700 gr di zucchero.
mezzo limone biologico con scorza e sugo

Lavare e pulire bene dal “torsolo” e dai difetti le mele
metterle in una pentola capiente con un po’ d’acqua e bollire finchè diventano morbidem
a quel punto macinarle con il passaverdure o con il minipimer. A questo punto si mette lo zucchero e si inizia a mescolare molto spesso per non fare attaccare !
Attenti a non scottarsi! A questo punto la marmellata è densa
e bisogna cucinarla almeno mezzora per farla calare un poco, anche il colore è importante, non deve diventare troppo scura.
Finita la cottura, versare la composta in contenitori di vetro come questi della foto qua sopra, coprire con dei canovacci da cucina e lasciare così una settimana o 10 giorni, rlascerà un pò di liquido ma è normale. Passati i giorni si taglia in panetti più piccoli (a proprio gusto), si avvolge in carta da forno e si tiene in frigo.

Mi racconta Marina che, quest’anno, le mele erano belle mature e la marmellata più amabile del solito.. Alla Festa del Ringraziamento c’è stato uno scambio di varianti della ricetta. C’è chi asciuga in forno e la fa sottile, chi mette meno zucchero, chi mette le mele con la peluria e tutto il resto, chi ci mette le foglie di alloro o altre spezie, ogni famiglia credo abbia la sua variante, la mamma di Marina non metteva il limone e a lei piace anche senza (a me no) .
Comunque questa di sabato era proprio golosa!

Buona serata a tutti!

11 novembre a Muggia. inizia il Villaggio di San Martino!

Eccoci, hanno aperto stamattina il Villaggio di San Martino e sono scesa nel pomeriggio con un tempo infame. Pioggia, bora e un freddo pungente non avevano nulla dell’Estate di San Martino come viene descritta su wikipedia:” L’estate di San Martino è il nome con cui viene indicato un eventuale periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, si verificano condizioni climatiche di bel tempo e relativo tepore.” Sembrava piuttosto l’arrivo dell’inverno, ma confido in domani e domenica per farmi il mio bel giro tra le casette di legno e tutte le leccornie .Ho iniziato con una…Sinfonia di ceci e piselli nella casetta di MujaVeg, accompagnata da un Cabernet Sauvignon dell’ Azienda Agricola Scheriani di Muggia, ottimo abbinamento……e un ottimo inizio, peccato che la pioggia con complice il vento mi ha fatto battere in ritirata!!!
A domani!!img_20161111_181226337-01 img_20161111_181245101-01 img_20161111_181335879-01 img_20161111_181339418-01 img_20161111_181358685-01

San Martino.

Sinfonia di ceci e piselli con Cabernet e Sauvignon.